Il Trattato istitutivo impone all’Unione europea di rispettare la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e di vigilare sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.

In particolare, in linea con la Convenzione Unesco sulla protezione e la promozione della diversità e delle espressioni culturali, conclusa a Parigi il 20 ottobre 2005, l’art. 167 del Trattato sul funzionamento dell’Unione stabilisce che: “L’Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune.”

Nel settore della cultura, quindi, l’Unione europea ha compiti importanti ma limitati: può svolgere azioni intese a “sostenere, coordinare o completare” l’azione degli Stati membri, senza tuttavia sostituirsi a essi, ai quali spetta la responsabilità primaria di tutelare e promuovere la propria cultura e il proprio patrimonio culturale.

Il rispetto e la promozione della diversità delle culture presenti all’interno dell’Unione è un requisito e un obiettivo trasversale a tutte le politiche dell’Unione e il Trattato è chiaro nello stabilire che l’Unione può attuare azioni di incentivazione, ma non può omologare le diverse culture attraverso l’adozione di norme armonizzate: nell’Unione vi sono 28 Stati membri con 28 tradizioni e sistemi linguistici e culturali distinti, che non solo sono destinati a rimanere tali, ma, anzi, sono tutelati poiché rappresentano la ricchezza dell’Europa.

Sul piano delle iniziative concrete, in campo culturale, l’azione dell’Unione è finalizzata a incoraggiare la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, ad appoggiare e ad integrare le politiche nazionali, nei seguenti ambiti:

  • miglioramento della conoscenza e della diffusione della cultura e della storia dei popoli europei;
  • conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea;
  • scambi culturali non commerciali;
  • creazione artistica e letteraria, compreso il settore audiovisivo.

Inoltre, l’Unione, assieme ai suoi Stati membri, è chiamata a favorire la cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali che si occupano di cultura, in particolare con il Consiglio d’Europa.

 

Coordinamento e cooperazione tra gli Stati membri

Per favorire il coordinamento e la cooperazione tra gli Stati membri, nel 2007, è stata adottata, sulla base di una comunicazione della Commissione, l’agenda europea per la cultura, approvata dal Consiglio dell’Unione europea in una Risoluzione del 16 novembre 2007 e dal Parlamento europeo nella Risoluzione del 10 aprile 2008.

Tre sono gli obiettivi strategici della comune agenda europea per la cultura:

  1. la promozione della diversità culturale e del dialogo interculturale, soprattutto attraverso la mobilità degli artisti e degli altri professionisti della cultura, la mobilità delle collezioni e la digitalizzazione del patrimonio culturale e lo sviluppo di competenze interculturali tra i cittadini;
  2. la promozione della cultura quale catalizzatore della creatività nel quadro della strategia “Europa 2020” per la crescita e l’occupazione, mediante un migliore utilizzo delle sinergie tra cultura e istruzione, in particolar modo incoraggiando l’istruzione artistica e la partecipazione attiva ad attività culturali al fine di sviluppare la creatività e l’innovazione; l’ampliamento della disponibilità di strutture di formazione in materia di gestione, commercio e imprenditorialità specificamente adattate ai professionisti dei campi culturale e creativo; lo sviluppo delle industrie culturali e creative;
  3. la promozione della cultura quale elemento essenziale delle relazioni internazionali dell’Unione, attraverso un accresciuto ruolo della cultura nelle relazioni esterne e nella politica di cooperazione allo sviluppo; la promozione della convenzione dell’Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali; il dialogo interculturale e l’interazione tra le società civili degli Stati membri dell’UE e i paesi terzi; lo sviluppo della cooperazione tra le istituzioni culturali degli Stati membri dell’UE, compresi gli istituti culturali, nei paesi terzi e con i loro omologhi in questi paesi.

Un nuovo piano di lavoro quadriennale per la cultura per il periodo 2015-2018 è stato concordato in sede di Consiglio dell’Unione europea nel dicembre scorso: gli Stati membri hanno deciso di concentrare le attività nel settore culturale sui alcuni temi prioritari, definiti in un apposito piano di lavoro comune, allegato al piano, i quali rispecchiano le priorità dell’agenda europea per la cultura.

 

Azioni di incentivazione

La Commissione europea gestisce il programma “Europa creativa” dedicato al sostegno dei settori culturali e creativi europei.

Obiettivi generali del programma sono accrescere la diversità culturale e linguistica europea, promuovere il patrimonio culturale dell’Europa e rafforzare la competitività dei settori culturali e creativi europei.

Esso stanzia, nel periodo 2014-2020, circa 1,5 miliardi di euro, nell’ambito di tre distinti sottoprogrammi:

  1. il sottoprogramma “MEDIA”, per rafforzare le capacità del settore audiovisivo europeo di operare a livello transnazionale, attraverso il sostegno: alla distribuzione delle opere europee nelle sale cinematografiche europee e su tutte le altre piattaforme, mediante il marketing transnazionale, il branding, la distribuzione e la presentazione di opere audiovisive; ad attività di promozione, manifestazioni, alfabetizzazione cinematografica e festival del cinema; a nuove forme di distribuzione per consentire la nascita di nuovi modelli di business;
  2. il sottoprogramma “Cultura”, per rafforzare le capacità dei settori culturali e creativi di operare a livello transnazionale, mediante il sostegno: a tournées, manifestazioni, mostre e festival internazionali; alla circolazione della letteratura europea; all’accesso del pubblico alle opere culturali e creative europee e al patrimonio culturale europeo materiale e immateriale;
  3. una sezione transettoriale, nell’ambito della quale la Commissione europea ha istituito uno strumento di garanzia per i settori culturali e creativi, per facilitare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese (PMI), delle micro-organizzazioni e delle organizzazioni di piccole e medie dimensioni nei settori culturali e creativi e per migliorare la capacità degli intermediari finanziari di valutare i rischi associati alle imprese che operano nei settori culturali e creativi, nonché ai loro progetti.

Anche nei programmi operativi dei Fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020, gestiti a livello nazionale e regionale, sono stanziate risorse unionali per il settore culturale

Circa il 2% dei 42 miliardi di euro assegnati dall’Unione all’Italia, sono stati destinati da Governo e Regioni al miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio culturale nelle aree di maggiore attrazione (733 milioni di euro), oltre ad altri fondi per le imprese del settore culturale e creativo.

Metà di questi fondi sono stanziati a favore delle cinque regioni italiane meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia), nelle quali è previsto un apposito programma operativo nazionale (PON) “Cultura”, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

 

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30 settembre 2022. MONDIACULT 2022: politiche culturali e sviluppo sostenibile UE
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25 maggio 2018L’agenda europea per la cultura del 2018
12 febbraio 2016. Il marchio del patrimonio europeo: European Heritage Label
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