La creazione di ambienti favorevoli all’innovazione: gli ecosistemi dell’innovazione

30 luglio 2021 di Mauro Varotto

Per sfruttare appieno il potenziale dell’innovazione – che coinvolge l’attività di ricercatori, imprenditori, industria e la società in generale -, l’Unione europea, insieme agli Stati membri, vuole migliorare l’ambiente in cui l’innovazione può prosperare.

A tal fine, essa intende contribuire allo sviluppo di un efficace ecosistema dell’innovazione a livello europeo, incoraggiando la cooperazione, la creazione di reti e lo scambio di idee e di conoscenze, sviluppando processi di innovazione aperta nelle organizzazioni, finanziamenti e competenze tra gli ecosistemi dell’innovazione regionali, nazionali e locali, al fine di sostenere tutti i tipi di innovazione, compresa l’innovazione sociale e quella del settore pubblico, e raggiungere tutti gli innovatori dell’Unione, fornendo loro un sostegno adeguato.

Per questo motivo, il IX programma quadro di ricerca e innovazione dell’Unione europea “Orizzonte Europa” stanzia oltre 500 milioni di euro, destinati a finanziare la creazione e lo sviluppo di “ecosistemi di innovazione”, così definiti dal regolamento istitutivo del programma:

un ecosistema che riunisce a livello dell’Unione attori o soggetti che hanno come obiettivo operativo lo sviluppo tecnologico e l’innovazione; vi rientrano le relazioni tra risorse materiali (ad esempio fondi, attrezzature e strutture), soggetti istituzionali (ad esempio istituti di istruzione superiore e servizi di sostegno, organizzazioni per la ricerca e la tecnologia, imprese, investitori di capitale di rischio e intermediari finanziari) e soggetti a livello nazionale, regionale e locale responsabili della definizione delle politiche e dei finanziamenti”.

L’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (European Institute of Innovation and Technology – EIT) rappresenta oggi il più vasto ecosistema di innovazione integrato in Europa, che riunisce partner provenienti dal settore imprenditoriale, della ricerca, dell’istruzione e non solo, nelle cosiddette comunità della conoscenza e dell’innovazione (CCI o KIC dall’acronimo: Knowledge and Innovation Communities).

Tuttavia, al di là di tale modello di eccellenza, in tutta Europa sono ancora necessari sforzi per sviluppare ecosistemi in cui ricercatori, innovatori, industrie e governi, centrali e locali, possano facilmente interagire. Infatti, gli attuali ecosistemi di innovazione – variamente denominati, come distretti o cluster tecnologici, poli di innovazione, reti innovative ecc. – continuano a non funzionare in maniera ottimale, a causa di una serie di motivi, i principali dei quali sono due:

a) l’interazione tra gli operatori dell’innovazione è ancora ostacolata da barriere organizzative, normative e culturali;

b) gli sforzi per rafforzare gli ecosistemi di innovazione in Europa non sono coordinati e le relative politiche, regionali e nazionali, spesso non presentano una chiara attenzione agli obiettivi e all’impatto specifici che possono avere tali strumenti.

Pertanto, come si legge nel programma specifico di Orizzonte Europa,

Per affrontare le sfide sociali future, abbracciare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e contribuire a una crescita economica sostenibile e rispettosa dell’ambiente, all’occupazione, alla competitività e al benessere dei cittadini europei, è necessario rafforzare ulteriormente la capacità dell’Europa di innovare tramite: il consolidamento degli ambienti esistenti favorevoli alla collaborazione e all’innovazione e la promozione della creazione di nuovi ambienti di questo tipo; il rafforzamento delle capacità di innovazione del mondo accademico e del settore della ricerca; il sostegno a una nuova generazione di imprenditori; l’incentivo alla creazione e allo sviluppo di iniziative innovative (…).”

Iniziative dell’UE per sviluppare gli ecosistemi dell’innovazione

Come primo passo, la Commissione europea intende organizzare un Forum del Consiglio europeo dell’innovazione (CEI). coinvolgendo le autorità e gli organismi pubblici degli Stati membri responsabili delle politiche e dei programmi per l’innovazione, allo scopo di promuovere il coordinamento e il dialogo sullo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione dell’Unione.

Inoltre, in sinergia con altre attività di “Orizzonte Europa”, comprese quelle del CEI e dell’EIT, e con le strategie regionali di specializzazione intelligenti finanziate dai fondi strutturali europei, l’Unione europea:

– promuoverà e cofinanzierà programmi di innovazione congiunti, gestiti dalle autorità responsabili delle politiche e dei programmi nazionali, regionali o locali di innovazione pubblica, ai quali possono essere associati soggetti privati che sostengono l’innovazione e gli innovatori;

– sosterrà programmi congiunti di orientamento, preparazione, assistenza tecnica e altri servizi che vengono prestati presso gli innovatori, mediante reti come i punti di contatto nazionali, Enterprise Europe Network, raggruppamenti, piattaforme paneuropee come Startup Europe, attori dell’innovazione a livello regionale o locale, sia pubblici che privati, in particolare incubatori e poli di innovazione che potrebbero, inoltre, essere interconnessi per favorire il formarsi di partenariati tra gli innovatori;

– infine, migliorerà i dati e le conoscenze riguardanti il sostegno all’innovazione, compresa la mappatura dei regimi di sostegno, l’istituzione di piattaforme per la condivisione dei dati, l’analisi comparativa e la valutazione dei regimi di sostegno stessi.

Gli ecosistemi dell’innovazione  nel programma-quadro Orizzonte Europa

Tutte queste iniziative sono oggetto di finanziamento già nell’ambito del primo programma di lavoro di “Orizzonte Europa” che riguarda il biennio 2021 e 2022.

All’interno del programma di lavoro principale, una sezione è specificatamente intitolata: European Innovation Ecosystems (EIE) e mira a finanziare la creazione di ecosistemi di innovazione più connessi, inclusivi ed efficienti, che supportino la scalabilità delle imprese e stimolino l’innovazione, per affrontare sfide importanti in modo responsabile.

Il programma di lavoro European Innovation Ecosystems (EIE) contiene una serie di azioni che promuovono tre destinazioni, denominate, rispettivamente: CONNECT, SCALEUP e INNOVSMES.

Apro una breve parentesi per chiarire il nuovo concetto di “destinazione”: si tratta di pacchetti di azioni dedicati, chiamati “destinazioni” perché indicano sia la direzione specifica sia il punto di arrivo ultimo dei progetti da sostenere attraverso “Orizzonte Europa”. Le destinazioni, quindi, fanno parte del corredo dei nuovi strumenti concettuali e metodologici messo a punto dalla Commissione europea nella progettazione dei programmi di ricerca e innovazione dell’Unione: “Orizzonte Europa”, infatti, segna un cambiamento di paradigma, passando da un approccio guidato dalle attività (activity-driven approach) a uno guidato dall’impatto (impact-driven approach), che consente di effettuare interventi mirati, basati su priorità concordate. Questo nuovo design di Orizzonte Europa orientato all’impatto mira a massimizzare gli effetti dei suoi investimenti in ricerca e innovazione, garantendo che realizzino veramente le priorità politiche dell’Unione europea. L’intento è di garantire che le priorità siano effettivamente soddisfatte e tradotte in azioni concrete, dando a tutti coloro che si candidano per partecipare agli inviti a presentare proposte la massima flessibilità su come raggiungere questi obiettivi.

Dopo questa parentesi, passo a descrivere contenuti e opportunità delle tre destinazioni relative agli ecosistemi europei dell’innovazione.

CONNECT

Le azioni nella destinazione CONNECT si concentrano sulla costruzione di ecosistemi di innovazione interconnessi e inclusivi in tutta Europa. attingendo ai punti di forza esistenti degli ecosistemi nazionali, regionali e locali e incoraggiando il coinvolgimento di tutti gli attori e territori per definire, intraprendere e raggiungere ambizioni collettive verso le sfide a beneficio della società, comprese le transizioni verdi, digitali e sociali e lo Spazio europeo della ricerca (SER).

Per creare questi collegamenti tra i diversi attori dell’innovazione che operano in tutta Europa, la Commissione europea mette a disposizione 27,5 milioni di euro nell’ambito di tre inviti a presentare proposte, con scadenze nel 2021 e nel 2022, per finanziare progetti promossi da partenariati composti, secondo la regola generale del regolamento di “Orizzonte Europa”, da almeno tre soggetti indipendenti, di cui almeno un soggetto giuridico indipendente stabilito in uno Stato membro e almeno altri due soggetti giuridici indipendenti, ciascuno stabilito in diversi Stati membri o paesi associati al programma.

Il pacchetto di azioni per questa prima “destinazione” è formato dai seguenti temi (topic), nell’ambito dei quali sviluppare e proporre progetti:

  • Azione preparatoria per la creazione di programmi congiunti tra gli attori degli ecosistemi di innovazione, a livello nazionale e regionale, mediante il finanziamento totale dei costi di cooperazione tra i soggetti proponenti (CSA – Azioni di coordinamento e di sostegno). I progetti, quindi, dovranno aprire il dialogo, preparare il terreno e facilitare l’accordo tra gli Stati membri e le regioni dell’Unione europea, in cooperazione con il settore privato e gli attori della ricerca e dell’innovazione e preparare la successiva attuazione di un programma congiunto di attività a lungo termine (piani d’azione) che promuova la collaborazione e la creazione di risorse comuni di conoscenza tra le parti interessate degli ecosistemi dell’innovazione a livello unionale, nazionale, regionale e/o locale, coinvolgendo tutti i territori e i principali attori della cosiddetta “quadrupla elica”, la quale è un modello di cooperazione tra industria, mondo accademico, società civile e autorità pubbliche, con una forte attenzione ai cittadini e alle loro esigenze. I destinatari di questa prima azione sono: autorità nazionali, regionali e/o locali, insieme ad attori privati, comprese le imprese di proprietà pubblica, e gli attori della ricerca e dell’innovazione;
  • Costruire capacità negli appalti per l’innovazione, anche in questo caso mediante  CSA – Azioni di coordinamento e di sostegno, totalmente finanziate dal programma. I progetti dovranno permettere, tra l’altro, di aumentare la consapevolezza, la conoscenza e l’uso pratico delle procedure legali per attuare le pratiche degli appalti per l’innovazione; esplorare e ampliare i migliori esempi di pratiche di appalto per l’innovazione e promuovere la collaborazione dei partner pubblici e privati nei processi di co-design per soddisfare le loro esigenze e identificare le tecnologie esistenti che potrebbero portare all’acquisizione di innovazione. I soggetti a cui si rivolge questa azione sono i committenti pubblici e privati, le imprese pubbliche, PMI e start-up, enti di ricerca e tecnologici;
  • Verso reti e iniziative più inclusive negli ecosistemi di innovazione europei dell’innovazione, sempre mediante lo strumento delle CSA, con la finalità di sostenere progetti capaci di ampliare la partecipazione dei territori europei più marginali e meno connessi a iniziative e reti di successo già esistenti che interconnettono gli ecosistemi dell’innovazione europei e promuovono la diffusione e l’espansione di soluzioni innovative. In questo ambito tematico, i progetti possono essere presentati da autorità pubbliche nazionali, regionali e/o locali, organizzazioni private, imprese pubbliche, associazioni professionali, cluster, acceleratori del business, poli di innovazione, incubatori, parchi tecnologici e/o qualsiasi altro rappresentante che guida iniziative/reti che supportano lo sviluppo dell’innovazione;
  • Integrazione degli attori dell’innovazione sociale negli ecosistemi dell’innovazione, mediante il finanziamento totale dei costi di cooperazione tra i soggetti proponenti (CSA) per preparare e attuare progetti che favoriscano la partecipazione attiva degli attori dell’innovazione sociale negli ecosistemi dell’innovazione, un accesso più ampio a mezzi alternativi di finanziamento delle innovazioni sociali, nonché modelli di innovazione testati con potenziale di scalabilità e replicabilità e che sono disponibili per un uso diffuso, possibilmente attraverso azioni politiche. La Commissione europea si attende progetti presentati dagli attori dell’innovazione sociale/imprenditori sociali (a livello europeo, l’imprenditoria sociale è un approccio di individui, gruppi, start-up o imprenditori, che sviluppano, finanziano e implementano soluzioni a problemi sociali, culturali o ambientali), PMI, start-up, acceleratori e incubatori d’impresa, investitori, industria, fondazioni e società filantropiche, università e organismi di ricerca, imprese di proprietà pubblica;
  • Attuazione di piani d’azione cofinanziati per l’interconnessione degli ecosistemi dell’innovazione, mediante il cofinanziamento pluriennale della elaborazione di un programma di attività (Azione di cofinanziamento di programmi) proposto da autorità nazionali e/o regionali per l’innovazione, insieme ad attori privati, tutte le parti interessate chiave degli ecosistemi dell’innovazione provenienti da tutta la quadrupla elica, comprese le PMI innovative, le start-up, gli innovatori sociali, le imprese di proprietà pubblica, il mondo accademico, gli organismi di ricerca, i centri di trasferimento tecnologico, gli investitori, fondazioni, cluster, associazioni e società civile, Enterprise Europe Network. Tali “piani di azione”, della durata di almeno cinque anni, dovranno esplicitare una strategia condivisa e un programma delle attività previste: il cofinanziamento si limita alla elaborazione dei documenti strategici e del programma e non prevede il finanziamento delle singole iniziative previste;
  • Stimolare gli appalti per l’innovazione, sempre mediante il cofinanziamento pluriennale della elaborazione di un programma di attività presentato, congiuntamente, da enti pubblici nazionali, regionali e/o locali, imprese pubbliche, PMI e start-up, incubatori, acceleratori, enti di ricerca e organizzazioni tecnologiche. Anche in questo caso, l’azione sosterrà i costi necessari a sviluppare, tra l’altro, quadri politici a lungo termine in materia di appalti per l’innovazione e integrazione degli appalti per l’innovazione nelle politiche settoriali; sviluppare piani d’azione, compresi obiettivi di spesa e sistema di monitoraggio da attuare da parte di diversi livelli di autorità pubbliche; sviluppare una serie di meccanismi di incentivazione per stimolare gli appalti per l’innovazione; sviluppare e migliorare la raccolta dei dati e il monitoraggio dei risultati per dimostrare l’impatto positivo a lungo termine per la società nell’adozione di soluzioni innovative; facilitare lo scambio delle migliori pratiche sull’assetto giuridico, la progettazione e l’attuazione di appalti pubblici innovativi.

SCALEUP

Le azioni nella destinazione SCALEUP si concentrano sul rafforzamento della connettività di rete all’interno e tra gli ecosistemi dell’innovazione per una crescita aziendale sostenibile con un alto valore sociale.

I tre inviti a presentare proposte del 2021 e 2022 stanziano, in tutto, 23,7 milioni di euro per realizzare progetti nell’ambito del seguente pacchetto di azioni:

  • Espansione degli ecosistemi di accelerazione (CSA), dedicate ai progetti proposti da incubatori, acceleratori, costruttori di imprese, agenzie per l’innovazione, club e reti aziendali, autorità pubbliche regionali e istituzioni educative;
  • Crescita dimensionale degli ecosistemi “deep tech”, mediante il finanziamento di azioni di ricerca e innovazione, che consistono, essenzialmente, in attività volte a creare nuove conoscenze o esaminare la fattibilità di una tecnologia, un prodotto, un processo, un servizio o una soluzione nuovi o migliorati. I destinatari sono le infrastrutture paneuropee di ricerca e tecnologia, l’industria, comprese le piccole e medie imprese, i cluster, le università, gli organismi di ricerca e tecnologia, le business school, le agenzie di finanziamento dell’innovazione nazionali/regionali;
  • “Women TechEU” (CSA), destinata alle donne innovatrici di tutta Europa;
  • Ecosistemi imprenditoriali in espansione (CSA), dedicata, tra l’altro, al sostegno di progetti di educazione all’imprenditorialità e, quindi, rivolta a scuole professionali, istituti di istruzione superiore, autorità pubbliche nel campo dell’istruzione e dell’occupazione, PMI, imprese;
  • Espansione degli ecosistemi di investimento (CSA), per favorire un maggiore accesso al capitale e agli investimenti in ecosistemi di innovazione meno connessi, migliorandone l’apertura, la competitività e il potenziale globale. I destinatari dell’azione sono gli incubatori, gli acceleratori del business, imprenditori, agenzie per l’innovazione, Venture Capitalist pubblici e privati e le loro reti, banche di promozione nazionali e regionali;

INNOVSMES

L’azione nella destinazione INNOVSMES sosterrà il partenariato europeo sulle PMI innovative, che aiuterà tali PMI ad aumentare la loro capacità e produttività di ricerca e innovazione e a integrarsi con successo nelle catene del valore globali e nei nuovi mercati.

La proposta per il tema in questa destinazione dovrebbe coprire una nicchia specifica – che altri interventi dell’Unione europea, nazionali e regionali non affrontano – a vantaggio delle PMI innovative in Europa: cooperazione tra partner europei e/o internazionali, con almeno una PMI innovativa come capo progetto, al fine di promuovere la partecipazione delle PMI innovativa, anche in partenariato con grandi imprese, alle catene globali del valore e ai mercati mondiali emergenti.

Per i progetti selezionati attraverso i due inviti a presentare proposte, indetti nel 2021 e 2022, sono stanziati circa 73 milioni di euro.

Il Partenariato europeo sulle PMI innovative sarà sostenuto attraverso il meccanismo del cofinanziamento pluriennale di un programma di attività proposto dai soggetti interessati (Azione di cofinanziamento di programmi.

A loro volta, tali programmi dovranno comprendere principalmente due tipologie di attività:

  • la prima, consistente nella indizione di regolari inviti a presentare proposte per promuovere attività collaborative di ricerca e innovazione. Queste attività dovrebbero tradursi in un time to market più rapido, ridurre i rischi degli investimenti, sostenere la crescita delle imprese e sostenere l’accesso ai mercati e alla conoscenza.
  • la seconda, attraverso attività di coordinamento e supporto, la creazione di sinergie e la sincronizzazione dei programmi nazionali e una migliore cooperazione e scambio di conoscenze tra intermediari nazionali dell’innovazione.

Gli ecosistemi dell’innovazione  nella politica di coesione

Il tema della creazione e dello sviluppo degli ecosistemi dell’innovazione, a livello nazionale e regionale, è uno dei temi centrali della programmazione 2021-2027 dei Fondi strutturali e di investimento europei e, in particolare, del Fondo europeo di sviluppo regionale il quale si concentrerà, tra l’altro, sullo sviluppo e sul rafforzamento degli ecosistemi regionali e locali di ricerca e innovazione, sulle reti e sulla trasformazione industriale, compreso il sostegno sia allo sviluppo di capacità di ricerca e innovazione, sia all’adozione dei risultati e all’introduzione di nuove tecnologie e soluzioni innovative e rispettose del clima provenienti dal programma quadro Orizzonte Europa.

In particolare, il FESR stanzia 565 milioni di euro, nel settennio 2021-2027, per una iniziativa, gestita direttamente dalla Commissione europea, denominata “Investimenti in materia di innovazione interregionale (Interregional Innovation Investments)”, la quale sosterrà la commercializzazione e l’espansione dei progetti nel settore dell’innovazione interregionale che potrebbero incentivare lo sviluppo delle catene di valore europee, nell’ambito di due distinte componenti:

a) un sostegno finanziario e consulenze per gli investimenti in progetti nel settore dell’innovazione interregionale nei settori condivisi della specializzazione intelligente;

b) un sostegno finanziario e consulenze nonché lo sviluppo di capacità per lo sviluppo delle catene di valore nelle regioni meno sviluppate.

Gli ecosistemi dell’innovazione nel Piano nazionale di ripresa e resilienza

Infine, resta da dire che agli ecosistemi dell’innovazione dedica una particolare attenzione anche il nostro Paese.

Nell’ambito della componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” della Missione 4 “Istruzione e ricerca” del Piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia (PNRR), approvato dal Consiglio europeo il 13 luglio 2021, la misura/linea di investimento 1.5 destina 1,3 miliardi di euro per la creazione e il rafforzamento di “ecosistemi dell’innovazione”.

Gli ecosistemi dell’innovazione sono luoghi fisici di contaminazione tra università, enti di ricerca, imprese e istituzioni locali; le loro attività sono legate all’alta formazione, alla ricerca applicata, all’innovazione, su specifiche aree tecnologiche, definite in base alla specializzazione del territorio.

Si prevede che saranno istituiti fino a 12 ecosistemi di innovazione sul territorio nazionale con copertura regionale.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Horizon Europe, Work Programme 2021-2022: 10. European Innovation Ecosystems (EIE), European Commission Decision C(2021)4200 of 15 June 2021

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