Gli indici di corruzione a livello globale collocano molti Stati membri dell’Unione europea tra i paesi considerati i meno corrotti al mondo.

Tuttavia, come sottolineato dalle relazioni sullo Stato di diritto prodotte annualmente dalla Commissione europea, rimangono molte questioni da affrontare e la corruzione rimane tra le preoccupazioni dei cittadini dell’Unione, come indicano i dati delle indagini periodiche dell’Eurobarometro: nel 2022, quasi sette europei su dieci (il 68%) ritenevano che la corruzione fosse diffusa nel loro paese e solo il 31% giudicava efficaci gli sforzi del proprio Governo per combattere tale fenomeno; oltre la metà delle imprese con sede nell’UE (51%), inoltre, ritiene improbabile che nel proprio paese persone o imprese corrotte vengano identificate o denunciate alla polizia o alla magistratura.

La corruzione è, per sua natura, difficile da quantificare; stime prudenti suggeriscono, però, che costi all’economia dell’Unione circa 120 miliardi di euro all’anno, pari al 5% del PIL.

L’attuale legislazione penale anticorruzione dell’Unione europea è frammentata e ha un ambito di applicazione limitato; di conseguenza, le tipologie di reati di corruzione e le sanzioni applicate variano notevolmente da uno Stato membro all’altro. In particolare, le disposizioni di diritto penale per lottare contro la corruzione sono armonizzate solo in parte e riguardano solo la concussione. Per altri reati di corruzione, come l’appropriazione indebita, il traffico di influenze, l’abuso di ufficio, l’arricchimento illecito in connessione a reati di corruzione, non vi è ancora stato un ravvicinamento tra le legislazioni nazionali e le differenze tra tali legislazioni ostacolano l’efficacia della lotta contro la corruzione, in particolare nei casi transfrontalieri, che sono in continuo aumento.

Pertanto, di fronte a questa situazione, la Commissione europea ha di recente proposto un pacchetto legislativo di norme nuove e rafforzate che criminalizzano i reati di corruzione e armonizzano le sanzioni in tutta l’Unione europea, assieme a una proposta dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sostenuta dalla Commissione, di istituire un apposito regime di sanzioni nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune (PESC), per combattere gravi atti di corruzione in tutto il mondo.

Queste nuove misure – che di seguito illustrerò brevemente – pongono un forte accento sulla prevenzione e sulla creazione di una cultura dell’integrità, in cui la corruzione non sia tollerata, e, al tempo stesso, rafforzano gli strumenti di contrasto.

Comunicazione sulla lotta alla corruzione

In una comunicazione congiunta, la Commissione e l’Alto rappresentante tirano le fila dei lavori già effettuati e sviluppano nuovi orientamenti e nuovi strumenti a livello unionale e degli Stati membri, dando il loro contributo sotto forma di un chiaro impegno per lottare contro la corruzione a livello mondiale. Una rete anticorruzione dell’Unione europea, che riunisce le autorità di contrasto, le autorità pubbliche, gli operatori del settore, la società civile e altri portatori di interessi, fungerà da catalizzatore per prevenire la corruzione in tutta l’Unione e svilupperà migliori prassi e orientamenti pratici. Uno dei compiti principali della rete sarà quello di sostenere la Commissione nella creazione di una mappa nelle zone comuni ad alto rischio di corruzione nell’Unione. I lavori della rete confluiranno in una strategia anticorruzione, che sarà elaborata in consultazione con il Parlamento europeo e il Consiglio, al fine di massimizzare l’impatto e la coerenza delle azioni unionali.

Norme più rigorose per lottare contro la corruzione

La Commissione europea propone una nuova direttiva sulla lotta alla corruzione. La proposta ammoderna l’attuale quadro giuridico anticorruzione dell’Unione europea attraverso le azioni seguenti:

a) Prevenire la corruzione e creare una cultura dell’integrità, attraverso iniziative di sensibilizzazione e informazione e il potenziamento del libero accesso alle informazioni di interesse pubblico, di divulgazione e gestione dei conflitti di interesse nel settore pubblico, di divulgazione e verifica del patrimonio dei funzionari pubblici e di regolamentazione dell’interazione tra il settore privato e il settore pubblico;

b) Un unico atto giuridico per tutti i reati di corruzione e le relative sanzioni, che armonizzi le definizioni dei reati perseguibili come corruzione per ricomprendere non solo la concussione, ma anche l’appropriazione indebita, il traffico di influenze, l’abuso di ufficio, l’ostruzione della giustizia e l’arricchimento illecito in connessione a reati di corruzione;

c) Garantire l’efficacia delle indagini e del perseguimento della corruzione, attraverso il potenziamento degli strumenti d’indagine; la revoca, durante le indagini sulla corruzione, di privilegi e immunità; norme minime sui termini di prescrizione per garantire il tempo sufficiente per agire in giustizia.

Allargare lo strumentario delle sanzioni PESC ai gravi atti di corruzione

Le sanzioni dell’Unione europea contribuiscono a conseguire i principali obiettivi della PESC, quali il mantenimento della pace, il rafforzamento della sicurezza internazionale e il consolidamento e il sostegno della democrazia, del diritto internazionale e dei diritti umani. Con la proposta odierna dell’Alto rappresentante, sostenuta dalla Commissione, l’Unione sarà in grado di lottare contro gravi atti di corruzione in tutto il mondo, indipendentemente da dove vengano perpetrati.

 

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Aggiornamenti successivi e articoli collegati

Per approfondire o seguire l’evoluzione dei sistemi antifrode dell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:

8 settembre 2023. La cultura dell’etica nell’utilizzo dei fondi dell’UE
7 aprile 2023
. Il rapporto 2022 della Procura europea sulle frodi ai fondi dell’UE
8 novembre 2019. Un sistema penale europeo per tutelare i fondi UE: la Procura europea (EPPO)
3 maggio 2019
. Bilancio dell’Unione europea: nuova strategia antifrode CAFS 2019