Riportare la natura nella nostra vita: strategia UE per la biodiversità

5 giugno 2020 di Mauro Varotto

In vista dell’importante conferenza mondiale che, nel prossimo ottobre 2020, riunirà a Kunming, in Cina, i 196 Stati che hanno sottoscritto la convenzione sulla diversità biologica, firmata a Rio de Janeiro nel giugno 1992 (CBD, dall’inglese Convention on Biological Diversity), per adottare un solido accordo a livello mondiale al fine di arrestare la perdita di biodiversità, la Commissione europea ha preparato una strategia europea sulla biodiversità nella quale, da un lato, delinea la posizione negoziale dell’Unione europea in preparazione del negoziato internazionale; dall’altro lato, indica le azioni specifiche che essa adotterà a partire dal 2021 per affrontare in Europa le principali cause della erosione della biodiversità nel territorio dell’Unione europea , definendo una serie di traguardi misurabili e verificabili.

Anche questa strategia si inserisce nel più ampio contesto del Green Deal europeo e, assieme all’8° programma d’azione per l’ambiente che la Commissione si è impegnata a presentare entro la fine dell’anno, ne costituisce uno degli otto pilastri portanti.

“Riportare la natura nella nostra vita” è il titolo della nuova strategia che interviene per contrastare le cinque principali cause dirette che stanno facendo rapidamente scomparire l’ambiente naturale in Europa, rilevate dall’Agenzia europea dell’ambiente: cambiamenti dell’uso del suolo e del mare, sfruttamento eccessivo delle risorse, cambiamenti climatici, inquinamento e specie esotiche invasive.

Con l’obiettivo di “riportare la biodiversità sulla via della ripresa entro il 2030”, intensificando la protezione e il ripristino della natura, la Commissione intende agire su due livelli: migliorare ed estendere la propria rete di zone protette ed elaborare un piano ambizioso di ripristino della natura.

 

Una rete coerente di zone protette

Per il bene dell’ambiente che ci circonda e della nostra economia, la Commissione europea annuncia l’obiettivo che nell’Unione sia protetto almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% del mare, vale a dire almeno il 4% in più della terra e il 19% in più del mare rispetto a oggi: si tratta di un obiettivo in linea con quanto proposto nell’ambito del quadro mondiale per la biodiversità post 2020 di cui si discuterà nella conferenza internazionale del prossimo ottobre.

Pertanto, la futura normativa dell’Unione promuoverà l’ampliamento della Rete Natura 2000, attraverso l’estensione delle aree protette e la creazione di nuove zone e corridoi ecologici.

La Commissione intende concordare con gli Stati membri i criteri e gli orientamenti per la designazione delle zone protette supplementari entro la fine del 2021, in modo che tutti gli Stati possano attuarle entro la fine del 2023.

 

Piano dell’UE di ripristino della natura

Fa parte della strategia anche la proposta di istituire obiettivi vincolanti dell’Unione europea per il ripristino della natura.

Solo per fare qualche esempio di questi obiettivi vincolanti per il 2030:

  • assicurare che almeno il 30% delle specie e degli habitat protetti il cui attuale stato di conservazione non è soddisfacente lo diventi entro il 2030 o mostri una netta tendenza positiva;
  • impiantare almeno 3 miliardi di alberi supplementari nell’Unione entro il 2030
  • ridurre del 50% i rischi e l’uso dei pesticidi chimici e fare altrettanto riguardo all’uso dei pesticidi più pericolosi;
  • destinare almeno il 10% delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità;
  • adibire almeno il 25% dei terreni agricoli all’agricoltura biologica e aumentare in modo significativo la diffusione delle pratiche agroecologiche;
  • dotare le città con almeno 20 000 abitanti di un piano ambizioso di inverdimento urbano, attraverso i nuovi Green City Accord tra la Commissione europea e le città e i sindaci.

E’ evidente che questi obiettivi si intrecciano con quelli definiti nella strategia “Dal produttore al consumatore”, che ho presentato nel precedente articolo del blog, e saranno integrati dai singoli Stati membri nei futuri Piani strategici della PAC per il periodo 2021-2027, i quali sostituiranno gli attuali Programmi di sviluppo rurale.

Infine, poiché oggi nell’Unione europea  non esiste un quadro generale di governance per orientare e monitorare l’attuazione degli impegni in materia di biodiversità concordati a livello nazionale, europeo o internazionale, la Commissione introdurrà un nuovo quadro europeo per la governance della biodiversità, che aiuterà a mappare gli obblighi e gli impegni e stabilire una tabella di marcia che ne guidi l’attuazione.

Questo nuovo strumento comprenderà anche un meccanismo di riesame e monitoraggio che, grazie a un insieme chiaro di indicatori concordati, consentirà di valutare l’andamento dell’attuazione e stabilirà le eventuali azioni correttive da adottare a livello nazionale e regionale.

La strategia sulla biodiversità e i suoi obiettivi saranno di supporto nel quadro del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche nazionali per il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali alla luce degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 Riportare la natura nella nostra vita, doc. COM(2020) 380 del 20 maggio 2020

Il testo ufficiale, in italiano della Convenzione sulla diversità biologica, firmata a Rio de Janeiro nel giugno 1992, ed entrata in vigore il 25 ottobre 1993, si può leggere in allegato alla Decisione del Consiglio 93/626/CEE, del 25 ottobre 1993, relativa alla conclusione della convenzione sulla diversità biologica.

 

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