Le proposte della Commissione per il QFP 2028–2034 ridisegnano la mappa della coesione in Italia, con nuovi criteri per regioni, risorse e priorità territoriali.
Introduzione
La politica di coesione dell’Unione europea, introdotta nel 1988 con l’Atto Unico Europeo, è da oltre trent’anni lo strumento cardine per ridurre le disparità territoriali. Nel tempo si è affiancata a nuovi meccanismi di intervento – dal PNRR a InvestEU, fino ai futuri Piani Nazionali e Regionali di Partenariato – ma resta la principale leva redistributiva dell’UE.
La metrica che orienta l’allocazione dei fondi è rimasta sorprendentemente stabile: il PIL pro capite in Standard di Potere d’Acquisto (SPA). Un indicatore semplice, utilizzato ininterrottamente dalla fine degli anni Ottanta, che continua a determinare quali regioni necessitano di un sostegno prioritario.
Dopo aver esaminato i Piani di Partenariato nazionali e regionali – nei quali confluirà anche la politica di coesione – questo approfondimento, decimo della serie dedicata alla proposta di QFP 2028-2034, confronta i criteri regolamentari con i dati economici aggiornati (media 2021–2023). L’obiettivo è anticipare come evolverà la geografia italiana della coesione nel prossimo ciclo di programmazione.
1. Continuità dei criteri: che cosa è cambiato e che cosa no (1988–2034)
Il criterio fondamentale è rimasto lo stesso per oltre tre decenni: sono considerate prioritarie le regioni con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell’UE, misurato in SPA.
Su questa base stabile, la politica ha attraversato due riforme strutturali, che hanno modificato il modo in cui le regioni vengono classificate e ammesse ai Fondi.
1.1 | 1988-2013: il modello a “Obiettivi”
In questa fase la coesione è organizzata attorno a Obiettivi tematici. L’unico fondato su un criterio quantitativo era l’Obiettivo 1, dedicato alle regioni con PIL < 75% della media comunitaria.
1988–1999 – Reg. 2052/88 e 4253/88
- L’Italia rientra con: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
2000–2006 – Reg. 1260/1999
- Conferma dei criteri dell’Obiettivo 1 (< 75%).
- Introduzione del sostegno transitorio per regioni uscite dalla soglia per effetto statistico degli allargamenti.
2007–2013 – Reg. 1083/2006
- Superamento del sistema articolato in obiettivi settoriali.
- Due nuovi pilastri:
- Convergenza: regioni con PIL < 75% (dati 2000–2002).
- Competitività regionale e occupazione: nessuna soglia di PIL.
- Previsti meccanismi di phasing-in/out.
In sintesi: per 25 anni la linea di demarcazione resta unica: sotto il 75% si è “Convergenza/Obiettivo 1”, sopra il 75% no.
1.2 | 2014–2034: il modello a tre categorie basato sul PIL
La svolta arriva con il Regolamento 1303/2013, che sostituisce il sistema degli obiettivi con tre categorie basate esclusivamente sul rapporto tra PIL regionale e media UE.
2014–2020 – Reg. 1303/2013 (dati 2007–2009)
| Categoria | Criterio |
|---|---|
| 📉 Meno sviluppate | < 75% |
| ⚖️ In transizione | 75–90% |
| 📈 Più sviluppate | > 90% |
2021–2027 – Reg. 2021/1060 (dati 2015–2017)
| Categoria | Criterio |
|---|---|
| 📉 Meno sviluppate | < 75% |
| ⚖️ In transizione | 75–100% |
| 📈 Più sviluppate | > 100% |
La soglia superiore della fascia intermedia sale dal 90% al 100%, ampliando il numero di regioni eleggibili.
2028-2034 – COM/2025/565 final/2 (dati Eurostat 2021–2023)
La proposta conferma il quadro 2021–2027:
| Categoria | Criterio |
|---|---|
| 📉 Meno sviluppate | < 75% |
| ⚖️ In transizione | 75–100% |
| 📈 Più sviluppate | > 100% |
In sintesi:
- 1988–2013 → sistema a Obiettivi (unico criterio numerico: <75%).
- 2014–2020 → tre categorie (75–90%).
- 2021–2034 → tre categorie (75–100%).
La proposta 2028-2034 della Commissione europea non modifica l’architettura vigente.
2. La performance italiana nel confronto con l’UE
Con criteri invariati, è la dinamica economica relativa a ridisegnare la mappa della coesione. I dati Eurostat (media 2021–2023) mostrano che l’Italia converge meno dell’UE-27: molte regioni stagnano o arretrano, incluse aree del Centro-Nord tradizionalmente forti.
2.1 | PIL pro capite in SPA: chi sale e chi scende
Quattro tendenze emergono dal confronto tra i valori utilizzati per il ciclo 2021–2027 (2015–2017) e quelli per il ciclo 2028–2034 (2021–2023).
1. Piemonte in transizione: un cambio di categoria senza precedenti
Con un valore pari al 99,7% della media UE, il Piemonte rientra nella fascia delle regioni in transizione. Un segnale di indebolimento relativo rispetto alla crescita europea.
2. Lombardia e P.A. Bolzano: le uniche vere crescite nel Nord
- +5,0 pp per P.A. Bolzano
- +3,0 pp per Lombardia
Sono le uniche grandi regioni italiane che migliorano significativamente la loro posizione relativa.
3. Centro-Nord in rallentamento
Regioni tradizionalmente forti perdono terreno rispetto alla media UE:
Valle d’Aosta (-4,0), Liguria (-4,7), Toscana (-2,7), Veneto (-1,0), Emilia-Romagna (-2,0).
Una combinazione di crescita italiana più lenta e accelerazione di altre regioni UE.
4. Basilicata: da eccezione statistica a “meno sviluppata” stabile
Con 74,3%, la Basilicata rientra pienamente nella fascia delle meno sviluppate, senza necessità di clausole correttive.
Tabella 1 – PIL pro capite in % della media UE-27 (SPA)
(Media 2015–2017 vs. Media 2021–2023)
| Territorio | Media PIL pro capite 2015–2017 [%] | Media PIL pro capite 2021–2023 [%] | Variazione assoluta (punti %) |
|---|---|---|---|
| Unione europea – 27 | 100.0 | 100.0 | – |
| Italia | 98.0 | 97.3 | -0.7 |
| Nord-Ovest | 120.3 | 120.7 | +0.3 |
| Piemonte | 103.3 | 99.7 | -3.7 |
| Valle d’Aosta | 128.0 | 124.0 | -4.0 |
| Liguria | 107.0 | 102.3 | -4.7 |
| Lombardia | 129.7 | 132.7 | +3.0 |
| Sud | 65.3 | 63.0 | -2.3 |
| Abruzzo | 85.0 | 82.0 | -3.0 |
| Molise | 70.0 | 72.0 | +2.0 |
| Campania | 63.3 | 61.0 | -2.3 |
| Puglia | 63.3 | 62.0 | -1.3 |
| Basilicata | 75.7 | 74.3 | -1.3 |
| Calabria | 58.3 | 57.3 | -1.0 |
| Isole | 63.0 | 63.3 | +0.3 |
| Sicilia | 61.0 | 60.7 | -0.3 |
| Sardegna | 72.0 | 70.7 | -1.3 |
| Nord-Est | 115.0 | 114.0 | -1.0 |
| P.A. di Bolzano/Bozen | 154.3 | 159.3 | +5.0 |
| P.A. di Trento | 126.3 | 124.7 | -1.7 |
| Veneto | 110.7 | 109.7 | -1.0 |
| Friuli-Venezia Giulia | 104.3 | 103.7 | -0.7 |
| Emilia-Romagna | 119.7 | 117.7 | -2.0 |
| Centro | 106.7 | 104.3 | -2.3 |
| Toscana | 104.7 | 102.0 | -2.7 |
| Umbria | 86.0 | 82.7 | -3.3 |
| Marche | 92.0 | 89.7 | -2.3 |
| Lazio | 115.3 | 113.0 | -2.3 |
Nota metodologica:
Le variazioni delle macro-aree sono calcolate come media ponderata per popolazione, non come semplice media delle variazioni regionali. Per questo motivo, pur avendo Sicilia (–0,3) e Sardegna (–1,3) entrambe valori negativi, l’aggregato Isole risulta leggermente positivo (+0,3), perché la Sicilia – più popolosa – pesa molto più della Sardegna nel valore complessivo.
Lettura d’insieme
- Il Nord cresce meno dell’Europa, con poche eccezioni;
- Il Sud continua a mostrare fragilità strutturali;
- Alcune regioni chiave del Centro-Nord scendono sotto soglie critiche, come il Piemonte rispetto al 100%.
Il risultato è una convergenza più debole dell’Italia rispetto alla media UE, anticipando una trasformazione non marginale della geografia della coesione 2028–2034.
3. La proiezione 2028-2034: una nuova geografia della coesione
Applicando i criteri regolamentari ai dati 2021–2023, la mappa italiana cambia in modo significativo.
3.1 | Confronto tra classificazione 2021-2027 e proiezioni 2028–2034
| Categoria | 2021–2027 | 2028–2034 (proiezione) |
|---|---|---|
| 📉 Meno sviluppate | Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna | Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna |
| ⚖️ In transizione | Abruzzo, Umbria, Marche | Abruzzo, Umbria, Marche, Piemonte |
| 📈 Più sviluppate | Piemonte, VdA, Liguria, Lombardia, P.A. Bolzano, P.A. Trento, Veneto, FVG, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio | VdA, Liguria, Lombardia, P.A. Bolzano, P.A. Trento, Veneto, FVG, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio |
Lo spostamento del Piemonte nella fascia intermedia rappresenta l’elemento più significativo dell’intera geografia 2028–2034.
4. Che cosa significa per l’Italia (e per la coesione)
La politica di coesione cambia raramente i suoi criteri: è la realtà economica a trasformarsi.
Tre messaggi emergono con chiarezza dal quadro 2028–2034:
1. Il divario Nord-Sud resta ampio, ma non è più l’unica storia
Le fragilità settentrionali entrano stabilmente nel discorso sulla convergenza.
2. Le regioni “quasi medie” diventano il nuovo fronte della coesione
Piemonte, Marche, Umbria e Abruzzo mostrano traiettorie di relativa debolezza.
La fascia “in transizione” diventa strategica per prevenire slittamenti ulteriori.
3. La convergenza europea si gioca sulle regioni intermedie
Molte regioni UE crescono più rapidamente delle italiane: la sfida è ora competitiva, non solo redistributiva.
Conclusioni
Il ciclo 2028–2034 sarà una cartina di tornasole per la capacità dell’Italia di interpretare la coesione come leva di competitività territoriale. La nuova geografia non va letta come una compensazione, ma come un investimento strategico sulle regioni intermedie, dove si concentrano rischi e opportunità decisive per il posizionamento del Paese in Europa.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Fonte dei dati statistici: EUROSTAT, Gross domestic product (GDP) at current market prices by NUTS 3 region, Online data code: nama_10r_3gdp | DOI: 10.2908/nama_10r_3gdp
- Le norme richiamate nell’articolo sono estratte dai seguenti atti, in ordine cronologico inverso:
- Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce il Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l’agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza per il periodo 2028-2034 e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 e il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509, doc. COM(2025/) 565 final/2 del 16 luglio 2025
- Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti
- Regolamento (UE) N. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio
- Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell’ 11 luglio 2006 , recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999
- Regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999 recante disposizioni generali sui Fondi strutturali
- Regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988 relativo alle missioni dei Fondi a finalità strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei loro interventi e di quelli della Banca europea per gli investimenti degli altri strumenti finanziari esistenti
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Tutti gli articoli della serie speciale dedicata al quadro finanziario pluriennale 2028-2034 sono disponibili nella pagina del blog “Analisi“, articolati nelle tre fasi del processo di approvazione del QFP 2028-2034 (analisi tecnica delle proposte, negoziazione, adozione degli atti).
I primi 15 articoli relativi alla Fase 1 – Proposte e architettura del QFP 2028–2034 (luglio – dicembre 2025) sono i seguenti, in ordine cronologico:
8 luglio 2025. QFP 2028–2034 | Verso il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE
1° agosto 2025. QFP 2028–2034 | Il pacchetto legislativo: struttura, strumenti e prospettive
5 settembre 2025. QFP 2028-2034 | Riforme e innovazioni nel prossimo quadro finanziario pluriennale UE
19 settembre 2025. QFP 2028-2034 | Da 52 a 16 programmi, verso un bilancio integrato
8 ottobre 2025. QFP 2028-2034 | Piani di partenariato e Fondo PNR: governance e bilancio
17 ottobre 2025. QFP 2028–2034 | EU Facility: governance, dotazione e azioni UE
31 ottobre 2025. QFP 2028-2034 | PAC nei PNR e il nuovo ruolo di LEADER
7 novembre 2025. QFP 2028-2034 | L’Europa vista dai territori
14 novembre 2025. QFP 2028–2034 | INTERREG: il futuro della cooperazione UE
18 novembre 2025. QFP 2028-2034 | La nuova mappa della coesione per le regioni italiane
21 novembre 2025. QFP 2028–2034 | Sviluppo locale nei PNR: strumenti e regole UE
28 novembre 2025. QFP 2028–2034 | Fondo per la competitività e Orizzonte Europa
5 dicembre 2025. QFP 2028-2034 | Il futuro delle strategie di specializzazione intelligente
12 dicembre 2025. QFP 2028–2034 | Europa globale: obiettivi, pilastri e risorse UE
19 dicembre 2025. QFP 2028-2034 | Dopo il Consiglio europeo di dicembre 2025
