La sentenza CGUE 2025 sui prezzi agricoli chiarisce i limiti alla sovranità alimentare: gli Stati non possono fissare prezzi o quantità se violano concorrenza e OCM.

Introduzione

La Corte di Giustizia UE ribadisce i limiti alla legislazione nazionale sulla sovranità alimentare, proteggendo la libera concorrenza dei prodotti agricoli.

Infatti, una importante sentenza sulla fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli in Ungheria ha implicazioni importanti per tutti gli Stati membri dell’Unione europea che, ogni tanto, manifestano tendenze alla “sovranità alimentare” incompatibili con il diritto europeo.

Questa sentenza, infatti, detta alcuni principi per mantenere il delicato equilibrio tra l’autonomia degli Stati membri e le esigenze di un mercato agricolo comune ben funzionante nell’Unione europea.

Contesto della sentenza

La sentenza del 12 settembre 2024 della CGUE riguarda una normativa ungherese che, invocando una situazione di emergenza, imponeva ai commercianti di vendere determinati prodotti agricoli a prezzi regolamentati. Questi prezzi non potevano superare un tetto massimo fissato dall’autorità e i commercianti erano obbligati a mettere in vendita una quantità minima di tali prodotti.

La controversia è stata sollevata dalla SPAR Magyarország Kft., una catena di distribuzione, che ha contestato le multe inflitte dalle autorità ungheresi per il mancato rispetto di questi obblighi.

La decisione della Corte

La CGUE ha stabilito che tale normativa viola il Regolamento (UE) n. 1308/2013, che istituisce un’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (OCM). Questo regolamento mira a garantire il libero gioco della concorrenza e la libera determinazione dei prezzi dei prodotti agricoli, una componente fondamentale del funzionamento del mercato interno. La Corte ha sottolineato che qualsiasi normativa nazionale che limiti il libero accesso al mercato o la libera determinazione dei prezzi può essere adottata solo se giustificata da un obiettivo di interesse generale e proporzionata rispetto a tale scopo.

Nel caso specifico, la Corte ha riconosciuto che la normativa ungherese mirava a contrastare l’inflazione e a tutelare i consumatori più vulnerabili, ma ha ritenuto che le misure adottate fossero sproporzionate rispetto agli obiettivi perseguiti. Di conseguenza, la Corte ha concluso che il regolamento OCM vieta misure nazionali che impongano ai commercianti di vendere prodotti agricoli a prezzi fissati dall’autorità e in quantitativi predeterminati.

Implicazioni per gli Stati Membri

Questa sentenza ha implicazioni significative per tutti gli Stati membri, poiché chiarisce i limiti entro cui possono intervenire sui prezzi e sulla disponibilità dei prodotti agricoli:

  1. libertà dei prezzi: gli Stati membri non possono imporre prezzi regolamentati per i prodotti agricoli inclusi nel regolamento OCM, a meno che tali misure non siano giustificate da situazioni eccezionali e non eccedano quanto strettamente necessario per raggiungere gli obiettivi di interesse generale;
  2. intervento statale proporzionato: le misure che limitano la libertà di fissazione dei prezzi o la disponibilità di prodotti agricoli devono essere proporzionate. Questo significa che devono garantire l’effettivo raggiungimento dell’obiettivo perseguito senza introdurre restrizioni eccessive sul funzionamento del mercato;
  3. controllo della concorrenza: il libero gioco della concorrenza rimane un principio cardine nella gestione del mercato agricolo europeo. Gli Stati membri devono sempre considerare gli impatti che eventuali interventi normativi potrebbero avere sulla concorrenza e sull’integrità del mercato interno.

Conclusioni

La sentenza della Corte conferma che gli Stati membri dell’Unione europea non possono adottare normative che interferiscano eccessivamente con il libero mercato dei prodotti agricoli regolato a livello europeo. Anche se le motivazioni alla base di tali interventi, come la tutela dei consumatori vulnerabili, possono essere legittime, le misure devono essere attentamente calibrate per non violare i principi del diritto dell’Unione, inclusi quelli relativi alla libera circolazione delle merci e alla concorrenza leale.

Questo tipo di sentenza ribadisce l’importanza dell’uniformità normativa a livello europeo per garantire un mercato comune funzionante ed efficiente, riducendo al minimo le deroghe e le eccezioni a livello nazionale.

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