L’aiuto umanitario dell’Unione europea nelle crisi dimenticate

28 agosto 2020 di Mauro Varotto

L’Unione europea è conosciuta nel mondo come una forza di pace: non tanto per aver ricevuto il premio Nobel nel 2012 ma piuttosto perché, nonostante non abbia un esercito né capacità di intervento militari, tuttavia, sin dalle origini, si è sempre impegnata a favore dei Paesi in via di sviluppo e nelle situazioni di emergenza umanitaria; ancora oggi, continua a impegnarsi, soprattutto nelle cosiddette “crisi dimenticate”, con l’unico scopo di creare pace e prosperità nel mondo.

Dall’entrata in vigore del Trattato sull’Unione europea, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, si è dotata di una apposita struttura interna per gestire gli aiuti umanitari nel mondo: l’Ufficio per gli aiuti umanitari della Comunità europea (ECHO), istituito nel 1992 dalla seconda Commissione presieduta da Jacques Delors che, dal 2009, con la cessazione della Comunità europea, è divenuto la Direzione Generale della Commissione europea per gli aiuti umanitari e la protezione civile, pur conservando la denominazione abbreviata DG ECHO (apro una parentesi per ricordare che intere generazioni di “europrogettisti” si sono formate sul famoso manuale della DG ECHO sul “Project Cycle Management”, la cui prima edizione risale al 2001).

Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) prevede anche l’istituzione di un corpo volontario europeo di aiuto umanitario per inquadrare contributi comuni dei giovani europei alle azioni di aiuto umanitario dell’Unione: l’Unione ha istituito il “Corpo europeo di solidarietà”, per il quale rinvio a un mio precedente articolo sul tema.

La politica di aiuto umanitario dell’UE

Oggi, nel quadro dei principi che regolano l’azione esterna dell’Unione europea – cioè le sue relazioni internazionali – uno specifico Titolo del TFUE è dedicato alla politica di cooperazione con i paesi terzi e all’aiuto umanitario.

L’aiuto umanitario, in particolare, consiste, come dispone l’articolo 21.2 lettera g) del Trattato sull’Unione europea (TUE), nell’ “aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamità naturali o provocate dall’uomo”.

Esso è poi disciplinato dall’articolo 214 del TFUE, il quale specifica le finalità delle azioni condotte dall’Unione europea nel quadro della politica di aiuto umanitario: “fornire, in modo puntuale, assistenza, soccorso e protezione alle popolazioni dei paesi terzi vittime di calamità naturali o provocate dall’uomo, per far fronte alle necessità umanitarie risultanti da queste diverse situazioni”.

Si tratta di un compito – e di una responsabilità – che l’Unione condivide con gli Stati membri: pertanto, azioni europee e azioni nazionali volte a fornire assistenza umanitaria “si completano e si rafforzano reciprocamente”. A tal fine, il TFUE prevede espressamente che la Commissione europea possa “prendere qualsiasi iniziativa utile a promuovere il coordinamento tra le azioni dell’Unione e quelle degli Stati membri, allo scopo di rafforzare l’efficacia e la complementarità dei dispositivi dell’Unione e dei dispositivi nazionali di aiuto umanitario”.

Oltre a ciò, le azioni di aiuto umanitario dell’Unione devono coordinarsi ed essere coerenti con quelle svolte da organizzazioni e organismi internazionali, specie nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite.

L’adesione dell’UE al “Grand Bargain”

In proposito, da qualche anno, per far fronte al crescente deficit di finanziamento degli aiuti umanitari, la DG ECHO ha aderito, a nome dell’Unione europea, al “Grand Bargain”, iniziativa lanciata durante il vertice umanitario mondiale (WHS) tenutosi a Istanbul nel maggio 2016 e consistente in un accordo tra alcuni dei maggiori donatori e organizzazioni umanitarie che si sono impegnate a mettere più mezzi nelle mani delle persone bisognose e a migliorare l’efficacia e l’efficienza del azione umanitaria. Inizialmente pensato come un accordo tra i cinque maggiori donatori e le sei maggiori agenzie delle Nazioni Unite, il “Grand Bargain” oggi include 61 sottoscrittori (24 stati, tra i quali l’Italia, 11 agenzie delle Nazioni Unite, 5 organizzazioni intergovernative e movimenti della Croce Rossa/Mezzaluna Rossa e 21 ONG) e rappresenta il 73% di tutti i contributi umanitari donati nel mondo negli ultimi anni.

I finanziamenti per l’aiuto umanitario

L’attività umanitaria dell’Unione europea continua ancora oggi ad essere disciplinata dall’originario regolamento (CE) n. 1257/96 del Consiglio del 20 giugno 1996.

L’articolo 1 di tale regolamento disciplina l’ambito di intervento dell’attività umanitaria dell’Unione, la quale “comporta azioni di assistenza, di soccorso e di protezione basate sul principio di non discriminazione, a favore delle popolazioni di paesi terzi, soprattutto le più vulnerabili, e con priorità quelle dei paesi in via di sviluppo vittime di catastrofi naturali o di eventi di origine umana, come guerre o conflitti, oppure da situazioni e avvenimenti eccezionali di portata analoga a calamità naturali o causate dall’uomo, per il periodo necessario a far fronte alle esigenze umanitarie che ne derivano”.

I successivi articoli, invece, descrivono le modalità di intervento umanitario dell’Unione che ha ad oggetto aiuti per “finanziare l’acquisto e la fornitura di qualsiasi prodotto o materiale necessario all’attuazione delle azioni umanitarie, compresa la costruzione di alloggi o di rifugi per le popolazioni in questione; le spese per il personale esterno, sia estero che locale, impegnato nell’ambito di tali azioni; il magazzinaggio, l’invio internazionale o nazionale, il sostegno logistico e la distribuzione degli aiuti nonché qualsiasi altra azione intesa a facilitare o a consentire il libero accesso ai destinatari dell’aiuto”.

Tali aiuti sono forniti ai Paesi destinatari dell’assistenza, ad agenzie internazionali ed anche a organizzazioni non governative (ONG) per le quali il regolamento stabilisce i requisiti di accesso ai finanziamenti europei (in calce all’articolo riporto il link alle procedure di accreditamento delle ONG).

L’attività di aiuto umanitario dell’UE nel 2019: 2,4 miliardi di euro aiuti

Infine, sempre il regolamento in esame, obbliga la Commissione europea a presentare, al termine di ciascun esercizio finanziario una relazione annuale, al Parlamento europeo e al Consiglio contenente un sommario delle azioni finanziate durante l’esercizio stesso.

Nei giorni scorsi è stata presentata la relazione relativa alle principali attività e ai principali risultati politici dell’Unione europea nel 2019 in materia di aiuti umanitari finanziati dalla Commissione europea e gestiti dalla DG ECHO.

Questa seleziona i destinatari degli interventi umanitari sulla base di un indice di rischio – denominato INFORM Risk Index – che identifica i paesi ad alto rischio di crisi umanitaria che hanno maggiori probabilità di richiedere assistenza internazionale. Il modello INFORM Risk Index si basa sui concetti di rischio pubblicati nella letteratura scientifica e prevede tre dimensioni di rischio – Hazards & Exposure, Vulnerability e Lack of Coping Capacity – ed è suddiviso in diversi livelli per fornire una rapida panoramica dei fattori sottostanti che portano al rischio umanitario.

Si tratta di un modello, adottato dal 1992 e via via perfezionato, che molte organizzazioni come le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali non governative stanno adottando di fatto come metodologia di valutazione del rischio.

In questo contesto, per la sola attività di donatore di aiuti umanitari, la DG ECHO della Commissione europea nel 2019 ha stanziato 2,4 miliardi di euro a favore di milioni di persone colpite da crisi in più di 80 paesi.

Una parte significativa degli aiuti umanitari dell’Unione è stata destinata alle persone colpite dalla crisi in Siria e nei paesi vicini, compresa la componente umanitaria per i rifugiati siriani in Turchia.

L’Unione, inoltre, si è concentrata sul sostegno alle popolazioni coinvolte in “crisi dimenticate”, ad esempio nella Repubblica centrafricana, in Sudan, Pakistan, Colombia, Venezuela, Haiti e nelle Filippine.

La seguente tabella evidenzia le erogazioni della DG ECHO a titolo di aiuti umanitari nel 2019, nelle diverse aree del pianeta: la Relazione annuale sulle Operazioni di aiuto umanitario dell’Unione europea finanziate nel 2019, il cui link riporto in appendice, fornisce una panoramica delle principali operazioni di aiuto umanitario finanziate nei diversi Paesi beneficiari.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Regolamento (CE) n. 1257/96 del Consiglio, del 20 giugno 1996, relativo all’aiuto umanitario, versione consolidata aggiornata alle modifiche apportate nel 2003, nel 2009 e nel 2019

Commissione europea, Relazione annuale sulle Operazioni di aiuto umanitario dell’Unione europea finanziate nel 2019, doc. COM(2020) 358 del 7 agosto 2020

The Grand Bargain (Official website)

Data-base sui finanziamenti degli aiuti umanitari della Commissione e degli Stati membri

Corpo europeo di solidarietà

Per lavorare con la Commissione europea come Organizzazione Non Governativa nel quadro del “NGO Framework Partnership Agreement (FPA)” si vedano le pagine dedicate sul sito della DG ECHO, raggiungibili dal seguente link.

 

 

 

 

 

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