Le evoluzioni 2025 della Tassonomia UE chiariscono DNSH e criteri tecnici e semplificano la rendicontazione con esenzioni, KPI ridotti e misure mirate per PMI e imprese finanziarie.
Introduzione
Questo articolo approfondisce un aspetto centrale delle recenti evoluzioni normative in materia di finanza sostenibile, già introdotte nel contributo pubblicato il 18 aprile 2025 su questo blog, dedicato al nuovo quadro regolatorio europeo. In particolare, analizza due interventi complementari della Commissione europea relativi alla Tassonomia UE: la Comunicazione interpretativa del 5 marzo 2025, che fornisce chiarimenti giuridici essenziali per l’applicazione pratica dei criteri tecnici di vaglio; e l’atto delegato adottato il 4 luglio 2025, che introduce misure di semplificazione volte a ridurre gli oneri amministrativi e migliorare l’accessibilità dello strumento, in particolare per le PMI.
La Tassonomia dell’Unione europea rappresenta uno degli strumenti cardine dell’architettura normativa a sostegno della transizione ecologica. Essa nasce con l’obiettivo di offrire un quadro di riferimento tecnico-normativo unitario per classificare le attività economiche in funzione della loro sostenibilità ambientale, promuovendo così l’allocazione efficiente dei capitali verso iniziative coerenti con gli obiettivi climatici e ambientali dell’UE.
Nel contesto delineato dal Green Deal europeo e alla luce del rafforzamento delle politiche di disclosure ESG, la Tassonomia svolge un ruolo fondamentale nel rendere più trasparente e misurabile il contributo degli operatori economici alla sostenibilità. Tuttavia, l’esperienza applicativa maturata tra il 2021 e il 2024 ha messo in evidenza una serie di criticità che hanno limitato l’effettiva fruibilità dello strumento, in particolare da parte delle piccole e medie imprese. È in questo quadro che si inserisce la Comunicazione interpretativa della Commissione europea del 5 marzo 2025 (C/2025/1245), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (C/2025/1373), che mira a fornire chiarimenti giuridici e a semplificare l’applicazione concreta della normativa.
Chiarimenti sui criteri tecnici e sul principio DNSH
La prima area di intervento riguarda l’interpretazione dei criteri tecnici di vaglio previsti dal Regolamento (UE) 2020/852. Come noto, per essere qualificata come “attività economica ecosostenibile”, un’operazione deve soddisfare quattro condizioni cumulative: contribuire in modo sostanziale ad almeno uno degli obiettivi ambientali dell’UE; non arrecare danno significativo agli altri obiettivi (principio Do No Significant Harm – DNSH); rispettare le garanzie minime in materia di diritti umani e governance; e rispondere ai criteri tecnici definiti nei relativi atti delegati.
La Comunicazione del 2025 approfondisce l’interpretazione del principio DNSH, evidenziando la necessità di criteri maggiormente proporzionati e contestualizzati per specifici settori produttivi. Vengono forniti esempi applicativi e orientamenti per comparti strategici quali energia, edilizia, manifattura e trasporti, dove l’incertezza giuridica ha rappresentato, fino ad ora, un ostacolo rilevante alla piena attuazione della Tassonomia.
Semplificazioni in materia di rendicontazione
Un secondo asse di intervento riguarda la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese, soprattutto in relazione agli obblighi di rendicontazione derivanti dall’applicazione della Tassonomia. In risposta alle criticità espresse da molte realtà imprenditoriali – in particolare le PMI – la Commissione propone un approccio pragmatico fondato su tre leve:
- digitalizzazione della rendicontazione, attraverso strumenti informatici per la raccolta e l’analisi dei dati relativi alle attività ecosostenibili;
- supporto tecnico rafforzato alle autorità nazionali competenti e alle imprese, al fine di favorire una maggiore coerenza interpretativa tra Stati membri;
- valutazione di interventi regolatori mirati per facilitare l’accesso alla Tassonomia e ridurre il rischio di esclusione da parte degli attori economici meno strutturati.
L’obiettivo è rafforzare la proporzionalità degli obblighi previsti, limitando gli effetti distorsivi legati alla complessità normativa e promuovendo l’adesione di un più ampio spettro di soggetti economici al quadro della finanza sostenibile.
Ulteriori semplificazioni previste dall’atto delegato di luglio 2025
Il 4 luglio 2025, la Commissione europea ha adottato un nuovo atto delegato che modifica gli atti delegati in materia di informativa sulla tassonomia, clima e ambiente, introducendo misure di semplificazione strutturale che si affiancano agli orientamenti forniti nella Comunicazione di marzo. Tali modifiche riguardano, tra l’altro:
- l’esenzione dalla valutazione di ammissibilità e allineamento alla tassonomia per attività non finanziariamente rilevanti (sotto il 10% del fatturato, CapEx o OpEx);
- l’eliminazione dell’obbligo di valutazione delle spese operative totali, qualora non pertinenti al modello di business;
- la semplificazione dei KPI per le imprese finanziarie, inclusa la possibilità di sospendere la comunicazione di determinati indicatori fino al 2028;
- una drastica riduzione dei punti dati da segnalare nei modelli di rendicontazione: -64% per le imprese non finanziarie e -89% per quelle finanziarie;
- la semplificazione dei criteri DNSH in materia di uso di sostanze chimiche, con l’eliminazione di disposizioni particolarmente gravose e difficili da applicare.
Queste misure, che si applicheranno a decorrere dal 1º gennaio 2026 (con facoltà per le imprese di adottarle già dal ciclo 2025), mirano a rafforzare la proporzionalità del sistema e a ridurre significativamente gli oneri burocratici, rendendo la Tassonomia un quadro più fruibile e accessibile, in particolare per le PMI.
Integrazione con gli strumenti normativi complementari (SFDR e CSRD)
La Comunicazione si inserisce in una strategia più ampia di coordinamento tra gli strumenti normativi europei in materia di sostenibilità. In particolare, si segnala l’esplicita volontà della Commissione di armonizzare l’applicazione della Tassonomia con il Regolamento SFDR (relativo alla trasparenza delle informazioni sulla sostenibilità nei servizi finanziari) e con la Direttiva CSRD, che amplia gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità a carico delle imprese.
I criteri stabiliti dalla Tassonomia assumono così una duplice funzione: da un lato, supportano la trasparenza e l’affidabilità delle informazioni comunicate agli investitori; dall’altro, costituiscono uno standard tecnico di riferimento per le imprese tenute alla rendicontazione ESG. L’integrazione normativa rafforza la coerenza complessiva del sistema e favorisce una lettura sinergica degli obblighi regolatori in capo agli attori economici e finanziari.
Considerazioni conclusive: verso una Tassonomia più fruibile
La Comunicazione interpretativa sulla Tassonomia UE 2025 segna un’evoluzione positiva verso una regolazione più chiara, coerente e proporzionata. Pur non modificando il quadro normativo di base, essa introduce elementi di maggiore certezza giuridica e di semplificazione applicativa che possono incidere favorevolmente sul comportamento delle imprese e degli operatori finanziari.
Restano tuttavia alcune criticità irrisolte, tra cui la necessità di:
- rafforzare la standardizzazione tra Stati membri nella valutazione delle attività ecosostenibili;
- definire strumenti di accompagnamento efficaci per le PMI, che risultano ancora penalizzate da un approccio normativo pensato prevalentemente per imprese di maggiori dimensioni;
- monitorare l’effettiva interoperabilità tra Tassonomia, SFDR e CSRD in sede di implementazione nazionale.
La sfida è ora di natura operativa: tradurre i chiarimenti forniti dalla Commissione in strumenti concreti di gestione e rendicontazione, capaci di generare valore aggiunto per le imprese, in termini di accesso ai capitali, reputazione sul mercato e allineamento strategico con le priorità della transizione ecologica.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE sull’interpretazione e sull’attuazione di talune disposizioni giuridiche degli atti delegati Ambiente, Clima e Informativa della tassonomia dell’UE C/2025/1245, in GU UE C, C/2025/1373, 5.3.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/1373/oj
- Regolamento delegato (UE) 2021/2178 della Commissione del 6 luglio 2021 che integra il regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio precisando il contenuto e la presentazione delle informazioni che le imprese soggette all’articolo 19 bis o all’articolo 29 bis della direttiva 2013/34/UE devono comunicare in merito alle attività economiche ecosostenibili e specificando la metodologia per conformarsi a tale obbligo di informativa, in GU UE L 443 del 10.12.2021, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2021/2178/oj
- AGGIORNAMENTO: Regolamento delegato (UE) 2026/73 della Commissione, del 4 luglio 2025, che modifica il regolamento delegato (UE) 2021/2178 per quanto riguarda la semplificazione del contenuto e della presentazione delle informazioni da comunicare in merito alle attività ecosostenibili e i regolamenti delegati (UE) 2021/2139 e (UE) 2023/2486 per quanto riguarda la semplificazione di determinati criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare se le attività economiche non arrecano un danno significativo agli obiettivi ambientali, in GU UE L, 2026/73, 8.1.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2026/73/oj
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione del tema della finanza sostenibile, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
13 febbraio 2026. Finanza sostenibile e difesa: i criteri UE dopo la Comunicazione 2025
12 settembre 2025 – ESG per PMI: lo standard UE 2025 che semplifica tutto
18 aprile 2025 – Finanza sostenibile: novità normative 2025
6 ottobre 2023 – Il passaggio del sistema finanziario europeo alla finanza sostenibile: avanzamento al 2023
21 maggio 2021 – Transizione ecologica e finanza sostenibile: il pacchetto legislativo UE 2021
30 ottobre 2020 – Il successo delle obbligazioni sociali dell’Unione europea: prima emissione 2020
15 novembre 2019 – La trasformazione della BEI in banca climatica europea
13 settembre 2019 – Programmazione UE 2021-2027: il ruolo della finanza sostenibile
9 marzo 2018 – Finanza sostenibile: la strategia di sviluppo della Commissione europea del 2018
