“Fit for 55”: l’Unione europea accelera la transizione verde

23 luglio 2021 di Mauro Varotto

Il 9 luglio 2021 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la cosiddetta “European Climate Law” (Normativa europea sul clima), un regolamento che impone l’obiettivo della neutralità climatica in tutta l’Unione europea entro il 2050.

L’azzeramento delle emissioni nette dei gas a effetto serra avverrà progressivamente, con due traguardi intermedi vincolanti: il primo, da raggiungere entro il 2030, consiste in una riduzione delle predette emissioni di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990; il secondo, da raggiungere entro il 2040, sarà definito dalla Commissione europea sia alla luce dei risultati del primo bilancio globale previsto nell’ambito dell’accordo di Parigi sul clima sia considerando il bilancio di previsione indicativo di gas a effetto serra dell’Unione per il periodo 2030-2050.

A pochi giorni dalla pubblicazione di tale fondamentale regolamento – che mira a promuovere un cambiamento sistemico dell’economia europea e la sua transizione verso un modello di sviluppo sostenibile – la Commissione europea ha presentato un ampio e articolato pacchetto di proposte legislative che da concreta attuazione alla strategia di crescita del Green Deal europeo.

Il pacchetto, denominato “Fit for 55 package” (Pronti per il 55%), riguarda tutti gli aspetti della transizione verde: in primo luogo, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, poiché, come è noto, la produzione e l’uso di energia rappresentano il 75% delle emissioni dell’Unione; poi l’edilizia, nonché l’utilizzo del suolo, la tassazione energetica, la condivisione degli sforzi e lo scambio di quote di emissione e un’ampia gamma di altri atti legislativi.

La Commissione propone anche, nell’ambito della sua strategia diplomatica sul clima e l’energia, un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, finalizzato a indurre i produttori stranieri e gli importatori dell’Unione europea a ridurre le loro emissioni di carbonio, garantendo nel contempo condizioni di parità che favoriscano gli scambi in modo compatibile con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

Tali nuove proposte legislative si affiancano e completano le misure già proposte in materia di trasporti intelligenti e sostenibili, tra cui una revisione del regolamento sulla rete transeuropea dei trasporti e della direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti; il piano d’azione per l’economia circolare, che punta sulla progettazione ecocompatibile e sui prodotti sostenibili, in particolare l’elettronica circolare.

Infatti, il Green Deal europeo va ben oltre la riduzione delle emissioni e comprende anche le strategie dell’Unione europea sulla biodiversità per il 2030 e “dal produttore al consumatore“, che la stessa Commissione europea, come ho avuto modo di scrivere in questo blog, sta implementando per incrementare la produzione biologica, ripristinare gli ecosistemi degradati, proteggere gli oceani e le regioni costiere, tutelare, ripristinare e gestire in modo sostenibile le foreste e ridurre il rischio di prodotti associati alla deforestazione sul mercato dell’Unione europea.

Pertanto, oggi sono in discussione presso il Parlamento europeo e gli Stati membri, tutti gli strumenti legislativi necessari per conseguire gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea sul clima e trasformare radicalmente l’economia e la società europee e per costruire un futuro equo, verde e prospero.

Panoramica generale del pacchetto legislativo “Pronti per il 55%”

Nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione europea (ETS), il quale fissa un prezzo per il carbonio e riduce ogni anno il limite massimo applicabile alle emissioni di determinati settori economici, la Commissione propone di abbassare ulteriormente il limite massimo generale delle emissioni e di aumentarne il tasso annuo di riduzione. La stessa Commissione propone inoltre di eliminare gradualmente le quote di emissioni a titolo gratuito per il trasporto aereo, di allinearsi al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per il trasporto aereo internazionale (CORSIA) e di includere per la prima volta nell’ETS dell’Unione anche le emissioni generate dal trasporto marittimo.

La Commissione propone inoltre di aumentare l’entità dei fondi per l’innovazione e la modernizzazione nel campo delle tecnologie pulite, chiedendo a tutti gli Stati membri di spendere la totalità delle entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all’energia.

La nuova proposta di regolamento sulla condivisione degli sforzi assegna a ciascuno Stato membro obiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per quanto riguarda gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l’agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Tali obiettivi tengono conto delle diverse situazioni di partenza e delle diverse capacità di ciascuno Stato membro e si basano sul PIL pro capite.

Per eliminare il carbonio nell’atmosfera, la proposta di regolamento sull’uso del suolo, sulla silvicoltura e sull’agricoltura (LULUCF – Land Use, Land Use Change and Forestry) fissa un obiettivo generale dell’Unione per l’assorbimento del carbonio dai pozzi naturali, pari a 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030. Obiettivi nazionali vincoleranno gli Stati membri nel preservare ed estendere i propri pozzi di assorbimento del carbonio con l’obiettivo, entro il 2035, di raggiungere la neutralità climatica nei settori dell’uso del suolo, della silvicoltura e dell’agricoltura, comprese le emissioni agricole diverse dal CO2, come quelle derivanti dall’uso di fertilizzanti e dall’allevamento.

Una nuova strategia forestale dell’Unione europea mira a migliorare la qualità, la quantità e la resilienza delle foreste europee. Essa sostiene i silvicoltori e la bioeconomia forestale, garantendo nel contempo la sostenibilità della raccolta e dell’uso della biomassa e preservando la biodiversità, e predispone un piano per piantare tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030.

Il nuovo testo della direttiva sulle energie rinnovabili fissa l’ambizioso obiettivo di produrre il 40% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Tutti gli Stati membri contribuiranno a questo obiettivo e sono previsti obiettivi specifici per l’uso delle energie rinnovabili nei settori dei trasporti, del riscaldamento e del raffrescamento, degli edifici e dell’industria.

Per ridurre il consumo globale di energia, diminuire le emissioni e affrontare la povertà energetica, il nuovo testo della direttiva sull’efficienza energetica fissa, a livello unionale, un obiettivo annuale vincolante più ambizioso di riduzione del consumo di energia. Alla luce di questo obiettivo si fisseranno i contributi nazionali, con un raddoppio dell’obbligo annuo in termini di risparmio energetico per gli Stati membri.

Il settore pubblico sarà tenuto a ristrutturare il 3% dei suoi edifici ogni anno in modo da incentivare la cosiddetta “ondata” di ristrutturazioni, creare posti di lavoro e ridurre il consumo di energia e i costi per i contribuenti.

Nel settore dei trasporti stradali, sono proposte norme più rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni, accelerando la transizione verso una mobilità a emissioni zero, imponendo che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni.

Per consentire ai guidatori di avere accesso ad una rete affidabile in tutta Europa per la ricarica o il rifornimento dei loro veicoli, la revisione del regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi imporrà agli Stati membri di aumentare la capacità di ricarica, in linea con le vendite di autovetture a emissioni zero e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno.

Poiché i carburanti per l’aviazione e il trasporto marittimo causano un inquinamento significativo e inoltre richiedono misure specifiche in aggiunta allo scambio di quote di emissione, la proposta di regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi prevede che gli aeromobili e le navi abbiano accesso a energia elettrica pulita nei principali porti e aeroporti. Inoltre, l’iniziativa “ReFuelEU Aviation” obbligherà i fornitori di combustibili a aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per l’aviazione nel carburante per gli aviogetti caricato a bordo negli aeroporti dell’Unione, mentre l’iniziativa “FuelEU Maritime” incentiverà l’utilizzo di combustibili marittimi sostenibili e di tecnologie a zero emissioni, fissando un limite massimo al tenore di gas a effetto serra dell’energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei.

Il sistema fiscale per i prodotti energetici deve salvaguardare e migliorare il mercato unico e sostenere la transizione verde fissando gli incentivi adeguati: in proposito, la proposta di revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell’Unione in materia di energia e clima, promuovendo tecnologie pulite e eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano l’uso di combustibili fossili. Le nuove norme mirano a ridurre gli effetti nocivi della concorrenza fiscale in materia di energia, contribuendo a garantire agli Stati membri entrate derivanti da imposte “verdi” che sono meno dannose per la crescita rispetto alle imposte sul lavoro.

Infine, un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere mira a fissare un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti, al fine di garantire che l’azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

Il Fondo sociale per il clima per una transizione equa dal punto di vista sociale

Poiché le nuove politiche climatiche europee rischiano di esercitare, nel breve periodo, forti pressioni sulle famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese più vulnerabili, il pacchetto legislativo sul clima si preoccupa anche di ripartire equamente i costi della lotta e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.

Oltre a ciò, come si è accennato prima, gli strumenti per la fissazione del prezzo del carbonio genereranno entrate che potranno essere reinvestite per incentivare l’innovazione, la crescita economica e gli investimenti nelle tecnologie pulite.

Infine, la Commissione europea propone la creazione di un nuovo Fondo sociale per il clima (Social Climate Fund), il cui obiettivo è assegnare finanziamenti specifici agli Stati membri per aiutare i cittadini a investire nell’efficienza energetica, in nuovi sistemi di riscaldamento e raffrescamento e in una mobilità più pulita.

Il Fondo sociale per il clima sarebbe finanziato dal bilancio dell’Unione europea, utilizzando un importo equivalente al 25% delle entrate provenienti dallo scambio di quote di emissione dell’edilizia e dei carburanti per il trasporto stradale. Secondo le stime della Commissione, consentirà di assegnare 72,2 miliardi di euro agli Stati membri per il periodo 2025-2032. La proposta di ricorrere a finanziamenti nazionali analoghi, consentirebbe al nuovo Fondo di mobilitare, in tutto, 144,4 miliardi di euro da impiegare per rendere la transizione verde socialmente equa.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 giugno 2021 che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica, in GU UE L 243 del 9.7.2021

Comunicazione della Commissione europea, Pronti per il 55%”: il raggiungimento dell’obiettivo climatico dell’UE per il 2030 verso la neutralità climatica, doc. COM(2021) 550 del 14 luglio 2021

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