Fare l'Europa

Capire le regole, progettare il futuro

Nomen omen

Il titolo di questo blog, Fare l’Europa, è ispirato a un’espressione di Alberto Savinio (1891–1952), scrittore, intellettuale e artista tra i più originali del Novecento europeo.
Savinio utilizzò questa locuzione in un articolo scritto all’indomani della liberazione dell’Italia dal fascismo, tra il 22 luglio 1943 e la fine del 1944.
Quel testo, denso di visione e di inquietudine civile, è oggi raccolto nel volume Sorte dell’Europa, edito da Adelphi.

Copertina del volume di Alberto Savinio, Sorte dell'Europa, Adelphi

La forza evocativa di Fare l’Europa è tale da aver ispirato anche una collana editoriale di respiro europeo, diretta dallo storico Jacques Le Goff, pubblicata simultaneamente da cinque editori europei (in Italia, da Laterza) a partire dal 1993, alla vigilia dell’entrata in vigore del Trattato di Maastricht.

Il titolo come impegno

Scegliere questo titolo significa, per me, richiamare una tensione etica e progettuale: l’Europa non è un dato acquisito, ma un processo da realizzare, un’architettura ancora in costruzione.
Fare l’Europa, oggi come allora, è un’azione culturale e politica, quotidiana e collettiva.