Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare dell’Unione europea

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17 aprile 2020 di Mauro Varotto

Dopo averlo annunciato nel contesto del Green Deal europeo, il nuovo programma per la crescita sostenibile in Europa, di cui ho illustrato la roadmap in questo blog, la Commissione europea ha presentato il nuovo piano di azione per l’economia circolare che si intitola: “Per un’Europa più pulita e più competitiva”.

Il piano, che si inquadra nella più ampia strategia industriale dell’Unione europea, prende le mosse dai lavori sin qui svolti nell’ambito del primo piano per l’economia circolare, lanciato dalla Commissione il 2 dicembre 2015, il quale, come avevo avuto modo di scrivere a suo tempo, prevedeva un pacchetto di 54 azioni volte a conseguire l’obiettivo di favorire la transizione dell’Europa verso “un’economia più circolare, in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo”.

Osserva la Commissione che, dopo cinque anni, nonostante in Europa esistano imprese all’avanguardia, consumatori e autorità pubbliche che, sempre più numerose, aderiscono a questo modello di sostenibilità, tuttavia il nostro modello economico oggi è ancora per lo più “lineare”: solo il 12% delle materie secondarie e delle risorse vengono reintrodotte nell’economia. Molti prodotti si rompono facilmente, non possono essere riutilizzati, riparati o riciclati, o sono monouso.

Il nuovo piano, quindi, prevede ulteriori misure lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, mira a rendere l’economia europea più adatta a un futuro verde e a rafforzarne la competitività, proteggendo nel contempo l’ambiente e sancendo nuovi diritti per i consumatori.

Se l’obiettivo finale è quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e di preservare il nostro ambiente naturale, l’economia europea deve diventare pienamente circolare: questa nuova impostazione rappresenta un enorme potenziale da sfruttare, sia per le imprese che per i consumatori.

Il piano d’azione per l’economia circolare, adottato, come si è anticipato, nel quadro della nuova strategia industriale dell’Unione europea, prevede un pacchetto di 35 nuove azioni da realizzare nei prossimi mesi e anni.

Tali misure perseguiranno i seguenti obiettivi:

  • fare in modo che fabbricare e usare prodotti sostenibili diventi la regola nell’Unione europea: in particolare, la Commissione proporrà un atto legislativo che disciplinerà la strategia per i prodotti sostenibili con lo scopo di garantire che i prodotti immessi sul mercato dell’Unione siano progettati per durare più a lungo, siano più facili da riutilizzare, riparare e riciclare, e contengano il più possibile materiali riciclati anziché materie prime primarie. Le nuove norme limiteranno, inoltre, i prodotti monouso, si occuperanno dell’obsolescenza prematura e vieteranno la distruzione di beni durevoli invenduti;
  • responsabilizzare i consumatori: i consumatori dovranno avere accesso a informazioni attendibili su questioni come la riparabilità e la durabilità dei singoli prodotti, in modo tale che possano compiere scelte più sostenibili. La Commissione europea intende istituire un vero e proprio “diritto alla riparazione” dei prodotti, anche oltre il consueto periodo di garanzia;
  • concentrare l’attenzione su alcuni settori dell’economia che utilizzano più risorse e che hanno un elevato potenziale di circolarità. La Commissione annuncia l’avvio di azioni concrete in diversi ambiti quali:
      • elettronica e TIC: sarà lanciata una specifica “Iniziativa per un’elettronica circolare” al fine di prolungare il ciclo di vita dei prodotti e migliorare la raccolta e il trattamento dei rifiuti dell’elettronica;
      • batterie e veicoli: sarà definito un nuovo quadro normativo per le batterie, al fine di migliorarne la sostenibilità e aumentarne il potenziale di circolarità;
      • imballaggi: nuove disposizioni vincolanti stabiliranno che cosa sarà consentito sul mercato dell’Unione europea, comprese prescrizioni per la riduzione degli imballaggi eccessivi;
      • plastica: la Commissione intende adottare nuove disposizioni vincolanti relative al contenuto riciclato, con una attenzione particolare alla questione delle microplastiche e alle plastiche a base biologica e biodegradabili;
      • tessili: una nuova strategia dell’Unione per i prodotti tessili servirà a rafforzare la competitività e l’innovazione nel settore e promuovere il mercato dell’Unione europea per il riutilizzo dei tessili;
      • costruzione e edilizia: sarà elaborata una strategia generale per un ambiente edificato sostenibile che promuova i principi della circolarità per gli edifici;
      • alimenti: la Commissione presenterà una nuova iniziativa legislativa sul riutilizzo, al fine di sostituire, nei servizi di ristorazione, gli imballaggi, gli oggetti per il servizio da tavola e le posate monouso con prodotti riutilizzabili;
  • ridurre i rifiuti: l’accento delle iniziative prevista dal nuovo piano sull’economia circolare sarà posto sulla necessità, innanzitutto, di evitare i rifiuti; eventualmente, di trasformarli in risorse secondarie di elevata qualità, che beneficino di un mercato delle materie prime secondarie efficiente. La Commissione esaminerà la possibilità di introdurre un modello armonizzato a livello europeo per la raccolta differenziata dei rifiuti e l’etichettatura. Il piano d’azione prevede, inoltre, una serie di interventi volti a ridurre al minimo le esportazioni di rifiuti dell’Unione europea nei paesi terzi e a contrastare le spedizioni illegali.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Un nuovo piano d’azione per l’economia circolare. Per un’Europa più pulita e più competitiva, doc. COM (2020) 98 del 11 marzo 2020

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