Il Niinistö Report delinea come rafforzare la sicurezza civile e militare dell’Europa, offrendo risposte alle sfide attuali e future.

Introduzione

L’Europa si sta rendendo conto che le principali crisi – climatiche, sanitarie, militari – degli ultimi anni non sono né isolate né transitorie.

Molti eventi di questi ultimi anni sono stati dei campanelli d’allarme per l’Europa, sconvolta prima da una pandemia; poi da una guerra; infine, da fenomeni meteorologici estremi, che sono diventati la nuova normalità a causa del cambiamento climatico.

Come migliorare la preparazione e la prontezza nella protezione civile e nella difesa dell’Europa? È stato questo il mandato conferito sette mesi fa a Sauli Niinistö, ex Presidente della Repubblica di Finlandia, dalla Presidente della Commissione europea e dall’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nel contesto delle numerose iniziative adottate dall’Unione negli ultimi anni, alle quali ho dedicato diversi articoli del blog.

Il Niinistö Report è stato presentato il 30 ottobre scorso: si tratta di una relazione di valutazione delle complesse sfide che l’Unione europea e i suoi Stati membri devono affrontare ed elabora raccomandazioni su come migliorare la preparazione e la prontezza civile e militare dell’Unione per le crisi future.

Le conclusioni e le raccomandazioni della relazione contribuiranno al lavoro della Commissione entrante, fornendo indicazioni per varie iniziative future, tra cui la strategia dell’Unione sulla preparazione alle catastrofi e il Libro bianco sul futuro della difesa europea, preannunciati dagli orientamenti politici e nelle lettere di missione della Presidente von der Leyen per il prossimo mandato (2024-2029). Inoltre, le proposte avranno un impatto sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034.

 

Le sfide

Il Niinistö Report analizza le principali sfide che l’Unione europea deve affrontare in un contesto di crescente incertezza e complessità. Le sfide identificate nel rapporto riflettono cambiamenti geopolitici, climatici ed economici che richiedono una maggiore preparazione e coordinazione.

Le sfide principali individuate sono le seguenti:

  • disgregazione dell’ordine globale basato sulle regole: la crescente frammentazione delle norme internazionali indebolisce la cooperazione multilaterale necessaria per affrontare sfide transnazionali, aumentando le difficoltà per l’Unione nel rispondere a crisi globali;
  • cambiamento climatico e crisi ambientale: eventi climatici estremi, come ondate di calore, siccità e inondazioni sono destinati a intensificarsi, destabilizzando le comunità e minacciando ecosistemi, sicurezza alimentare e infrastrutture. L’Unione dovrà integrare misure di adattamento climatico e mitigazione in tutte le politiche;
  • minacce alla sicurezza dalla Russia e da altre potenze: dopo l’invasione dell’Ucraina, il rischio di un’aggressione armata è aumentato, rendendo evidente la necessità di un piano per affrontare scenari di conflitto e garantire il supporto collettivo;
  • campagne ibride e cyberattacchi: l’apertura delle società europee le rende vulnerabili a campagne ibride come cyberattacchi, disinformazione e sabotaggio delle infrastrutture critiche, alimentando divisioni interne e minacciando la stabilità sociale;
  • competizione strategica per le risorse e influenza globale: la competizione per materie prime, tecnologie e influenza si intensifica, con implicazioni significative per la sicurezza economica e la resilienza dell’Unione. Questa sfida è particolarmente rilevante in settori come la tecnologia avanzata e l’energia;
  • imprevedibilità e rischio di crisi simultanee: il rapporto avverte che le crisi future potrebbero verificarsi in modo simultaneo e interconnesso, richiedendo un approccio “all-hazards” (tutti i rischi) che preveda risposte integrate per crisi climatiche, sanitarie e geopolitiche.

Queste sfide rendono indispensabile un approccio integrato e trasversale alla preparazione, basato sulla cooperazione civile e militare, sul coinvolgimento dei cittadini e sulla cooperazione con partner internazionali.

Le raccomandazioni

Sulla base delle sfide individuate, le principali raccomandazioni contenute nel Niinistö Report sono le seguenti:

  • sicurezza come bene pubblico: la sicurezza è considerata la base della prosperità economica e della stabilità democratica. Questo richiede un approccio condiviso tra gli Stati Membri, incoraggiando il sentimento di responsabilità collettiva;
  • preparazione ai peggiori scenari: mentre la prontezza dell’Unione è migliorata, rimane insufficiente per affrontare crisi gravi e multidimensionali. Il rapporto evidenzia la necessità di una preparazione trasversale e coordinata, includendo crisi climatiche, cyber-attacchi e conflitti armati;
  • ruolo attivo dei cittadini: la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale per una resilienza sociale. Sono incoraggiate azioni volontarie e formazione su preparazione e gestione dei rischi;
  • partenariati pubblico-privati: il settore privato deve partecipare attivamente, collaborando per migliorare la resilienza delle infrastrutture critiche, assicurare la disponibilità di beni strategici e implementare standard di sicurezza condivisi;
  • rafforzamento della cooperazione UE-NATO: l’integrazione tra Unione e NATO è essenziale per gestire situazioni di crisi e rafforzare la deterrenza contro minacce ibride, mantenendo autonomia e competenze distinte;
  • investimenti strategici: il rapporto enfatizza la necessità di investimenti a lungo termine per rafforzare le capacità di difesa e ridurre la dipendenza esterna.

Gli strumenti

Il Quadro europeo di investimenti per la preparazione e la prontezza proposto nel Niinistö Report rappresenta un approccio strategico per sostenere la transizione dell’Unione verso una “Unione pienamente preparata”.

Questo quadro mira a coordinare e potenziare gli investimenti per affrontare le complesse sfide di sicurezza, dalle crisi civili a quelle militari.

Ecco i principali strumenti e meccanismi proposti per il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034:

  1. integrazione degli strumenti di finanziamento: il quadro suggerisce di riunire i vari strumenti di finanziamento in un pacchetto coerente, adeguato alla scala e alla complessità delle sfide attuali e future. Un obiettivo è che almeno il 20% del bilancio Unione europea contribuisca alla sicurezza e alla prontezza di risposta alle crisi, distribuendo i fondi per la preparazione in modo uniforme tra i vari settori;
  2. creazione di due grandi Fondi dedicati:
  • Defending Europe Facility (DEF): questo fondo si focalizzerebbe sul settore della difesa industriale, includendo strumenti di uso duale (civile e militare) e supportando l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo nel settore della difesa. Ciò permetterebbe di potenziare le capacità industriali e le infrastrutture necessarie;
  • Securing Europe Facility (SEF): questo fondo riunirebbe tutti i programmi di sicurezza civile, protezione civile e infrastrutture critiche e rafforzerebbe il collegamento tra ricerca e innovazione nella sicurezza civile, facilitando l’implementazione e il dispiegamento di soluzioni innovative per una sicurezza civile potenziata a livello transfrontaliero;
  1. programma di garanzia per investimenti: basato sul modello di InvestEU, questo programma mira a incentivare gli investimenti del settore privato nelle infrastrutture resilienti e nella base tecnologica della difesa europea, utilizzando capitale iniziale pubblico per attirare capitali privati;
  2. ampliamento del ruolo della Banca Europea per gli Investimenti (BEI): la BEI, con un’espansione dei finanziamenti per usi duali, potrebbe sostenere il settore della difesa per facilitare lo sviluppo di infrastrutture e tecnologie chiave che contribuiscono alla resilienza europea;
  3. opportunità di investimento tematiche per i cittadini e gli investitori istituzionali: tra queste, si propone l’emissione di un “European Preparedness Bond Standard” per attrarre investimenti verso settori critici per la prontezza, come la difesa tecnologica, le forniture mediche e la cybersicurezza.

Questo quadro di investimenti rappresenta un passo verso una gestione integrata e strutturata delle risorse dell’Unione europea, con l’obiettivo di aumentare la competitività e la sicurezza dell’Unione su scala globale.

 

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