Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: risultati e futuri sviluppi

27 settembre 2019 di Mauro Varotto

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito dall’Unione europea nel 2007 con l’obiettivo di sostenere i lavoratori che perdono il lavoro a causa della globalizzazione e delle trasformazioni della struttura del commercio mondiale.

Il fondo è stato poi adattato per sostenere anche i licenziamenti dovuti alla crisi finanziaria ed economica mondiale.

Si tratta di un fondo esterno e complementare al bilancio dell’Unione europea destinato a far fronte in tempi rapidi a situazioni di emergenza: come è noto, nel bilancio dell’Unione le risorse esistono diversi e ben più ampi programmi di intervento a lungo termine destinati alla formazione e al lavoro.

L’obiettivo principale e specifico del FEG è quello di sostenere i lavoratori in esubero che incontrano avversità nelle transizioni difficili, aiutandoli ad adattare le loro competenze e a trovare nuovi posti di lavoro.

Le misure comprendono assistenza e orientamento personalizzati nella ricerca di un lavoro, una serie di opportunità di formazione professionale e miglioramento delle competenze, il sostegno all’imprenditorialità e alla creazione di imprese, nonché incentivi e indennità finanziari temporanei.

Inoltre, il FEG può essere utilizzato specificamente per aiutare i giovani: infatti, nelle regioni con un’elevata disoccupazione giovanile, il FEG fornisce sostegno ai giovani che non lavorano e non partecipano ad alcun ciclo di istruzione o formazione (NEET).

Il FEG cofinanzia fino al 60% del costo delle misure proposte dagli Stati membri che presentano domande di sostegno.

I risultati

Tra il 2007 e il 2018 il FEG ha finanziato 160 domande di contributo: 81 dovute agli effetti della crisi economica e finanziaria globale e 79 alle trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale, dovute alla globalizzazione.

Come evidenzia la tabella, il maggior numero di domande è provenuto dalla Spagna (23), seguita dall’Olanda (18) e, quindi, dall’Italia (14).

Dei 634 milioni di euro erogati dall’Unione europea attraverso il FEG hanno beneficiato, in tutta Europa, oltre 154.000 lavoratori, di cui oltre 14.000 lavoratori italiani, a favore dei quali sono stati stanziati 64 milioni di euro per favorirne la riconversione professionale e il ricollocamento.

Tra gli Stati che risultano maggiori beneficiari del FEG in termini finanziari, tuttavia, vi sono la Francia (99 milioni di euro), l’Irlanda (67 milioni di euro) e, quindi, la Danimarca e l’Italia (64 milioni di euro): questi i Paesi europei dove la crisi e globalizzazione sembrano avere inciso di più.

 

Fonte: Commissione europea, 2019

 

 

 

Le 160 domande di contributo del FEG hanno interessato un’ampia gamma di settori produttivi (37, come evidenzia il grafico seguente): il maggior numero di domande è pervenuto per il settore relativo ad autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (23 domande che hanno interessato 33.202 lavoratori), seguito da quello dei computer e dei prodotti di elettronica e ottica (17 domande con 21.263 lavoratori coinvolti) e da quello di macchinari e apparecchiature n.c.a. (15 domande con 11.657 lavoratori assistiti).

 

Fonte: Commissione europea, 2019

 

 

Futuri sviluppi

Come ho scritto nel precedente articolo del blog, la priorità della Commissione europea, che dal 1° novembre prossimo sarà presieduta da Ursula von der Leyen, sarà il “Patto europeo per il clima” (il cosiddetto “Green Deal europeo”) che mirerà a favorire la transizione dell’economia europea verso un impatto climatico a zero emissioni entro il 2050.

Tale scelta implicherà una lunga e complessa fase di transizione e di trasformazione, la quale, come si afferma nel programma politico della neo-presidente della Commissione europea, dovrà essere equa per tutti.

I costi sociali di tali transizione non saranno uguali per tutti i Paesi e le Regioni europee e “se è vero che condividiamo tutti le stesse ambizioni, alcuni potrebbero aver bisogno di un sostegno più mirato di altri per realizzarle”.

Le popolazioni e le regioni più esposte, quindi, beneficeranno di un sostegno tramite un nuovo “Fondo per una transizione equa”.

“È questa la via europea: siamo ambiziosi e non lasciamo indietro nessuno”, si legge nel programma politico della neo-presidente della Commissione europea.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

La pagina web del FEG è raggiungibile a questo link.

 

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