Dal 2020 la Commissione europea elabora relazioni annuali di previsione strategica per orientare le proprie priorità, il programma di lavoro annuale e la programmazione pluriennale.
Poiché oggi L’Unione europea è impegnata in una transizione profonda e ambiziosa del proprio modello di sviluppo per realizzare nei prossimi decenni la neutralità climatica e la sostenibilità, la relazione 2023 passa in rassegna le sfide che attendono l’Unione nel percorso verso la neutralità climatica e propone dieci ambiti d’intervento per la riuscita della transizione a un nuovo modello economico sostenibile.
Inoltre, per mettere a disposizione dei responsabili politici indicatori economici che contemplino anche il benessere, propone di adeguare il prodotto interno lordo (PIL) per tener conto di fattori diversi, quali la salute e l’ambiente.
La relazione si basa sul concetto di intelligenza collettiva e consiste in un esercizio di previsione partecipativo e inclusivo, condotto dal Centro comune di ricerca della Commissione europea, che comprende la creazione di scenari di previsione che descrivono versioni alternative del futuro sostenibile dell’Unione entro il 2050, nonché l’uso di backcasting e altri metodi di previsione, nonché di consultazione e confronto con i principali stakeholders europei.
Le sei grandi sfide sociali ed economiche
La Commissione europea individua sei sfide chiave che i responsabili politici dovranno affrontare durante la transizione verso un’Europa sostenibile, comprendendo gli aspetti sociali ed economici della sostenibilità:
- l’ascesa della geopolitica e la riconfigurazione della globalizzazione: un nuovo panorama geopolitico sta sfidando le fondamenta del multilateralismo e dell’ordine internazionale basato su regole;
- la ricerca di un’economia sostenibile e del benessere: l’Unione si trova in un momento chiave che richiede una spinta congiunta da parte dei responsabili politici e delle imprese per garantire una posizione di leadership nella corsa globale all’industria a zero emissioni;
- aumentare la pressione per garantire finanziamenti sufficienti: la transizione verde richiede investimenti senza precedenti. Complessivamente, saranno necessari investimenti aggiuntivi di circa 620 miliardi di euro all’anno per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e del piano REPowerEU, con ulteriori 92 miliardi di euro necessari per raggiungere gli obiettivi del Net-Zero Industry Act nel periodo 2023-2030;
- crescente domanda di abilità e competenze per il futuro sostenibile: le crescenti disparità di competenze e la mancanza di competenze adeguate potrebbero ostacolare le transizioni verde e digitale e la capacità dei cittadini e dei lavoratori di partecipare e contribuire a tali transizioni;
- crescenti crepe nella coesione sociale: l’erosione della coesione sociale minaccerà la fiducia nei governi e la fattibilità della transizione verso la sostenibilità. La mancanza di solidarietà intergenerazionale su questioni climatiche, economiche e sociali può contribuire alla loro alienazione politica e disillusione nei confronti della capacità dell’attuale classe politica e del sistema di affrontare le sfide generazionali;
- minacce alla democrazia e al contratto sociale esistente: le disuguaglianze sono profondamente legate alla minore fiducia nelle istituzioni nazionali e dell’UE, nonché alla democrazia liberale in generale. L’incapacità di affrontare la salute delle democrazie europee metterà in discussione sia l’introduzione di politiche sostenibili che la stessa transizione verso la sostenibilità
La seguente figura sintetizza le principali sfide per la transizione dell’UE verso la sostenibilità.

Oltre il PIL
Il prodotto interno lordo (PIL) è da 90 anni uno degli indicatori economici più utilizzati e rimane il più importante indicatore dei risultati economici di un paese. Allo stesso tempo già negli anni 1970 si cominciò a riflettere sui suoi limiti. I recenti sviluppi, quali il cambiamento climatico e la pandemia, hanno reso sempre più evidente che il PIL è un parametro incompleto per misurare il progresso, in quanto non riflette appieno le importanti sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Diventa, dunque, necessario definire parametri complementari (da integrare progressivamente nell’elaborazione delle politiche), che consentano di monitorare meglio la transizione dell’UE verso la sostenibilità e le sue prestazioni rispetto al resto del mondo.
Una possibile soluzione per elaborare indicatori che vadano oltre il PIL consiste nell’assegnare valori monetari a fattori di benessere pertinenti e nell’utilizzarli per “adeguare” il PIL
Di seguito sono riportati i risultati di un’iniziativa pilota condotta dal Centro comune di ricerca della Commissione europea – e i cui risultati sono stati pubblicati nel luglio del 2023 – che ha utilizzato l’aspettativa di vita come indicatore di una delle dimensioni del benessere, ossia lo stato di salute. È indicato il PIL (pro capite), adeguato in funzione dello stato di salute, riferito all’Unione europea, agli Stati Uniti d’America, alla Cina e all’India negli anni 2000, 2020 e 2040.

Quest’approccio è coerente con l’impegno globale, sancito nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, di elaborare indicatori complementari al PIL per misurare i progressi in materia di sviluppo sostenibile: dissociare la crescita economica dall’uso delle risorse sarà una sfida decisiva per un nuovo modello economico.
La possibilità di andare oltre il PIL è esaminata anche nell’ambito del processo di riforma del sistema finanziario internazionale, come documenta un recente studio condotto, congiuntamente, da Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, Jean-Paul Fitoussi (da tempo in odore di Nobel, ma purtroppo morto nell’aprile del 2022) e Martine Durand, che è la responsabile statistica dell’OCSE.

Dieci ambiti d’intervento
La relazione 2023 sottolinea che, per affrontare le sfide sociali ed economiche per la transizione verso la sostenibilità, l’Unione europea deve agire attraverso un’ampia gamma di politiche e priorità.
Le dieci aree prioritarie di intervento individuate dalla Commissione europea sono:
- garantire un nuovo contratto sociale europeo con rinnovate politiche di welfare e attenzione ai servizi sociali di alta qualità, perché l’attuale contratto sociale, nato alla metà del XX secolo, non è del tutto adatto alla nuova realtà socioeconomica dell’Europa che è mutata drasticamente, facendo emergere nuove modalità di apprendimento e di lavoro e nuovi stili di vita, derivanti dal cambiamento demografico e dalla migrazione;
- approfondire il mercato unico per promuovere un’economia a zero emissioni, con particolare attenzione all’autonomia strategica aperta e alla sicurezza economica;
- potenziare l’offerta dell’Unione europea sulla scena mondiale per rafforzare la cooperazione con i principali partner;
- incentivare i cambiamenti nei modelli di produzione e consumo verso la sostenibilità, mirando alla regolamentazione e promuovendo stili di vita equilibrati;
- muoversi verso una ” Europa degli investimenti”, attraverso un’azione pubblica per catalizzare i flussi finanziari per realizzare i progetti;
- rendere i bilanci pubblici idonei alla sostenibilità, attraverso un quadro fiscale e una spesa pubblica efficienti;
- spostare ulteriormente gli indicatori politici ed economici verso un benessere sostenibile e inclusivo, compreso l’adeguamento del PIL per diversi fattori;
- garantire che tutti gli europei possano contribuire alla transizione aumentando la partecipazione al mercato del lavoro e concentrandosi sulle competenze future;
- rafforzare la democrazia con l’equità generazionale al centro del processo decisionale, per rafforzare il sostegno alla transizione;
- integrare la protezione civile con la “prevenzione civile” rafforzando gli strumenti dell’UE in materia di preparazione e risposta.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Commissione europea, Relazione di previsione strategica 2023. Sostenibilità e benessere dei cittadini come fulcro dell’autonomia strategica aperta dell’Europa, doc. COM(2023) 376 del 6.7.2023
- Gli Strategic Foresight Rport della Commissione, dal 2020 a oggi, sono consultabili nella pagina web dedicata.
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione della previsione strategica della Commissione europea, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
1° ottobre 2021 – 2021 Strategic Foresight Report: grandi tendenze globali e risposta politica UE
