Rafforzare l’applicazione del diritto dell’UE a vantaggio di cittadini e imprese

11 novembre 2022 di Mauro Varotto

In un momento storico in cui, a distanza di ben oltre settant’anni dall’inizio del processo di integrazione europea, i Governi di alcuni Stati membri mettono in discussione i pilastri su cui si fonda l’Unione europea – in particolare, lo stato di diritto, i valori comuni, il principio del primato del diritto unionale – la Commissione europea pubblica una approfondita riflessione attraverso la quale spiega il significato più profondo del sistema giuridico dell’Unione e perché rispettare e far rispettare il diritto dell’Unione europea sia un vantaggio per le persone e per le imprese, ma anche, ad esempio, per la tutela dell’ambiente.

Più di settant’anni di unità europea hanno significato non solo l’assenza di guerre tra Stati europei in perenne conflitto o un maggiore benessere economico legato alle opportunità del mercato unico e, da ultimo, all’euro, ma soprattutto un ampliamento senza precedenti delle nostre libertà: di viaggiare, di studiare, di vivere e lavorare o di fare impresa ovunque in Europa.

Pertanto, la Commissione ricorda con forza che l’Unione Europea è una comunità di diritto, basata su valori comuni condivisi dagli Stati membri: nessun cittadino europeo è soggetto alla volontà arbitraria di un sovrano o di un governo, ma tutti siamo soggetti solo alla legge che, anche a livello europeo, è, e deve essere, uguale per tutti.

Il principio del primato del diritto dell’Unione si fonda proprio sul principio di uguaglianza di tutti i cittadini europei davanti ai Trattati: garantisce uguali diritti per tutta l’Unione europea, il che significa che tutte le disposizioni del diritto unionale dovrebbero avere lo stesso significato e devono essere applicate allo stesso modo in tutti gli Stati membri.

Questo è il motivo per cui – come scrive la Commissione europea – il sistema basato su regole è centrale nella visione dell’UE, in Europa e nel mondo , un prerequisito per l’equità, la democrazia e il rispetto dei diritti fondamentali”.

La corretta applicazione del diritto dell’Unione europea (Enforcing EU laws) è una delle missioni centrali che i Trattati istitutivi – cui tutti gli Stati membri hanno volontariamente e liberamente aderito – affidano alla Commissione europea, non a caso definita dall’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea (TUE) la “custode dei Trattati” (the Guardian of the Treaties) e del diritto unionale più in generale.

Questo ruolo conferisce alla Commissione europea una responsabilità centrale nell’applicazione del diritto unionale – sotto il controllo della Corte di Giustizia – e un modo fondamentale per assolvere questo ruolo è quello di collaborare con gli Stati membri e monitorare la loro attuazione e applicazione del diritto dell’Unione.

La comunicazione presentata dalla Commissione europea, quindi, illustra nel dettaglio come essa svolge questo compito passo dopo passo, via via che la legislazione dell’Unione viene prima sviluppata, poi recepita nel diritto nazionale e, infine, attuata e applicata in pratica.

Accanto a quest’opera di affiancamento agli Stati membri, la Commissione si concentra anche sulla tutela dello Stato di diritto prevenendo l’insorgere di problemi: prevenire le violazioni, infatti, è sempre meglio che intervenire per reprimerle, deferendo gli Stati membri alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

In tutti i casi, la collaborazione tra Commissione europea e Stati membri – ma anche tra la stessa Commissione i giudici nazionali, i Parlamenti, le autorità di regolamentazione, gli organismi di tutela dei consumatori o di protezione dei dati, la società civile e i cittadini – è essenziale e, sotto questo profilo, non è mai da dimenticare che l’Unione europea, alla fin fine, non è altro che un meccanismo che assicura uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia in cui istituzioni, imprese e cittadini di tutta Europa possono oggi interagire e cooperare a ogni livello: politico, giuridico, economico, sociale, ambientale e culturale.

Senza entrare in dettagli per addetti ai lavori – i quali, in appendice all’articolo, troveranno il link diretto al testo integrale della Comunicazione – la Commissione, oltre alla collaborazione con gli Stati membri e al costante monitoraggio dell’applicazione del diritto dell’Unione per la precoce individuazione di eventuali violazioni, cui si è appena accennato, illustra tutto il corredo di strumenti che utilizza per assicurarne:

  • una applicazione intelligente (Smart enforcement), mediante assistenza tecnica (preparazione di orientamenti pratici, riunioni e formazione per gli Stati membri) e sostegno finanziario;
  • una applicazione strategica (Strategic enforcement), mediante la procedura di pre-infrazione (cosiddetta “EU Pilot”) che, con buone probabilità, porta a una conformità più rapida rispetto a una procedura d’infrazione formale.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Applicare il diritto dell’UE per un’Europa dei risultati, doc. COM(2022) 518 del 13.10.2022

 

 

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