Analisi della valutazione UE 2023 dei piani nazionali energia‑clima: progressi, criticità e allineamento agli obiettivi 2030 del Green Deal e di RePowerEU.

Introduzione

I piani nazionali integrati per l’energia e il clima (PNIEC) sono stati introdotti dal regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima (UE) 2018/1999, in vigore dal 24 dicembre 2018.

I PNIEC rappresentano il principale strumento di pianificazione politica strategica che consente agli Stati membri di descrivere come raggiungeranno gli obiettivi e i traguardi fissati nell’ambito dell’Unione dell’energia e rimarranno sulla buona strada per raggiungere la neutralità climatica e la resilienza entro il 2050.

In particolare, i PNIEC  delineano il modo ciascun paese dell’Unione intende affrontare le cinque dimensioni dell’Unione dell’energia:

  1. sicurezza energetica;
  2. mercato interno dell’energia;
  3. efficienza energetica;
  4. decarbonizzazione;
  5. ricerca, innovazione e competitività.

I PNIEC e l’aggiornamento 2023

Ai sensi del citato regolamento sulla governance, gli Stati membri dovevano presentare  alla Commissione i progetti di PNIEC per il periodo 2021-2030 – elaborati in consultazione con cittadini, imprese e regioni – entro il 31 dicembre 2018.

Questi sono stati analizzati dalla Commissione con una valutazione complessiva  e raccomandazioni specifiche per paese.

Tenendo conto di queste raccomandazioni, gli Stati membri hanno presentato i PNIEC definitivi entro il 31 dicembre 2019.

Dopo due anni, entro il 30 giugno 2023, gli Stati membri sono stati chiamati a valutare i progressi compiuti nell’attuazione dei rispettivi piani e provvedere ad aggiornare i PNIEC, sulla base degli orientamenti forniti dalla Commissione sul processo e sulla portata di questo primo aggiornamento.

Infatti, la strategia del Green Deal europeo, il contesto geopolitico in rapida evoluzione e la crisi energetica, hanno portato l’Unione europea e i suoi Stati membri ad accelerare la transizione energetica e a fissare obiettivi energetici e climatici più ambiziosi. Questi sviluppi si riflettono nel quadro legislativo e politico adottato sia nell’ambito del pacchetto “Fit for 55” che nel piano “REPowerEU“.

Tenendo conto di questo nuovo contesto, gli Stati membri hanno aggiornato i propri PNIEC.

Il Governo italiano ha presentato la nuova bozza di PNIEC alla Commissione europea il 19 luglio 2023 e il successivo 18 dicembre la stessa Commissione ha pubblicato la sua valutazione a livello europeo dei progetti di PNIEC aggiornati, insieme a valutazioni individuali e raccomandazioni specifiche per paese per i 21 Stati membri che hanno presentato in tempo i loro progetti di piani (non hanno presentato per tempo i piani: Austria, Belgio; Bulgaria, Irlanda, Lettonia e Polonia).

Ora il Governo italiano, come i Governi di tutti i Paesi europei, hanno tempo fino al 30 giugno 2024 per modificare le bozze dei PNIEC alla luce delle raccomandazioni formulate dalla Commissione e presentare la versione definitiva.

La valutazione complessiva dei PNIEC a livello europeo

A livello europeo, le 21 proposte di aggiornamento dei PNIEC dimostrano che tutti gli Stati sono impegnati nel raggiungimento degli obiettivi climatici concordati a livello europeo, anche se permangono lacune in termini di ambizione per raggiungere i traguardi e gli obiettivi rafforzati, recentemente definiti per il 2030 nelle politiche climatiche ed energetiche. Ciò si spiega, secondo la Commissione, alla luce del breve tempo intercorso tra la finalizzazione del pacchetto “Fit for 55” e la presentazione della bozza di PNiEC aggiornati.

In particolare, a livello europeo, la situazione degli obiettivi collettivi degli Stati membri è la seguente:

  • nonostante una sostanziale riduzione negli ultimi anni, si stima che le emissioni nette di gas serra (GHG ) nel 2030 saranno inferiori del 5,1 % rispetto al 1990, 4 punti percentuali in meno rispetto all’obiettivo del 55% fissato nella legge sul clima;
  • la quota di energia rinnovabile nel consumo energetico finale potrebbe raggiungere tra il 38,6% e il 39,3% nel 2030 a livello di Unione. Questo è significativamente superiore al 32% fissato nella direttiva europea sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (REDII), ma inferiore all’obiettivo vincolante del 42,5%, con lo sforzo collettivo di raggiungere un obiettivo del 45%, fissato nella REDII rivista del 2023;
  • nel campo dell’efficienza energetica , il consumo energetico finale a livello dell’Unione nel 2030 potrebbe raggiungere 814,3 Mtep, corrispondente a una riduzione del 5,8% rispetto alle proiezioni del 2030 . Questo è inferiore al livello di consumo energetico finale di 956 Mtep fissato nella direttiva europea sull’efficienza energetica (EED) del 2018, ma superiore ai 763 Mtep, corrispondenti ad una riduzione dell’11,7% rispetto alle proiezioni al 2030, fissate nella rifusione della EED del 2023;
  • la sicurezza energetica viene affrontata in modo molto diverso nei progetti di piano. Le importazioni di energia dell’UE dalla Russia sono diminuite in modo significativo , ad esempio le importazioni russe di gas naturale sono diminuite da una quota di circa il 45% delle importazioni dell’Unione nel 2021 al 15% durante i primi dieci mesi del 2023 . Tuttavia, solo alcuni Stati membri forniscono piani dettagliati per un accesso diversificato al gas o alle fonti energetiche a basse emissioni di carbonio e pochi Stati membri hanno definito come intendono pianificare il graduale declino dell’uso del petrolio e le sue implicazioni per la sicurezza energetica e le infrastrutture petrolifere;
  • tutti gli Stati membri hanno iniziato a eliminare gradualmente i combustibili fossili per la produzione di energia , in particolare i combustibili fossili solidi , ma solo pochi sono già esenti dal carbone e non tutti prevedono di diventarlo prima del 2030, anzi, alcuni Stati sembrano fare marcia indietro rispetto ai precedenti impegni;
  • in numerosi piani mancano ancora obiettivi chiari e un quadro normativo completo per rafforzare le reti elettriche per integrare le energie rinnovabili e le innovazioni tecnologiche;
  • per affrontare la povertà energetica, la stragrande maggioranza degli Stati membri deve ancora definire obiettivi chiari e un metodo per la definizione e la valutazione delle famiglie vulnerabili;
  • è ancora sostanzialmente assente nei piani una solida valutazione delle esigenze di investimento, supportata da misure concrete per attrarre finanziamenti privati, così come un’attenzione rinnovata e più forte sulla ricerca, l’innovazione e la competitività, anche sulla preparazione di una forza lavoro qualificata;
  • infine, le politiche e misure previste da molti piani per sostenere la transizione giusta, spesso mancano di una visione strategica e lungimirante: gli Stati membri, infatti, hanno fornito solo una valutazione parziale degli impatti socioeconomici della transizione climatica ed energetica su individui, famiglie e imprese.

La valutazione del PNIEC aggiornato dell’Italia e le raccomandazioni della Commissione europea

E’ in questo quadro di valutazione a livello europeo che va letta la valutazione della Commissione europea della proposta di aggiornamento del PNIEC presentata dal Governo italiano, che è sintetizzata nella seguente tabella.

Obiettivi climatici dell'Italia

 

Principali elementi positivi della proposta italiana

In sintesi, nella sua valutazione tecnica la Commissione europea evidenzia i seguenti elementi positivi della proposta italiana:

  • sulle energie rinnovabili, il piano fornisce, per la maggior parte, un elenco completo delle misure che l’Italia ha adottato o intende adottare per sostenere la diffusione delle energie rinnovabili, tra le quali le “aree di accelerazione delle rinnovabili” con procedure più rapide e semplici per le tecnologie per le energie rinnovabili;
  • sull’efficienza energetica, il piano italiano prevede, per la maggior parte, misure globali che riguardano la maggior parte dei settori rilevanti, tra cui l’edilizia, la distribuzione dell’energia, i trasporti e le imprese. In particolare, l’Italia ha inserito informazioni dettagliate sul risparmio energetico negli enti pubblici;
  • sulla sicurezza energetica, il piano definisce ambizioni elevate, politiche e misure concrete per rafforzare la sicurezza del sistema energetico italiano, in particolare per la diversificazione del gas e per la riduzione della domanda di gas;
  • sul mercato interno dell’energia, il piano definisce misure convincenti per garantire la partecipazione non discriminatoria dei nuovi operatori sul mercato e per incoraggiare la flessibilità nei servizi, ma senza definire obiettivi chiari;
  • infine, per quel che riguarda l’eliminazione graduale dei sussidi ai combustibili fossili, il piano spiega l’esercizio di mappatura e descrive la struttura di governance per la loro progressiva eliminazione.

 

Aree di miglioramento dell’Italia

Invece, le aree di miglioramento raccomandate dalla Commissione europea e da considerare nella stesura definitiva del piano, sono le seguenti:

  • per gli edifici, il piano non prevede obiettivi più ambiziosi di quelli della strategia di ristrutturazione a lungo termine dell’Italia del 2020 e non fornisce stime del fabbisogno finanziario o delle fonti di finanziamento per la maggior parte delle misure di efficienza energetica proposte;
  • in tema di povertà energetica, la bozza aggiornata del PNIEC dell’Italia non contiene un obiettivo per la riduzione della povertà energetica e non riporta il numero di famiglie attualmente colpite dalla povertà energetica;
  • su ricerca, innovazione e competitività, il piano non fornisce informazioni sufficienti su misure e investimenti per sostenere la ricerca e l’innovazione nelle tecnologie energetiche pulite, l’aumento delle capacità produttive per le tecnologie a zero emissioni e per superare le lacune individuate in termini di competenze necessarie;
  • sull’adattamento ai cambiamenti climatici, il piano non valuta le vulnerabilità e i rischi climatici rilevanti per il raggiungimento degli obiettivi, delle politiche e delle misure energetiche e climatiche dell’Italia. Politiche e misure di adattamento (per affrontare questi rischi e vulnerabilità) non sono adeguatamente descritti. In proposito, però, è anche da aggiungere che il Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici è stato approvato dal Governo italiano il 23 dicembre 2023, quindi, successivamente alla presentazione della bozza di PNIEC aggiornato;
  • infine, per quel che riguarda il raggiungimento di una transizione giusta, il piano non è in linea con gli impegni assunti nei Piani Territoriali per una Transizione Giusta adottati, in particolare per la Centrale Elettrica (a carbone) del Sulcis (Sulcis Power Station).

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

  • Comunicazione della Commissione europea, Valutazione a livello UE della bozza aggiornata dei piani nazionali per l’energia e il clima. Un passo importante verso gli obiettivi energetici e climatici più ambiziosi per il 2030 nell’ambito del Green Deal europeo e di RePowerEU, doc. COM(2023) 796 del 18.12.2023
  • RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 18.12.2023 sul progetto di piano nazionale integrato aggiornato per l’energia e il clima dell’Italia per il periodo 2021-2030 e sulla coerenza delle misure dell’Italia con l’obiettivo di neutralità climatica dell’Unione e con la garanzia di progressi nell’adattamento, doc. C(2023) 9607 del 18.12.2023
  • Documento di lavoro dei Servizi della Commissione europea, Valutazione della bozza aggiornata del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima dell’Italia, doc. SWD(2023) 917 del 18.12.2023
  • I Piani nazionali decennali per l’energia e il clima dei paesi dell’UE per il periodo 2021-2030 sono pubblicati sul sito della Commissione europea.
  • Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, giugno 2023

Aggiornamenti successivi e articoli collegati

Per approfondire o seguire l’evoluzione degli obiettivi climatici dell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
6 dicembre 2024. Rapporto 2024 sull’Unione dell’energia
29 marzo 2024. Green Deal europeo: la proposta 2024 della Commissione per l’obiettivo climatico 2040
5 novembre 2021. Unione dell’energia e del clima: la relazione della Commissione europea per il 2021
29 marzo 2016. L’Unione europea inizia ad attuare l’accordo di Parigi sul clima
30 ottobre 2014. I nuovi obiettivi a medio termine dell’UE per i cambiamenti climatici al 2030
29 aprile 2014. Quali obiettivi dell’Unione europea per l’energia e per il clima per il 2030?