Il Piano UE 2025 per le competenze di base punta a ridurre i divari in lettura, matematica e digitale, rafforzando scuole, docenti e interventi mirati nei territori più fragili.
Introduzione
Nel 2018, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una Raccomandazione sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente, fornendo agli Stati membri una bussola comune per modernizzare i propri sistemi educativi.
Quelle otto competenze – dall’alfabetica alla digitale, dalla matematica alla civica – hanno costituito negli ultimi sette anni la base di riferimento per politiche e riforme a livello europeo e nazionale.
Oggi, tuttavia, il contesto è radicalmente cambiato. I dati delle indagini internazionali (PISA 2022, IEA) – sui cui risultati la Commissione europea ha condotto un’analisi approfondita che riporto in appendice – segnalano un peggioramento delle competenze di base tra i giovani europei che, come è noto, sono una sottocategoria: indicano le fondamenta cognitive e funzionali su cui si costruiscono tutte le altre, in particolare lettura, scrittura, matematica, scienze e digitale.
Parallelamente, le trasformazioni tecnologiche, la transizione verde e le nuove sfide geopolitiche impongono un ripensamento urgente delle priorità.
Per questo, nel marzo 2025, la Commissione europea ha presentato il nuovo Piano d’azione sulle competenze di base, pilastro dell’Unione delle competenze, iniziativa, quest’ultima, oggetto di specifico approfondimento. L’obiettivo è ambizioso: ridurre drasticamente entro il 2030 la quota di studenti con risultati insufficienti in lettura, matematica e scienze, rafforzare l’alfabetizzazione digitale e garantire che ogni cittadino europeo possa acquisire le competenze fondamentali per partecipare attivamente alla società, al lavoro e alla vita democratica.
Questo articolo analizza la continuità e le differenze tra la Raccomandazione del 2018 e il Piano d’azione del 2025, mostrando come l’Unione europea intenda passare da un quadro strategico di principi a una fase operativa di sperimentazioni, partenariati e misure concrete per colmare il divario educativo.
1. Le competenze chiave europee del 2018: il quadro di riferimento
La Raccomandazione del 2018 ha ridefinito il quadro delle competenze chiave, fornendo un linguaggio comune per l’apprendimento permanente e orientando le politiche educative negli Stati membri.
L’approccio integrato combina sapere, saper fare e saper essere, includendo dimensioni cognitive, sociali e civiche. Le otto competenze rappresentano un riferimento trasversale per curricoli scolastici, strategie di apprendimento permanente, inclusione sociale e preparazione al mercato del lavoro.
Tabella 1 – Le 8 competenze chiave in sintesi (2018)
| Competenza | Descrizione breve | Esempi di risultati attesi |
| Alfabetica funzionale | Comprensione/produzione di testi in contesti vari | Lettura critica, scrittura chiara per scopi diversi |
| Multilinguistica | Uso di più lingue per comunicare e mediare | Interazioni orali/scritte in L2/L3 su temi di studio/lavoro |
| Matematica & STEM | Ragionamento matematico, metodo scientifico | Modellizzazione, problem solving, pensiero ingegneristico |
| Digitale | Uso consapevole/critico di dati, info, tecnologie | Ricerca, collaborazione online, sicurezza e privacy |
| Personali, sociali, imparare a imparare | Autoregolazione, empatia, metacognizione | Strategie di studio, gestione emozioni, lavoro di gruppo |
| Cittadinanza | Partecipazione democratica e sostenibile | Media & information literacy, impegno civico |
| Imprenditoriale | Trasformare idee in valore (sociale/economico) | Project work, pianificazione, gestione del rischio |
| Consapevolezza/ espressione culturali | Comprendere/creare pratiche culturali | Produzioni creative, lettura del patrimonio |
Questo quadro ha rappresentato negli ultimi sette anni la base comune per le riforme nazionali: dai curricoli scolastici alle strategie di apprendimento permanente, dall’inclusione sociale alla preparazione al mercato del lavoro.
La sfida del 2018 era dotare l’Europa di un linguaggio condiviso sulle competenze; oggi, con il nuovo Piano d’azione 2025, si passa alla fase operativa, che punta a trasformare queste linee guida in azioni concrete, misurabili e mirate.
2. Le criticità emerse: divari e disuguaglianze nelle competenze di base
Nonostante la solidità del quadro definito nel 2018, i dati più recenti hanno mostrato come l’Europa stia incontrando serie difficoltà nel garantire a tutti i cittadini le competenze fondamentali.
Le principali indagini internazionali – in particolare PISA 2022 e le rilevazioni IEA – hanno registrato un preoccupante deterioramento delle competenze di base tra i giovani europei. Si tratta di un segnale d’allarme che mette in discussione la capacità dei sistemi educativi di garantire pari opportunità e di sostenere la competitività del continente.
Risultati PISA 2022
- Matematica: circa un terzo degli studenti quindicenni europei non raggiunge il livello minimo di competenza;
- Lettura e scienze: un quarto dei giovani non possiede le abilità necessarie per affrontare testi complessi o applicare conoscenze scientifiche in contesti reali;
- Competenze digitali: quasi la metà non ha competenze elementari, nonostante queste siano ormai indispensabili nella vita quotidiana e professionale.
Questi dati non solo evidenziano una crisi della scuola, ma pongono anche il rischio di un divario strutturale tra l’Europa e le altre grandi aree globali, proprio nel momento in cui la transizione digitale e quella verde richiedono nuove competenze avanzate.
Fattori di disuguaglianza
Il peggioramento dei risultati non è uniforme:
- persistono divari socioeconomici e territoriali, con studenti provenienti da contesti svantaggiati maggiormente esposti a insuccesso formativo;
- il genere continua a pesare: le ragazze sono sotto-rappresentate nelle discipline STEM, mentre i ragazzi risultano più vulnerabili all’abbandono scolastico precoce;
- anche i giovani con disabilità o background migratorio registrano livelli di apprendimento inferiori alla media, segnalando criticità nei processi di inclusione.
Impatti sul futuro europeo
Le carenze nelle competenze di base rischiano di tradursi in:
- minor occupabilità dei giovani;
- ostacoli alla transizione digitale e verde, che richiede profili qualificati in settori emergenti;
- fragilità democratica e sociale, poiché senza solide competenze alfabetiche, digitali e civiche diventa più difficile esercitare cittadinanza attiva e contrastare disinformazione.
Questi elementi hanno convinto la Commissione europea della necessità di passare dal quadro strategico del 2018 a un piano operativo 2025, capace di intervenire con obiettivi concreti, risorse dedicate e strumenti innovativi.
3. Il nuovo Piano d’azione 2025 sulle competenze di base: obiettivi e target
Il Piano d’azione sulle competenze di base, presentato dalla Commissione europea nel marzo 2025, rappresenta il naturale sviluppo della Raccomandazione del 2018. Se quest’ultima aveva definito un quadro di riferimento strategico, il Piano traduce ora quei principi in azioni operative, obiettivi quantificati e strumenti concreti.
L’intento è chiaro: affrontare in modo diretto il deterioramento delle competenze di base segnalato dalle indagini internazionali, riducendo le disuguaglianze e rafforzando la resilienza dei sistemi educativi europei.
Infatti, il calo delle competenze di base tra i giovani e gli adulti in Europa – lettura, matematica, scienze, digitale e cittadinanza – è diventato un ostacolo per la competitività economica, l’innovazione e la coesione sociale. La Commissione sottolinea come tali competenze siano il fondamento per l’apprendimento permanente, la partecipazione democratica e la resilienza individuale, in un contesto di crescente polarizzazione politica e disinformazione.
Competenze di base prioritarie
Il Piano individua cinque aree prioritarie:
- Competenze alfabetiche (comprensione, uso e riflessione su testi in diversi formati e media).
- Competenze matematiche (ragionamento, risoluzione di problemi, alfabetizzazione finanziaria).
- Competenze scientifiche (pensiero critico, metodo scientifico, transizione verde).
- Competenze digitali (uso critico e sicuro delle tecnologie, inclusa l’IA).
- Competenze di cittadinanza (partecipazione democratica, resilienza civica, educazione ai media).
Obiettivi principali e target 2030
Il Piano si concentra su quattro aree prioritarie, che costituiscono il cuore dell’intervento unionale:
- rafforzare le competenze fondamentali: lettura, scrittura, matematica e scienze restano il fondamento di ogni percorso formativo. L’UE punta a innalzare in modo significativo i livelli medi, riducendo la quota di studenti che non raggiungono le soglie minime;
- promuovere l’alfabetizzazione digitale: entro il 2030 ogni studente europeo dovrà acquisire competenze digitali elementari, indispensabili per l’apprendimento, il lavoro e la cittadinanza;
- ridurre i divari educativi: garantire che contesto socioeconomico, genere, disabilità o origine migratoria non siano più determinanti nei risultati scolastici;
- preparare ai nuovi contesti sociali e tecnologici e alla transizione verde e digitale: integrare nei curricoli elementi di pensiero critico, educazione civica, consapevolezza ambientale e competenze trasversali legate a lavoro, imprenditorialità e cittadinanza.
Tabella 2 – Target al 2030
| Area di intervento | Obiettivo | Target 2030 |
| Competenze fondamentali | Migliorare livelli di base | < 15% studenti con risultati insufficienti |
| Eccellenza formativa | Valorizzare i talenti | ≥ 15% studenti ai livelli più alti |
| Competenze digitali | Alfabetizzazione universale | 100% studenti con competenze digitali di base |
| Equità e inclusione | Superare i divari | Azzerare differenze significative nei risultati scolastici |
Settori prioritari di intervento
Il Piano individua fattori strutturali che compromettono i risultati e propone politiche mirate:
- disuguaglianze socio-economiche e territoriali, che incidono soprattutto su studenti svantaggiati, migranti e con disabilità;
- carenza di insegnanti, in particolare nelle STEM;
- scarso coinvolgimento dei genitori e aumento della distrazione digitale;
- curricoli sovraccarichi, che rischiano di relegare in secondo piano le competenze di base;
- divari di genere (ragazze meno presenti nelle STEM, ragazzi più esposti all’abbandono);
- debolezza dell’istruzione e cura della prima infanzia e carenze nei programmi di istruzione e formazione professionale (IFP);
- difficoltà a raggiungere adulti scarsamente qualificati, spesso segnati da esperienze educative negative.
Le azioni chiave
Per affrontare queste criticità, la Commissione propone quattro linee di azione:
- un regime di sostegno alle competenze di base (sperimentazione dal 2026), con identificazione precoce, tutoraggio, sostegno personalizzato, coinvolgimento dei genitori e partenariati locali;
- promuovere l’insegnamento e l’apprendimento, anche tramite IA e alleanze scolastiche Erasmus+, aggiornamento del DigComp e percorsi personalizzati per adulti;
- sostenere gli educatori, con una nuova agenda UE per insegnanti e formatori (2026), tutoraggio per docenti neoassunti e comunità Erasmus+ per la formazione;
- creare ambienti favorevoli, attraverso il coinvolgimento delle famiglie, della comunità e dei datori di lavoro; una coalizione UE per le competenze alfabetiche; volontari del Corpo europeo di solidarietà a supporto di studenti e adulti in difficoltà.
Un cambio di paradigma
La novità del Piano 2025 non risiede solo nei target, ma nel metodo:
- orientamento europeo vincolante, che spinge gli Stati membri a integrare gli obiettivi nelle proprie strategie nazionali;
- risorse dedicate, attraverso fondi europei (FSE+, Erasmus+, InvestEU, RRF) e incentivi agli investimenti nazionali e privati;
- monitoraggio continuo, basato su dati aggiornati quasi in tempo reale grazie al nuovo Osservatorio europeo sulle competenze.
Con questo Piano, l’Unione europea intende trasformare le competenze di base in un vero e proprio bene comune europeo, indispensabile non solo per l’occupabilità individuale, ma per la competitività economica, la coesione sociale e la qualità della democrazia.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Commissione europea, Piano d’azione sulle competenze di base, doc. COM(2025) 88 del 5.3.2025
- Commissione europea, Piano strategico per l’istruzione STEM: competenze per la competitività e l’innovazione, doc. COM(2025) 89 del 5.3.2025
- Commissione europea, Direzione generale dell’Istruzione, della gioventù, dello sport e della cultura, The twin challenge of equity and excellence in basic skills in the EU : an EU comparative analysis of the PISA 2022 results, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2024, https://data.europa.eu/doi/10.2766/881521
- AGGIORNAMENTO: Commissione europea, Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, Affrontare il problema del rendimento insufficiente in alfabetizzazione, matematica e scienze – Cambiamenti politici nell’istruzione scolastica europea dal 2020 , Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2025, https://data.europa.eu/doi/10.2797/1883015
Il documento Eurydice del 22 ottobre 2025 mostra come 37 sistemi educativi europei stiano rafforzando l’insegnamento delle competenze di base, integrandolo con strategie per l’equità, il supporto agli insegnanti e la personalizzazione dell’apprendimento.
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione delle competenze chiave nell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
7 novembre 2025 – Competenze chiave UE: come l’IA trasforma l’apprendimento
26 settembre 2025 – Competenze chiave: la svolta europea del 2025
26 aprile 2024 – Carenza di manodopera e di competenze in Europa: il piano d’azione UE 2024
1° dicembre 2023 – FinComp 2023: competenze finanziarie per bambini e giovani
2 giugno 2023 – Anno europeo delle competenze 2023: il GreenComp dell’UE
3 luglio 2020 – Sviluppare e riqualificare le proprie competenze: l’agenda europea 2021-2025
8 giugno 2018 – Nuovo quadro europeo delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente – 2018
16 dicembre 2016 – Cambia il modello economico e sociale, cambiano le competenze
17 giugno 2026 – Nuovi lavori, nuove competenze: l’agenda europea 2016
5 giugno 2015 – Adattare i programmi scolastici alle nuove competenze-chiave: la competenza digitale
26 gennaio 2015 – Perché e come insegnare lo spirito di iniziativa e imprenditorialità
