Concludo la panoramica delle proposte legislative della Commissione europea finalizzate alla realizzazione di un mercato unico digitale in Europa con un ultimo tema: il commercio elettronico.

Per eliminare il più rapidamente possibile tutti gli ostacoli che impediscono a un consumatore o a una impresa europea di acquistare on line un bene o un servizio, al minor prezzo e alle migliori condizioni, in qualsiasi Paese dell’Unione europea, la Commissione ha presentato un ulteriore pacchetto di misure, che si aggiunge e completa le misure che ho presentato nei precedenti articoli del blog su investimenti, manifattura digitale (Industry 4.0) ed e-Government.

Vi sono, infatti, ancora troppi ostacoli al commercio elettronico tra i 28 Paesi dell’Unione europea e troppe disparità di trattamento ingiustificate per i consumatori e le imprese che tentano di acquistare beni e servizi online all’interno dell’UE.

Impedire gli ostacoli al commercio elettronico e impedire ogni forma di discriminazione e/o di restrizione alla vendita di beni e servizi in base alla cittadinanza/nazionalità, alla residenza o all’ubicazione geografica, non è però sufficiente: la Commissione europea intende anche instillare nei consumatori maggiore fiducia nelle vendite online transfrontaliere, garantendo una migliore applicazione delle norme esistenti e servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi a costi accessibili e di qualità elevata.

 

Il commercio elettronico in Europa: un potenziale ancora sottoutilizzato

In base agli ultimi dati pubblicati da Eurostat nell’indagine sull’utilizzo delle TIC da parte delle imprese, nel 2015, rispetto ad un 24% di imprese europee del commercio al dettaglio che ha venduto on line a consumatori del proprio paese, solo il 9% delle medesime imprese ha venduto online a consumatori in altri paesi dell’Unione europea.

Nell’economia nel suo complesso, solo il 19% delle piccole e medie imprese (PMI) europee vende online (rispetto al 43% delle grandi imprese) e solo l’8% di esse vende online in altri paesi dell’Unione (a fronte del 23% delle grandi imprese).

Sempre secondo i dati Eurostat, desunti dall’indagine sull’utilizzo delle TIC da parte di famiglie e individui, sempre nel 2015 solo il 16% dei consumatori ha effettuato acquisti online da un altro paese dell’Unione, mentre il 47% ha effettuato acquisti online a livello nazionale.

Nel 2015, la quota del commercio elettronico sul totale del commercio al dettaglio nell’Unione europea è stata circa due terzi rispetto a quella degli Stati Uniti.

Eppure, il commercio elettronico rappresenta un potente come motore di crescita.

Sempre i dati Eurostat e alcuni studi indipendenti, dimostrano come il valore del commercio elettronico al dettaglio nell’Unione europea nel 2014 sia aumentato del 13,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un totale di circa 370 miliardi di euro. Il tasso di crescita annuale medio nel periodo 2000-2014 è stato del 22%. La quota rappresentata dal commercio elettronico sul fatturato totale nel settore del commercio al dettaglio ha raggiunto nel 2015 l’8%.

Un nuovo quadro legislativo globale per il commercio elettronico

Per sostenere lo sviluppo del commercio elettronico e massimizzarne l’impatto sulla crescita economia, quindi, la Commissione europea ha messo sul tavolo quattro importanti proposte chiave:

  • una proposta legislativa volta a risolvere la questione dei blocchi geografici ingiustificati o altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento all’interno del mercato unico;
  • una proposta legislativa di revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori;
  • una proposta legislativa (regolamento) relativa a misure sulla consegna dei pacchi;
  • orientamenti per l’attuazione/applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali.

Queste quattro proposte sono interconnesse tra loro e completano le altre proposte della Commissione nell’ambito del mercato unico digitale, in particolare:

  • le due proposte legislative sulla fornitura di contenuti digitali e sulla vendita online e altri tipi di vendita a distanza di beni, già adottate dalla Commissione nel dicembre 2015;
  • le prossime proposte di semplificazione dell’IVA, la cui adozione è prevista nell’autunno del 2016.

Insieme a norme già esistenti come la direttiva sul commercio elettronico, a norme in materia di diritto commerciale e dei consumatori tra cui la direttiva sui diritti dei consumatori, al quadro normativo sulla protezione dei dati, recentemente riformato, e al diritto della concorrenza, queste proposte, una volta adottate, stabiliranno un quadro globale per sfruttare al massimo il potenziale del commercio elettronico in Europa a vantaggio sia dei consumatori che delle imprese.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Per aggiornamenti si consulti il sito Web della Commissione europea dedicato al commercio elettronico.


Aggiornamenti successivi e articoli collegati

Per approfondire o seguire l’evoluzione del tema del commercio al dettaglio nell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:

17 febbraio 2023. Shopping online: 40% dei siti web con pratiche di manipolazione dei consumatori
20 aprile 2018Rafforzare il commercio al dettaglio in Europa: orientamenti 2018 della Commissione