Orizzonte Europa: i nuovi partenariati europei di ricerca e innovazione

18 ottobre 2019 di Mauro Varotto

L’esigenza di unire le forze per realizzare progressi decisivi nel campo della ricerca e dell’innovazione nasce da diversi fattori legati alla specificità europea: la vastità e l’urgenza delle problematiche da affrontare,  che interessano l’intera società e rispetto alle quali nessun attore pubblico (Stati o regioni) o privato (imprese o organismi di ricerca) dispone di tutte le conoscenze e le competenze necessarie; la scarsità di risorse disponibili (solo il 2,03% del PIL europeo è destinato alla ricerca), la frammentazione e le duplicazioni degli sforzi; infine, la lentezza con cui i più importanti progressi scientifici e tecnologici arrivano al mercato, creando rapidamente vantaggi in termini di benessere dei cittadini e di concorrenzialità.

Queste sono le principali ragioni che hanno spinto l’Unione europea a promuovere e a sviluppare partneariati con l’obiettivo di cofinanziare attività di ricerca e innovazione congiuntamente con Stati membri, Regioni e Organizzazioni internazionali (Public-public partnerships) e, sin dal 2007 nell’ambito del VII programma quadro di ricerca e innovazione, con l’industria e i migliori attori europei della ricerca (Public-private partnerships).

 

I partenariati in Orizzonte 2020 (2014-2020)

Nell’attuale programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte 2020” (2014-2020) i partenariati pubblico-pubblico sono di due tipi:

  • lo strumento denominato ERA-NET, attraverso il quale gli Stati membri coordinano i programmi nazionali di ricerca e innovazione e ai quali l’Unione europea può anche offrire finanziamenti aggiuntivi (“topping-up”) per realizzare azioni a carattere transnazionale. Un esempio è l’azione ERA-NET “BlueBio”, che interessa l’rea tematica della bioeconomia del mare (sviluppo di nuove o migliorate tecnologie per l’utilizzo della biomassa acquatica) che vede come partner i seguenti Stati: Argentina, Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Danimarca, Irlanda, Italia, Malta, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia;
  • la partecipazione dell’Unione ai programmi intrapresi da diversi Stati membri in base all’articolo 185 del TFUE, i quali rappresentano una più stretta forma di integrazione dei programmi nazionali. Un esempio è l’iniziativa “Active and Assisted Living – AAL”, programma a sostegno di una vita attiva e autonoma condiviso tra Austria, Belgio, Canada, Cipro, Danimarca, Francia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svizzera, Taiwan e Regno Unito.

La partecipazione dell’Unione ai partenariati pubblico-privati, invece, avviene secondo due modalità:

  • contributi finanziari dell’Unione destinati a imprese comuni (Joint Undertaking), create a norma dell’articolo 187 del TFUE. Un esempio è l’impresa comune “Bioindustrie” (Bio-based Industries Joint Undertaking), costituita tra la Commissione europea e il consorzio europeo delle bio-industrie, organismo di diritto privato che riunisce 165 associati, tra cui imprese, organismi di ricerca, università, associazioni e organizzazioni europee, piattaforme tecnologiche europee, istituzioni pubbliche, organizzazioni regionali e banche private;
  • accordi contrattuali, con obiettivi definiti e individuazione delle attività di ricerca e innovazione che richiedono il sostegno finanziario dell’Unione. A esempio, nel 2014 si è costituita una associazione europea denominata “Big Data Value Association (BDVA)”, organizzazione internazionale no-profit che riunisce 200 membri in tutta Europa (imprese, organismi di ricerca, università, utenti) che si propone di sviluppare progetti sull’utilizzo dei Big Data e deli sistemi di intelligenza artificiale, anche nell’ambito di uno specifico accordo contrattuale con la Commissione europea.

Fino ad oggi la Commissione europea ha promosso, nell’ambito di “Orizzonte 2020”, la creazione di circa 100 diversi partenariati di ricerca e innovazione, di cui circa 80 partenariati pubblico-pubblico.

La seguente tabella presenta una panoramica dei partenariati di ricerca e innovazione sostenuti dalla Commissione europea nell’ambito del programma quadro “Orizzonte 2020” e il relativo impegno finanziario.

Fonte: Commissione europea, 2018

Infine, per completare il quadro dei partenariati europei, al di fuori del programma “Orizzonte 2020”, l’iniziativa faro “Unione dell’innovazione”, presentata dalla Commissione europea nel 2010, ha istituito i partenariati europei per l’innovazione (PEI) allo scopo di accelerare le innovazioni che permettono di affrontare le grandi sfide della società: pur non essendo né partenariati pubblico-pubblico, né partenariati pubblico-privato, forniscono un quadro che permette di riunire soggetti di ambiti politici, settori e paesi diversi al fine di integrare o avviare iniziative sul versante della domanda e dell’offerta nell’intero ciclo di ricerca e innovazione. Uno dei più noti è il Partenariato europeo per l’innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (PEI-AGRI).

 

Il futuro dei partenariati in Orizzonte Europa (2021-2027)

Il futuro programma quadro di ricerca e innovazione dell’Unione europea – denominato Orizzonte Europa (2021-2027)ripropone l’approccio basato sui partenariati, ma in modo del tutto nuovo.

La Commissione propone di superare i partenariati esistenti poiché, come ha dimostrato la valutazione intermedia del programma Orizzonte 2020, si tratta di “strutture e reti di partenariato multiple senza strategie di uscita chiare per il finanziamento dell’Unione europea” e “ciò comporta il rischio di un sistema statico che privilegia la continuazione di partenariati esistenti senza auto-sostenibilità, anziché creare opportunità per nuovi partenariati di maggiore rilevanza”.

In secondo luogo, osserva sempre la Commissione europea, spesso di tratta di partenariati chiusi e poco trasparenti: nel caso delle imprese comuni, quasi il 50% dei finanziamenti concessi dall’Unione europea si concentra in soli tre Stati membri e meno del 20% delle risorse è destinato a imprese di piccole e medie dimensioni.

Infine, il nuovo programma quadro Orizzonte Europa prevede nuove priorità strategiche di ricerca e innovazione e nuovi strumenti, quali le missioni che ho presentato nel precedente articolo, rispetto alle quali i partenariati esistenti non sono coerenti.

Orizzonte Europa, quindi, cancella i partenariati esistenti e prevede tre nuove figure:

  1. partenariati co-programmati [Co-programmed European Partnerships], sulla base di protocolli d’intesa o accordi contrattuali tra la Commissione europea e gli Stati membri o altri stakeholders (questa figura sostituirà i partenariati contrattuali);
  2. partenariati co-finanziati [Co-funded European Partnerships], sulla base di un’azione di cofinanziamento del programma unica e flessibile (questa figura sostituirà lo strumento ERA-NET, gli European Joint Programming-Cofund – EJP dell’iniziativa ERA LEARN, nonché le FET Flagships quali “Graphene” e “Human Brain”);
  3. partenariati istituzionalizzati [Institutionalised European Partnerships], costituiti a norma degli articoli 185 (Institutionalised public-public partnerships) o 187 (Institutionalised public-private partnerships) del TFUE e in base al regolamento dell’Istituto europeo di tecnologia, dove sono previste le “comunità della conoscenza e dell’innovazione” (Knowledge and Innovation Communities).

Il seguente schema riassume la transizione tra i vecchi e i futuri partenariati europei.

Fonte: Commissione europea, 2019

La bozza più avanzata di regolamento del programma Orizzonte Europa individua già i settori per creare eventuali partenariati europei istituzionalizzati, sulla base degli articoli 185 o 187 del TFUE:

  • Settore di partenariato 1: Sviluppo più rapido e uso più sicuro delle innovazioni sanitarie per i pazienti europei e salute globale;
  • Settore di partenariato 2: Promozione delle tecnologie digitali e abilitanti cruciali e del loro uso, tra cui, a titolo non esaustivo, nuove tecnologie quali l’intelligenza artificiale, la fotonica e le tecnologie quantistiche;
  • Settore di partenariato 3: Leadership europea nella metrologia, incluso un sistema metrologico integrato;
  • Settore di partenariato 4: Incremento della competitività, della sicurezza e delle prestazioni ambientali del traffico aereo, dell’aviazione e dei trasporti ferroviari dell’UE;
  • Settore di partenariato 5: Biosoluzioni sostenibili, inclusive e circolari;
  • Settore di partenariato 6: Idrogeno e tecnologie di stoccaggio dell’energia sostenibili caratterizzate da una minore impronta ambientale e una produzione a minore intensità energetica;
  • Settore di partenariato 7: Soluzioni pulite, connesse, cooperative, autonome e automatizzate per le esigenze di mobilità future di persone e merci;
  • Settore di partenariato 8: Piccole e medie imprese innovative e ad alta intensità di R&S.

Inoltre, in allegato alla bozza del primo Piano strategico pluriennale di Orizzonte Europa, la Commissione europea ha pubblicato l’elenco completo delle 42 nuove potenziali partnership (meno della metà rispetto a quelle attuali) che potrebbero essere promosse nell’ambito del programma quadro e, in particolare, nei sei poli (cluster) in cui sono raggruppate le attività di ricerca del Pilastro II “Sfide globali e competitività industriale europea”, i quali, come ho anticipato in un precedente articolo, mirano a superare l’approccio settoriale a favore di un approccio basato sulle sfide e sui cambiamenti da promuovere nella società e nell’economia, nella direzione della sostenibilità.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Tutti le informazioni e gli aggiornamenti su Orizzonte Europa – il programma quadro di ricerca e innovazione dell’Unione europea per il periodo 2021-2027 sono reperibili nella pagina web dedicata:

Horizon Europe – the next research and innovation framework programme

 

 

 

 

 

 

 

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