La solidarietà europea nei confronti di coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina

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18 marzo 2022 di Mauro Varotto

Dall’inizio della crisi in Ucraina, nel 2014, l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno contribuito alla stabilità e alla crescita del paese con oltre un miliardo di euro in aiuti umanitari.

Dall’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, iniziata il 24 febbraio 2022, questo sostegno al popolo ucraino è stato intensificato, rafforzando l’assistenza umanitaria e offrendo sostegno finanziario e operativo.

Inoltre, l’Unione europea e i suoi Stati membri stanno fornendo un rifugio sicuro alle persone in fuga dalla guerra in Ucraina: infatti, sono ormai milioni, e aumentano di ora in ora, le persone costrette a sfollare dalle loro case e a fuggire dall’Ucraina.

L’Unione sta guidando le operazioni volte a fornire aiuti umanitari diretti alle vittime dell’aggressione militare della Russia, in collaborazione con le Nazioni Unite, la Croce rossa e le organizzazioni non governative internazionali, per garantire che il sostegno umanitario sia consegnato più rapidamente possibile.

Gli sforzi eccezionali profusi dagli Stati membri sotto pressione sono sostenuti dall’Unione attraverso la fornitura diretta di rifugi, generi alimentari e assistenza sanitaria e accordando alle persone in fuga dalla guerra in Ucraina uno status chiaro attraverso un’offerta di protezione temporanea senza precedenti.

 

I finanziamenti europei per affrontare l’emergenza

I finanziamenti dell’Unione europea sono immediatamente disponibili per gli Stati membri attraverso i loro programmi nazionali 2014-2020 in materia di affari interni, che possono ancora essere utilizzati per offrire sostegno finanziario per elementi quali alloggi, generi alimentari e assistenza sanitaria, anche attraverso personale supplementare.

Inoltre, la Commissione sta facendo tutto il possibile per garantire che i fondi già esistenti siano messi facilmente e rapidamente a disposizione e possano essere spesi integralmente.

A tal fine, quindi, la Commissione propone di prorogare il periodo di attuazione di questi strumenti per concedere agli Stati membri una maggiore flessibilità: una rapida adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio permetterebbe di fornire circa 420 milioni di euro di sostegno supplementare per far fronte all’emergenza profughi.

Parallelamente, il sostegno agli Stati membri colpiti da questa crisi sarà prioritario per i finanziamenti di emergenza disponibili nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione 2021-2027.

 

Il programma CARE – Cohesion’s Action for Refugees in Europe

In aggiunta a ciò, la Commissione europea ha presentato una proposta per l’azione di coesione per i rifugiati in Europa (Cohesion’s Action for Refugees in EuropeCARE) che consente agli Stati membri e alle regioni di fornire sostegno di emergenza alle persone in fuga dall’invasione russa dell’Ucraina.

Una parte significativa dei 10 miliardi di euro del REACT-EU stanziati per il 2022 (all’Italia sono stati destinati più di 3 miliardi di euro) è inoltre a disposizione degli Stati membri per sostenere progetti di assistenza alle persone in fuga dall’Ucraina, in linea con l’obiettivo generale della ripresa post-pandemia, senza la necessità di modifiche legislative.

Le risorse REACT-EU beneficiano già di una serie di flessibilità di attuazione ora proposte per la politica di coesione 2014-2020.

In particolare, CARE aiuterà gli Stati membri a fornire un sostegno di emergenza che copre i bisogni primari delle persone in fuga dall’invasione russa dell’Ucraina.

Queste esigenze includono l’accesso a servizi come alloggi temporanei, cibo e acqua o cure mediche.

CARE può anche migliorare la capacità degli Stati membri di soddisfare i bisogni dei rifugiati, sostenendo ad esempio attrezzature infrastrutturali aggiuntive o personale necessario per soddisfare i bisogni dei rifugiati.

Inoltre, gli Stati membri possono utilizzare questi finanziamenti per sviluppare soluzioni su misura per l’integrazione a lungo termine di persone provenienti da un contesto migratorio attraverso investimenti in alloggi, istruzione, occupazione, salute, inclusione sociale e assistenza o altri servizi sociali.

CARE introduce quattro modifiche principali alle regole della politica di coesione per massimizzare la velocità e la facilità con cui gli Stati membri possono aiutare le persone in fuga dall’Ucraina, continuando a sostenere la ripresa delle regioni:

  • per alleviare le pressioni di bilancio nazionali, in particolare a causa dell’impatto esteso della pandemia di COVID-19, la possibilità di un cofinanziamento dell’Unione al 100% per il finanziamento della politica di coesione 2014-2020 sarà estesa all’anno contabile 2021-2022;
  • gli Stati membri e le regioni avranno la possibilità di utilizzare le risorse del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) o del Fondo sociale europeo (FSE) per qualsiasi tipo di misura a sostegno delle persone in fuga dall’Ucraina. Grazie a questa flessibilità uno dei due fondi potrà anche sostenere progetti anche se questi normalmente sarebbero finanziati dall’altro;
  • la spesa degli Stati membri per tutte le azioni che aiutano le persone in fuga dall’Ucraina sarà ammissibile al sostegno dell’Unione europea con effetto retroattivo a partire dalla data di inizio dell’invasione russa (24 febbraio 2022);
  • la rendicontazione e le modifiche al programma saranno semplificate.

Le proposte di modifica del regolamento sulle disposizioni comuni e del Fondo di aiuti europei agli indigenti richiedono ora la tempestiva adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.

 

Una risposta eccezionale per gestire in sicurezza il flusso di profughi

La maggior parte di coloro che arrivano alle frontiere tra l’Ucraina e gli Stati membri sono cittadini ucraini, i quali, se in possesso di passaporti biometrici, sono esentati dall’obbligo del visto per entrare nell’Unione europea per un periodo di 90 giorni e possono anche passare attraverso i punti di ingresso elettronici anziché per i valichi controllati dalle guardie di frontiera.

Molti profughi si ricongiungono a familiari e amici e alcuni si sposteranno dal paese di primo ingresso per raggiungere i loro contatti in altri Stati membri.

È, quindi, importante che i valichi di frontiera tra gli Stati membri permettano di effettuare tali spostamenti nel modo più agevole possibile.

Ma tra le persone che entrano vi sono molte categorie diverse, tra cui cittadini dell’UE che rimpatriano, persone a cui l’Ucraina ha accordato la protezione internazionale, tra cui molti bielorussi che erano fuggiti dal regime di Lukashenko, e studenti e lavoratori provenienti da paesi del mondo intero.

Secondo la Commissione europea è fondamentale che coloro che fuggono dall’aggressione russa in Ucraina vengano trattati con il più grande rispetto e riguardo, senza eccezioni.

Per questo, l’Unione europea sta intensificando, come si è scritto prima, il sostegno finanziario agli Stati membri nell’ambito dello Strumento per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, al fine di coadiuvare la gestione delle frontiere, ad esempio per l’identificazione all’arrivo, la prima accoglienza e l’assistenza medica.

Inoltre, le agenzie dell’Unione forniscono personale aggiuntivo e consulenza a sostegno degli Stati membri. Al primo gruppo di 49 agenti di Frontex dispiegati alle frontiere UE-Ucraina e alla frontiera con la Moldova si stanno aggiungendo altri 162 agenti in Romania.

Infine, la Commissione europea ha già pubblicato orientamenti operativi per aiutare le guardie di frontiera degli Stati membri a gestire efficacemente gli arrivi, mantenendo al contempo un elevato livello di sicurezza. Tali orientamenti stabiliscono in che modo strumenti come le corsie di emergenza possano contribuire ad accelerare il sostegno alle persone vulnerabili e in che modo sia possibile semplificare alcune procedure, tra cui quelle doganali.

 

Combattere la disinformazione russa che compromette la solidarietà europea

L’effetto di questa risposta politica dinamica da parte dell’Unione europea è potenziato dalla compassione personale che milioni di europei provano per la difficile situazione dei rifugiati. Scrive, infatti, la Commissione europea:

“La disponibilità delle famiglie ad accogliere in casa loro i rifugiati, la disponibilità delle comunità a fornire cibo e alloggio, la disponibilità delle imprese a offrire servizi e posti di lavoro, e la disponibilità dei singoli cittadini in tutta l’Unione europea, e non solo, a offrire risorse e sostegno sono testimonianze lampanti dei valori europei in azione. Dimostrano un impegno su cui occorrerà basarsi man mano che la portata crescente della crisi dei rifugiati si combinerà con l’esigenza di offrire stabilità alle persone dopo il trauma della guerra”.

Tuttavia, come succede ormai da molti anni, sono in atto da parte della Russia azioni di disinformazione su vasta scala al fine di compromettere la solidarietà europea.

Per questo motivo, la Commissione pubblicherà informazioni sul sito web Europa per aiutare i cittadini e il settore privato a fare in modo che il loro sostegno alle persone in fuga dalla guerra sia fornito tramite organizzazioni fidate e corrisponda alle esigenze. È, infatti, importante provvedere affinché siano fornite informazioni di qualità per contrastare la disinformazione intesa a compromettere la solidarietà europea.

 

Resta da aggiungere che nel primo Consiglio europeo del 2022, tenutosi, in via informale, in Francia a Versailles, il 10 e 11 marzo 2022,

“I leader dell’UE hanno elogiato il popolo dell’Ucraina per la difesa del proprio paese e dei valori condivisi della libertà e della democrazia. Hanno dichiarato che l’UE e i suoi Stati membri continueranno a fornire, in modo coordinato, sostegno politico, finanziario, materiale e umanitario, come anche sostegno alla ricostruzione di un’Ucraina democratica”

e hanno dato mandato alla Commissione europea perché metta a disposizione fondi mediante una rapida adozione della proposta relativa all’azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa (CARE) e mediante ReactEU.

Oltre a ciò, il Consiglio europeo ha riconosciuto le aspirazioni europee e la scelta fatta dall’Ucraina e ha invitato la Commissione europea a presentare il suo parere sulla domanda di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, assieme ai pareri sulle candidature della Moldova e della Georgia.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Consiglio europeo informale di Versailles (FR), Dichiarazione dei capi di Stato o di governo, riuniti a Versailles, sull’aggressione militare russa nei confronti dell’Ucraina, 10 marzo 2022

Comunicazione della Commissione europea, Solidarietà europea nei confronti dei rifugiati e di coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina, doc. COM(2022) 107 del 8.3.2022

Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (UE) n. 1303/2013 e del regolamento (UE) n. 223/2014 per quanto riguarda l’azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa (CARE), doc. COM (2022) 109 del 8.3.2022

Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (UE) n. 514/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo asilo, migrazione e integrazione e sullo strumento di sostegno finanziario per la cooperazione di polizia, la prevenzione e la lotta alla criminalità e la gestione delle crisi e che modifica il regolamento (UE) n. 516/2014 che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e che modifica il regolamento (UE) n. 2021/1147 che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, doc. COM (2022) 112 del 8.3.2022

Comunicazione della Commissione europea, Orientamenti operativi per la gestione delle frontiere esterne al fine di agevolare l’attraversamento delle frontiere UE-Ucraina (2022/C 104 I/01), in GU UE C 104I del 4.3.2022

Sito WEB UE ufficiale sulle iniziative di solidarietà per l’Ucraina

 

2 thoughts on “La solidarietà europea nei confronti di coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina

  1. […] ho avuto modo di scrivere, la Commissione sostiene l’Ucraina nello sviluppo e nell’attuazione di una strategia a […]

  2. […] alle misure di emergenza già adottate nelle scorse settimane – e di cui ho riferito in un precedente articolo – la comunicazione permette agli Stati membri dell’Unione europea di erogare aiuti alle […]

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