Lo stato dei negoziati sul bilancio a lungo termine dell’Unione europea per il periodo 2021-2027

2 agosto 2019 di Mauro Varotto

Un anno fa, tra i mesi di maggio e giugno 2018, la Commissione europea ha presentato le proposte per il bilancio a lungo termine dell’Unione europea: 37 nuovi programmi di spesa per il periodo 2021-2027, che si basano su 45 proposte legislative e un budget di spesa di 1.279 miliardi di euro a prezzi correnti.

Su queste proposte vi è stato un intenso lavoro tecnico sia in sede di Parlamento europeo che di Consiglio dell’Unione europea, al quale hanno collaborato, esprimendo propri pareri, anche il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni e la Corte dei conti.

La relazione intermedia sul quadro finanziario pluriennale, presentata dalla Commissione europea il 4 dicembre 2018 e illustrata in un precedente articolo del blog, nel tracciare un primo bilancio dei lavori svolti, ha dato un forte impulso all’avanzamento dell’iter delle proposte legislative.

In questi ultimi mesi, infatti, sia il Parlamento europeo che il Consiglio si sono impegnati in modo costruttivo ed efficace nei negoziati volti alla approvazione dei nuovi programmi settoriali.

Stato di avanzamento delle proposte legislative

Lo stato di avanzamento delle 45 proposte legislative è sintetizzato nel seguente grafico predisposto dalla Commissione europea in questi giorni.

 

In particolare, i co-legislatori dell’Unione europea hanno trovato un accordo sugli elementi essenziali di 10 programmi chiave, riguardanti questioni di importanza strategica come la ricerca, la difesa, gli investimenti e la trasformazione digitale.

A seguito delle riunioni tripartite (cosiddetti “triloghi”) tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, è stato raggiunto un accordo informale che il Parlamento europeo ha recepito nella approvazione in prima lettura dei seguenti programmi (in appendice al presente articolo sono riportati i link ai testi dei programmi frutto degli accordi sin qui raggiunti tra le Istituzioni europee):

  1. programma Giustizia
  2. programma Diritti e valori
  3. programma Fiscalis
  4. programma Life
  5. programma Orizzonte Europa
  6. programma spaziale dell’Unione europea
  7. programma Europa digitale
  8. meccanismo per collegare l’Europa
  9. Fondo europeo per la difesa
  10. programma InvestEU

 

Sul pacchetto di riforma della politica agricola comune (PAC), invece, sia il Parlamento che il Consiglio stanno ancora elaborando le proprie posizioni prima di avviare i negoziati inter-istituzionali.

Le questioni ancora aperte tra gli Stati membri sulla PAC sono state sintetizzate in un recente documento elaborato dalla Presidenza di turno rumena nel mese di giugno: le discussioni riguardano i pagamenti diretti (in particolare il tema della cosiddetta “convergenza esterna”, tema delicato per l’Italia considerato che il sostegno concesso agli agricoltori è il più alto in Europa e dovrebbe almeno essere dimezzato), il nuovo modello di attuazione della PAC e i relativi indicatori, e, infine, la cosiddetta “architettura verde” della PAC.

L’ultimo testo sulla PAC su cui hanno concordato i rappresentanti dei 28 stati membri è stato predisposto dalla presidenza del Consiglio dell’Unione europea il 28 giugno scorso.

Sempre a giugno la Presidenza di turno rumena ha presentato una relazione sullo stato dei lavori e dei negoziati inter-istituzionali relativi alle proposte della Commissione sulla politica di coesione e i relativi fondi.

Il pacchetto legislativo comprende il regolamento recante disposizioni comuni (RDC), il regolamento FESR/Fondo di coesione (FC), il regolamento relativo al Fondo sociale europeo Plus (FSE+), il regolamento sulla cooperazione territoriale europea (Interreg), nonché il regolamento relativo a un meccanismo per eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi in ambito transfrontaliero.

Anche su queste proposte Parlamento europeo e Consiglio stanno ancora elaborando le proprie posizioni per avviare poi il confronto negoziale.

La tabella di marcia della fase finale dei negoziati

Come si può notare da questa rapida sintesi dello stato dei lavori, sono già stati compiuti progressi notevoli. Molte questioni tecniche sono state risolte e ora i negoziati sul futuro bilancio a lungo termine, il quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, sono entrati nella fase finale.

Il completamento dell’iter legislativo di tali programmi, così come quello dei programmi rimanenti, infatti, dipende ora in misura decisiva da un rapido accordo politico tra i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione sulle risorse finanziarie.

Alla luce del lavoro sin qui svolto, il Consiglio europeo del 20 giugno 2019 ha affermato che procederà l’obiettivo è di raggiungere un accordo prima della fine dell’anno.

Il documento di base su cui verte il negoziato sul quadro finanziario 2021-2027 è stato predisposto a giugno dalla Presidenza rumena e la trattativa è ora portata avanti dalla Presidenza finlandese.

Approvare il quadro finanziario pluriennale entro l’anno consentirebbe di disporre di un periodo di tempo sufficiente per portare a termine i lavori di approvazione dei 37 programmi tematici e di adottare le misure pratiche necessarie per garantirne l’avvio con successo il 1º gennaio 2021.

Infatti, a tale data – il momento da cui il prossimo quadro finanziario pluriennale deve essere giuridicamente pronto per essere attuato in tutti gli Stati membri – mancano solo diciassette mesi e vi è ancora molto da fare per garantire che i futuri programmi finanziari siano operativi fin dal primo giorno.

Una volta che il Consiglio europeo avrà trovato un accordo sulle risorse, infatti, inizierà un intenso processo negoziale tra le Istituzioni europee e, in particolare, con il Parlamento che ha già espresso il proprio parere su quasi tutti i programmi (i link ai pareri in prima lettura del Parlamento sono riportati in appendice all’articolo).

Infatti, alcuni negoziati inter-istituzionali devono ancora iniziare, ad esempio sulla politica agricola comune e sui fondi per la politica di coesione, in attesa che sia concordato il quadro generale delle risorse disponibili.

Solo quando i programmi saranno stati approvati ufficialmente, la Commissione potrà adottare i necessari atti delegati e di esecuzione, che pure sono sottoposti a procedure di controllo del Parlamento europeo e del Consiglio.

Tuttavia, il processo formale di approvazione dei nuovi programmi è solo un elemento della questione.

Anche i preparativi pratici per i nuovi programmi richiedono tempo, sia per la preparazione dei programmi operativi, che per la pubblicazione degli inviti a presentare proposte o per la messa in atto di sistemi di gestione, monitoraggio e controllo.

E’ vero che questo lavoro è già iniziato in parallelo con la finalizzazione del quadro giuridico, ma può essere completato solo dopo che il quadro giuridico sarà stato istituito.

Nell’attuale programmazione 2014-2020 sono stati necessari due anni per l’adozione formale di tutti i programmi nell’ambito della “gestione concorrente”: infatti, adottato il quadro finanziario pluriennale a dicembre 2013, i programmi dei Fondi strutturali e di investimento europei presentati dagli Stati membri e dalle Regioni sono stati approvati dalla Commissione europea solo a fine 2015; i primi bandi sono stati lanciati nel 2016 e i primi progetti sono stati selezionati alla fine del 2016, con un ritardo, quindi, nell’effettivo avvio della programmazione, di ben due anni.

Il rischio è che tale ritardo si ripeta anche per la programmazione 2021-2027: non a caso, infatti, la Commissione europea ha già presentato anche le proposte di regolamenti “transitori” per il pre-finanziamento annuale degli attuali programmi di spesa per gli anni dal 2021 al 2023.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Testi aggiornati dei programmi a seguito dei “triloghi”, con evidenziate le questioni ancora in discussione tra i co-legislatori:

  1. programma Giustizia
  2. programma Diritti e valori
  3. programma Fiscalis
  4. programma Life
  5. programma Orizzonte Europa
  6. programma spaziale dell’Unione europea
  7. programma Europa digitale
  8. meccanismo per collegare l’Europa
  9. Fondo europeo per la difesa
  10. programma InvestEU

 

Posizione del Parlamento europeo sulle proposte legislative della Commissione europea:

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