Analisi degli Orientamenti politici 2024‑2029 di Ursula von der Leyen, tra nuove priorità UE, riforme, bilancio post‑2027 e governance dell’Unione.
Introduzione
Con 401 voti a favore su 720 votanti, il 18 luglio scorso il Parlamento europeo ha eletto a Presidente della Commissione europea, per la seconda volta, Ursula von der Leyen: si tratta di una maggioranza più ampia rispetto a quella raggiunta nella prima elezione del 2019 (41 voti in più di quelli necessari; nel 2019, 8 voti in più).
La Presidente ha presentato il suo programma politico (Political Guidelines) per il quinquennio 2024-2029 e, a fine anno, si ripresenterà al Parlamento europeo con la squadra dei Commissari, proposti dai singoli Stati membri, per l’approvazione del Collegio nel suo complesso.
Nel suo discorso al Parlamento la Presidente ha preannunciato, tuttavia, che non accetterà qualsiasi proposta nazionale: “intervisterò i candidati a partire da metà agosto e voglio scegliere i candidati più preparati che condividono l’impegno europeo”, ha affermato nell’intervento successivo alla sua rielezione.
Ciò in coerenza con il momento storico in cui si trova l’Unione europea e con l’ambizione espressa nel programma politico.
Un’epoca di profondi cambiamenti per la nostra società e la nostra sicurezza, il nostro pianeta e la nostra economia.
L’ambizione di proporre un programma politico non rivolto alle sole Istituzioni dell’Unione europea ma uno sforzo collettivo e condiviso perché, come si legge nelle premesse:
“Abbiamo bisogno di un’Unione che agisca dove ha valore aggiunto e in cui ci mobilitiamo tutti insieme con un obiettivo chiaro e una missione collettiva: le istituzioni dell’Unione, i governi nazionali e regionali, il settore privato, le parti sociali, i cittadini e la società civile”.
Scrive la neo-Presidente della Commissione europea che l’Europa si trova di fronte a una scelta chiara (non a caso il programma politico di intitola: EUROPE’S CHOICE):
“La scelta di affrontare da soli il mondo incerto che ci circonda. Oppure unire le nostre società e raccoglierci intorno ai nostri valori.
La scelta di essere dipendenti, di lasciare che le divisioni ci indeboliscano. Oppure essere audaci nell’ambizione e sovrani nell’azione, lavorando con i nostri partner in tutto il mondo.
La scelta di ignorare le nuove realtà o la velocità del cambiamento. Oppure essere consapevoli del mondo e delle minacce che ci circondano per ciò che sono veramente.
La scelta di lasciare prevalere gli estremisti e gli accondiscendenti. Oppure garantire che le nostre forze democratiche rimangano salde”.
Le sei priorità politiche 2024-2029
Le priorità politiche della Commissione europea per il quinquennio 2024-2029 rispecchiano, da un lato, le competenze che gli Stati membri hanno attribuito all’Unione europea, dall’altro lato, l’Agenda strategica 2024-2029 adottata dal Consiglio europeo il 27 giugno scorso.
Le vere novità sono contenute alla fine del programma politico 2024-2029, dopo la descrizione delle sei priorità, che qui mi limito a sintetizzare:
- Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività dell’Europa, con la piena conferma degli obiettivi del Green Deal e sulla base dell’ormai prossimo rapporto di Mario Draghi sulla competitività;
- Una nuova era per la difesa e la sicurezza europee, con la creazione di una Unione europea della Difesa (European Defence Union) e la nomina di un Commissario europeo per la Difesa;
- Sostenere le persone e rafforzare le nostre società e il modello sociale europeo, per garantire che la duplice transizione, verde e digitale, sia equa per tutti;
- Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura, con l’annuncio di una riforma della politica agricola comune che sia mirata e trovi il giusto equilibrio tra incentivi, investimenti e regolamentazione;
- Proteggere la nostra democrazia, difendere i nostri valori, rafforzando lo Stato di diritto e integrando la partecipazione diretta dei cittadini all’Unione europea;
- Un’Europa globale: fare leva sulla nostra forza e sui nostri partenariati, mediante l’allargamento dell’Unione europea a nuovi Stati membri, il rafforzamento delle relazioni con il Regno Unito e la nomina di un Commissario europeo per il Mediterraneo.
Le novità in arrivo: la programmazione post 2027 e l’invito alla riforma dei Trattati
L’agenda politica della Commissione europea, nella sostanza, mira a dare attuazione alle nuove politiche elaborate nella precedente legislatura: dal Green Deal al Patto per la migrazione, dal Decennio digitale al rafforzamento del mercato unico, secondo i risultati del lavoro di approfondimento svolto da Enrico Letta.
Dopo i primi anni di attuazione, quindi, la Commissione europea ha oggi l’esperienza necessaria per adeguare meglio tali politiche e superarne eventuali limiti o errori: pertanto, molti ambiti legislativi saranno riformati, per meglio raggiungere gli obiettivi comuni già fissati e che non cambiano. Si pensi al Green Deal europeo, i cui obiettivi climatici e ambientali sono confermati, anche nelle tempistiche, ma verso il quale è necessario individuare nuovi modi per aiutare cittadini e imprese ad adeguarvisi.
Le vere novità sono contenute alla fine del programma politico 2024-2029 e riguardano il futuro quadro finanziario post 2027 e l’invito, rivolto agli Stati membri, per una riforma dei Trattati istitutivi dell’Unione europea.
“Serve un’impostazione nuova per un bilancio dell’UE moderno e potenziato”, scrive la Presidente della Commissione europea.
A primavera 2025, la Commissione proporrà il nuovo bilancio a lungo termine, successivo al ciclo di programmazione 2021-2027, e il programma politico detta le linee guida.
Sarà un quadro finanziario pluriennale:
- più mirato (more focused), basato sulle politiche (policy-based budget) e non sui programmi (programme-based budget) e orientato ai settori in cui l’azione dell’Unione è più necessaria. Sono due novità dirompenti, che implicano un profondo cambiamento della programmazione di bilancio dell’Unione e del suo modo di essere e di operare;
- più semplice (simpler), con meno programmi e un unico piano per ogni paese che colleghi le riforme chiave agli investimenti, concentrandosi sulle priorità comuni (tra cui la coesione economica, sociale e territoriale). Anche queste due novità avranno un grande impatto: oggi i programmi dell’Unione a gestione diretta sono circa 60 e, nella politica di coesione, in quasi tutti gli Stati membri, ogni Regione europea ha un proprio programma operativo con cui gestisce le risorse dei fondi strutturali. Il “modello” cui sembra alludere la Presidente della Commissione europea è quella del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, quindi, un programma nazionale per Stato membro, come già avviene per la Politica agricola comune;
- più incisivo (more impactful), con un nuovo fondo europeo per la competitività (European Competitiveness Fund), che assorbirà numerosi programmi esistenti, e a un uso migliore delle risorse per mobilitare ulteriori investimenti nazionali, privati e istituzionali, quindi, con un maggiore effetto leva sugli investimenti privati e pubblici.
“Necessarie già prima, con l’allargamento le riforme diventano indispensabili”, scrive sempre la Presidente della Commissione europea.
La Commissione intende presentare un programma di riforme ambizioso per garantire il buon funzionamento di un’Unione più ampia, dotare l’Unione degli strumenti necessari ad affrontare le sfide geopolitiche e rafforzarne la legittimità democratica, in particolare attraverso la partecipazione dei cittadini.
Per raggiungere tali obiettivi occorrerà modificare i Trattati istitutivi: ma questo, come è noto, è un compito, e una responsabilità, che spetta ai Governi degli Stati membri, i quali sono chiamati a “scegliere” quale Europa vogliono e a dire ai cittadini europei quale progetto hanno per assicurare loro un futuro di pace e di prosperità.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Ursula von der Leyen, Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029, 18 luglio 2024
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione delle linee guida politiche dei Presidenti della Commissione europea dal 2014 a oggi, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
17 gennaio 2025. Dietro le quinte dell’Europa: come lavorerà la Commissione per il 2024-2029
20 settembre 2019. Priorità politiche e architettura organizzativa della Commissione europea 2019-2024
25 luglio 2014. Il programma politico del nuovo presidente della Commissione Jean-Claude Juncker (2014-2019)
