La strategia dell’UE per la sicurezza 2020-2025

4 settembre 2020 di Mauro Varotto

Nonostante i crescenti rischi e le minacce sempre più complesse alla sua sicurezza, l’Unione europea è oggi uno dei luoghi più sicuri e meglio protetti al mondo.

La sicurezza, da anni, è al centro anche delle politiche europee, per almeno due evidenti ragioni: da un lato, essa è un bene fondamentale non solo a livello personale, ma protegge anche i diritti fondamentali e costituisce il fondamento della fiducia e del dinamismo dell’economia, della società e della democrazia in Europa; dall’altro, nessuno Stato membro è in grado, da solo, di fronteggiare le mutevoli minacce alla sicurezza dei propri cittadini, rese più ardue dalla globalizzazione, dalla libera circolazione e dalla trasformazione digitale, e i rischi che derivano dai cambiamenti climatici, dall’evoluzione demografica e dall’instabilità politica al di fuori delle frontiere europee.

Una strategia europea sulla sicurezza, quindi, può fornire un quadro di riferimento per le politiche nazionali sulla sicurezza, assicurando, nel contempo, che esse siano fondate e attuate nel pieno rispetto dei valori comuni che uniscono l’Europa.

La nuova strategica, appena lasciata dalla Commissione europea, si basa sui progressi già realizzati nell’ambito dell’Agenda europea sulla sicurezza 2015-2020 – che ho presentato in un precedente articolo – e riguarda il periodo 2020-2025.

Anche se la responsabilità primaria di assicurare la sicurezza ai propri cittadini spetta ai singoli Stati membri, che dispongono delle risorse, dei mezzi e degli apparati organizzativi necessari, tuttavia negli ultimi anni è emerso chiaramente, come scrive la Commissione europea, che la sicurezza di uno Stato membro è la sicurezza di tutti.

Pertanto, la strategia europea si concentra sui settori prioritari in cui l’Unione europea può apportare un valore aggiunto per aiutare gli Stati membri a rafforzare la sicurezza di tutti coloro che vivono in Europa.

La strategia definisce gli strumenti e le misure da sviluppare nei prossimi cinque anni per garantire la sicurezza nell’ambiente fisico e digitale in cui ciascuno di noi vive: dalla lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, passando attraverso la prevenzione e l’individuazione delle minacce ibride e l’aumento della resilienza delle nostre infrastrutture critiche, fino al rafforzamento della cibersicurezza e alla promozione della ricerca e dell’innovazione in questi ambiti.

Dall’analisi delle minacce, soprattutto emergenti, alla sicurezza in Europa condotta dalla Commissione europea, emergono quattro priorità strategiche interdipendenti su cui l’Unione europea intende nei prossimi anni: il seguente grafico riassume i quattro capisaldi della strategia europea, costruiti sulle specifiche minacce alla sicurezza individuate a livello europeo, che descriverò nei prossimi paragrafi.

 

  1. Un ambiente della sicurezza adeguato alle esigenze del futuro

Protezione e resilienza delle infrastrutture critiche

Nella vita quotidiana i cittadini europei dipendono da infrastrutture chiave, online e offline, per viaggiare, lavorare o beneficiare di servizi pubblici essenziali come gli ospedali, i trasporti, l’approvvigionamento energetico, o per esercitare i loro diritti democratici: gli attacchi contro queste infrastrutture possono causare enormi perturbazioni.

La Commissione presenterà nuove norme dell’UE per la protezione e la resilienza delle infrastrutture critiche, sia fisiche che digitali, aggiornando l’attuale quadro legislativo ormai obsoleto.

Cibersicurezza

Il numero di attacchi informatici continua ad aumentare. Accanto a ciò, il dispiegamento in corso dell’infrastruttura 5G nell’Unione europea e la potenziale dipendenza di molti servizi critici dalle reti 5G, potrebbe rendere le conseguenze di una perturbazione sistemica e generalizzata particolarmente gravi.

Una delle principali esigenze a lungo termine è lo sviluppo di una cultura della cibersicurezza fin dalla progettazione, in cui l’elemento della sicurezza è integrato nei prodotti e nei servizi. Tra le diverse iniziative programmate dalla Commissione, un importante contributo in tal senso sarà il nuovo quadro di certificazione della cibersicurezza di prodotti e servizi. Inoltre, la Commissione ha anche individuato la necessità di un’unità congiunta per il ciberspazio che serva da piattaforma per una cooperazione strutturata e coordinata.

Protezione degli spazi pubblici

I recenti attentati terroristici hanno preso di mira spazi pubblici, tra cui luoghi di culto e nodi di trasporto, sfruttando il fatto che si tratta di ambienti aperti ed accessibili. La Commissione promuoverà il rafforzamento della cooperazione pubblico-privato in questo settore, assicurando una maggiore protezione fisica dei luoghi pubblici e sistemi di rilevamento adeguati.

  1. Affrontare le minacce in evoluzione

Cibercriminalità

La tecnologia offre nuove opportunità per la società, e anche nuovi strumenti per il sistema giudiziario e le autorità di contrasto. Nello stesso tempo, tuttavia, offre nuove prospettive ai criminali. I software maligni (malware), il furto di dati personali o commerciali mediante la pirateria e l’interruzione delle attività digitali con i relativi danni finanziari o di reputazione sono tutti in aumento. Il primo strumento di difesa è la creazione di un ambiente resiliente grazie ad una solida cibersicurezza.

Moderni organismi di contrasto

Gli operatori della giustizia e delle attività di contrasto devono adeguarsi alle nuove tecnologie. Per stare al passo con l’evoluzione tecnologica e le minacce emergenti, le autorità di contrasto devono potersi avvalere di nuovi strumenti, acquisire nuove competenze e sviluppare tecniche investigative alternative.

La Commissione esaminerà misure per rafforzare la capacità di contrasto nelle indagini digitali garantendo che siano disponibili strumenti, tecniche e competenze adeguati, tra cui l’integrazione nella politica di sicurezza dell’intelligenza artificiale, dei big data e del calcolo ad alte prestazioni.

Lotta ai contenuti illegali online

Sempre più spesso, le minacce principali per i cittadini, quali il terrorismo, l’estremismo o gli abusi sessuali sui minori, fanno affidamento sull’ambiente digitale: ciò richiede un’azione concreta e un quadro per garantire il rispetto dei diritti fondamentali.

L’imminente legislazione europea sui servizi digitali consentirà inoltre di chiarire e aggiornare le norme in materia di responsabilità e sicurezza per i servizi digitali e di eliminare i disincentivi che frenano le azioni volte a contrastare i contenuti, i beni o i servizi illegali.

Minacce ibride

La crisi causata dalla COVID-19 offre numerosi esempi di minacce ibride alla sicurezza, con diversi soggetti statali e non statali che cercano di strumentalizzare la pandemia, in particolare attraverso la manipolazione dell’ambiente di informazione e ponendo sfide alle infrastrutture fondamentali. Ciò rischia di indebolire la coesione sociale e di minare la fiducia nelle istituzioni dell’Unione e nei governi degli Stati membri.

Tra le misure chiave figura un approccio dell’UE in materia di lotta contro le minacce ibride – che comprende la diagnosi precoce, l’analisi, la consapevolezza, la costruzione della resilienza e la prevenzione nonché la risposta alle crisi e la gestione delle conseguenze -, integrando le considerazioni ibride nel più ampio processo di elaborazione delle politiche.

  1. Proteggere gli europei dal terrorismo e dalla criminalità organizzata

Terrorismo e radicalizzazione

La minaccia terroristica nell’Unione europea rimane elevata, nonostante la generale diminuzione del numero di attentati.

La lotta al terrorismo inizia con l’affrontare le cause profonde del fenomeno. La polarizzazione della società, la discriminazione reale o percepita e altri fattori psicologici e sociologici possono rafforzare la vulnerabilità delle persone nei confronti del discorso radicale. In questo contesto, il contrasto della radicalizzazione va di pari passo con la promozione della coesione sociale a livello locale, nazionale ed europeo.

I lavori sulla lotta alla radicalizzazione saranno incentrati sull’individuazione precoce, la costruzione della resilienza, il disimpegno e sulla riabilitazione e sul reinserimento nella società.

Oltre alla lotta contro le cause profonde, sarà essenziale perseguire efficacemente i terroristi, compresi i combattenti terroristi stranieri; per raggiungere questo obiettivo, sono in corso misure volte a rafforzare la legislazione in materia di sicurezza delle frontiere e a utilizzare meglio le banche dati esistenti. La cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali sarà fondamentale anche nella lotta contro il terrorismo, ad esempio per bloccare tutte le fonti di finanziamento del terrorismo.

Criminalità organizzata

La criminalità organizzata comporta enormi costi economici e personali. L’Europol stima che la perdita economica dovuta alla criminalità organizzata e alla corruzione rappresenti una cifra compresa tra 218 e 282 miliardi di euro l’anno. Più di 5.000 gruppi della criminalità organizzata sono stati oggetto di indagini in Europa nel 2017, con un aumento del 50% rispetto al 2013. Più di un terzo dei gruppi della criminalità organizzata attivi nell’Unione europea sono coinvolti nel traffico di droghe illecite.

I gruppi della criminalità organizzata e i terroristi sono anche attivi nel traffico delle armi da fuoco illegali: tra il 2009 e il 2018 in Europa sono state registrate 23 sparatorie di massa in cui hanno perso la vita più di 340 persone.

Inoltre, le organizzazioni criminali trattano come merce i migranti e le persone bisognose di protezione internazionale: il 90 % dei migranti irregolari è arrivato nell’EU grazie all’aiuto di una rete criminale.

I gruppi della criminalità organizzata, come pure i terroristi, cercano anche opportunità in altri settori, in particolare in quelli che generano profitti elevati e a basso rischio di individuazione, come la criminalità ambientale. La caccia illegale e il commercio illegale di specie selvatiche, l’estrazione mineraria illegale, il disboscamento e lo smaltimento illegale dei rifiuti e le spedizioni illegali sono diventati la quarta attività criminale nel mondo per dimensione. Si è anche osservato uno sfruttamento criminoso dei sistemi di scambio delle emissioni e dei sistemi di certificazione energetica, nonché l’uso improprio dei fondi stanziati per la resilienza ambientale e lo sviluppo sostenibile.

Si stima che i profitti dei gruppi della criminalità organizzata nell’Unione ammontino a 110 miliardi di euro all’anno.

Infine, vi è un forte legame tra la criminalità organizzata e la corruzione. Si stima che la corruzione costi da sola 120 miliardi di euro l’anno all’economia dell’Unione europea.

In questi ambiti la Commissione europea sta adottando diverse iniziative specifiche, tra le quali:

  • Programma di lotta al terrorismo dell’UE;
  • Nuova cooperazione con i principali paesi terzi e le organizzazioni internazionali contro il terrorismo;
  • Programma di lotta alla criminalità organizzata, compresa la tratta di esseri umani;
  • Programma dell’UE sulla lotta alla droga e piano di azione 2021-2025;
  • Piano d’azione dell’UE sul traffico di armi da fuoco 2020-2025;
  • Piano d’azione dell’UE contro il traffico di migranti 2021-2025.
  1. Un forte ecosistema europeo della sicurezza

Per costruire una “Unione della sicurezza” che sia autentica ed efficace è necessario lo sforzo comune di tutte le componenti della società. I governi, le autorità di contrasto, il settore privato, l’istruzione e i cittadini stessi devono essere impegnati, attrezzati e adeguatamente interconnessi per costruire la preparazione e la resilienza per tutti, in particolare per le persone più vulnerabili, le vittime e i loro parenti e i testimoni.

L’Unione europea contribuirà a promuovere la cooperazione e lo scambio di informazioni, allo scopo di combattere la criminalità e far applicare la legge. Tra le misure chiave figurano il rafforzamento del mandato di Europol e l’ulteriore sviluppo di Eurojust per collegare meglio tra loro le autorità giudiziarie e le autorità di contrasto. La collaborazione con i partner al di fuori dell’Unione sarà pure essenziale anche per garantire la sicurezza delle informazioni e delle prove. Sarà rafforzata anche la cooperazione con Interpol.

La ricerca e l’innovazione sono strumenti potenti per contrastare le minacce e per anticipare i rischi e le opportunità: la Commissione prenderà in considerazione la creazione di un polo europeo dell’innovazione per la sicurezza interna.

Iniziative specifiche

La strategia generale appena decritta è accompagnata da tre specifici interventi nei settori della lotta contro gli abusi sessuali su minori, contro la droga e le armi da fuoco illegali, che la Commissione europea ha già predisposto: i link ai piani e alle agende dell’Unione europea in questi settori sono riportati in appendice.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea sulla strategia dell’UE per l’Unione della sicurezza, doc. COM(2020) 605 del 24.07.2020

Comunicazione della Commissione europea, Piano d’azione 2020-2025 dell’UE sul traffico di armi da fuoco, doc. COM(2020) 608 del 24.07.2020

Comunicazione della Commissione europea, Strategia dell’UE per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali su minori, doc. COM(2020) 607 del 24.07.2020

Comunicazione della Commissione europea, Agenda e piano d’azione dell’UE in materia di droga 2021-2025, doc. COM(2020) 606 del 24.07.2020

 

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