Libertà, diritti fondamentali e uso di applicazioni mobili di contrasto al Covid-19 nell’UE

21 aprile 2020 di Mauro Varotto

Sin dall’inizio della pandemia da Covid-19 anche in Europa, come in diverse parti del mondo, sono state sviluppate diverse applicazioni mobili – alcune da parte delle autorità pubbliche, altre da parte di soggetti privati – per contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19.

Infatti, le tecnologie e i dati digitali possono rivestire un ruolo importante in questo contesto, poiché molte persone in Europa sono collegate a Internet tramite dispositivi mobili: tecnologie e dati digitali, ad esempio, possono aiutare le autorità sanitarie, sia a livello nazionale che europeo, a monitorare e contenere la pandemia fornendo indicazioni ai cittadini e agevolando l’organizzazione del follow-up medico dei pazienti; applicazioni di allerta e tracciamento, inoltre, possono rivestire un ruolo importante nel tracciamento dei contatti, limitando la propagazione della malattia e interrompendo le catene di trasmissione.

Anche secondo la Commissione europea, quindi, in combinazione con adeguate strategie di test e il tracciamento dei contatti, queste applicazioni possono rivelarsi particolarmente utili nel fornire informazioni sul livello di circolazione del virus, nella valutazione dell’efficacia delle misure di distanziamento fisico e confinamento e nella elaborazione di strategie di mitigazione della crisi sanitaria, tanto più che alcune di tali applicazioni mobili potrebbero essere considerate dispositivi medici veri e propri, qualora fossero destinate dal fabbricante a essere utilizzate, tra l’altro, a fini di diagnosi, prevenzione, monitoraggio, previsione, prognosi, trattamento o attenuazione di malattie.

Pertanto, la Commissione è tempestivamente intervenuta per promuovere un approccio comune e coordinato a livello europeo tra tutti gli Stati membri, soprattutto a garanzia e tutela delle libertà e dei diritti fondamentali dei cittadini europei.

Da un lato, un intervento europeo è stato richiesto sia dagli Stati membri dell’Unione europea che dal settore privato, i quali hanno auspicato un coordinamento a livello di Unione, sia per assicurare la cosiddetta “interoperabilità” tra le diverse applicazioni nazionali – necessaria per lo scambio di informazioni tra le autorità sanitarie dei diversi Paesi e bloccare le catene di trasmissione transfrontaliere del virus – sia, prima ancora, per rispondere alle preoccupazioni in materia di cibersicurezza, sicurezza e vita privata.

Dall’altro lato, la Commissione europea ha osservato che “un approccio comune dell’Unione alla crisi Covid-19 si è reso necessario anche perché le misure adottate in certi paesi, quali il tracciamento delle persone basato sulla geolocalizzazione, l’uso della tecnologia per calcolare il livello di rischio sanitario rappresentato da un individuo e la centralizzazione dei dati sensibili, sollevano interrogativi che riguardano numerosi diritti e libertà fondamentali garantiti nell’ordinamento giuridico dell’Unione europea, tra cui il diritto alla tutela della vita privata e il diritto alla protezione dei dati personali”.

Nell’Unione europea vige la Carta dei diritti fondamentali la quale prescrive che le restrizioni all’esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali da essa tutelati siano sempre giustificati e proporzionati. In particolare, eventuali restrizioni dovrebbero avere carattere temporaneo, poiché resterebbero strettamente limitate a quanto necessario per contrastare l’epidemia e non dovranno continuare a esistere, senza un’adeguata giustificazione, dopo che l’epidemia sia superata.

Del resto, anche l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e altri organismi si sono mobilitati a livello internazionale, lanciando un monito relativo al rischio che applicazioni e dati inesatti potrebbero portare alla stigmatizzazione di persone che condividono determinate caratteristiche a causa del nesso percepito tra tali caratteristiche e la malattia.

La raccomandazione della Commissione europea per l’uso della tecnologia e dei dati al fine di contrastare la crisi Covid-19

Con una raccomandazione adottata l’8 aprile 2020, la Commissione europea ha istituito un processo per lo sviluppo di un approccio comune a livello europeo, denominato “pacchetto di strumenti” (Toolbox), volto all’uso dei mezzi digitali per affrontare la crisi con due precise priorità:

  1. un approccio paneuropeo per l’uso delle applicazioni mobili, coordinato a livello dell’Unione, per consentire ai cittadini di adottare misure di distanziamento sociale efficaci e più mirate e per scopi di allerta, prevenzione e tracciamento dei contatti al fine di contribuire a limitare la propagazione della malattia da Covid-19. Questo approccio comporterà il monitoraggio della metodologia e la condivisione delle valutazioni dell’efficacia di tali applicazioni, della loro interoperabilità e delle loro implicazioni transfrontaliere, nonché del rispetto della sicurezza, della vita privata e della protezione dei dati legato al loro utilizzo; e
  2. un piano comune per l’utilizzo di dati, anonimizzati e aggregati, sulla mobilità delle popolazioni al fine di: i) modellizzare e prevedere l’evoluzione della malattia; ii) monitorare l’efficacia del processo decisionale delle autorità degli Stati membri riguardo a misure quali il distanziamento sociale e il confinamento; iii) improntare una strategia coordinata per uscire dalla crisi Covid-19.

L’approccio paneuropeo per le applicazioni mobili per la Covid-19

Tale raccomandazione ha prodotto già un primo risultato: il 15 aprile, infatti, gli Stati membri dell’Unione, con il sostegno della Commissione, hanno sviluppato il pacchetto di strumenti (Toolbox) dell’Unione europea per l’uso di applicazioni mobili di tracciamento dei contatti e allerta, in risposta alla pandemia di coronavirus.

In concreto, si tratta della prima versione di una guida pratica che guida gli Stati membri nell’implementazione delle applicazioni di tracciamento dei contatti e allerta.

In appendice all’articolo riporto i riferimenti ai documenti tecnici.

Il piano comune per l’utilizzo di dati, anonimizzati e aggregati

La seconda priorità del pacchetto di strumenti sarà costituita da un approccio comune per l’utilizzo di dati anonimizzati e aggregati sulla mobilità necessari per:

  1. elaborare modelli atti a mappare e prevedere la diffusione della malattia e l’impatto sul fabbisogno dei sistemi sanitari degli Stati membri in termini di, ad esempio, unità di terapia intensiva negli ospedali e dispositivi di protezione individuale; e
  2. ottimizzare l’efficacia delle misure intese a contenere la diffusione del virus della Covid-19 e ad affrontarne gli effetti, compreso il confinamento (e la fine del confinamento), e ad ottenere e utilizzare tali dati.

La Commissione chiede agli Stati membri che tale approccio comprenda:

  • misure di salvaguardia da predisporre per prevenire la de-anonimizzazione dei dati ed evitare la re-identificazione delle persone;
  • la cancellazione immediata e irreversibile di tutti i dati trattati in modo accidentale che possano consentire di identificare le persone e la notifica ai fornitori dei dati e alle autorità competenti in merito al trattamento accidentale dei dati e alla loro cancellazione;
  • la cancellazione dei dati in linea di massima dopo un periodo di 90 giorni o comunque non oltre il momento in cui la pandemia sarà dichiarata sotto controllo;
  • infine, la limitazione del trattamento dei dati esclusivamente ai fini sopra indicati e l’esclusione della condivisione dei dati con terzi.

 

Garanzie del rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali

In tutto questo processo attivato a livello europeo, per la Commissione europea resta essenziale rispettare tutti i diritti fondamentali, in particolare la tutela della vita privata e la protezione dei dati, prevenire la sorveglianza e la stigmatizzazione.

Quindi, la Commissione vigilerà perché, in tutti gli Stati membri, le applicazioni mobili di contrasto all’epidemia:

  • limitino rigorosamente il trattamento dei dati personali al contrasto della crisi Covid-19 e garantiscano che i dati personali non siano utilizzati per alcun altro scopo, ad esempio per l’applicazione di norme di legge o per fini commerciali;
  • garantiscano un riesame periodico del persistere della necessità del trattamento dei dati personali per il contrasto della crisi Covid-19 e stabiliscano le opportune clausole di temporaneità, in modo da assicurare che il trattamento non vada al di là di ciò che è strettamente necessario per tali fini;
  • prevedano misure tali da garantire che il trattamento, una volta che non sia più strettamente necessario, venga effettivamente soppresso e i dati personali interessati vengano irreversibilmente distrutti.

Inoltre, la stessa Commissione ha adottato il 17 aprile 2020 precisi orientamenti giuridici in materia di tutela della vita privata e di protezione dei dati, finalizzati a garantire il rispetto dei diritti fondamentali e la prevenzione della stigmatizzazione sociale dei malati.

Anche di questi importanti orientamenti si fornisce il link al testo integrale in appendice.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Raccomandazione (UE) 2020/518 della Commissione dell’8 aprile 2020 relativa a un pacchetto di strumenti comuni dell’Unione per l’uso della tecnologia e dei dati al fine di contrastare la crisi Covid-19 e uscirne, in particolare per quanto riguarda le applicazioni mobili e l’uso di dati anonimizzati sulla mobilità, in GU UE L 114 del 14 aprile 2020

Comunicazione della Commissione, Orientamenti sulle app a sostegno della lotta alla pandemia di covid-19 relativamente alla protezione dei dati (2020/C 124 I/01), in GU UE C 124I del 17.4.2020

 

La “rete di assistenza sanitaria online” (eHealth Network) è una rete volontaria, istituita a norma dell’articolo 14 della direttiva 2011/24/UE concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera. Essa fornisce una piattaforma di autorità competenti degli Stati membri che si occupano di salute digitale.

eHealth Network, Mobile applications to support contact tracing in the EU’s fight against COVID-19. Common EU Toolbox for Member States. Version 1.0. of 15.04.2020

Allegato IV: Inventario delle soluzioni mobili contro il Covid-19

Comunicazione della Commissione europea relativa alla trasformazione digitale della sanità e dell’assistenza nel mercato unico digitale, alla responsabilizzazione dei cittadini e alla creazione di una società più sana, doc. COM(2018) 233 del 25 aprile 2018

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