Il piano REPowerEU: 210 miliardi di euro di investimenti per l’indipendenza energetica dell’Unione europea

3 giugno 2022 di Mauro Varotto

L’8 marzo 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Commissione ha proposto una bozza di piano [doc. COM (2022) 108]
per affrancare l’Europa dai combustibili fossili russi molto prima della tappa fissata per il 2030.In occasione del Consiglio europeo del 24-25 marzo scorso i leader dell’Unione europea hanno condiviso questo obiettivo e dato mandato alla Commissione europea di presentare un piano dettagliato, denominato: REPowerEU.

 

La Commissione ha, quindi, presentato tale piano di azione che persegue due obiettivi:

  1. porre fine alla dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili della Russia, che sono usati come arma economica e politica e costano ai contribuenti europei quasi 100 miliardi di euro all’anno;
  2. affrontare la crisi climatica, cogliendo l’occasione dell’interruzione delle forniture di petrolio e gas dalla Russia, per accelerare la transizione ecologica.

Il nuovo piano non modifica le linee fondamentali delle politiche europee in materia di energia: in particolare, gli obiettivi consistono sempre nell’incremento della diffusione delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell’industria e nella generazione di energia elettrica, nell’aumento dell’efficienza nell’uso dell’energia e del risparmio energetico, nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.
Tuttavia, li rende più stringenti e ne accelera l’attuazione, anche grazie ad un massiccio piano di investimenti da 210 miliardi di euro fino al 2027, gran parte dei quali ricavati dai Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) in corso, che saranno modificati per riorientarne la spesa verso i nuovi obiettivi di indipendenza energetica europea.

Risparmiare energia
Il risparmio energetico è il modo più rapido ed economico di far fronte all’attuale crisi energetica e far diminuire le bollette. La Commissione europea propone, quindi, di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, tra cui un aumento dal 9% al 13% dell’obiettivo vincolante di efficienza energetica fissato nell’ambito del pacchetto legislativo “Pronti per il 55%” (Fit for 55) connesso al Green Deal europeo.

Risparmiare energia adesso – scrive la Commissione – ci aiuterà a prepararci alle possibili sfide del prossimo inverno. Per questo motivo la Commissione ha pubblicato una comunicazione specifica sul risparmio energetico, che illustra in dettaglio i cambiamenti nei comportamenti che potrebbero ridurre del 5% la domanda di gas e petrolio a breve termine e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione ad hoc rivolte alle famiglie e all’industria.
Gli Stati membri sono inoltre invitati ad applicare misure fiscali per favorire il risparmio energetico, come aliquote IVA ridotte sui sistemi di riscaldamento efficienti, l’isolamento degli edifici e gli apparecchi e i prodotti efficienti sotto il profilo energetico. La Commissione definisce inoltre misure di emergenza in caso di grave interruzione dell’approvvigionamento e pubblicherà orientamenti sui criteri di priorità per i clienti, oltre ad agevolare l’elaborazione di un piano di riduzione della domanda coordinato a livello dell’Unione.

Diversificare l’approvvigionamento e sostenere i nostri partner internazionali
L’Unione collabora da diversi mesi con partner internazionali per diversificare l’approvvigionamento di energia, ed è riuscita a garantire livelli record di importazioni di GNL e maggiori forniture di gas via gasdotti.
La piattaforma dell’Unione per l’energia, di recente creazione e sostenuta dalle task force regionali, consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno aggregando la domanda, ottimizzando l’uso delle infrastrutture e coordinando i contatti con i fornitori.
Per la tappa successiva, riproducendo l’ambizione del programma di acquisto comune dei vaccini, la Commissione valuterà la possibilità di sviluppare un “meccanismo di acquisto congiunto” che negozi e concluda contratti di acquisto di gas per conto degli Stati membri aderenti. La Commissione prenderà inoltre in considerazione misure legislative che impongano agli Stati membri di diversificare nel tempo l’approvvigionamento di gas. La piattaforma consentirà inoltre l’acquisto congiunto di idrogeno rinnovabile.

Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili
Una massiccia espansione e accelerazione delle energie rinnovabili nella generazione di energia elettrica, nell’industria, nell’edilizia e nei trasporti consentirà all’Unione europea di conseguire l’indipendenza più in fretta, darà impulso alla transizione verde e abbasserà i prezzi nel tempo.
La Commissione propone di aumentare dal 40% al 45% l’obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili nell’ambito del pacchetto “Pronti per il 55%”. Questa maggiore ambizione generale getterà le basi per altre iniziative, tra cui:

  • una strategia dell’UE per l’energia solare volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030;
  • un’iniziativa per i pannelli solari sui tetti con l’introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali;
  • il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore unito a misure per integrare l’energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo;
  • una raccomandazione della Commissione per affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili e una modifica mirata della direttiva sulle energie rinnovabili affinché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente;
  • la definizione di un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare;
  • un piano di azione per il biometano, che definisce strumenti tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune.

 

Ridurre il consumo di combustibili fossili nell’industria e nei trasporti

La sostituzione del carbone, del petrolio e del gas naturale nei processi industriali ridurrà le emissioni di gas a effetto serra e rafforzerà la sicurezza e la competitività. Il risparmio energetico, l’efficienza, la sostituzione dei combustibili, l’elettrificazione e una maggiore diffusione dell’idrogeno rinnovabile, del biogas e del biometano ad opera dell’industria potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030 in aggiunta a quanto previsto dalle proposte del pacchetto “Pronti per il 55%”.
La Commissione proporrà contratti per differenza sul carbonio per sostenere l’adozione dell’idrogeno verde da parte dell’industria e finanziamenti specifici per REPowerEU nell’ambito del Fondo per l’innovazione, utilizzando i proventi dello scambio di quote di emissioni per favorire ulteriormente la fine della dipendenza dai combustibili fossili russi.
Per migliorare il risparmio energetico e l’efficienza nel settore dei trasporti e accelerare la transizione verso veicoli a emissioni zero la Commissione presenterà un pacchetto per l’inverdimento del trasporto merci, e prenderà in considerazione un’iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nei parchi auto pubblici e aziendali al di sopra di una determinata dimensione. La comunicazione sul risparmio energetico comprende anche molte raccomandazioni rivolte alle città, alle regioni e alle autorità nazionali che possono contribuire efficacemente alla sostituzione dei combustibili fossili nel settore dei trasporti.

 

Investimenti intelligenti
Per centrare gli obiettivi di REPowerEU servono 210 miliardi di euro di investimenti supplementari entro il 2027, in un’ottica di indipendenza e sicurezza future.

 

 

Se, da un lato, tagliare le importazioni di combustibili fossili dalla Russia può fare risparmiare quasi 100 miliardi di euro l’anno, i nuovi investimenti dovranno essere sostenuti dal settore pubblico e privato a livello nazionale, transfrontaliero e dell’Unione europea
A sostegno di REPowerEU sono già disponibili 225 miliardi di euro sotto forma di prestiti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF).
La Commissione ha adottato alcune proposte legislative e specifici orientamenti a uso degli Stati membri, sulla modifica e l’integrazione dei piani per la ripresa e la resilienza (PNRR) al fine di fare spazio agli investimenti nel contesto di REPowerEU.
In particolare, la Commissione propone di aumentare la dotazione finanziaria dell’RRF di 20 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni, provenienti dalla vendita di quote di emissioni del sistema ETS, attualmente detenute nella riserva stabilizzatrice del mercato.
Oltre a ciò, l’attuale quadro finanziario pluriennale 2021-2027 prevede già che la politica di coesione sostenga progetti di decarbonizzazione e transizione verde con investimenti fino a 100 miliardi di euro nelle energie rinnovabili, nell’idrogeno e nelle infrastrutture.
Attraverso trasferimenti volontari all’RRF potrebbero essere messi a disposizione altri 26,9 miliardi di euro dai Fondi di coesione e 7,5 miliardi di euro dalla politica agricola comune (PAC).
Inoltre, la Commissione raddoppierà i finanziamenti destinati all’invito a presentare proposte su larga scala del Fondo per l’innovazione in calendario per l’autunno 2022, portandoli a circa 3 miliardi di euro.
Anche le reti transeuropee nel settore dell’energia (TEN-E) possono fornire un contributo, avendo già contribuito a creare nell’Unione europea un’infrastruttura del gas resiliente e interconnessa. Per integrare i progetti inclusi nell’elenco dei progetti di interesse comune (PIC) e compensare del tutto la futura perdita di importazioni di gas russo, saranno necessarie infrastrutture supplementari per il gas di portata limitata, che secondo le stime richiederanno circa 10 miliardi di euro di investimenti.
Infine, per adattare la rete elettrica alle esigenze future sarà fondamentale anche imprimere un’accelerazione ai PIC nel settore dell’energia: il meccanismo per collegare l’Europa fornirà sostegno in tal senso e la Commissione ha pubblicato oggi un nuovo invito a presentare proposte con un budget di 800 milioni di euro, cui ne seguirà un altro all’inizio del 2023.

Il finanziamento di REPowerEU
Come si è anticipato, sono necessari ulteriori investimenti di 210 miliardi di euro da qui al 2027 per eliminare gradualmente le importazioni russe di combustibili fossili, che attualmente costano ai contribuenti europei quasi 100 miliardi di euro all’anno.
Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), fulcro del piano REPowerEU, sostiene la pianificazione e il finanziamento coordinati delle infrastrutture transfrontaliere e nazionali e i progetti e le riforme nel settore dell’energia.
La Commissione propone di apportare modifiche mirate al regolamento RRF per integrare specifici capitoli REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri (PNRR) attualmente esistenti, in aggiunta alle numerose riforme e investimenti già presenti in tali piani.
Gli Stati membri dovranno, quindi, aggiungere un capitolo REPowerEU ai loro piani di ripresa e resilienza (RRP) per convogliare gli investimenti verso le priorità di REPowerEU e attuare le riforme necessarie, secondo gli orientamenti elaborati dalla Commissione.
Nel ciclo del semestre europeo 2022, ci saranno raccomandazioni REPowerEU specifiche per paese per ciascuno Stato membro. A tal fine, la Commissione propone che gli Stati membri utilizzino i restanti prestiti RRF (attualmente 225 miliardi di euro) e nuove sovvenzioni RRF finanziate dalla vendita all’asta delle quote del Sistema di Emission Trading (ETS), attualmente detenute nella Riserva di Stabilità del Mercato, per un valore di 20 miliardi di euro.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Orientamenti sui piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU, in GU UE C214 del 31 maggio 2022

Comunicazione della Commissione europea, Il piano REPowerEU, doc. COM(2022) 230 del 18 maggio 2022
Comunicazione della Commissione europea, Risparmio energetico, doc, COM(2022) 240 del 18 maggio 2022
Comunicazione della Commissione europea, Piano di azione UE per il biometano, doc. SWD(2022) 230 del 18 maggio 2022
Comunicazione della Commissione europea, Strategia dell’UE per l’energia solare, doc. COM(2022) 221 del 18 maggio 2022
Comunicazione della Commissione europea, Strategia esterna dell’UE per l’energia in un mondo che cambia, doc. COM(2022) 23 del 18 maggio 2022
Commissione europea, Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la Direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, la Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia e la Direttiva 2012/27/ UE sull’efficienza energetica, doc. COM(2022) 222 del 18 maggio 2022

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