Nell’Unione europea le imprese attive nel settore del commercio al dettaglio sono circa 3,6 milioni: rappresentano il 4,5% del valore aggiunto e quasi il 9% dei posti di lavoro dell’Unione.

Si stima che nei negozi di commercio al dettaglio ogni famiglia europea spenda, in media, fino a un terzo del proprio budget.

Con il rapido sviluppo dell’e-commerce, tuttavia, il settore sta attraversando una drammatica trasformazione. La vendita multicanale, combinando offline e online, offre nuove opportunità ma anche nuove sfide per il settore.

Il compito di regolare il settore del commercio al dettaglio è una competenza dei singoli Stati membri e delle regioni.

Tuttavia, sono ancora troppi i Paesi dell’Unione europea in cui vige un quadro normativo obsoleto che non è stato adattato all’era digitale e che sta ostacolando pesantemente la competitività del settore.

La Commissione europea ha elaborato un indicatore sintetico (denominato: indicatore di restrittività) che evidenzia il livello di restrizioni al commercio al dettaglio imposte dai singoli Stati membri e/o regioni.

L’Italia è il Paese europeo in cui è più difficile aprire ed esercitare una attività commerciale al dettaglio, come evidenzia il seguente grafico, tratto da uno studio comparato della Commissione europea. Questa situazione genera inefficienza dei mercati, incide negativamente su fattori quali la produttività e i prezzi, ma, soprattutto, frena l’innovazione del settore.

Grafico con l'indicatori delle restrizioni al commercio al dettaglio nei Paesi UE

 

Eppure è chiaro a tutti che il futuro del settore del commercio al dettaglio europeo dipende non da regole obsolete che difendono interessi corporativi e proteggono rendite di posizione, ma dalla capacità di mettere a punto modelli commerciali innovativi e di trarre il massimo da nuove opportunità, quali ad esempio il commercio elettronico.

Le imprese prosperano in contesti favorevoli all’imprenditorialità.

La Commissione europea, quindi, ha pubblicato una serie di orientamenti, rivolti a Stati membri e regioni, per creare un mercato al dettaglio più aperto, integrato e competitivo: si tratta di indicazioni di riforme del commercio e buone pratiche che sono state adottate con successo in alcuni Stati e che si sono basate su misure meno restrittive che hanno ottenuto l’effetto di migliorare il settore della vendita al dettaglio, favorendo, nel contempo, i consumatori e con ricadute positive sulla produzione e su altri settori.

Inoltre, sempre la Commissione europea ha pubblicato una guida pratica per rivitalizzare e modernizzare il settore della vendita al dettaglio: consigli e indicazioni pratiche per le autorità pubbliche sulle modalità attraverso le quali possono aiutare i piccoli rivenditori ad adottare i cambiamenti tecnologici e ad ammodernarsi per affrontare le sfide del futuro.

I principali ambiti in cui la Commissione europea invita tutti gli Stati e le regioni ad intervenire con urgenza per favorire la competitività del commercio al dettaglio in Europa sono i seguenti:

  • facilitare l’apertura di nuovi negozi: è fondamentale che un nuovo negozio possa essere aperto in tempi rapidi, di modo che i dettaglianti possano accedere al mercato. Si tratta anche di uno stimolo per la produttività e l’innovazione. Gli Stati membri dovrebbero semplificare le procedure di stabilimento senza mettere a repentaglio gli interessi di ordine pubblico, quali l’assetto territoriale in ambito urbano e rurale, la tutela dell’ambiente e dei consumatori. Le autorità nazionali, regionali e locali sono invitate a ridurre gli oneri indebiti o sproporzionati all’esercizio del commercio al dettaglio, rendendo le procedure più semplici, più rapide e più trasparenti;
  • ridurre le restrizioni alle attività quotidiane dei negozi: tali restrizioni possono costituire un onere significativo per le imprese e incidere sulla loro produttività, per cui la Commissione ha individuato le migliori pratiche concernenti la promozione delle vendite e gli sconti, i canali di vendita specifici, gli orari di apertura, le imposte, l’acquisto di prodotti in altri Stati membri e le pratiche contrattuali di un moderno commercio al dettaglio. L’obiettivo è garantire la parità di condizioni nel settore del commercio al dettaglio, nonché catene di approvvigionamento eque ed efficienti, senza limitare la libertà di perseguire obiettivi legittimi di ordine pubblico;
  • adottare nuovi approcci per promuovere la vitalità dei centri cittadini: la Commissione ha anche pubblicato una guida su come favorire la rivitalizzazione e la modernizzazione del piccolo commercio al dettaglio. La guida fornisce alle autorità pubbliche suggerimenti pratici su come aiutare i piccoli dettaglianti ad accettare il cambiamento tecnologico e ad affrontare le sfide del futuro. Ogni soluzione è supportata da esempi pratici e concreti, tratti da buone pratiche raccolte in tutta l’Unione europea, che possono essere applicati alle rispettive esigenze locali.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:


Approfondimenti sul mercato unico dell’Unione europea

Nuova strategia UE sul mercato unico:
29 maggio 2026 – Mercato unico europeo: dalla strategia 2025 alla roadmap 2026. Verso un’attuazione vincolata entro il 2027

Libera circolazione dei prodotti e dei servizi:
5 giugno 2026 – EU Inc.: il 28° regime societario europeo tra ambizione politica e limiti strutturali
8 maggio 2026 – Dalla PMI alla scale-up: le definizioni UE di impresa tra diritto e applicazione
30 dicembre 2025 – In vigore il nuovo regolamento UE sulle IG artigianali e industriali
18 ottobre 2024 – Cambiano le regole per i prodotti vegetali: sentenza CGUE 2024
21 luglio 2023 – La riforma 2023 dell’Unione doganale dell’Unione europea
16 giugno 2023 – Nuove norme UE sui diritti di proprietà intellettuale: le proposte legislative 2023
13 maggio 2022 – Una IGP per i prodotti artigianali e industriali dell’UE: la proposta legislativa 2022
27 novembre 2020 – Il piano di azione dell’UE sulla proprietà intellettuale 2021-2025
6 luglio 2018 – 50 anni di unione doganale in Europa: quale futuro?
24 novembre 2017 – Donazioni alimentari: le regole europee
18 settembre 2017 – Dopo il “fai da te”, una tutela europea per i veri “prodotti di montagna”