Passeggiando nella Plaka di Atene, ai piedi dell’Acropoli, si incontra la Torre dei Venti.
È una costruzione del I secolo a.C., alta circa dodici metri, di forma ottagonale.
Su ciascun lato è scolpita una divinità: sono gli otto venti che, nel mondo antico, governavano il cielo e il tempo.

Uno di essi è Euro.
Avvolto in un mantello, personifica il vento che soffia da sud-est.

Non è un dettaglio casuale.

Proprio a sud-est dell’Europa, sulle rive del Mediterraneo orientale, è nata quella civiltà che chiamiamo occidentale. Da lì si è diffusa, trasformata, stratificata, fino a diventare il patrimonio comune del continente europeo.

L’euro, la nostra moneta comune, non è soltanto il risultato più avanzato – finora – del processo di integrazione europea.
È anche un simbolo: richiama un’eredità culturale e umanistica che precede gli Stati nazionali, le frontiere e perfino l’idea moderna di Europa.

Il nome euro ci ricorda che una moneta può esprimere un valore che non è solo monetario.


Aggiornamenti successivi e articoli collegati

Per approfondire o seguire l’evoluzione del dibattito sull’euro si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:

16 dicembre 2018. Il ruolo dell’euro nei mercati internazionali
2 giugno 2017. Che cosa ci aspetta dopo l’euro? Le riflessioni della Commissione sull’unione monetaria
7 luglio 2015. L’euro è un progetto politico ed economico che va avanti