SAFE 2025 segna la svolta della difesa UE: 150 mld in prestiti, appalti comuni, autonomia industriale e integrazione con Libro bianco e ReArm Europe.
Introduzione
Il 27 maggio 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il Regolamento (UE) 2025/1106, che istituisce lo strumento di azione per la sicurezza dell’Europa (SAFE). Tale provvedimento si inserisce nel quadro strategico delineato dal Libro bianco sulla difesa europea – Preparati per il 2030, presentato dalla Commissione europea il 19 marzo 2025, insieme al piano ReArm Europe. Si tratta di una risposta congiunta e strutturata dell’Unione alle accresciute minacce alla sicurezza europea, con l’obiettivo di rafforzare in tempi rapidi la base industriale e tecnologica della difesa europea (EDTIB).
1. Un nuovo paradigma europeo per la sicurezza
Il Libro bianco – documento di indirizzo strategico adottato dalla Commissione e dall’Alta rappresentante – afferma con chiarezza che “l’era dei dividendi della pace appartiene ormai al passato”. La crisi determinata dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina ha accelerato un processo già in corso: l’Unione deve dotarsi degli strumenti per garantire autonomia strategica, interoperabilità delle forze armate e resilienza industriale. SAFE rappresenta una delle prime misure attuative concrete di tale visione.
2. SAFE: natura, obiettivi e funzionamento
Lo strumento SAFE è concepito come un fondo temporaneo per fornire assistenza finanziaria agli Stati membri, sotto forma di prestiti a lungo termine (fino a 45 anni), per un importo massimo complessivo di 150 miliardi di euro. L’assistenza è finalizzata a:
- sostenere investimenti pubblici urgenti per aumentare la capacità produttiva dell’industria della difesa;
- promuovere l’aggregazione della domanda attraverso appalti comuni;
- garantire interoperabilità e tempestiva disponibilità di prodotti per la difesa.
L’ammissibilità è subordinata alla presentazione, entro il 30 novembre 2025, di un piano nazionale di investimenti nella difesa, che specifichi misure, tempistiche e rispetto delle condizioni di sicurezza.
3. Appalti comuni e condizioni di ammissibilità
Il regolamento introduce una serie articolata di norme di ammissibilità:
- contraenti e subappaltatori devono essere stabiliti nell’UE, nei Paesi EFTA/SEE o in Ucraina, ed essere esenti da controllo esterno di paesi terzi.
- il valore dei componenti non originari UE/SEE/Ucraina non può superare il 35% del costo finale del prodotto.
- è prevista una particolare attenzione ai prodotti della “categoria 2”, per i quali si richiede autonomia decisionale progettuale da parte dell’industria europea (es. sistemi C4ISTAR, difesa aerea, IA, spazio).
Inoltre, SAFE favorisce l’inclusione dell’Ucraina e dei Paesi candidati negli appalti, valorizzando partenariati strategici, e prevede deroghe mirate in caso di contributi industriali esterni rilevanti.
4. Integrazione con altri strumenti UE e vantaggi fiscali
SAFE è complementare ad altri strumenti finanziari e normativi europei, come:
- il regolamento EDF – Fondo europeo per la difesa (2021/697) sulla ricerca e l’innovazione collaborativa;
- il regolamento EDIRPA (2023/2418) sugli appalti comuni;
- il regolamento ASAP (2023/1525) per il sostegno alla produzione di munizioni;
- il nuovo programma EDIP (regolamento 2025/2643) per rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea e che si basa sui regolamenti temporanei (UE) 2023/1525 (ASAP) e (UE) 2023/2418 (EDIRPA) estendendone la logica in una prospettiva maggiormente strutturata e più a lungo termine, fornendo sostegno finanziario per il periodo 2025-2027 al fine di rafforzare la competitività, la reattività e la capacità dell’EDTIB (European Defence Technological and Industrial Base sulla base dell’articolo 173 del TFUE).
Il regolamento prevede inoltre una esenzione dall’IVA per le forniture effettuate nell’ambito degli appalti sostenuti da SAFE, riconosciuta tramite apposito certificato standard allegato al regolamento.
5. Implicazioni politiche e prospettive
SAFE rappresenta molto più di uno strumento finanziario: è il simbolo tangibile della volontà dell’Unione di assumere un ruolo più incisivo nella governance della difesa europea. Si tratta di un’azione di solidarietà concreta tra Stati membri e verso l’Ucraina, ma anche di una misura industriale strutturale, capace di:
- rilanciare l’innovazione tecnologica,
- rafforzare la capacità produttiva europea,
- creare un mercato interno della difesa più integrato e competitivo.
Come sottolineato dalla Presidente von der Leyen, l’Europa deve “acquistare europeo” per rafforzare la propria industria e sostenere la propria sovranità. SAFE è il primo passo lungo questa nuova traiettoria.
Conclusioni
Il Regolamento SAFE del maggio 2025 costituisce una pietra miliare nell’evoluzione della politica europea di difesa. È la prima concretizzazione normativa della strategia delineata nel Libro bianco Preparati per il 2030 e rappresenta un salto di qualità nella capacità dell’UE di coniugare visione strategica, strumenti finanziari e coordinamento industriale.
Come per ogni iniziativa ambiziosa, la sfida principale consisterà ora nella tempestiva attuazione a livello nazionale, nella piena valorizzazione delle sinergie con gli strumenti esistenti e nell’assicurare che il sostegno finanziario si traduca in capacità operative effettive e interoperabili.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Regolamento (UE) 2025/1106 del Consiglio, del 27 maggio 2025, che istituisce lo strumento di azione per la sicurezza dell’Europa (SAFE) mediante il rafforzamento dell’industria europea della difesa, in GU UE L, 2025/1106, 28.5.2025
- LIBRO BIANCO CONGIUNTO sulla prontezza alla difesa europea per il 2030, doc. JOIN/2025/120 final del 19 marzo 2025
- Sito web dedicato a SAFE | Security Action for Europe
- AGGIORNAMENTO: Decisione di esecuzione (UE) 2026/410 del Consiglio, del 17 febbraio 2026, relativa alla messa a disposizione dell’Italia dell’assistenza finanziaria a norma del regolamento (UE) 2025/1106, in GU UE L, 2026/410, 5.3.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2026/410/oj , che assegna all’Italia un prestito di 14,9 miliardi di euro.
Approfondimenti sulla difesa europea:
Per approfondire o seguire l’evoluzione del tema della difesa europea si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
Panoramica generale:
6 febbraio 2026 – Dalla CED a ReArm Europe: la difesa UE senza cambiare i Trattati
Altri articoli collegati:
26 novembre 2025 – Il Gruppo europeo dei 5 e la nuova difesa dell’UE
22 ottobre 2025 – Difesa europea 2030: la tabella di marcia dell’UE per passare dai piani all’azione
28 marzo 2025 – L’Europa e la difesa: una svolta storica? Il Libro bianco 2025
5 marzo 2025 – Difesa europea: il piano ReArm Europe 2025 tra ambizioni politiche e vincoli giuridici
15 novembre 2024 – Rafforzare la sicurezza civile e militare dell’Europa: il Niinistö Report 2024
7 luglio 2023 – Il riarmo dell’Europa occidentale e il ruolo dell’UE: le proposte 2023 della Commissione
4 marzo 2022 – Verso una bussola strategica per la difesa dell’UE: la tabella di marcia 2022
18 giugno 2021 – Orizzonte Europa 2021-2027: il programma specifico di ricerca nel settore della difesa
16 giugno 2017 – Verso una politica europea di difesa: il documento di riflessione 2017
19 maggio 2014 – Che cosa è la Forza di Gendarmeria Europea – EUROGENDFOR?
