La tabella di marcia per un’Europa più unita, più forte e più democratica

22 settembre 2017 di Mauro Varotto

Il discorso sullo stato dell’Unione che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha tenuto davanti al Parlamento europeo il 13 settembre scorso, rappresenta uno snodo fondamentale nel dibattito in corso sul futuro dell’Unione europea.

Da un lato, infatti, esso conferma la rotta che le Istituzioni dell’Unione europea – Parlamento, Consiglio e Commissione – stanno seguendo, sulla base dell’agenda fissata al vertice di Bratislava del 2016, tenutosi all’indomani della “Brexit”: restano sedici mesi di lavoro, prima delle elezioni del Parlamento europeo, e il presidente della Commissione ha proposto un concreto e articolato programma di azioni e iniziative da proporre e/o completare entro la fine del 2018.

Dall’altro lato, il discorso sullo Stato dell’Unione guarda avanti e traccia la rotta dell’Unione europea per il futuro perché, come ha sostenuto il presidente Juncker, “Il momento è propizio per costruire un’Europa più unita, più forte e più democratica per il 2025”.

Su queste basi, quindi, il presidente della Commissione ha proposto una “Tabella di marcia per un’Europa più unita, più forte e più democratica”, divisa in due parti:

  • in primo luogo, azioni e iniziative da presentare e/o completare nei prossimi sedici mesi, fino alla fine del 2018, in linea con il primo scenario (“avanti così”) del “Libro bianco sul futuro dell’Europa” presentato dalla Commissione del 1° marzo 2017 e con l’agenda di Bratislava;
  • in secondo luogo, azioni e iniziative più ambiziose, più lungimiranti e destinate a orientare l’Unione europea fino al 2025, combinando gli altri positivi scenari tracciati dal Libro bianco e sfruttando pienamente il potenziale inespresso del vigente Trattato di Lisbona. Questa seconda parte tiene conto del fatto che, dal 29 marzo 2019, il Regno Unito non sarà più membro dell’Unione europea.

 

AZIONI E INIZIATIVE DI FINE MANDATO

L’agenda commerciale europea

Dopo l’entrata in vigore, in via provvisoria, dell’accordo commerciale con il Canada, avvenuta il 21 settembre; dopo l’accordo politico con il Giappone su un nuovo partenariato economico; alla luce dello stato dei negoziati con il Messico e con i paesi dell’America meridionale (che si dovrebbero concludere entro la fine del 2017), la Commissione propone di avviare nuovi negoziati commerciali per il libero scambio con l’Australia e la Nuova Zelanda.

Assieme a tali aperture al commercio globale, tuttavia, la Commissione propone anche un nuovo quadro per il controllo degli investimenti degli investimenti diretti esteri in Europa che possono costituire una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico, in particolare sugli acquisti effettuati da società estere di proprietà statale, al fine di difendere gli interessi strategici dell’Unione e dei suoi singoli Stati membri.

Nuova strategia di politica industriale

La Commissione ha presentato una nuova strategia di politica industriale finalizzata ad aiutare le industrie europee a rimanere o diventare leader mondiali dell’innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione dell’economia.

I principali elementi salienti della strategia di politica industriale dell’UE comprendono:

  • un pacchetto globale teso a rafforzare la cibersicurezza dell’industria;
  • una proposta di regolamento sul libero flusso dei dati non personali, che permetterà la libera circolazione dei dati attraverso le frontiere;
  • una nuova serie di azioni riguardanti l’economia circolare, tra le quali una strategia sulla plastica;
  • un insieme di iniziative tese a modernizzare il quadro per la proprietà intellettuale;
  • un’iniziativa per migliorare il funzionamento degli appalti pubblici nell’UE;
  • l’ampliamento dell’agenda per le competenze a nuovi settori industriali fondamentali, quali l’edilizia, la siderurgia, l’industria cartaria, le tecnologie verdi e l’energia rinnovabile, l’industria manifatturiera e il trasporto marittimo;
  • una strategia sulla sostenibilità finanziaria al fine di orientare meglio i flussi di capitale privato verso investimenti più sostenibili;
  • un elenco riveduto delle materie prime critiche necessarie all’industria manifatturiera dell’Unione.

Lotta contro i cambiamenti climatici.

Con l’Accordo di Parigi sul clima del dicembre 2015 sono state fissate le regole del gioco per mitigare e prevenire i cambiamenti climatici: “di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l’Europa farà in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l’umanità”, ha detto il presidente Juncker.

Tra breve la Commissione presenterà nuove proposte in materia di mobilità pulita, competitiva e interconnessa, comprendenti standard più severi in materia di emissioni di CO2 di autovetture e furgoni, un piano d’azione sulle infrastrutture per i carburanti alternativi e interventi per promuovere la guida autonoma.

Una strategia per la cibersicurezza

Per la stabilità delle democrazie e delle economie i ciberattacchi possono essere più pericolosi delle armi e dei carri armati. Solo nel 2016, in Europa, vi sono stati più di 4.000 attacchi di tipo ransomware al giorno, mentre l’80% delle imprese europee ha subito almeno un incidente di sicurezza informatica.

I ciberattacchi non conoscono frontiere e nessuno ne è immune.

La Commissione propone nuovi strumenti, tra cui un’Agenzia europea per la cibersicurezza.

Migrazioni

Solo nell’ultimo anno, gli Stati dell’Unione europea hanno reinsediato e dato asilo a più di 720.000 rifugiati: il triplo rispetto agli Stati Uniti, al Canada e all’Australia messi insieme: “L’Europa è e deve rimanere il continente della solidarietà dove possono trovare rifugio coloro che fuggono le persecuzioni” ha sostenuto il presidente della Commissione.

Nel contempo, sono stati arginati i flussi irregolari di migranti: sono stati ridotti del 97% gli arrivi irregolari nel Mediterraneo orientale grazie all’accordo con la Turchia e, quest’estate, gli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono scesi dell’81% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La Commissione europea intende raddoppiare gli sforzi per la gestione delle migrazioni, presentando una nuova serie di proposte incentrate sul rimpatrio, sulla solidarietà nei confronti dell’Africa e sull’apertura di percorsi legali.

 

AZIONI E INIZIATIVE PER COSTRUIRE L’EUROPA DEL FUTURO

L’Unione europea è, innanzitutto, una unione di valori e non solo di affari.

I tre valori fondamentali attorno ai quali l’Unione dei popoli europei è costruita sono la libertà, l’uguaglianza e lo Stato di diritto.

Questi tre principi – nella visione del presidente della Commissione europea – sono le basi su cui costruire un’Unione più unita, più forte e più democratica.

Un’Unione più unita

La priorità è quella di fare diventare l’euro la moneta unica dell’Unione europea nel suo complesso: per favorire il rapido ingresso nell’euro di tutti i Paesi dell’Unione (ad eccezione di Danimarca e Svezia che hanno deciso di non aderire alle clausole del Trattato sulla moneta unica), la Commissione europea propone di istituire uno strumento di adesione all’euro che offra assistenza tecnica e anche finanziaria ai Paesi attualmente esclusi.

In secondo luogo, è necessario completare l’unione bancaria, incoraggiando tutti gli Stati membri ad aderirvi: la Commissione ha presentato proposte finalizzate a creare, a livello europeo, un sistema comune di assicurazione dei depositi bancari, purché i singoli Stati membri attuino le regole comuni.

In terzo luogo, anche in vista del vertice sociale che si terrà a Göteborg a novembre, la Commissione invita le altre istituzioni europee ad approvare il pilastro europeo dei diritti sociali, per evitare la frammentazione sociale e il dumping sociale in Europa.

Infine, la Commissione propone di mantenere prospettive di allargamento credibili per i Balcani occidentali, in particolare per Serbia e Montenegro che potrebbero avere i requisiti per entrare nell’Unione europea in un prossimo futuro.

Un’Unione più forte

E’ necessario continuare a rafforzare il mercato unico e anche l’unione economica e monetaria, creando un Fondo monetario europeo che renda finanziariamente più stabili gli Stati membri, e, soprattutto, un ministro europeo dell’Economia e delle finanze: un ministro europeo che promuova e sostenga le riforme strutturali a livello statale.

Per rendere l’Unione europea più forte è necessario anche dotarla di strumenti per combattere il terrorismo e le altre minacce alla stabilità globale.

La Commissione propone la creazione di un’unità di intelligence europea che faccia in modo che i dati relativi al terrorismo e ai combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia, incaricando la nuova Procura europea di perseguire i reati di terrorismo transfrontaliero.

Inoltre, essa mira alla creazione di una vera e propria Unione europea della difesa entro il 2015: il percorso è già avviato con il nuovo Fondo europeo per la difesa e una cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa.

Un’Unione più democratica

Il presidente della Commissione ha anche annunciato nuove norme sul finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni, al fine di non continuare a riempire i forzieri degli estremisti antieuropei.

Inoltre, è stata presentata una proposta per favorire il diritto di iniziativa dei cittadini europei.

Infine, un nuovo codice di condotta per i Commissari europei rafforzerà i requisiti di integrità per i Commissari, sia durante che dopo il loro mandato.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Il discorso sullo stato dell’Unione 2017 del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, del 13 marzo 2017 è disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione, assieme ai documenti presentati dalla Commissione europea, sul sito: “State of the Union 2017

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