Analisi del regolamento (UE) 2023/955 che istituisce il Fondo sociale per il clima 2026-2032, aggiornata al 13 settembre 2023 con la direttiva (UE) 2023/1791 sulla povertà energetica.

1. La transizione climatica e le nuove disuguaglianze sociali

Di fronte alle conseguenze sempre più estreme dei cambiamenti climatici, l’Unione europea ha accelerato il proprio impegno per la neutralità climatica, in linea con l’Accordo di Parigi (in vigore dal 4 novembre 2016) e con il Patto di Glasgow per il clima del 13 novembre 2021.

Nel 2021 è stato adottato un regolamento quadro che impone agli Stati membri un obiettivo vincolante di riduzione interna delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, come tappa verso la neutralità climatica entro il 2050.

Tutti i settori dell’economia sono chiamati a contribuire. Le recenti modifiche legislative hanno esteso il campo di applicazione del sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS) anche agli edifici, al trasporto su strada e ad altri settori finora esclusi, con effetti economici e sociali differenziati.

2. L’aumento dei costi energetici e la nascita di nuove povertà

Nel breve periodo, l’estensione del sistema ETS ai combustibili per edilizia e trasporti farà aumentare i costi di riscaldamento, raffrescamento, cottura e mobilità. I fornitori soggetti agli obblighi ETS trasferiranno i costi del carbonio sui consumatori, con impatti più pesanti per le fasce vulnerabili.

Povertà energetica

Secondo la definizione aggiornata dalla direttiva (UE) 2023/1791, la povertà energetica riguarda le famiglie che non riescono ad accedere ai servizi energetici essenziali per un tenore di vita dignitoso e per la tutela della salute, come il riscaldamento, il raffrescamento, l’illuminazione o l’uso degli apparecchi domestici.
Nel 2021 circa 34 milioni di cittadini europei (6,9% della popolazione) hanno dichiarato di non potersi permettere di riscaldare adeguatamente la propria casa.

Povertà dei trasporti

Non ancora formalmente definita a livello europeo, si riferisce alla situazione in cui individui o famiglie, a causa di bassi redditi, costi elevati dei carburanti o scarsa disponibilità di trasporti accessibili, faticano a sostenere le spese di mobilità. Colpisce in particolare le aree rurali, insulari, montuose o periferiche, spesso prive di alternative sostenibili.

3. Un fondo per una transizione equa e inclusiva

Per evitare che la transizione verde accresca le disuguaglianze sociali, l’Unione europea ha deciso di destinare parte dei proventi del nuovo sistema ETS all’istituzione del Fondo sociale per il clima (Social Climate Fund): in questo blog ho presentato la proposta iniziale della Commissione europea del 2021.

Il Regolamento (UE) 2023/955 del Parlamento europeo e del Consiglio, adottato il 10 maggio 2023, prevede una dotazione stimata di 65 miliardi di euro per il periodo 2026-2032, proveniente dagli introiti della fissazione del prezzo del carbonio.

L’obiettivo generale del Fondo è garantire una transizione socialmente equa verso la neutralità climatica, affrontando gli impatti sociali derivanti dall’inclusione degli edifici e del trasporto su strada nel nuovo sistema ETS.

4. Obiettivi specifici e priorità d’intervento

Il Fondo mira a sostenere:

  • famiglie vulnerabili,

  • microimprese vulnerabili,

  • utenti vulnerabili dei trasporti,

attraverso:

  • sostegno diretto e temporaneo al reddito, per attenuare l’aumento dei costi energetici e di mobilità;

  • investimenti strutturali in efficienza energetica, decarbonizzazione degli edifici, energie rinnovabili e mobilità a basse emissioni.

5. I Piani sociali per il clima

Le risorse del Fondo finanzieranno i Piani sociali per il clima, che ciascuno Stato membro dovrà presentare alla Commissione europea entro il 30 giugno 2025.

Ogni piano dovrà includere:

  • una strategia coerente di misure e investimenti (nuovi o già esistenti);

  • una valutazione degli impatti sociali e distributivi;

  • un piano di monitoraggio dei risultati.

L’erogazione dei fondi sarà subordinata al raggiungimento di traguardi qualitativi (milestone) e obiettivi quantitativi (target) nei seguenti ambiti:

  • efficienza energetica e ristrutturazione edilizia;

  • mobilità e trasporti a basse o zero emissioni;

  • riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;

  • diminuzione del numero di famiglie e microimprese in condizione di vulnerabilità.

6. Misure e investimenti ammissibili

Ogni Stato membro potrà selezionare, tra le categorie previste, gli interventi più adatti alla propria realtà economica e sociale. In particolare:

a. Edilizia e abitazioni

  • ristrutturazione energetica di edifici occupati da famiglie o microimprese vulnerabili, compresi alloggi sociali e locazioni;

  • sostegno all’accesso ad alloggi efficienti e a prezzi abbordabili;

  • decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento, raffrescamento e cottura, con integrazione di energie rinnovabili e stoccaggio.

b. Energia e comunità locali

  • promozione di comunità energetiche rinnovabili, autoconsumo e scambi tra pari;

  • supporto alle reti intelligenti e ai sistemi di teleriscaldamento sostenibile;

  • programmi di formazione, informazione e consulenza su efficienza energetica e mobilità sostenibile.

c. Mobilità sostenibile

  • accesso a veicoli e biciclette a zero o basse emissioni, con incentivi all’acquisto e infrastrutture di ricarica;

  • sviluppo di trasporti pubblici accessibili e a prezzi abbordabili;

  • promozione della mobilità condivisa e attiva, inclusi servizi su richiesta e cooperative locali.

Nei costi totali dei piani potranno essere inclusi anche gli interventi di sostegno diretto al reddito per attenuare l’impatto immediato dell’aumento dei prezzi di energia e carburanti.

7. Una transizione giusta, non solo verde

Il Fondo sociale per il clima rappresenta oggi lo strumento centrale dell’Unione europea per coniugare politiche climatiche e coesione sociale.
Con esso, l’UE punta a garantire che la transizione verso un’economia decarbonizzata sia giusta, inclusiva e territorialmente equilibrata, evitando che il prezzo del carbonio diventi un nuovo fattore di disuguaglianza.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:


Aggiornamenti successivi e articoli collegati

Per approfondire o seguire l’evoluzione del Fondo sociale per il clima, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:

24 ottobre 2025Fondo sociale per il clima: attuazione in ritardo e nuove regole UE
20 dicembre 2024. Povertà energetica: le linee guida della Commissione europea del 2024
24 settembre 2021Transizione verde socialmente sostenibile: la proposta di Fondo sociale per il clima 2025-2032
23 luglio 2021Pacchetto “Fit for 55” del 2021: l’Unione europea accelera la transizione verde