Il diritto di accesso alla cultura diventa priorità UE 2025: rimuovere barriere, digitalizzare il patrimonio, promuovere benessere e coinvolgere giovani e comunità locali.
Introduzione
L’accesso alla cultura è essenziale per un’Europa inclusiva, promuovendo uguaglianza e partecipazione attiva dei cittadini.
La cultura non è un semplice ornamento della civiltà: è il suo fondamento. Nel cuore delle democrazie europee, la cultura è stata sempre intesa come un bene comune, capace di dare forma all’identità collettiva, di rafforzare la coesione sociale e di promuovere il dialogo tra le diversità. Non sorprende, dunque, che il Consiglio dell’Unione europea, nel solco di molte altre precedenti iniziative, abbia dedicato una riflessione approfondita al tema dell’accesso alla cultura, culminata nelle recenti Conclusioni sul miglioramento e la promozione dell’accesso alla cultura.
Un diritto antico e sempre attuale
Già l’articolo 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani sanciva il diritto di ogni individuo a partecipare liberamente alla vita culturale della comunità. Eppure, come dimostrano le disuguaglianze odierne, tradurre questo principio universale in una pratica quotidiana resta una sfida aperta.
In Europa e a livello internazionale, la Carta dei diritti fondamentali riconosce la diversità culturale e il multilinguismo come valori centrali, mentre documenti come la Carta di Porto Santo, adottata in occasione della conferenza UE tenutasi il 27 e 28 aprile 2021, la Dichiarazione di Cáceres dei ministri UE della Cultura del 25 e 26 settembre 2023, la Dichiarazione MONDIACULT dell’UNESCO del 2022 e il Patto per il futuro dell’ONU – adottato in occasione del vertice delle Nazioni Unite sul futuro (New York, 22-23 settembre 2024 – ci ricordano l’importanza di collocare la cultura al centro delle politiche pubbliche.
La cultura, tuttavia, non è solo un diritto da proteggere; è anche uno strumento trasformativo. Essa nutre l’immaginazione, sostiene la salute mentale, arricchisce l’educazione e contribuisce all’innovazione.
Oltre gli ostacoli: la visione dell’Unione europea
Nonostante il potenziale della cultura, molti cittadini europei si trovano esclusi dalla sua fruizione. Barriere economiche, disuguaglianze digitali, disabilità, stereotipi e isolamento geografico sono solo alcune delle cause che limitano l’accesso alla cultura. Le Conclusioni del Consiglio in esame affrontano questa problematica con un approccio ambizioso e inclusivo, articolato su più livelli:
- la cultura come diritto universale: il Consiglio invita gli Stati membri a garantire un accesso libero e paritario alla cultura, eliminando le barriere materiali e immateriali che ostacolano la partecipazione;
- innovazione e digitalizzazione: la cultura deve essere resa accessibile attraverso tecnologie inclusive e il patrimonio culturale deve essere digitalizzato per raggiungere un pubblico più ampio;
- cultura e benessere: la cultura non è fine a sé stessa; essa contribuisce alla salute mentale e al benessere sociale. Sulla scorta di numerose esperienze condotte negli ultimi anni in diverse realtà locali dell’Europa, il Consiglio propone l’introduzione della “prescrizione culturale”, un’idea innovativa che promuove attività culturali come strumenti di cura e prevenzione;
- coinvolgimento dei giovani e delle comunità locali: investire nei giovani significa investire nel futuro della cultura europea. Iniziative come partenariati tra scuole e artisti o il supporto alle organizzazioni culturali locali sono essenziali per promuovere una partecipazione attiva.
Un cambio di paradigma
Le Conclusioni del Consiglio non sono semplici raccomandazioni, ma una chiamata all’azione. Esse sollecitano un ripensamento delle politiche culturali, incentrato su:
- piani per i diritti culturali: quadri strategici che definiscano obiettivi chiari e misure concrete per superare le disuguaglianze;
- reti di partenariato sostenibile: collaborazioni tra scuole, istituzioni culturali, operatori sanitari e organizzazioni civiche per integrare la cultura in tutti gli aspetti della vita sociale;
- inclusione e accessibilità: misure mirate a rendere la cultura fruibile a persone con disabilità, giovani in aree svantaggiate e comunità rurali o periferiche.
L’Europa che immaginiamo
La cultura, come ogni diritto, deve essere esercitata per vivere. Ciò che il Consiglio ci ricorda è che una società culturalmente inclusiva non si costruisce solo con fondi o programmi, ma con una visione: una visione che pone la cultura come elemento centrale della cittadinanza. Per questo, l’Europa ha bisogno di Stati membri che integrino queste raccomandazioni nelle proprie agende politiche, ma ha anche bisogno di cittadini che partecipino attivamente, rivendicando il diritto alla cultura come un bene comune.
In un tempo in cui le sfide globali sembrano minare le basi delle democrazie, la cultura può essere il collante che tiene insieme la diversità dell’Europa. Garantire l’accesso alla cultura non è solo un atto di giustizia sociale, ma un investimento nella resilienza e nell’unità dell’Unione europea: la cultura può rappresentare il cuore pulsante dell’Europa che vogliamo.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Conclusioni del Consiglio sul miglioramento e la promozione dell’accesso alla cultura, in GU UE C, C/2024/7446, del 13.12.2024
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione delle politiche culturali nell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
30 settembre 2022. MONDIACULT 2022: politiche culturali e sviluppo sostenibile UE
22 luglio 2022. Un ecosistema UE per cultura e creatività: la comunità della conoscenza e dell’innovazione dell’EIT
14 gennaio 2022 – CulturEU: lo sportello unico di accesso ai finanziamenti per i settori culturali e creativi
6 dicembre 2019 – L’UE propone la cultura come quarta dimensione della sostenibilità
21 giugno 2019. La strategia 2019 dell’Unione europea per le relazioni culturali internazionali
25 maggio 2018 – L’agenda europea per la cultura del 2018
8 luglio 2016. “Capitale europea della cultura”: un’opportunità di crescita per le città
12 febbraio 2016 – Il marchio del patrimonio europeo: European Heritage Label
11 febbraio 2015 – Che cosa fa dell’Unione europea per la cultura
