Analisi dell’Agenda strategica 2024‑2029 adottata dal Consiglio europeo, con le tre priorità per il nuovo ciclo politico dell’Unione.

Introduzione

Ogni cinque anni, nel Consiglio europeo, i capi di Stato o di governo dei 27 Stati membri dell’Unione europea concordano le priorità politiche dell’Unione per il futuro.

È un processo di discussione e di confronto che si svolge nel contesto delle elezioni del Parlamento europeo, e prima della nomina di ciascuna Commissione europea, che sfocia in una Agenda strategica quinquennale.

Dopo un intero anno di lavori, l’Agenda strategica per il quinquennio 2024-2029 è stata adottata nel Consiglio europeo del 27 giugno 2024 ed è espressione del peculiare ruolo che questa istituzione svolge nell’architettura istituzionale dei Trattati istituitivi dell’Unione europea: dare all’Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e definire gli orientamenti e le priorità politiche generali.

L’Agenda strategica 2024-2025, quindi, è importante perché sarà il punto di riferimento del programma politico che la Presidente della Commissione europea, nominata dal Consiglio europeo, presenterà al Parlamento europeo per essere formalmente eletta (l’elezione è prevista nella sessione parlamentare del 16-19 settembre prossimi, mentre il voto di investitura dell’intero collegio dei commissari europei è previsto nella sessione del 16-19 dicembre).

Nell’ambito delle competenze che gli Stati le hanno attribuito, le priorità dell’Unione europea sono cambiate e lo si evince anche solo confrontando i titoli della nuova Agenda strategica 2024-2029 rispetto a quelli del quinquennio precedente.

Priorità dell’Agenda strategica 2019-2024Priorità dell’Agenda strategica 2024-2029
– proteggere i cittadini e le libertà
– sviluppare una base economica forte e vivace
– costruire un’Europa verde, equa, sociale e a impatto climatico zero
– promuovere gli interessi e i valori europei sulla scena mondiale
– un’Europa libera e democratica
– un’Europa forte e sicura
– un’Europa prospera e competitiva

Rispetto a solo un paio di anni fa, l’Unione europea si è trovata ad affrontare sfide senza precedenti, che l’Agenda così identifica:

“La concorrenza strategica, la crescente instabilità globale e i tentativi di minare l’ordine internazionale basato su regole stanno rimodellando il panorama politico globale. La Russia ha riportato la guerra nel nostro continente. Nel nostro vicinato, la situazione in Medio Oriente è drammatica. Il nostro ambiente naturale subisce sempre più danni e perturbazioni a causa dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento. Il rapido sviluppo di nuove tecnologie comporta opportunità e potenziali rischi”.

Di fronte a ciò, ciò che unisce i capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri sono le origini del processo di integrazione europea, la vocazione originaria dell’Unione europea, come si legge nell’incipit della Agenda strategica:

“L’Unione europea è stata fondata sull’imperativo di garantire la pace in Europa, basandosi sulla cooperazione, sulla solidarietà e sulla prosperità economica comune. È questa la promessa originaria che tuttora ci guida e ispira le nostre priorità per un’Europa forte e sovrana”.

L’Agenda strategica traccia, quindi, la rotta per l’Europa per il futuro:

“In quanto Unione e Stati membri combineremo i nostri punti di forza e le nostre risorse per affrontare i prossimi anni con unità e determinazione. Risponderemo alle aspirazioni dei nostri cittadini. Rafforzeremo la nostra competitività e diventeremo il primo continente a impatto climatico zero, portando a buon fine le transizioni climatica e digitale, senza lasciare indietro nessuno. Affronteremo le sfide della migrazione. Ci assumeremo la responsabilità necessaria per la nostra sicurezza e la nostra difesa e rafforzeremo la nostra capacità di agire per difendere i nostri interessi e accrescere la nostra influenza nel mondo. Assumeremo un ruolo guida nell’affrontare le sfide globali, difendendo il diritto e le istituzioni internazionali, una governance globale equa, il multilateralismo inclusivo e la crescita e lo sviluppo sostenibili.”

Da queste premesse discendono le tre priorità strategiche che il Consiglio europeo consegna al Parlamento europeo e alla prossima Commissione europea, invitandoli a metterle in atto nei lavori del nuovo ciclo istituzionale quinquennale, che è appena iniziato.

  1. Un’Europa libera e democratica

I valori comuni su cui si fonda l’Unione europea sono in cima all’Agenda: rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Difenderli e consolidarli in Europa e nel mondo è e sarà il primo compito dell’Unione.

  1. Un’Europa forte e sicura

Il ritorno della guerra in Europa richiede un ruolo inedito dell’Unione europea nel campo della sicurezza, della difesa, della protezione dei cittadini europei: nei prossimi anni ciò significherà maggiori investimenti nella difesa, riduzione delle dipendenze strategiche, aumento delle capacità e, di conseguenza, rafforzamento della base industriale e tecnologica di difesa europea.

  1. Prepararsi a un’Unione più grande e più forte

I futuri all’allargamenti ad altri Stati europei sono un investimento geostrategico dell’Unione europea nella pace, nella sicurezza, nella stabilità e nella prosperità.

L’allargamento della famiglia europea richiederà, in parallelo, le riforme interne necessarie per fare in modo che le politiche dell’Unione europea siano adatte al futuro e finanziate in modo sostenibile e che le istituzioni dell’Unione continuino a funzionare e agire efficacemente.

  1. Un’Europa prospera e competitiva

Rafforzare la competitività a lungo termine dell’Unione europea e migliorare il benessere economico e sociale dei cittadini sarà la terza grande priorità del nuovo ciclo istituzionale con politiche e programmi mirati ad aumentare il potere d’acquisto, creare buoni posti di lavoro, assicurare la qualità dei beni e dei servizi in Europa e colmare i divari dell’Unione europea in termini di crescita, produttività e innovazione rispetto ai partner internazionali e ai principali concorrenti.

Per completare il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050, l’Unione europea dovrà adottare in approccio pragmatico e sfruttare il potenziale delle transizioni verde e digitale per creare i mercati, le industrie e i posti di lavoro di alta qualità del futuro.

Infine, l’Agenda indica che a crescita economica dovrà andare a vantaggio di tutti i cittadini: l’Unione europea dovrà, quindi, difendere la sua dimensione sociale, in modo che tutti possano cogliere le opportunità offerte dalle transizioni verde e digitale.

 

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Aggiornamenti successivi e articoli collegati

Per approfondire o seguire l’evoluzione delle Agende strategiche dell’Unione europea dal 2014 a oggi, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:

28 giugno 2019. Agenda strategica 2019-2024 dell’Unione europea
10 maggio 2019. Il vertice di Sibiu e l’Agenda strategica dell’UE 2019-2024
23 febbraio 2018. Il futuro dell’Unione europea: stato dei lavori e agenda dei Leader 2017-2018
22 settembre 2017. La tabella di marcia 2017 per un’Europa più unita, più forte e più democratica
17 luglio 2014. Dove sta andando l’Unione europea? Agenda strategica per il quinquennio 2015-2019