Contrastare la disinformazione online: l’approccio europeo

27 aprile 2018 di Mauro Varotto

Per contrastare la disinformazione online la Commissione europea da un paio di anni si avvale della consulenza di un gruppo di esperti di alto livello, che il 12 marzo scorso ha presentato un approfondito e documentato rapporto sul dilagante fenomeno delle notizie false e della disinformazione in Internet e sulle sue implicazioni sociali e politiche.

Il rapporto, innanzitutto, ha messo a fuoco una definizione precisa di ciò che è disinformazione online e che la Commissione europea ha fatto propria:

“Per disinformazione si intende un’informazione rivelatasi falsa o fuorviante concepita, presentata e diffusa a scopo di lucro o per ingannare intenzionalmente il pubblico, e che può arrecare un pregiudizio pubblico. Il pregiudizio pubblico include minacce ai processi politici democratici e di elaborazione delle politiche e a beni pubblici quali la tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente e della sicurezza dell’UE. La disinformazione non include gli errori di segnalazione, la satira e la parodia, o notizie e commenti chiaramente identificabili come di parte.”

La disinformazione online è una grave minaccia alla sicurezza delle nostre società e alle nostre libertà personali: le recenti rivelazioni sul caso Facebook/Cambridge Analytica hanno dimostrato con chiarezza come i dati personali possano essere sfruttati nelle campagne elettorali e minaccino il regolare svolgimento dei processi democratici.

Infatti, le nuove tecnologie possono essere impiegate, in particolare attraverso i social media, per diffondere disinformazione su vasta scala e con una rapidità e una precisione, quanto a raggiungimento dei gruppi target, senza precedenti, creando così bolle di informazione personalizzate e generando potenti camere di risonanza per le campagne di disinformazione.

La lotta contro la disinformazione online, pertanto, è considerata dalla Commissione europea essenziale per la protezione dei valori e della sicurezza europei.

Inoltre, secondo una recente indagine di Eurobarometro, l’83% degli intervistati ha dichiarato che le notizie false costituiscono un pericolo per la democrazia. Ciò che preoccupa maggiormente i cittadini europei sono le notizie false tese a influenzare le elezioni e a distorcere politiche importanti quali, ad esempio, le politiche sull’immigrazione o quelle sulle vaccinazioni obbligatorie o, infine, le politiche sul clima.

La stessa indagine, peraltro, ha evidenziato che le persone intervistate ritengono che le fonti di informazione più affidabili siano i mezzi di comunicazione tradizionali (radio 70%, TV 66%, stampa 63%), mentre si fidano sempre meno delle fonti di notizie online e dei siti WEB che pubblicano video, con tassi di fiducia scesi, rispettivamente, al 26% e al 27%.

Poiché i soggetti che hanno una maggiore responsabilità nel veicolare le informazioni online sono le piattaforme e i social network, è ad essi che la Commissione europea rivolge una particolare attenzione con l’obiettivo di assicurare una maggiore trasparenza, tracciabilità e affidabilità. È un compito essenziale delle piattaforme di Internet combattere gli abusi nell’utilizzo delle infrastrutture di rete da parte di soggetti ostili e tutelare i propri utenti e l’intera società.

Finora queste piattaforme non sono riuscite a intervenire adeguatamente e si sono dimostrate impotenti di fronte alla sfida posta dalla disinformazione e dall’uso manipolativo delle loro infrastrutture.

Principi e obiettivi dell’approccio europeo alla disinformazione on line

Considerata la complessità della materia e la rapida evoluzione del mondo digitale, la Commissione europea propone una risposta politica globale, in grado di monitorare e valutare continuamente il fenomeno della disinformazione e adeguare gli obiettivi politici alla luce della sua evoluzione. Non si può, infatti, immaginare che un’unica soluzione possa risolvere tutte le sfide legate alla disinformazione.

In Europa i media tradizionali sono soggetti a un’ampia gamma di norme in materia di imparzialità, pluralismo, diversità culturale, contenuti nocivi, pubblicità e contenuti sponsorizzati. La democrazia nell’Unione europea poggia sull’esistenza di mezzi di comunicazione liberi e indipendenti.

Secondo la Commissione, l’azione volta a contrastare la disinformazione dovrebbe essere orientata dai seguenti principi e obiettivi generali:

  • in primo luogo, migliorare la trasparenza dell’origine dell’informazione e del modo in cui viene prodotta, promossa, diffusa e mirata, al fine di consentire ai cittadini di valutare i contenuti cui accedono online e smascherare possibili tentativi di manipolare la loro opinione;
  • in secondo luogo, promuovere la diversità dell’informazione, per consentire ai cittadini di prendere decisioni informate fondate su un pensiero critico, attraverso il sostegno a un giornalismo di alta qualità, all’alfabetizzazione mediatica e al riequilibrio del rapporto tra i creatori e i distributori di informazione;
  • in terzo luogo, promuovere la credibilità dell’informazione fornendo un’indicazione della sua affidabilità, in particolare con l’aiuto di segnalatori attendibili, con il miglioramento della tracciabilità dell’informazione e l’autenticazione dei fornitori di informazioni influenti;
  • in quarto luogo, integrare soluzioni inclusive. Soluzioni efficaci a lungo termine richiedono un lavoro di sensibilizzazione, maggiore alfabetizzazione mediatica, un ampio coinvolgimento delle parti interessate e la cooperazione delle autorità pubbliche, delle piattaforme online, degli inserzionisti, dei segnalatori attendibili, dei giornalisti e dei gruppi editoriali.

 

Misure per contrastare la disinformazione online

Per affrontare la sfida posta dalla disinformazione online, la Commissione europea propone una serie di misure, fra le quali:

  • un codice di buone pratiche sul tema della disinformazione: entro luglio, come primo passo, le piattaforme online dovrebbero mettere a punto e applicare un codice comune di buone pratiche con l’obiettivo di:
  • garantire trasparenza circa i contenuti sponsorizzati, in particolare per quanto riguarda i messaggi pubblicitari di natura politica, restringere il numero di possibili bersagli di propaganda politica e ridurre il profitto dei vettori di disinformazione;
  • fare maggiore chiarezza in merito al funzionamento degli algoritmi e consentire verifiche da parte di terzi;
  • agevolare la scoperta e l’accesso da parte degli utenti di fonti di informazione diverse, che sostengano differenti punti di vista;
  • applicare misure per identificare e chiudere gli account falsi e per affrontare il problema dei bot automatici;
  • fare in modo che i verificatori di fatti, i ricercatori e le autorità pubbliche possano monitorare costantemente la disinformazione online;
  • una rete europea indipendente di verificatori di fatti (fact-checkers): la rete stabilirà metodi di lavoro comuni, scambierà le migliori pratiche e opererà per conseguire la più ampia copertura possibile di correzioni fattuali in tutta l’Unione; i verificatori saranno scelti tra i membri dell’Unione facenti parte della rete internazionale dei verificatori di fatti (International Fact Checking Network), che segue un rigido codice etico;
  • una piattaforma online europea sicura sulla disinformazione che supporti la rete dei verificatori di fatti e i ricercatori del mondo accademico raccogliendo e analizzando dati a livello transfrontaliero, nonché dando loro accesso a dati riguardanti l’intera Unione europea;
  • promozione dell’alfabetizzazione mediatica: una maggiore alfabetizzazione aiuterà gli europei a riconoscere la disinformazione online e ad accostarsi con occhio critico ai contenuti online. A questo fine la Commissione inviterà verificatori di fatti e organizzazioni della società civile a fornire materiale didattico a scuole e insegnanti e ad organizzare una settimana europea dell’alfabetizzazione mediatica;
  • sostegno agli Stati membri nel garantire processi elettorali solidi contro minacce informatiche sempre più complesse, fra cui la disinformazione online e gli attacchi informatici;
  • promozione di sistemi di identificazione online volontari per migliorare la tracciabilità e l’identificazione dei fornitori di informazioni e promuovere maggiore fiducia e affidabilità delle interazioni online e dell’informazione stessa e delle sue fonti;
  • sostegno all’informazione diversificata e di qualità: la Commissione invita gli Stati membri ad aumentare il loro sostegno al giornalismo di qualità, per un ambiente mediatico pluralistico, vario e sostenibile.

A fine anno la Commissione europea presenterà una relazione sui progressi compiuti e, alla luce dei risultati ottenuti, avanzerà ulteriori proposte per contrastare la disinformazione online.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Contrastare la disinformazione online: un approccio europeo, doc. COM(2018) 236 del 26 aprile 2018

Il sito WEB EU vs DisInfo

European Commission, A multi-dimensional approach to disinformation. Report of the independent High level Group on fake news and online disinformation, march 2018

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