Il turismo è uno dei 14 ecosistemi industriali riconosciuti dall’Unione europea nella sua strategia di politica industriale: si tratta di un’importante attività economica, con un impatto di vasta portata sulla crescita economica, l’occupazione e lo sviluppo sociale, al quale le politiche europee dedicano una specifica attenzione, come testimoniano, da un lato, l’Agenda europea per il turismo 2030, adottata dal Consiglio dell’Unione europea nel dicembre 2022, e il Primo percorso di transizione per un ecosistema del turismo resiliente, verde e digitale, creato in collaborazione con l’industria e la società civile e adottato dalla Commissione europea nel febbraio 2022.
Tra le azioni di coordinamento e sostegno finanziate nell’ambito del programma “Europa digitale” vi è il piano per la realizzazione di uno spazio europeo dei dati sul turismo (Common European tourism data space), che sarà creato entro la fine del 2023.
Questo spazio di dati consentirà alle imprese del settore turistico e agli enti pubblici di condividere un’ampia gamma di dati per orientare lo sviluppo di servizi turistici innovativi, come pure di migliorare la sostenibilità dell’ecosistema turistico e di rafforzarne la competitività economica.
L’iniziativa fa seguito all’accordo raggiunto il 5 marzo 2020, su base volontaria, da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, con le quattro principali piattaforme che gestiscono le prenotazioni turistiche on line in Europa: Airbnb, Booking, Expedia Group e Tripadvisor. L’accordo permetterà, per la prima volta, l’accesso a dati affidabili sulle vacanze e altri alloggi per soggiorni di breve durata offerti tramite queste piattaforme di economia collaborativa. Contribuirà, quindi, alla disponibilità di statistiche più complete sugli alloggi turistici in Europa e consentirà alle autorità pubbliche di comprendere meglio lo sviluppo dell’economia collaborativa e di sostenere politiche basate su dati concreti.
Inoltre, la medesima iniziativa sviluppa il quadro operativo dell’Unione per il turismo (EU Tourism Dashboard), uno strumento per monitorare la transizione verde e digitale e la resilienza dell’ecosistema turistico europeo, creato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea nel 2021.
In questo contesto, quindi, la Commissione europea ha adottato una comunicazione che illustra i principali fattori abilitanti di uno spazio di dati per il turismo e spiega inoltre perché sia necessario costruire tale spazio in modo graduale, affinché siano prese in considerazione tutte le esigenze dei portatori di interessi.
Lo spazio di dati fornirà all’ecosistema turistico uno strumento fondamentale per sostenere la sua transizione verso una maggiore sostenibilità e una più profonda digitalizzazione.
Il turismo, infatti, è particolarmente sensibile alle opportunità di un mercato unico europeo di dati, perché è un settore che si basa sulle esperienze degli utenti, che sono varie e in continua evoluzione.
Di conseguenza, osserva la Commissione europea, è un settore versatile per quanto riguarda i dati, sia generati che condivisi. Gli attori pubblici e privati sono consapevoli che l’informazione è fondamentale e mostrano un grande interesse per i dati, ma con diversi gradi di maturità, comprensione e capacità di sfruttare il potenziale delle informazioni, che sono molto diverse, frammentate e spesso dormienti.
Nel settore turistico le aziende e le destinazioni mostrano una certa riluttanza a condividere i dati senza una garanzia di reciprocità e una comprensione del modo in cui i dati possano essere riutilizzati, da chi e per quali finalità. Pertanto, uno spazio comune europeo di dati fornirà all’ecosistema un maggior numero di dati di qualità che potranno essere condivisi, utilizzati e consultati da un maggior numero di portatori di interessi e che confluiranno in soluzioni e servizi innovativi.
Lo spazio comune europeo di dati per il turismo, precisa sempre la Commissione, non mira a regolamentare la condivisione dei dati nel settore e nemmeno a imporre ai fornitori di dati o agli utenti l’obbligo di raccogliere dati specifici.
Esso mira ad aumentare la condivisione e il riutilizzo dei dati nel settore, definendo un modello di governance dei dati, basato sul rispetto della legislazione europea e nazionale esistente in materia di dati per aumentare l’equità, assicurando che tutti i portatori di interessi beneficino del nuovo valore creato dalla condivisione e dall’utilizzo di più dati. Inoltre, grazie allo sviluppo di infrastrutture tecniche e interoperabili, tale spazio di dati beneficerà dei dati condivisi in altri spazi di dati.
Pertanto, tale spazio consentirà di condividere set di dati con un pubblico più ampio e permetterà agli utenti (come gli intermediari commerciali, i gestori delle destinazioni, i prestatori di servizi turistici e le PMI innovative che si occupano di analisi dei dati) di accedere alle informazioni da fonti più diversificate, con una particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano la quasi totalità delle imprese del settore turistico (99,9 %) e che nel 91% dei casi sono microimprese, quindi, con meno di 10 dipendenti.
Nella comunicazione la Commissione europea, oltre ad analizzare le sfide da affrontare per realizzare uno spazio comune europeo di dati sul turismo, si spinge anche a formulare un esempio concreto dei benefici offerti dalla condivisione dei dati alle imprese e alle organizzazioni di gestione delle destinazioni turistiche (OGD), che riporto testualmente:
“Una piccola agenzia o un tour operator può avere la necessità di preparare un’offerta per i potenziali clienti in base alla capacità ricettiva di un territorio, che può includere città e destinazioni rurali più periferiche. Da una regione all’altra o da un comune all’altro, tuttavia, destinazioni diverse, anche di dimensioni simili, definiscono la capacità ricettiva in modi diversi, ad esempio in base al numero di notti o al numero di letti, includendo opzioni di affitto a breve termine o fornendo solo informazioni sugli alberghi. Anche la definizione di punti o eventi di interesse può essere diversa in base alle scelte e alle strategie delle OGD locali. Offrendo descrizioni dei metadati, preferibilmente basate su definizioni e concetti armonizzati esistenti, tassonomie, classificazioni e disaggregazioni geospaziali già applicate nelle statistiche ufficiali, uno spazio di dati potrebbe garantire che la stessa definizione sia adottata da tutti i set di dati e da tutte le fonti, in modo che l’agenzia di viaggio collegata, o che si affida a terzi per l’analisi dei dati, possa stimare con precisione la propria offerta.”
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFOMAZIONE:
- Comunicazione della Commissione europea, Verso uno spazio comune europeo di dati per il turismo: promuovere la condivisione dei dati e l’innovazione in tutto l’ecosistema del turismo, in GU UE C 263 del 26.07.2023
- Agenda europea per il turismo 2030, Conclusioni del Consiglio (adottate il 1º.12.2022), doc. 15441/22
- European Commission, Directorate-General for Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs, Transition pathway for tourism, Publications Office of the European Union, 2022, disponibile anche in italiano
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione del tema dello sviluppo locale, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
21 novembre 2025 – QFP 2028–2034 | Sviluppo locale nei PNR: strumenti e regole UE
31 ottobre 2025 – QFP 2028–2034 | PAC nei PNR e il nuovo ruolo di LEADER
27 settembre 2024 – Programma LEADER: impatto e prospettive future
12 agosto 2022 – Leader e sviluppo locale: valutazione 2022 della Corte dei Conti UE
18 settembre 2017. Dopo il “fai da te”, una tutela europea per i veri “prodotti di montagna”
16 settembre 2016. Cork 2.0 e il futuro dello sviluppo rurale europeo
