Il quadro di valutazione UE della giustizia 2022

10 giugno 2022 di Mauro Varotto

Istituito nel 2013, il quadro di valutazione della giustizia in Europa è uno strumento informativo comparativo annuale, utilizzato dalla Commissione europea per monitorare le riforme giudiziarie negli Stati membri ed è uno degli strumenti dell’Unione europea per preservare lo Stato di diritto.

Esso esamina in particolare i tre principali elementi che rendono efficace un sistema giudiziario:

  • l’efficienza, mediante una serie di indicatori relativi alla durata dei procedimenti, al tasso di ricambio e al numero di cause in corso;
  • la qualità, attraverso indicatori relativi all’accessibilità (come il patrocinio a spese dello Stato e le spese di giustizia), alla formazione, al bilancio, alle risorse umane e alla digitalizzazione;
  • l’indipendenza, con una serie di indicatori relativi all’indipendenza percepita della magistratura tra i cittadini e le imprese e alle garanzie riguardanti i giudici e il funzionamento delle procure nazionali.

Nell’ultimo decennio il quadro di valutazione si è evoluto: da una panoramica di indicatori di base è diventato una raccolta completa di informazioni di elevata qualità in grado di aiutare gli Stati a individuare le opportunità di miglioramento e ad affrontare i rischi per i sistemi giudiziari europei, in modo da salvaguardare l’indipendenza della magistratura che, come è noto, è uno dei capisaldi dello Stato di diritto.

Infatti, i risultati del “Quadro di valutazione UE della giustizia” relativi al 2022 sono stati presi in considerazione nella valutazione specifica per paese, effettuata nell’ambito del semestre europeo 2022, e nella valutazione dei piani per la ripresa e la resilienza (PNRR) degli Stati membri, i quali, come è noto, delineano le misure di investimento e di riforma da finanziare attraverso il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) anche nel settore della giustizia.

Come ho avuto modo di scrivere in precedenti articoli del blog, la riforma della giustizia è una delle principali riforme previste dal PNRR “Italia Domani” poiché il sistema della giustizia italiana, seppur caratterizzato da solide garanzie di autonomia e di indipendenza e da un alto profilo di professionalità dei magistrati, soffre di un fondamentale problema: i tempi della celebrazione dei processi.

Tale dato è confermato, per l’appunto, anche la decima edizione del “Quadro di valutazione UE della giustizia”, pubblicata dalla Commissione europea poche settimane fa, dal quale è estratto il seguente grafico, nel quale emerge che l’Italia si colloca all’ultimo posto in Europa per il tempo stimato necessario per definire i contenziosi civili e commerciali in tutti i gradi di giudizio.

 

I risultati della valutazione 2022

La decima edizione del “Quadro di valutazione UE della giustizia” rispetto alle edizioni degli anni precedenti, presenta tre novità:

  • dati relativi agli effetti della pandemia di COVID-19 sull’efficienza dei sistemi giudiziari i quali dimostrano che se, da un lato, la pandemia ha accelerato i processi di trasformazione digitale, dall’altro è urgente che gli Stati membri accelerino le riforme di modernizzazione in questo settore, dato che in alcuni Stati membri vi è ancora un notevole margine di miglioramento;
  • dati sulle possibilità delle persone con disabilità ad accedere alla giustizia in maniera paritaria rispetto agli altri. Sebbene tutti gli Stati membri prevedano almeno alcune disposizioni (ad esempio adeguamenti procedurali), solo la metà degli Stati membri offre anche formati specifici, come il Braille o la lingua dei segni su richiesta.
  • dati sull’accesso alla giustizia e il suo impatto sulla fiducia degli investitori, sul contesto imprenditoriale e sul funzionamento del mercato unico. I risultati mostrano che quasi tutti gli Stati membri dispongono di misure che consentono alle imprese di ricevere una compensazione finanziaria per le perdite causate da decisioni o dall’inazione delle autorità amministrative, e che gli organi giurisdizionali possono sospendere l’esecuzione delle decisioni amministrative su richiesta

Sul piano più generale, pur precisando che il “Quadro di valutazione UE della giustizia” non presenta una graduatoria unica generale, ma fornisce una panoramica sul funzionamento dei sistemi giudiziari di tutti gli Stati membri in base a indicatori comuni a livello europeo e rinviando per approfondimenti ai testi delle relazioni i cui link sono indicati alla fine dell’articolo, mi soffermerò su due aspetti specifici: le risorse finanziarie e umane destinate alla giustizia e il livello di digitalizzazione dei sistemi giudiziari.

Risorse finanziarie ed umane

Sistemi giudiziari di qualità elevata negli Stati membri dipendono da risorse finanziarie e umane sufficienti. Ciò richiede investimenti adeguati in infrastrutture fisiche e tecniche, formazione iniziale e continua e diversità tra i giudici, anche in termini di equilibrio di genere.

Dal quadro di valutazione UE della giustizia 2022 emerge che:

  • in termini di risorse finanziarie, dai dati emerge che, nel complesso, nel 2020 la spesa totale delle amministrazioni pubbliche per gli organi giurisdizionali ha continuato a rimanere sostanzialmente stabile negli Stati membri, registrando persistenti differenze significative negli importi effettivi tra gli Stati membri, tanto in Euro per abitante quanto in percentuale rispetto al PIL, come evidenziano i seguenti due grafici. Quasi tutti gli Stati membri, compresa l’Italia, hanno aumentato la propria spesa espressa come percentuale rispetto al PIL nel 2020 (un aumento rispetto al 2019) e la maggioranza di essi – ma non l’Italia – ha incrementato anche la spesa pro capite;

 

  • le donne rappresentano ancora meno del 50% dei giudici a livello di Corte suprema nella maggior parte degli Stati membri, come indica il seguente grafico. Dai dati per il triennio considerato, dal 2019 al 2021 emergono livelli e tendenze divergenti tra gli Stati membri, ma dal 2010 la percentuale di donne che svolgono l’attività di giudice a livello di Corti supreme è aumentata nella maggior parte degli Stati membri, compresa l’Italia che pur si colloca al 13° posto tra gli Stati dell’Unione europea.

 

 

Digitalizzazione

A partire dall’edizione del 2021, il “Quadro di valutazione UE della giustizia” comprende un’ampia sezione che esamina nel dettaglio gli aspetti relativi alla digitalizzazione della giustizia.

La maggior parte degli Stati membri utilizza già soluzioni digitali in contesti diversi e in misura diversa, tuttavia vi sono notevoli margini di miglioramento.

Infatti:

  • quasi tutti gli Stati membri dispongono di alcune informazioni online sul proprio sistema giudiziario, compresi siti web con informazioni visibili e comprensibili su come accedere al patrocinio a spese dello Stato, nonché sulle spese di giustizia e sui criteri di ammissibilità per la loro riduzione. Esistono tuttavia differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda il livello di informazione e il grado di risposta alle esigenze delle persone. Ad esempio, solo 13 Stati membri mettono a disposizione una simulazione online interattiva tramite la quale i cittadini possono scoprire se hanno diritto al patrocinio a spese dello Stato. Al contrario, la maggior parte degli Stati membri fornisce un sito web con moduli online per imprese e privati e informazioni per non madrelingua;
  • come evidenzia il seguente grafico, meno della metà degli Stati membri dispone di norme procedurali pronte per il digitale, che consentono l’uso della comunicazione a distanza e l’ammissibilità delle prove solo in formato digitale. Negli altri Stati membri ciò è possibile soltanto in un numero limitato di situazioni. Tuttavia dal 2020 si sono registrati progressi in quasi la metà degli Stati membri Per quanto riguarda l’uso della tecnologia digitale da parte degli organi giurisdizionali e delle procure (grafico 43), la maggior parte degli Stati membri ha già messo vari strumenti digitali a disposizione di organi giurisdizionali, pubblici ministeri e membri del personale. Sebbene la maggior parte degli Stati membri disponga di sistemi di gestione delle cause, sistemi di videoconferenza e dispositivi di telelavoro, sono necessari ulteriori progressi nell’automazione dei sistemi di assegnazione delle cause e nel rendere più ampiamente disponibili l’intelligenza artificiale e gli strumenti basati sulla blockchain.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Commissione europea, Quadro di valutazione UE della giustizia 2022, doc. COM(2022) 234 del 19.05.2022

Commissione europea, The 2022 EU Justice Scoreboard, 19 maggio 2022

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