Strategia UE per la parità di genere 2026-2030: che cosa prevede la nuova iniziativa della Commissione europea e quali sono le priorità.
Introduzione
Nel marzo 2020 la Commissione europea aveva presentato la prima strategia europea per la parità di genere 2020-2025, uno dei pilastri della più ampia iniziativa politica denominata Unione dell’uguaglianza. In un precedente articolo su questo blog ho illustrato obiettivi e contenuti di quella strategia, che rappresentava il quadro di riferimento per le politiche europee in materia di diritti delle donne nel quinquennio appena concluso.
A distanza di cinque anni, la Commissione ha adottato una nuova strategia per la parità di genere per il periodo 2026-2030, contenuta nella comunicazione COM(2026) 113 final del 5 marzo 2026. Il nuovo documento non si limita ad aggiornare il programma precedente: esso si colloca in un contesto politico e sociale mutato, caratterizzato da nuovi progressi normativi ma anche da crescenti tensioni e reazioni contro i diritti delle donne.
La parità di genere resta infatti un valore fondante dell’Unione europea, sancito dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali, oltre che una condizione essenziale per la qualità della democrazia e per la competitività economica dell’Europa. Secondo le stime citate dalla Commissione, un miglioramento significativo della parità di genere potrebbe portare a un aumento del PIL pro capite dell’UE fino al 9,6% e alla creazione di oltre 10 milioni di posti di lavoro entro il 2050.
Dalla strategia 2020-2025 alla Roadmap per i diritti delle donne
La nuova strategia 2026-2030 si basa sulla Roadmap for Women’s Rights, adottata dalla Commissione europea nel marzo 2025 e sostenuta dagli Stati membri, dalle istituzioni europee e da numerose organizzazioni della società civile.
La Roadmap individua otto principi fondamentali per promuovere i diritti delle donne e la parità di genere. La strategia 2026-2030 traduce tali principi in azioni politiche e iniziative legislative che guideranno l’azione dell’Unione nei prossimi anni.
Come già nella strategia precedente, l’approccio scelto dalla Commissione combina:
- azioni mirate per la parità di genere,
- integrazione sistematica della prospettiva di genere nelle politiche europee (gender mainstreaming).
Otto priorità per un’Europa più eguale
La strategia definisce otto grandi ambiti di intervento, che riflettono le principali sfide ancora aperte.
Contrastare la violenza di genere, anche nello spazio digitale
La violenza contro le donne continua a rappresentare uno dei problemi più gravi nell’Unione europea.
Secondo i dati citati dalla Commissione:
- una donna su tre nell’UE ha subito violenza di genere nel corso della vita
- ogni settimana nell’Unione 18 donne sono vittime di femminicidio. Parità di genere_2026
Una novità importante della strategia riguarda l’attenzione alla violenza digitale, inclusa la diffusione online di immagini intime non consensuali e i cosiddetti deepfake pornografici.
Tra le azioni previste:
- attuazione della direttiva europea sulla violenza contro le donne e la violenza domestica
- rafforzamento della cooperazione tra autorità giudiziarie e di polizia
- monitoraggio della violenza online sulle grandi piattaforme digitali.
Salute delle donne e diritti riproduttivi
Per la prima volta una strategia europea sulla parità di genere dedica ampio spazio alla dimensione sanitaria.
La Commissione evidenzia infatti persistenti disuguaglianze nella ricerca medica, nella diagnosi e nei trattamenti sanitari che riguardano le donne.
Tra le iniziative previste:
- una nuova iniziativa con l’Organizzazione mondiale della sanità sulla salute delle donne
- maggiori investimenti nella ricerca su patologie femminili
- azioni per migliorare l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva.
Parità salariale ed emancipazione economica
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, nell’Unione europea le donne guadagnano ancora in media il 12% in meno degli uomini. Parità di genere_2026
La strategia prevede quindi misure per rafforzare:
- l’attuazione della direttiva sulla trasparenza salariale
- l’accesso delle donne ai finanziamenti e agli investimenti
- l’imprenditoria femminile e l’alfabetizzazione finanziaria.
Un’attenzione particolare è inoltre dedicata al divario pensionistico di genere, che nell’UE resta intorno al 25%.
L’equilibrio tra lavoro e responsabilità di cura
La strategia riconosce che la distribuzione diseguale delle responsabilità familiari continua a rappresentare uno dei principali ostacoli alla parità.
Nell’Unione europea:
- il 41% delle donne dedica oltre 35 ore settimanali alla cura dei figli
- contro il 20% degli uomini. Parità di genere_2026
Tra le iniziative previste figurano:
- il monitoraggio dell’attuazione della direttiva sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata
- lo sviluppo di una futura iniziativa europea denominata European Care Deal
- misure per migliorare le condizioni di lavoro nel settore dell’assistenza.
Educazione, lavoro e partecipazione politica
La strategia affronta anche altre dimensioni fondamentali della parità di genere.
Nel campo dell’istruzione, la Commissione intende contrastare gli stereotipi che influenzano le scelte educative e professionali, promuovendo iniziative per:
- aumentare la presenza femminile nei settori STEM
- incoraggiare i ragazzi a entrare nei settori dell’istruzione, della sanità e dei servizi sociali.
Sul piano politico, la Commissione sottolinea che solo un terzo dei parlamentari nazionali e dei ministri nell’UE sono donne, e che le elezioni europee del 2024 hanno registrato un calo della presenza femminile nel Parlamento europeo.
Per questo motivo la strategia prevede iniziative per:
- contrastare la violenza e le minacce contro le donne in politica
- promuovere la partecipazione femminile alla vita pubblica
- sostenere programmi di mentoring e formazione per le candidate.
Un’agenda europea per la parità nel prossimo quinquennio
La strategia 2026-2030 rappresenta l’evoluzione naturale della strategia 2020-2025, ma introduce alcune novità significative.
Tra queste meritano particolare attenzione:
- la crescente centralità della dimensione digitale, in particolare nella lotta alla violenza online
- l’integrazione della salute delle donne nelle politiche europee sulla parità
- il collegamento sempre più stretto tra parità di genere, democrazia e sicurezza europea.
Come già per la strategia precedente, anche questo documento ha principalmente natura programmatica: esso definisce l’agenda politica dell’Unione europea e orienta le future iniziative legislative e finanziarie.
La realizzazione concreta degli obiettivi dipenderà dunque dalla capacità delle istituzioni europee e degli Stati membri di tradurre questi orientamenti in politiche efficaci.
In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e da nuove contestazioni dei diritti delle donne, la strategia 2026-2030 rappresenta quindi una dichiarazione politica chiara: l’Unione europea intende continuare a presentarsi come uno dei principali attori globali nella promozione della parità di genere.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
Comunicazione della Commissione europea, Strategia per la parità di genere 2026-2030, doc. COM(2026) 113 del 05.03.2026
Comunicazione della Commissione europea, Una tabella di marcia per i diritti delle donne, doc. COM(97)2025 del 07.03.2025
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione delle politiche dell’UE a favore della parità di genere, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
13 marzo 2020. Un’Unione dell’uguaglianza: la strategia europea 2020-2025 per la parità di genere
25 novembre 2023. 25 novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
25 novembre 2016. 25 novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne
