Analisi sulla partecipazione delle università italiane al PNRR: investimenti, progetti e distribuzione delle risorse.
Introduzione
Le Università italiane stanno gestendo 19.460 progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) “Italia Domani”, con un contributo di 5,78 miliardi di euro del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (qui di seguito: RRF – Recovery and Resilience Facility), istituito dall’Unione europea.
Sono i dati di sintesi che emergono dell’analisi dei 15 dataset, pubblicati il 24 aprile scorso nella sezione Catalogo Open Data del portale Internet “Italia Domani”, che contengono informazioni estratte il 18 aprile 2024 dalla piattaforma informatica ReGiS – lo strumento unico di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati dal PNRR -, alimentata sia dalle 24 Amministrazioni centrali titolari di Misure del Piano, sia dai 19.860 soggetti attuatori, pubblici e privati, individuati dalle prime e responsabili dell’attuazione dei progetti.
L’analisi alla quale dedico questo articolo del blog si concentra sulle 99 Università accreditate presso il Ministero dell’Università e della Ricerca, costituite da:
- 61 Università statali;
- 7 Istituti universitari a ordinamento speciale;
- 20 Università non statali legalmente riconosciute;
- 11 Università telematiche, di diritto privato, legalmente riconosciute.
Pertanto, pur essendo soggetti collegati al sistema universitario e pur beneficiando dei finanziamenti del PNRR, l’analisi non considera le aziende ospedaliero-universitarie e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), le biblioteche, i consorzi inter-universitari e altre strutture ed enti universitari che hanno personalità giuridica autonoma e distinta rispetto alle Università di riferimento.
Solo per dare un’idea del numero di soggetti e dell’ammontare dei finanziamenti non inclusi nell’analisi, preciso che si tratta di 25 aziende ospedaliero-universitarie e IRCCS, che risultano soggetti attuatori di 61 progetti di digitalizzazione (Missione 1 del PNRR), con un contributo del RRF di 22,9 milioni di euro, e di altrettante aziende e IRCCS che sono soggetti esecutori di 229 progetti di investimento nel campo della salute (Missione 6 del PNRR), selezionati dal Ministero della Salute e dalle Regioni e Province autonome, con un contributo del RRF di 221,6 milioni di euro. Risultano, altresì, finanziati 18 progetti di digitalizzazione di 7 biblioteche universitarie con personalità giuridica autonoma, con un contributo del RRF di 3,0 milioni di euro. Infine, non risultano consorzi inter-universitari tra i soggetti attuatori, mentre alcuni (a esempio, il CINECA) compaiono come soggetti esecutori, ma sempre di un numero di progetti e un importo di contributo limitati.
La rilevanza delle Università italiane nel PNRR “Italia Domani”
Il primo dato che emerge dall’analisi dei dataset del Catalogo Open Data – in particolare, del dataset denominato “Progetti del PNRR – Universo ReGiS [versione 6.0]” – riguarda l’incidenza delle Università nell’attuazione complessiva del PNRR, dopo poco più di mille giorni dalla sua approvazione, avvenuta il 13 luglio 2021, e a 28 mesi dalla data di completamento delle riforme e degli investimenti, che il Regolamento dell’Unione europea sul RRF fissa al 31 agosto 2026.
La prima tabella, nelle colonne di sinistra riporta i dati relativi alla complessiva attuazione delle Missioni e delle Componenti del Piano: gli impegni di spesa arrivano al 69,1% del contributo assegnato al PNRR “Italia Domani” dall’Unione europea (non sono ancora disponibili dati ufficiali sui pagamenti). Ciò che resta da attuare del PNRR, oltre alla nuova Missione 7 “REPowerEU”, sono alcune nuove Misure destinate alle imprese e alcune vecchie misure, a esempio quella relativa alle comunità energetiche, il cui bando è stato pubblicato da poche settimane, e agli alloggi per gli studenti. Per il resto, al netto delle Misure definanziate ed eliminate dal PNRR, a oggi le risorse risultano pressoché totalmente impegnate.
Nelle colonne di destra, invece, sono riportati i dati relativi alle 99 Università italiane le quali, come si può notare, gestiscono il 7,3% dei progetti finanziati e il 4,3% dei contributi concessi attraverso il RRF fino al 18 aprile 2024.
L’82,3% dei 19.460 progetti gestiti dalle Università e l’87,3% dei contributi concessi alle Università riguardano la ricerca, con un’importante presenza, come scriverò più avanti, di attività rientranti nella cosiddetta “Terza Missione”.
Invece, il 16,8% dei progetti e l’11,5% dei contributi interessano la didattica; infine, la parte residua, circa l’1% dei progetti e dei contributi, sono relativi a progetti di digitalizzazione e di ricerca industriale nel settore dell’idrogeno.
Infine, dalla lettura dei dataset emerge che dei 19.460 progetti gestiti dalle Università, il 52%, cioè ben 10.134 progetti, sono “progetti in essere”, cioè progetti selezionati e finanziati con risorse statali ordinarie, prima della approvazione del PNRR “Italia Domani”. In particolare, sono confluiti nel PNRR e posti a carico del RRF per 1,4 miliardi di € i progetti avviati tra il 1° febbraio 2020 e il 13 luglio 2021 finanziati dal Fondo per il Programma Nazionale Ricerca (PNR) e i Progetti di Ricerca di Significativo Interesse Nazionale (PRIN).

Il ruolo delle Università italiane nel PNRR “Italia Domani”
Il secondo dato che l’analisi dei dataset del Catalogo Open Data permette di conoscere riguarda il ruolo ricoperto dalle Università nell’attuazione delle Misure e dei progetti del PNRR “Italia Domani”.
Le Università partecipano al Piano con due ruoli distinti:
- soggetti attuatori, cioè soggetti responsabili dell’attuazione dei progetti finanziati dal PNRR; oppure
- soggetti realizzatori o esecutori, cioè soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione dei progetti.
La seconda tabella evidenzia il ruolo delle Università in ciascuna Missione, Componente, Misura e in ciascun Investimento del PNRR.
Si potrà notare che le Università intervengono come “soggetti attuatori” nei progetti che riguardano le tradizionali missioni istituzionali di insegnamento e ricerca, oltre ad alcuni progetti di carattere organizzativo interno (digitalizzazione di procedure amministrative) o riguardanti beni patrimoniali (biblioteche, musei, orti botanici, ecc.). Si tratta di 19.078 progetti (98% del totale) di piccole e medie dimensioni, con un costo complessivo di 3,6 miliardi di euro (56,5% del costo totale) e un contributo del RRF di 2,9 miliardi di euro (51,7% del contributo totale).
Le stesse operano, invece, come “soggetti realizzatori o esecutori” nei grandi progetti di ricerca che, come preciserò più avanti, riconduco alla cosiddetta “Terza Missione” delle Università: si tratta di 382 progetti (2% del totale), che hanno, però, un costo complessivo e un contributo del RRF di circa 2,78 miliardi di euro (48% dei totali) e si concentrano in tre Investimenti specifici: di questi progetti, spesso proposti su iniziativa delle stesse Università, sono soggetti attuatori alcune strutture appositamente costituite ex novo (dai bandi denominate: Hub), e le Università fungono, assieme ad altri Enti pubblici di ricerca, da soggetti realizzatori (denominati: Spoke).

Il finanziamento del PNRR “Italia Domani” alle diverse tipologie di Università
Una terza informazione ricavabile dai dataset del Catalogo Open Data riguarda la ripartizione dei progetti e dei contributi del PNRR tra le diverse tipologie di Università, sintetizzata nella seguente tabella e visualizzata nel relativo grafico, che evidenzia il ruolo preponderante delle Università statali.

La ripartizione dei progetti e dei finanziamenti del PNRR “Italia Domani” tra le Università italiane
I dataset del Catalogo Open Data consentono di conoscere, per ciascuna Università, il numero di progetti (compresa una loro sintetica descrizione), il loro costo e l’ammontare dei finanziamenti concessi dal PNRR a ciascuno di essi.
Per cercare di agevolare la lettura, ho raggruppato tali informazioni in quattro tabelle, distinte per tipologia di Università, e, all’interno di ciascuna tabella, le Università sono elencate in ordine decrescente di contributo concesso dal RRF.
A questo proposito, una precisazione è d‘obbligo, per una corretta interpretazione dei dati, i quali indicano i progetti e le risorse della cui gestione le Università sono soggetti attuatori o soggetti esecutori e non, quindi, i contributi di cui esse sono beneficiarie finali.
Infatti, con specifico riferimento ai 382 progetti e ai 2,8 miliardi di euro di contributo rientranti nelle cosiddette “Iniziative di sistema” del Ministero dell’Università e della Ricerca, condotte attraverso partenariati nazionali (rinvio all’ultimo paragrafo dell’articolo per approfondimenti), i bandi di selezione dei progetti e di assegnazione delle risorse dell’Unione europea prevedono, in capo ai soggetti attuatori o esecutori, specifici vincoli di coinvolgimento e di trasferimento di parte del contributo concesso ad altre Università (i cosiddetti “soggetti affiliati”) e al mondo delle imprese (da un minimo del 10% ad un massimo del 50% dei finanziamenti concessi, tramite il meccanismo dei “bandi a cascata”): tuttavia, in questo momento, i dataset pubblicati non consentono di condurre indagini più approfondite sui beneficiari effettivi delle risorse del PNRR “Italia Domani”.

Il seguente grafico visualizza la distribuzione del contributo del RRF tra le 61 Università statali.




La distribuzione territoriale dei progetti e dei finanziamenti del PNRR “Italia Domani” alle Università statali
I dataset del Catalogo Open Data consentono anche di conoscere la distribuzione territoriale dei progetti e delle risorse del PNRR “Italia Domani” fino al livello comunale.
La seguente tabella e i due grafici sintetizzano tali dati riferiti alle 61 Università statali, a livello regionale e tra le due grandi aree del Paese, Mezzogiorno e Centro-Nord: il PNRR “Italia Domani”, infatti, contiene un vincolo di destinazione di almeno il 40% delle risorse complessive assegnate dall’Italia dall’Unione europea alle otto Regioni del Mezzogiorno.
La seguente tabella e il relativo grafico evidenziano che, nel caso delle Università statali, oltre il 65% delle risorse del RRF è gestito da Università ubicate nelle Regioni del Centro-Nord: tuttavia, come ho anticipato, ciò non significa che tali risorse saranno effettivamente spese in quelle Regioni, perché, tramite il meccanismo dei “soggetti affiliati” e dei “bandi a cascata”, potrebbero affluire a Università, Enti di ricerca e/o imprese del Mezzogiorno (il dato oggi non è conosciuto).


Il ruolo delle Università italiane nelle Iniziative di sistema del PNRR “Italia Domani”
Infine, ho più volte accennato ai progetti di ricerca finanziati dal PNRR “Italia Domani”, ai quali partecipano le Università italiane nel ruolo di “soggetti esecutori” e che ho, di mia iniziativa, collocato nella cosiddetta “Terza Missione”: si tratta, infatti, di progetti che rientrano in “Iniziative di sistema”, promosse dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e che coinvolgono ampi partenariati nazionali, e corrispondono a quelli che l’Agenzia per la valutazione del sistema Universitario e della ricerca (ANVUR) definisce come progetti che prevedono “processi di interazione diretta dell’Università con la società civile e il tessuto imprenditoriale, con l’obiettivo di promuovere la crescita economica e sociale del territorio, affinché la conoscenza diventi strumentale per l’ottenimento di benefici di natura sociale, culturale ed economica”.
Alla data del 18 aprile 2024, sono 382 progetti che afferiscono ai 30 partenariati nazionali selezionati dal Ministero; hanno un costo complessivo e un contributo del RRF di circa 2,8 miliardi di euro; sono stati selezionati dal Ministero nell’ambito dei seguenti tre Investimenti della Missione 4 Istruzione e ricerca, Componente 2 Dalla ricerca all’impresa:
- M4C2|1.3 – Partenariati estesi a università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca di base;
- M4C2|1.4 – Potenziamento strutture di ricerca e creazione di campioni nazionali di R&S su alcune Key Enabling Technologies;
- M4C2|1.5 – Creazione e rafforzamento di ecosistemi dell’innovazione costruzione di leader territoriali di R&S.
La seguente tabella evidenzia, nelle colonne di sinistra, i dati complessivi relativi all’attuazione dei tre Investimenti; in quelle di destra, la partecipazione delle Università, sia in termini di progetti che di finanziamenti del RRF da esse gestiti.

L’economia di un articolo di blog non mi consente di dilungarmi in ulteriori approfondimenti, ma mi limito a segnalare un dato dal quale emerge che le Università telematiche non partecipano come “soggetti esecutori” ad alcun progetto di ricerca rientrante nella cosiddetta “Terza Missione”; invece, le Università non statali, in questo medesimo contesto, partecipano, come “soggetti esecutori”, a circa l’8% dei progetti di ricerca collaborativa (30 progetti su 382), con un contributo del RRF del 2,7% sul totale assegnato a questa categoria di progetti (75,4 milioni di € su 2,8 miliardi di €).
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Piano nazionale di ripresa e resilienza: portale dedicato al PNRR Italia Domani – Catalogo Open Data
- Portale della Commissione europea: Recovery and Resilient Facility (RRF)
L’unica fonte ufficiale sul PNRR “Italia Domani” e sul suo stato di avanzamento è il Catalogo Open Data del sito internet “Italia Domani”: i dati pubblicati sono estratti dalla piattaforma ReGiS e sono aggiornati con cadenza, di norma, trimestrale (la pubblicazione del 24 aprile scorso, su cui si basa questo articolo, ha avuto carattere straordinario ed è legata agli esiti dell’aggiornamento dei cronoprogrammi procedurali e finanziari dei progetti, imposto a tutti i soggetti attuatori dal decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, e conclusosi il 2 aprile scorso).
Per i progetti gestiti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, in una apposita sezione del sito Internet del medesimo Ministero è consultabile tutta la documentazione, dai bandi ai progetti selezionati, comprese alcune utili infografiche e i link ai siti delle “Iniziative di sistema”: tuttavia, si tratta di informazioni di carattere divulgativo, il cui costante aggiornamento non è sempre garantito.
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione del PNRR Italia Domani, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
25 aprile 2025 – Stato di attuazione del PNRR “Italia Domani”: analisi della VI Relazione semestrale 2025
20 settembre 2024. Fondi PNRR: divergenze tra Corte dei Conti e Commissione
19 aprile 2024 – PNRR: distribuzione territoriale di progetti e risorse UE al 15 marzo 2024
14 ottobre 2022 – PNRR Italia domani: stato di attuazione nel 2022 e prospettive future
25 marzo 2020 – Panoramica dei PNRR europei un anno dopo – 2022
3 settembre 2021 – PNRR Italia Domani: il primo semestre di attuazione 2021
