La proposta legislativa 2025 rafforza la posizione degli agricoltori con contratti scritti, trasparenza dei prezzi, OP semplificate e iniziative ‘giusto/equo’ verificate.
1. Il contesto: crisi, squilibri e richieste di riforma
Negli ultimi anni, l’agricoltura europea è stata al centro di profonde tensioni. Le proteste degli agricoltori che hanno attraversato l’Unione europea tra il 2023 e il 2024 hanno sollevato questioni cruciali legate alla distribuzione del valore aggiunto nella filiera alimentare, al potere contrattuale degli agricoltori e alla trasparenza dei prezzi.
Le cause strutturali del problema
Il Documento di lavoro della Commissione (SWD(2025) 260 final) evidenzia con chiarezza le principali fragilità:
- l’agricoltura europea è altamente frammentata: l’UE conta oltre 9 milioni di aziende agricole, di cui il 92% ha un fatturato inferiore ai 100.000 € annui, e la maggior parte è a conduzione familiare;
- il potere contrattuale si concentra nei settori a valle: trasformazione alimentare e distribuzione sono dominati da grandi imprese, con alti livelli di concentrazione. Ad esempio, nei Paesi Bassi quattro distributori detengono il 95% del mercato;
- i meccanismi di trasmissione dei prezzi sono spesso opachi e asimmetrici: aumenti dei costi produttivi non si riflettono adeguatamente nei prezzi di vendita agli agricoltori;
- la dipendenza da pochi acquirenti espone gli agricoltori a forme di “ricatto commerciale”, impedendo loro di negoziare condizioni eque.
Tali squilibri si sono aggravati in seguito a fattori esogeni quali:
- l’aumento dei costi dell’energia e dei fertilizzanti, a partire dalla guerra in Ucraina;
- l’inflazione alimentare, che ha colpito i consumatori e modificato i modelli di consumo;
- il crescente impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola.
2. La risposta dell’Unione europea: obiettivi e misure
Le finalità della proposta legislativa
Dopo diverse iniziative che si sono succedute negli ultimi anni, la proposta di regolamento COM(2024) 577 final/2 si prefigge di rafforzare il ruolo degli agricoltori nella catena del valore, perseguendo tre obiettivi specifici:
- migliorare il potere contrattuale degli agricoltori, ampliando l’accesso alla contrattazione collettiva;
- rendere più equa la distribuzione del valore aggiunto, introducendo maggiore trasparenza nei contratti;
- favorire l’adozione di pratiche volontarie “eque”, tra cui l’utilizzo delle etichette “giusto”, “equo” e “filiera corta”.
Le principali novità normative
La proposta introduce modifiche ai regolamenti (UE) n. 1308/2013, 2021/2115 e 2021/2116 e si articola su tre assi principali:
a) Rafforzamento del quadro contrattuale
- obbligo di contratti scritti per tutte le consegne di prodotti agricoli da agricoltori a trasformatori, distributori o rivenditori;
- introduzione di clausole di revisione obbligatorie per i contratti superiori a 6 mesi, attivabili dall’agricoltore in caso di variazione dei costi di produzione;
- trasparenza sui prezzi: obbligo di utilizzare indicatori oggettivi per il calcolo dei prezzi variabili;
- meccanismi di mediazione obbligatori istituiti dagli Stati membri per la risoluzione delle controversie;
- registri contrattuali facoltativi per migliorare la tracciabilità e la trasparenza.
b) Promozione della cooperazione tra produttori
- semplificazione del riconoscimento delle organizzazioni di produttori (OP) e delle loro associazioni (AOP), con possibilità di operare su più settori.
- le cooperative non riconosciute potranno negoziare contratti per conto dei propri membri.
- incentivi finanziari specifici per:
- giovani agricoltori e nuovi ingressi nelle OP.
- OP nei settori meno organizzati (es. ortofrutta con tasso di organizzazione <10%).
c) Promozione di iniziative volontarie
- i marchi “giusto”, “equo” e “filiera corta” potranno essere usati solo in presenza di condizioni verificate e trasparenti.
- le iniziative volontarie per la sostenibilità sociale potranno beneficiare di esenzioni dal diritto della concorrenza (art. 101 TFUE).
- i fondi della riserva agricola potranno sostenere azioni collettive in caso di gravi squilibri di mercato.
3. Chi è coinvolto: impatti per agricoltori, altri attori e consumatori
Per gli agricoltori
- maggiore tutela contrattuale, possibilità di rinegoziare condizioni sfavorevoli.
- incremento del potere contrattuale collettivo tramite OP e cooperative.
- accesso a nuovi incentivi finanziari mirati e a strumenti di sostegno in caso di crisi.
- valorizzazione di pratiche sostenibili e di filiere corte, anche con benefici reputazionali e di mercato.
Per trasformatori, distributori e rivenditori
- obblighi di trasparenza e correttezza nelle relazioni contrattuali.
- maggiore prevedibilità nei rapporti di fornitura, ma minore flessibilità unilaterale.
- necessità di adeguarsi a nuove regole su etichettatura e relazioni con OP.
Per i consumatori
- maggiore trasparenza sull’origine e sul valore sociale dei prodotti;
- possibilità di scegliere prodotti realmente “equi” o “di filiera corta” grazie a requisiti armonizzati;
- rischio di lievi aumenti di prezzo, bilanciati da maggiore fiducia e sostenibilità della filiera.
Conclusioni: verso una filiera più equa e sostenibile
La proposta della Commissione rappresenta un punto di svolta nelle politiche agroalimentari europee. Essa riconosce che la sostenibilità economica degli agricoltori è una condizione necessaria per garantire la qualità, la sicurezza e la sostenibilità dei nostri sistemi alimentari.
Resta ora da verificare la reazione degli Stati membri, del Parlamento europeo e dei diversi attori della filiera. Se attuata con coerenza, la riforma potrà riequilibrare i rapporti di forza, promuovere la giustizia contrattuale e rafforzare la fiducia lungo tutta la catena agroalimentare.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare, doc. COM(2024) 577 final/2 del 21/05/2025
- DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE Rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare A corredo del documento Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare, doc. SWD/2025/260 del 21/05/2025
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione del tema delle pratiche sleali nella filiera agroalimentare, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
23 dicembre 2025. Pratiche sleali nella filiera agroalimentare: valutazione dell’UE
13 aprile 2018. La tutela delle piccole imprese agricole nella filiera alimentare
