Strategia dell’Unione europea contro gli abusi sessuali sui minori

11 settembre 2020 di Mauro Varotto

Secondo le stime del Consiglio d’Europa, in Europa un minore su cinque è vittima di una qualche forma di violenza sessuale.

La seguente immagine ha una grafica simile a quella utilizzata per segnalare il diffondersi dell’epidemia da Covid-19. Tuttavia, essa rappresenta la diffusione nel mondo di un altro tipo di virus, se così può essere definito: quello degli abusi sessuali sui minori.

L’immagine è stata elaborata da Child Rescue Coalition, organizzazione non profit che sviluppa tecnologie di contrasto dei reati sui minori utilizzate anche dalle forze dell’ordine, e visualizza il numero di download in tempo reale di un campione di materiale pedo-pornografico avvenuti il 13 luglio 2020.

 

Le segnalazioni contenute nelle relazioni annuali della Internet Watch Foundation confermano che l’Unione europea accoglie ormai il maggior numero di materiale pedopornografico su scala mondiale (da oltre la metà nel 2016 a oltre due terzi nel 2019).

Anche il Centro nazionale degli Stati Uniti per i minori scomparsi e sfruttati (US National Centre for Missing and Exploited Children – NCMEC), negli ultimi anni, ha registrato un aumento impressionante delle segnalazioni di abusi sessuali su minori online riguardanti l’Unione europea (immagini scambiate nell’Unione, vittime nell’Unione, ecc.): da 23.000 segnalazioni nel 2010 a oltre 725.000 nel 2019, con quasi 3 milioni di immagini e video.

Un analogo aumento impressionante è stato registrato a livello mondiale: da 1 milione di segnalazioni nel 2010 a quasi 17 milioni nel 2019, con quasi 70 milioni di immagini e video.

Sempre secondo il NCMEC, la crisi dovuta alla Covid-19 ha aggravato il problema: trascorrendo più tempo tra le mura domestiche, è aumentato il numero di autori di tali abusi isolati a casa ed è aumentata anche la domanda di materiale pedopornografico (in alcuni Stati membri dell’Unione europea fino al 25%) e di conseguenza quella di nuovi contenuti, che ha sua volta ha portato a nuovi abusi.

A livello mondiale, solo per fornire un dato, il numero di segnalazioni di abusi sessuali su minori è quadruplicato nell’aprile 2020 (4,1 milioni), rispetto all’aprile 2019 (circa 1 milione).

Il fenomeno degli abusi sessuali sui minori

Il fenomeno dell’abuso e dello sfruttamento sessuale di minori assume molteplici forme: si tratta di reati che sono commessi sia online (a esempio costringendo un minore a praticare attività sessuali in diretta streaming o scambiando materiale pedopornografico online), sia offline (a esempio praticando attività sessuali con un minore o inducendo un minore alla prostituzione).

Quando gli abusi sono anche registrati e condivisi online, il danno che subisce il minore si perpetua nel tempo, perché le vittime devono convivere con la consapevolezza che le immagini e i video del reato vengono diffusi e che chiunque, compresi i loro amici o parenti, può vederli.

D’altro canto, lo sviluppo esponenziale del mondo digitale è stato sfruttato illecitamente per diffondere questo tipo di reato su scala mondiale e, purtroppo, ha agevolato la creazione di un mercato mondiale di materiale pedo-pornografico.

Le stesse tecnologie digitali spesso si prestano a usi per scopi criminali: ad esempio, l’introduzione della cifratura da punto a punto (end-to-end encryption), sebbene utile per garantire la riservatezza e la sicurezza delle comunicazioni, consente a chi intende abusare sessualmente di minori di accedere più facilmente a canali sicuri, dove può occultare alle autorità di contrasto le proprie attività, a esempio il commercio di immagini e video.

La strategia dell’Unione europea: otto iniziative prioritarie

Come indicato dalla Strategia dell’UE per la sicurezza 2020-2025, cui ho dedicato un apposito articolo del blog, la lotta contro gli abusi sessuali su minori è una priorità dell’Unione europea.

Infatti, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea riconosce che i minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere.

Inoltre, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991, n. 176, sancisce il diritto del minore a essere tutelato contro ogni forma di violenzae la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, sottoscritta a Istanbul l’11 maggio 2011, ratificata dall’Italia con legge giugno 2013, n. 77, e in vigore dal 1 agosto 2014, contiene norme in materia di abusi sessuali su minori in ambito domestico.

E’ in questo contesto che la Commissione europea ha presentato la Strategia dell’UE per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali su minori, da attuare nei prossimi cinque anni (2020-2025), che fornisce un quadro di riferimento e di coordinamento a livello europeo per sviluppare una risposta forte e globale a tale reato, sia esso commesso online o offline, e stabilisce otto iniziative per attuare e sviluppare il quadro giuridico adeguato, rafforzare la risposta delle autorità di contrasto e catalizzare un’azione multi-partecipativa coordinata in materia di prevenzione, indagine e assistenza alle vittime.

Le iniziative si avvalgono di tutti gli strumenti disponibili a livello dell’Unione, sia di diritto sostanziale che finanziamenti e cooperazione con Paesi terzi e organizzazioni internazionali.

A. STRUMENTI GIURIDICI

1. Garantire la piena attuazione della legislazione vigente (direttiva 2011/93/UE)

Nel 2011 l’Unione europea ha compiuto un passo importante adottando la direttiva contro gli abusi sessuali su minori: si tratta della Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011 (ha sostituito una precedente decisione quadro 2004/68/GAI).

La direttiva europea è stata il primo strumento giuridico dell’Unione con un approccio globale che istituisce norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in materia di abuso e sfruttamento sessuale dei minori e di materiale pedo-pornografico, e che comprende la prevenzione, l’indagine e il perseguimento dei reati, nonché l’assistenza e la protezione delle vittime.

Gli Stati membri hanno compiuto notevoli progressi nell’attuazione della direttiva: in Italia è stata attuata con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39.

Tuttavia, osserva la Commissione europea, sussiste ancora un ampio margine per sfruttare appieno il potenziale della direttiva, attraverso la piena attuazione di tutte le sue disposizioni da parte degli Stati membri.

In particolare, come hanno evidenziato due specifiche relazioni della Commissione [doc. COM(2016) 871 e doc. COM(2016) 872, entrambe del 16 dicembre 2016], permangono difficoltà nei settori della prevenzione (in particolare, programmi di prevenzione per gli autori di reati e per coloro che temono di poter commettere reati), del diritto penale (soprattutto la definizione dei reati e l’entità delle pene) e delle misure di assistenza, sostegno e protezione per le vittime minorenni.

Nel 2019, al fine di garantire l’attuazione completa, la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di 23 Stati membri: in pratica, tutti gli Stati membri, a eccezione della Danimarca (non vincolata dalla direttiva), Cipro, Irlanda e Paesi Bassi.

  1. Garantire che la legislazione dell’UE consenta una risposta efficace

La Commissione valuterà se la direttiva contro gli abusi sessuali su minori debba essere aggiornata, tenuto conto dei risultati dello studio oggetto della iniziativa n. 3.

Oltre al tale direttiva esistono molteplici strumenti legislativi a livello europeo che sostengono e plasmano la lotta contro gli abusi sessuali su minori, in particolare per quanto riguarda il ruolo del settore privato nella prevenzione e nella lotta contro tali abusi: a quest’ultimo proposito, la Commissione proporrà la legislazione necessaria per contrastare efficacemente gli abusi sessuali su minori online, anche imponendo ai prestatori di servizi online di individuare il materiale pedo-pornografico pubblicato sulle loro piattaforme e di segnalarlo alle autorità pubbliche.

  1. Individuare le lacune legislative, le migliori pratiche e le azioni prioritarie

Entro la fine del 2020 la Commissione avvierà uno studio approfondito per individuare le lacune legislative, le migliori pratiche e le azioni prioritarie a livello dell’UE nella lotta contro gli abusi sessuali su minori online e offline.

B. STRUMENTI DI FINANZIAMENTO E DI COOPERAZIONE

  1. Rafforzare le attività di contrasto a livello nazionale e dell’UE

Gli abusi sessuali su minori richiedono una risposta competente e globale delle autorità di contrasto, a livello sia nazionale che europeo.

I casi di abusi sessuali su minori, in particolare quelli riguardanti materiale digitale, raramente sono limitati a uno Stato membro. Oltre a gestire le banche dati nazionali in materia di intelligence, gli Stati membri dovrebbero pertanto adoperarsi per convogliare sistematicamente l’intelligence pertinente verso Europol, quale polo centrale dell’Unione europea per lo scambio di informazioni sulla criminalità: a tal fine, la strategia proposta dalla Commissione europea prevede che Europol istituisca un polo e laboratorio per l’innovazione e la Commissione stessa fornirà finanziamenti per facilitare lo sviluppo di capacità nazionali per stare al passo con gli sviluppi tecnologici e garantire una risposta efficace contro tali reati da parte delle autorità di contrasto.

  1. Consentire agli Stati membri di proteggere meglio i minori attraverso la prevenzione

Tra gli articoli della direttiva UE contro gli abusi sessuali su minori che gli Stati membri non hanno ancora attuato pienamente figurano quelli che richiedono la realizzazione di programmi di prevenzione che implicano l’azione di svariate parti interessate.

Per quanto riguarda la prevenzione mirata ai potenziali autori dei reati, le difficoltà incontrate dagli Stati membri riguardano i programmi in tutte le fasi: prima che una persona commetta il reato per la prima volta, durante o dopo il procedimento penale, e all’interno e all’esterno delle strutture carcerarie.

La Commissione inizierà immediatamente a preparare una rete di prevenzione a livello europeo per facilitare lo scambio delle migliori pratiche e sostenere gli Stati membri nella predisposizione di misure di prevenzione utilizzabili, rigorosamente valutate ed efficaci per ridurre la larga diffusione degli abusi sessuali su minori nell’UE.

  1. Un centro europeo per la prevenzione e la lotta agli abusi sessuali su minori

La Commissione inizierà a lavorare all’eventuale creazione di un centro europeo per la prevenzione e la lotta agli abusi sessuali su minori, sulla base di uno studio approfondito e di una valutazione d’impatto.

  1. Incentivare gli sforzi dell’industria volti a garantire che i prodotti assicurino la protezione dei minori

I prestatori di determinati servizi online si trovano in una posizione ideale per prevenire, individuare e segnalare gli abusi sessuali su minori commessi con l’ausilio delle loro infrastrutture o servizi.

Attualmente alcune imprese individuano volontariamente gli abusi sessuali su minori, anche se – come segnala il NCMEC – gli sforzi compiuti dalle imprese per individuare e segnalare gli abusi sessuali su minori variano considerevolmente da un’impresa all’altra. Nel 2019 un’unica impresa, Facebook, ha inviato quasi 16 milioni di segnalazioni (il 94% del totale di quell’anno), mentre altre imprese con sede negli Stati Uniti hanno inviato meno di 1.000 segnalazioni, alcune addirittura meno di 10.

Una delle iniziative specifiche del Forum dell’Unione europea su Internet nel 2020 è la creazione di un processo a livello di esperti tecnici per mappare e vagliare possibili soluzioni che potrebbero consentire alle imprese di individuare e segnalare gli abusi sessuali su minori nelle comunicazioni elettroniche cifrate da punto a punto, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e senza creare nuove vulnerabilità che i criminali potrebbero sfruttare. Esperti tecnici provenienti dal mondo accademico, dall’industria, dalle autorità pubbliche e dalle organizzazioni della società civile esamineranno possibili soluzioni incentrate sul dispositivo, sul server e sul protocollo di cifratura che possano garantire la riservatezza e la sicurezza delle comunicazioni elettroniche e la protezione dei minori contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale.

  1. Migliorare la protezione dei minori a livello mondiale attraverso la cooperazione multipartecipativa

Nel 2012 la Commissione europea, assieme alle autorità statunitensi competenti, ha finanziato l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori online, che riunisce 54 paesi per migliorare la protezione delle vittime, individuare e perseguire i colpevoli, sensibilizzare l’opinione pubblica e ridurre la disponibilità di materiale pedo-pornografico online.

Questa iniziativa si è fusa con un’iniziativa analoga lanciata nel 2014 nel Regno Unito, WePROTECT, che riunisce governi, industria e ONG.

Nel 2016 le due iniziative hanno deciso di unire le forze e di costituire WePROTECT Global Alliance to End Child Sexual Exploitation Online, che attualmente comprende 97 governi, 32 imprese tecnologiche a livello mondiale, 33 organizzazioni della società civile e istituzioni internazionali e 5 organizzazioni regionali.

Alla fine del 2019 l’organizzazione è diventata un soggetto giuridico indipendente sotto forma di fondazione a responsabilità limitata, con sede nei Paesi Bassi.

La strategia della Commissione europea prevede che l’Unione europea continuerà a contribuire a potenziare le norme mondiali per la protezione dei minori contro gli abusi sessuali promuovendo la cooperazione multi-partecipativa attraverso WePROTECT Global Alliance e tramite finanziamenti mirati.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Strategia dell’UE per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali su minori, doc. COM(2020) 607 del 24.07.2020

Tabella di marcia della Commissione europea, Ref. Ares(2020)2914579 del 05.06.2020

Per ulteriori informazioni: Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori online

 

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