Le novità del programma di lavoro LIFE 2018-2020

18 febbraio 2018 di Mauro Varotto

La politica e la legislazione dell’Unione europea in materia di ambiente e di clima sono finanziate attraverso tutti i principali programmi di finanziamento, dai Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), al Meccanismo per collegare l’Europa che sostiene la realizzazione delle infrastrutture europee nei settori dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni.

Addirittura, la strategia “Europa 2020” prevede che tutte le politiche dell’Unione europea concorrano ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici destinandovi almeno il 20% delle risorse ad esse dedicate.

Tuttavia, i programmi di finanziamento dell’Unione europea non risolvono tutte le esigenze specifiche relative all’ambiente e ai cambiamenti climatici e a ciò si aggiunge che il livello di applicazione delle norme ambientali a livello nazionale differisce notevolmente tra i diversi Stati membri, come osservato di recente dalla stessa Commissione europea.

Pertanto, dal 1992, l’Unione europea dispone di uno strumento di finanziamento specifico per sostenere l’attuazione delle proprie politiche ambientali: il programma “Life” (acronimo francese di “LInstrument financier pour l’environnement”), proposto dall’ex eurodeputato olandese Hemmo Muntingh, già direttore del Parco nazionale del Wattenmeer (il Mare dei Wadden, uno dei luoghi più suggestivi del nord-Europa, oggi patrimonio UNESCO).

Il programma LIFE 2014-2020

La versione attuale dello strumento finanziario “Life” è il “Programma per l’ambiente e l’azione per il clima”, adottato con un regolamento dell’Unione europea del 2013 e articolato in due sottoprogrammi: il sottoprogramma “Ambiente” e il sottoprogramma “Azione per il clima”.

Dopo il primo quadriennio di attuazione (2014-2017), la Commissione europea ha ora adottato il nuovo programma di lavoro pluriennale per il triennio 2018-2020, che stanzia la somma di 1,6 miliardi di euro.

Le risorse per i progetti in campo ambientale e climatico sono ripartite tra i due sottoprogrammi e, all’interno di essi, tra i diversi settori di intervento ritenuti prioritari a livello europeo, secondo gli importi indicati nella seguente tabella.

 

Le principali novità del programma di lavoro LIFE 2018-2020

Senza entrare nella descrizione di uno dei programmi europei di più lungo corso e tra i più conosciuti, in questo articolo mi limito a descrivere le novità più rilevanti della seconda fase di attuazione del programma, le quali sono la conseguenza, da un lato, dei recenti cambiamenti intervenuti nella politica ambientale dell’Unione europea (ad esempio, il “Piano d’azione per l’economia circolare” e il “Piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia“, che ho presentato in precedenti articoli del blog); dall’altro lato, della valutazione intermedia sui risultati conseguiti dal primo periodo di attuazione del programma, che ha evidenziato alcune aree di miglioramento.

In sintesi, le novità principali sono le seguenti:

  1. Risultati concreti, misurabili, durevoli e replicabili

I risultati della valutazione intermedia del programma e la posizione assunta dal Parlamento europeo, hanno indotto la Commissione europea a considerare la cosiddetta “replicabilità” dei risultati dei progetti LIFE  un criterio di valutazione delle proposte molto più determinante rispetto al passato.

Le proposte progettuali che saranno presentate nei futuri bandi avranno l’obbligo di dimostrare di essere in grado di produrre effetti misurabili concreti, durevoli, ossia sostenibili nel tempo, fornendo una spiegazione chiara e coerente del modo in cui saranno garantiti la prosecuzione, la replica e/o il trasferimento delle attività e degli effetti prodotti dai progetti candidati.

In questo contesto, per garantire la sostenibilità dei risultati del progetto a lungo termine, saranno valutati come prioritari i progetti che prevedono il coinvolgimento di privati, evidenziando i vantaggi degli approcci di prossimità al mercato.

  1. La dimensione sociale dello sviluppo sostenibile

Il programma LIFE incentiverà sempre di più la ricerca di sinergie tra le dimensioni ambientale, economica e sociale dello sviluppo sostenibile.

Pertanto, priorità avranno le proposte progettuali con approcci plurifunzionali, che perseguono, ad esempio, oltre a obiettivi primari in materia di ambiente o di clima, anche l’integrazione sociale o la crescita economica.

La Commissione europea nel programma di lavoro fornisce, in proposito, un esempio concreto: le attività per la tutela della natura e della biodiversità volte a rafforzare l’economia circolare possono potenzialmente contribuire alla creazione di comunità solidali e all’integrazione sociale. Poiché l’economia circolare spesso non riesce a dimostrare la propria sostenibilità economica, in molti casi considerare la dimensione sociale può essere decisivo, ad esempio favorendo l’integrazione di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro.

  1. Sperimentare nuove tipologie di progetti

Accanto alle tradizionali tipologie di progetti finanziati (quali i progetti pilota o dimostrativi), il nuovo programma di lavoro introduce un criterio di flessibilità, stimolando la candidatura di “altri progetti e “altre attività” al fine di sperimentare nuovi approcci, nuovi tipi di progetti e servizi.

Sempre la Commissione europea fornisce alcuni esempi: il divario tra l’applicazione efficace di soluzioni per l’ambiente e il clima nei progetti LIFE e il loro effettivo accesso al mercato, potrebbe spesso essere colmato assicurando ai progetti LIFE più promettenti un sostegno specifico per accedere ai mercati e ai potenziali investitori.

Per questo saranno proposte nuove azioni di sostegno con l’obiettivo di contribuire a sviluppare progetti pronti per gli investimenti e sostenibili sotto il profilo economico e ambientale, in grado di mobilitare ulteriori risorse finanziarie private e pubbliche per il progressivo incremento e la replica dei risultati.

La Commissione, in altre parole, intende sostenere anche progetti complementari incentrati sul sostegno all’accesso al mercato, oppure su una formazione specifica per progetto in materia di gestione aziendale e acquisizione di fondi, o, ancora, sul sostegno alla creazione di cluster dell’economia circolare e alla collaborazione all’interno degli stessi, oppure premi annuali per i progetti con un valore aggiunto europeo particolarmente elevato.

  1. Concentrazione delle risorse su pochi temi

Infine, una delle novità riguarda il sottoprogramma “Ambiente”, per il quale i temi dei progetti sono ridotti di numero, dagli 87 finanziati fino al 2017 ai soli 42 che saranno finanziati nel triennio 2018-2020.

Nuove priorità emergenti saranno la biodiversità e l’economia circolare, ma anche progetti con un impatto forte e diretto sulla salute della maggior parte dei cittadini europei.

  1. Semplificazione delle procedure di accesso

Il programma di lavoro 2018-2020 sarà anche l’occasione per una semplificazione delle procedure di gestione delle sovvenzioni, in particolare attraverso la sperimentazione di una procedura a due fasi per la presentazione delle domande per i progetti pilota, dimostrativi, di migliori pratiche e di informazione, sensibilizzazione e divulgazione.

Questa procedura in due fasi è stata concepita dalla Commissione europea per favorire la partecipazione al programma di quei potenziali candidati con idee caratterizzate da un elevato valore aggiunto europeo e senza alcuna esperienza nel programma LIFE, che, in passato, sono stati scoraggiati dalla partecipazione a causa del livello di dettaglio necessario per la valutazione di una proposta di progetto.

Quindi, per l’accesso al programma sarà sufficiente la presentazione di una semplice proposta di massima, una “concept note” di dieci pagine (prima fase): solo ai candidati selezionati nella prima fase e con un’elevata probabilità di successo, sarà richiesta la presentazione di una proposta dettagliata (seconda fase).

Resta da dire che per il Sottoprogramma “Azione per il clima” la procedura di presentazione rimarrà invariata: i candidati presenteranno le proposte complete fin dall’inizio.

  1. Tassi massimi di cofinanziamento di progetti

Infine, i tassi massimi di cofinanziamento per i progetti per il periodo 2018-2020 sono in parte modificati e saranno i seguenti:

  • fino al 55% (e non più 60%) dei costi ammissibili di tutti i progetti pilota, dimostrativi, di buone pratiche e di informazione, sensibilizzazione e divulgazione;
  • fino al 60% dei costi ammissibili dei progetti integrati, di assistenza tecnica e progetti preparatori;
  • fino al 60% dei costi ammissibili dei progetti finanziati nell’ambito del settore prioritario Natura e biodiversità del sottoprogramma Ambiente;
  • fino al 75% dei costi ammissibili dei progetti finanziati nell’ambito del settore prioritario Natura e biodiversità del sottoprogramma “Ambiente” riguardanti habitat prioritari o specie prioritarie ai fini dell’attuazione della direttiva 92/43/CEE o specie di uccelli;
  • fino al 100 % dei costi ammissibili dei progetti di rafforzamento delle capacità.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Pagina della Commissione europea dedicata al programma LIFE.

Profilo dell’autore

Statistiche del blog:

  • 67.822 visite

Temi del blog

Calendario dei post

febbraio: 2018
L M M G V S D
« Gen   Mar »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728