Analisi della Relazione speciale 28/2023 e delle Conclusioni del Consiglio, nel quadro della futura revisione UE delle direttive sugli appalti pubblici.
Introduzione
Ogni anno nell’Unione europea gli enti pubblici acquistano lavori, beni e servizi per un importo di circa duemila miliardi di euro, pari al 14% del prodotto interno lordo (PIL) dell’Unione.
Gli appalti pubblici – cioè il processo attraverso il quale gli enti pubblici acquisiscono lavori, beni e servizi mediante una procedura aperta e concorrenziale, al fine di ottenere prestazioni di qualità e un buon rapporto qualità/prezzo – rappresentano, quindi, uno dei principali motori della crescita economica e dell’occupazione in Europa.
Nel mercato unico dell’Unione europea, i contratti pubblici dovrebbero essere aggiudicati all’offerta migliore, indipendentemente dal paese di origine dell’impresa che presenta l’offerta. Infatti, la scelta delle imprese più efficienti contribuisce a rendere i mercati più competitivi e salvaguarda l’interesse pubblico.
Dal 1993 una serie organica e strutturata di direttive dell’Unione europea ha regolamentato e armonizzato alcuni aspetti degli appalti pubblici in tutti i Paesi membri al fine di rafforzare l’integrazione europea, accrescere la competitività delle imprese europee e rafforzare il rispetto dei princìpi di trasparenza, parità di trattamento, non discriminazione, riconoscimento reciproco, proporzionalità ed efficienza, riducendo in tal modo il rischio di frode e corruzione.
Oggi il quadro giuridico dell’Unione europea in materia di appalti pubblici include diverse direttive, due delle quali sono state oggetto di una riforma nel 2014:
- la direttiva 2014/24/UE che definisce le norme generalmente applicabili in materia di appalti pubblici;
- la direttiva 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali;
- la direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione.
Il 4 dicembre 2023 la Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione speciale dal titolo: “Appalti pubblici nell’UE – Meno concorrenza per i contratti di lavori, beni e servizi aggiudicati nel periodo 2011 – 2021“.
Nella relazione la Corte ha pesantemente criticato la diminuzione del livello di concorrenza per i contratti pubblici negli ultimi dieci anni, in particolare in considerazione dell’elevata percentuale di aggiudicazioni dirette in alcuni Stati membri (16% a livello europeo) e di procedure con un solo offerente (40% a livello europeo).
La Corte ha, inoltre, sottolineato la bassa percentuale di appalti aggiudicati alle piccole e medie imprese (PMI) e un ricorso insufficiente agli appalti pubblici a sostegno degli obiettivi strategici dell’Unione (appalti verdi, sociali, innovativi).
Inoltre, nonostante la riforma delle direttive del 2014 mirasse a rendere più semplici e più flessibili gli appalti pubblici, la durata media delle procedure di appalto pubblico è aumentata del 50% dal 2011 al 2021.
Altre carenze evidenziate nella relazione sono il basso livello di appalti transfrontalieri diretti e le carenze del monitoraggio del mercato degli appalti pubblici da parte della Commissione europea e degli Stati membri.
La Corte ha concluso, in sintesi, che gli obiettivi della riforma del 2014 non sono stati ancora raggiunti e che, anzi, alcuni di tali obiettivi ostacolano la libera concorrenza tra le imprese.
Ha, quindi, formulato alla Commissione europea quattro raccomandazioni e indicato dei termini entro i quali attuarle:
- chiarire agli obiettivi degli appalti pubblici e definirne la priorità
- ovviare alle carenze relative ai dati sugli appalti pubblici
- aggiornare gli strumenti della Commissione per monitorare meglio la concorrenza negli appalti pubblici
- analizzare più nei dettagli le cause profonde e presentare misure per superare i principali ostacoli alla concorrenza e promuovere le migliori19 pratiche
La Commissione europea ha fornito le proprie risposte ai rilievi della Corte dei Conti e si è impegnata ad attuare le raccomandazioni proposte, tuttavia, la risposta a tali osservazioni e critiche non poteva essere solo tecnica, ma doveva essere soprattutto politica e coinvolgere non solo la Commissione ma anche gli organi legislativi dell’Unione europea e i suoi Stati membri.
Infatti, il Consiglio dell’Unione europea che riunisce i ministri della “Competitività” dei ventisette Stati membri, il 3 giugno scorso ha adottato un documento politico intitolato: “Conclusioni del Consiglio sulla relazione speciale n. 28/2023 della Corte dei conti europea Accrescere la concorrenza leale ed efficace negli appalti pubblici di lavori, beni e servizi aggiudicati nell’UE”.
Il documento politico, dopo aver ricordato che l’applicazione delle norme in materia di appalti pubblici e il rafforzamento della concorrenza nell’ambito degli appalti pubblici sono una responsabilità condivisa tra Commissione europea e Stati membri, nell’accogliere con favore le conclusioni e le raccomandazioni contenute nella relazione della Corte dei conti europea e nel prendere atto delle critiche in essa contenute, non si limita a raccomandare a Commissione e Stati membri di attuare le quattro raccomandazioni della Corte, ma fa un passo ulteriore che, come scrivevo, ha carattere politico: invita la Commissione a procedere senza indugio a un’analisi approfondita del quadro legislativo vigente in materia di appalti pubblici (comprese le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE) per valutare se sia necessaria una revisione durante la legislatura 2024-2029 alla luce degli importanti impegni assunti dall’Unione europea al fine di conseguire i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030
Una proposta di nuove norme che promuova appalti sostenibili e una concorrenza leale ed efficace, eliminando allo stesso tempo, per quanto possibile, gli ostacoli amministrativi eccessivi e inutili e razionalizzando le attuali disposizioni normative e che punti a facilitare l’accesso agli appalti pubblici, in particolare per le PMI, specialmente le microimprese.
L’invito è stato accolto dalla neo-eletta Presidente dalla Commissione europea che negli Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029, presentati al Parlamento europeo il 18 luglio scorso, ha annunciato “una revisione della direttiva sugli
appalti pubblici, che permetta di privilegiare i prodotti europei nelle gare d’appalto
bandite in determinati settori strategici e concorra a garantire ai cittadini un valore aggiunto dell’UE assieme alla sicurezza dell’approvvigionamento di tecnologie, prodotti e servizi essenziali. La revisione modernizzerà e semplificherà le norme in materia di appalti pubblici, tenendo in particolare presenti le start-up e gli innovatori dell’UE”.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Conclusioni del Consiglio sulla relazione speciale n. 28/2023 della Corte dei conti europea Accrescere la concorrenza leale ed efficace negli appalti pubblici di lavori, beni e servizi aggiudicati nell’UE, in GU UE C, C/2024/3521, 3.6.2024
- Corte dei Conti dell’Unione europea, Relazione speciale n. 28/2023: Appalti pubblici nell’UE. Meno concorrenza per i contratti di lavori, beni e servizi aggiudicati nel periodo 2011 – 2021, 04.12.2023
- AGGIORNAMENTO: a partire dal 2023–2024, il quadro europeo in materia di appalti pubblici è entrato in una nuova fase di valutazione e possibile revisione. In particolare:
- il 14 ottobre 2025 la Commissione europea ha pubblicato i documenti di valutazione delle direttive sugli appalti pubblici e sulle concessioni:
- DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE delle direttive sugli appalti pubblici Documento di lavoro dei servizi Valutazione della direttiva 2014/23/UE sulle concessioni, della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici e della direttiva 2014/25/UE sui servizi di pubblica utilità, doc. SWD(2025) 333 del 14.10.2025
- DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE VALUTAZIONE della direttiva 2014/23/UE sulle concessioni, della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici e della direttiva 2014/25/UE sui servizi di pubblica utilità, doc. SWD(2025) 332 del 14.10.2025
- nel programma di lavoro per il 2026, la Commissione ha annunciato la presentazione di un atto legislativo sugli appalti pubblici, prevista per il secondo trimestre 2026.
- il 14 ottobre 2025 la Commissione europea ha pubblicato i documenti di valutazione delle direttive sugli appalti pubblici e sulle concessioni:
- AGGIORNAMENTO: a partire dal 2023–2024, il quadro europeo in materia di appalti pubblici è entrato in una nuova fase di valutazione e possibile revisione. In particolare:
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione della legislazione UE sugli appalti pubblici, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
11 aprile 2025 – PNRR, appalti pubblici e aiuti di Stato: che cosa non funziona per la Corte dei conti europea
19 luglio 2024 – Appalti pubblici: risarcimento per esclusione illegittima. Sentenza CGUE 2024
15 dicembre 2023 – Economia sociale e accesso al mercato degli appalti pubblici
4 aprile 2014 – Le direttive 2014 dell’Unione europea in materia di appalti pubblici
18 luglio 2016. Le regole europee sulle concessioni delle spiagge demaniali
