Una strategia europea per l’assistenza: l’educazione e la cura della prima infanzia

23 settembre 2022 di Mauro Varotto

Nel quadro dell’iniziativa europea sull’assistenza, che ho presentato nel precedente articolo del blog, oltre all’iniziativa relativa all’assistenza a lungo termine alle persone e, quindi, imperniata sulla riforma dei servizi sociali nell’Unione europea, è prevista una specifica iniziativa sull’educazione e la cura della prima infanzia (in sigla: ECEC, acronimo di Early childhood education and care).

La disponibilità di servizi ECEC costituisce un fattore trainante fondamentale per la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La correlazione tra il tasso di partecipazione delle madri al mercato del lavoro e quello delle iscrizioni ai servizi ECEC è particolarmente marcata per le madri il cui figlio più piccolo ha meno di 3 anni. In considerazione di ciò, il Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002 aveva fissato i cosiddetti “obiettivi di Barcellona” in materia di assistenza all’infanzia allo scopo di aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro migliorando l’offerta di servizi ECEC.

In particolare, il Consiglio europeo ha stabilito un duplice obiettivo, ossia il raggiungimento di un tasso di partecipazione del 90% per i bambini di età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico, e del 33% per i bambini di età inferiore ai 3 anni.

Sebbene nell’Unione gli obiettivi di Barcellona siano stati in media conseguiti, alcuni Stati membri hanno accumulato un notevole ritardo e persistono differenze in relazione soprattutto ai bambini provenienti da famiglie a basso reddito.

Inoltre, ancora nel 2021, l’indagine sulle forze di lavoro (IFL) condotta per l’UE-27 ha rivelato che il 27,9% delle donne di età compresa tra i 25 e i 49 anni non appartenenti alla popolazione attiva dichiarava che il principale motivo per cui non cercava lavoro era la necessità di accudire bambini o adulti bisognosi di assistenza, rispetto all’8 % soltanto di uomini.

Nel 2019, prima della pandemia, tali cifre erano pari rispettivamente al 32,6% e al 7,6%.

Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), le responsabilità di assistenza escludono dal mercato del lavoro 7,7 milioni di donne in Europa e costringono molte di loro a lavorare part‑time: il 29% delle donne che lavora a tempo parziale ha menzionato doveri di assistenza come motivo principale della loro scelta, rispetto al 6% soltanto degli uomini.

La Commissione europea osserva che il divario di genere nell’assistenza, ossia la differenza di tempo dedicato da uomini e donne al lavoro di assistenza non retribuito, è legato a stereotipi di genere e li consolida ulteriormente, tanto in relazione alle professioni quanto ai ruoli femminili o maschili. Dalle donne ci si aspetta ancora che siano loro, e non gli uomini, a fornire assistenza non retribuita, e questo anche all’interno delle famiglie a doppio reddito.

Poiché nel pilastro europeo dei diritti sociali si afferma che la parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini deve essere garantita e rafforzata in tutti i settori, anche per quanto concerne la partecipazione al mercato del lavoro, i termini e le condizioni di lavoro e l’avanzamento di carriera, la Commissione europea propone, innanzitutto, che gli Stati membri rivedano gli obiettivi in materia di educazione e cura della prima infanzia fissati nel 2002, al fine di migliorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Scopo della iniziativa, infatti, è incoraggiare gli Stati membri ad aumentare il ricorso ai servizi ECEC al fine di facilitare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e migliorare lo sviluppo sociale e cognitivo di tutti i bambini, in particolare di quelli che versano in situazioni di vulnerabilità o provengono da contesti svantaggiati.

I nuovi obiettivi – ambiziosi, ma realistici – proposti agli Stati membri entro il 2030 sono i seguenti due:

  • almeno il 50% dei bambini di età inferiore a 3 anni partecipi all’educazione e alla cura della prima infanzia;
  • almeno il 96% dei bambini di età compresa tra i 3 anni e l’età di inizio dell’istruzione primaria obbligatoria partecipi all’educazione e cura della prima infanzia, come già concordato nel quadro dello spazio europeo dell’istruzione.

In questo contesto e per raggiungere tali obiettivi, la Commissione raccomanda agli Stati membri, tra l’altro:

  • di adottare una legislazione che garantisca che i servizi di assistenza all’infanzia siano accessibili, a costi sostenibili e di elevata qualità, e siano disponibili sia nelle zone urbane sia in quelle rurali o svantaggiate;
  • di introdurre un diritto legale all’educazione e cura della prima infanzia, idealmente senza soluzione di continuità tra la fine del congedo familiare retribuito e il diritto legale;
  • di predisporre misure mirate per consentire e aumentare la partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia dei bambini provenienti da contesti svantaggiati, con disabilità o con bisogni speciali, per colmare il divario con la popolazione complessiva di bambini;
  • di prendere in esame il numero di ore che i bambini trascorrono nelle strutture di assistenza all’infanzia (“intensità in termini temporali”) e di garantire che l’assistenza all’infanzia sia disponibile per una durata tale che consenta ai genitori di svolgere in modo significativo un lavoro retribuito;
  • di adottare una legislazione che incoraggi un’equa ripartizione tra i genitori degli obblighi di assistenza ai figli, combattendo gli stereotipi di genere, e sostengano orari di lavoro favorevoli alla famiglia.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Commissione europea, Comunicazione elativa a una strategia europea per l’assistenza, doc. COM(2022) 440 del 7.9.2022 2022 e i relativi documenti di lavoro

Commissione europea, Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO relativa all’accesso a un’assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili, doc. COM(2022) 441 del 7.9.

Commissione europea, Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO relativa alla revisione degli obiettivi di Barcellona in materia di educazione e cura della prima infanzia, doc. COM(2022) 442 del 7.9.2022

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