Priorità politiche e architettura organizzativa della Commissione europea 2019-2024

20 settembre 2019 di Mauro Varotto

In occasione dell’ormai prossimo insediamento della Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen, eletta dal Parlamento europeo il 16 luglio 2019, dedico un articolo all’analisi della composizione e del ruolo di tale istituzione nell’organizzazione dell’Unione europea e ai meccanismi interni di funzionamento impostati dalla neo-presidente.

Composizione

L’articolo 17, paragrafo 5, del trattato sull’Unione europea stabilische che, a decorrere dal 1° novembre 2014, la Commissione europea sia composta da un numero di membri corrispondente ai due terzi del numero degli Stati membri (per un’Unione a 27 i commissari sarebbero 18 ), salvo che si fosse disposto diversamente.

Il Consiglio europeo, con una decisione del 22 maggio 2013 sino ad oggi rimasta invariata, ha invece stabilito che la Commissione europea sia composta da un cittadino di ciascuno Stato membro, compreso il presidente e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che è uno dei vicepresidenti: la prossima Commissione europea sarà formata, quindi, da 27 Commissari, avendo il Regno Unito formalmente comunicato che, poiché lascerà l’Unione europea il 31 ottobre 2019, non nominerà un proprio candidato per la nuova Commissione.

I membri della Commissione sono scelti in base alla loro competenza generale e al loro impegno europeo e tra personalità che offrono tutte le garanzie di indipendenza.

La scelta dei candidati spetta al Consiglio europeo, di comune accordo con il presidente eletto, in base alle proposte presentate dagli Stati membri.

Il presidente, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli altri membri della Commissione sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione del Parlamento europeo.

Una volta approvata dal Parlamento, il mandato della Commissione è di cinque anni, quindi, dal 1° novembre 2019 al 31 ottobre 2024.

 

Funzioni

Circa le sue funzioni principali, la Commissione ha, innanzitutto, il compito di promuovere l’interesse generale dell’Unione e di adottare le iniziative appropriate a tal fine: essa ha un generale e pressoché esclusivo potere di proporre l’adozione di atti legislativi ai due co-legislatori, Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea.

In secondo luogo, essa vigila sull’applicazione dei trattati e delle misure adottate dalle istituzioni in virtù dei trattati, nonché sull’applicazione del diritto dell’Unione, sempre sotto il controllo della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Inoltre, la Commissione gestisce il bilancio e i programmi di spesa e avvia il processo di programmazione annuale e pluriennale dell’Unione.

Infine, essa assicura la rappresentanza esterna dell’Unione, fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune.

Un aspetto fondamentale da tenere presente è che la Commissione europea esercita le sue responsabilità in piena indipendenza: infatti, i membri della Commissione non sollecitano né accettano istruzioni da alcun governo, istituzione, organo o organismo. D’altro canto, i trattati europei prescrivono agli Stati membri di rispettare la indipendenza dei commissari, senza cercare di influenzarli nell’adempimento dei loro compiti. I Commissari, inoltre, si astengono da ogni attività incompatibile con le loro funzioni o con l’esecuzione dei loro compiti: non possono, per la durata delle loro funzioni, esercitare alcun’altra attività professionale, rimunerata o meno.

La Commissione è responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento europeo. Il Parlamento europeo può votare una mozione di censura della Commissione

 

Presidente

Un ruolo preminente è svolto dal Presidente della Commissione, cui il Trattato dell’Unione europea affida i seguenti poteri:

  1. definisce gli orientamenti nel cui quadro la Commissione esercita i suoi compiti;
  2. decide l’organizzazione interna della Commissione per assicurare la coerenza, l’efficacia e la collegialità della sua azione;
  3. nomina i vicepresidenti tra i membri della Commissione, fatta eccezione per l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, il quale è nominato direttamente dal Consiglio europeo ed è vice-presidente di diritto.

Un membro della Commissione rassegna le dimissioni se il presidente glielo chiede.

 

Commissari

Le competenze che i Trattati affidano alla Commissione europea sono strutturate e ripartite fra i membri dal Presidente. Tutti i membri della Commissione esercitano le funzioni loro attribuite dal presidente, sotto la sua autorità.

L’elenco dei Commissari designati e l’allocazione dei rispettivi portafogli è riportata nella pagina web della Presidente eletta, reperibile in calce al presente articolo.

Metodo di lavoro

La Commissione opera in maniera collettiva: tutti i Commissari lavorano insieme su un piede di assoluta parità e decidono collettivamente, assumendosi la titolarità di quanto concordato.

Il presidente della Commissione è responsabile della direzione politica della Commissione e, pertanto, stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni del Collegio, che è l’unica sede in cui i membri della Commissione si incontrano per discutere e per decidere.

Le riunioni settimanali della Commissione richiedono un’accurata preparazione. Questo è lo scopo principale degli organi preparatori collegiali:

– la riunione settimanale dei capi di gabinetto «Hebdo» e le riunioni preparatorie che li precedono:

– le riunioni speciali dei capi di gabinetto,

– la riunione del gruppo per il coordinamento esterno – EXCO,

– l’incontro del Gruppo sulle relazioni interistituzionali – GRI.

In tutte le riunioni preparatorie del Collegio, i Capi di Gabinetto e i membri del Gabinetto parlano a nome dei rispettivi membri della Commissione.

 

Vicepresidenti

La presidente eletta, Ursula von der Leyen, ha nominato tre vicepresidenti esecutivi e tre vicepresidenti non esecutivi i quali, ciascuno nelle aree di propria responsabilità, agiscono per conto della presidente e la coadiuvano.

Ad ogni vicepresidente è stato assegnato un ruolo di leadership rafforzato, oltre alla responsabilità di guidare e coordinare un gruppo di commissari.

Ciascuno dei sei vice-presidenti coordina una delle sei tematiche prioritarie individuate dal programma politico sul quale è stata eletta la nuova presidente: ciò significa che ciascun vice-presidente riunisce diversi membri della Commissione (gruppi di Commissari – Commissioners Groups) e diverse strutture dei servizi della Commissione per definire le politiche da attuare.

I sei vicepresidenti possono convocare anche riunioni più ristrette dei Commissari (gruppi di progetto – Commissioners Project Groups).

Questa struttura a due livelli risulta necessaria per assicurare una chiara ripartizione di responsabilità e unità ed efficienza nei lavori della Commissione: essa è stata inaugurata dalla Commissione Juncker che ha strutturato i suoi lavori affidando a vari vicepresidenti, compresi il primo vicepresidente e l’alto rappresentante/vicepresidente, la responsabilità di gruppi di progetto trasversali in diversi settori politici.

 

Le sei grandi priorità politiche 2019-2024

Sulla base degli orientamenti politici definiti dalla Agenda strategica del Consiglio europeo 2019-2024, che ho illustrato in un precedente articolo del blog, la presidente eletta della Commissione ha presentato al Parlamento europeo gli “Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2019-2024”, i quali si concentrano su sei grandi tematiche:

  1. un Green Deal europeo (patto climatico europeo) per fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero attraverso una riconversione dell’economia, una modernizzazione della politica industriale, investimenti nella ricerca e nell’innovazione, la creazione di un nuovo Fondo per una transizione equa che aiuti i territori a tenere il passo con le trasformazioni del mondo in cui viviamo;
  2. un’economia che lavora per le persone in termini di equità sociale e prosperità, attraverso l’ampio uso della flessibilità consentita dal Patto di stabilità e crescita, la creazione di un fondo che sostenga le riforme e gli investimenti propizi alla crescita negli Stati membri della zona euro; un sistema europeo di assicurazione dei depositi bancari; la attuazione di uno strumento giuridico per garantire nell’Unione un salario minimo equo a tutti i lavoratori; l’istituzione di un regime europeo di riassicurazione delle indennità di disoccupazione, di una garanzia europea per l’infanzia e altri interventi per le PMI, la parità retributiva uomo-donna, la tassazione delle imprese digitali;
  3. un’Europa pronta per l’era digitale, attraverso, in particolare, massicci investimenti nell’intelligenza artificiale e nelle competenze digitali di tutti i cittadini europei, giovani e adulti;
  4. proteggere il nostro stile di vita europeo, il che significa istituire un nuovo meccanismo europeo di portata generale per la protezione dello Stato di diritto, un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, compreso il rilancio della riforma delle procedure di Dublino in materia di asilo; la creazione di un copro permanente di 10.000 guardie costiere europee presso l’agenzia Frontex; il rafforzamento della Procura europea per individuare e perseguire il terrorismo transfrontaliero;
  5. un’Europa più forte nel mondo, in grado di assicurare un commercio livero ed equo, una strategia globale sull’Africa, avviare i negoziati di adesione con l’Albania e la Macedonia del Nord, istituire un partenariato strategico con il Regno Unito; infine, creare una Unione europea della difesa nel quadro della NATO;
  6. un nuovo slancio per la democrazia europea perché l’affluenza senza precedenti alle elezioni europee del 2019 testimonia la vivacità della democrazia in Europa e l’Unione europea deve rispondere a questo appello offrendo agli europei un ruolo più incisivo nel processo decisionale. In proposito, sarà indetta una conferenza sul futuro dell’Europa da avviare nel 2020 per una durata di due anni e sarà presentato un piano d’azione per la democrazia europea che consentirà di far fronte alle minacce di manipolazione delle elezioni europee provenienti dall’esterno e conterrà proposte legislative volte a garantire una maggiore trasparenza in materia di messaggi pubblicitari di natura politica a pagamento e norme più chiare sul finanziamento dei partiti politici europei.

 

Resta da dire che la nuova Commissione si insedierà il 1° novembre 2019 e che stanno per iniziare le audizioni dei Commissari designati da parte delle Commissioni del Parlamento europeo, che è possibile seguire, in diretta, dall’apposita pagina Web.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Decisione (UE) 2019/1393 del Consiglio, di comune accordo con il presidente eletto della Commissione, del 10 settembre 2019, relativa all’adozione dell’elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione, in GU UE L 233I del 10.9.2019, pagg. 1-3

 

La pagina web della Presidente eletta Ursula von der Leyen dove sono reperibili il programma politico, l’elenco dei candidati al ruolo di Commissari e i relativi portafogli.

 

 

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