Piano d’azione dell’Unione europea per rafforzare lo Stato di diritto

19 luglio 2019 di Mauro Varotto

In una comunicazione del 3 aprile 2019, la Commissione europea aveva presentato una panoramica degli strumenti esistenti a livello europeo per difendere lo Stato di diritto e aveva avviato una consultazione sulle riforme necessarie per tutelare il principale valore su cui si fondano le democrazie in Europa occidentale e la stessa Unione europea.

Alla luce degli oltre sessanta contributi scritti ricevuti e dei risultati dei dibattiti tenuti presso le Istituzioni dell’Unione, che hanno coinvolto Stati membri, organizzazioni internazionali, reti giudiziarie, società civile e mondo accademico, ora la Commissione europea presenta il Piano di azione, oltre ad avviare, nel contempo, una nuova procedura contro la violazione dello Stato di diritto in Polonia, dove sono state approvate leggi che cancellano l’indipendenza della magistratura, assoggettandola al potere politico e, in particolare, al governo.

Il concetto di Stato di diritto

Come ho avuto modo di anticipare in un articolo del blog sulla proposta di regolamento europeo che esclude dall’accesso ai fondi europei gli Stati membri che violano lo Stato di diritto, l’Unione europea si basa su una serie di valori condivisi, tra cui i diritti fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto, che sono il fondamento delle nostre società europee e della nostra identità comune.

Lo Stato di diritto ha un impatto diretto sulla vita di tutti i cittadini: è la condizione essenziale per garantire la parità di trattamento di fronte alla legge e la difesa dei diritti individuali, per prevenire gli abusi di potere da parte delle autorità pubbliche e per assicurare che chi partecipa al processo decisionale risponda del proprio operato. Lo Stato di diritto determina il grado di responsabilità con cui sono elaborate le leggi, l’equità della loro applicazione e la loro efficacia. Esso riguarda anche questioni istituzionali quali l’indipendenza e l’imparzialità degli organi giurisdizionali e la separazione dei poteri.

Nessuna democrazia può prosperare senza organi giurisdizionali indipendenti che garantiscano la tutela dei diritti fondamentali e delle libertà civili o senza una società civile attiva e mezzi di comunicazione liberi che garantiscano il pluralismo.

Il piano di azione per rafforzare lo Stato di diritto in Europa

Negli ultimi cinque anni la Commissione europea ha dovuto far fronte ad una serie di problemi relativi allo Stato di diritto nell’Unione europea, in particolare in Polonia e in Ungheria: quindi, sulla base degli insegnamenti tratti dal 2014 a oggi e delle consultazioni approfondite condotte dall’aprile scorso, la Commissione – che è la “custode dei Trattati” – ha deciso di adottare una serie di misure concrete per rafforzare ulteriormente lo Stato di diritto nell’Unione europea, raggruppate attorno a tre pilastri:

  • la promozione di una cultura dello Stato di diritto;
  • la prevenzione dei problemi relativi allo Stato di diritto;
  • una risposta efficace alle violazioni dello Stato di diritto.

Per promuovere una cultura comune dello Stato di diritto in tutta Europa, la Commissione organizzerà un evento annuale dedicato al dialogo con la società civile e sfrutterà al massimo le possibilità di finanziamento per coinvolgere e responsabilizzare le parti interessate, compresa la società civile, per promuovere lo Stato di diritto e per creare una specifica strategia di comunicazione a riguardo. Inoltre, la Commissione rafforzerà la cooperazione con la più antica organizzazione europea, il Consiglio d’Europa, e con altre organizzazioni internazionali, così come con le reti giudiziarie e i parlamenti nazionali.

Per prevenire i problemi relativi allo Stato di diritto, la Commissione ha deciso di istituire un sistema di monitoraggio europeo, consistente in un ciclo annuale di analisi e approfondimento dello Stato di diritto nei singoli Paesi dell’Unione europea che produrrà una relazione annuale sullo Stato di diritto con informazioni relative ai singoli Stati membri, che saranno presentate al Consiglio europeo e al Parlamento europeo.

Questo nuovo strumento contribuirà all’individuazione precoce di problemi in materia di Stato di diritto e alla eventuale adozione dei provvedimenti diretti a prevenire le violazioni.

Con riferimento al terzo pilastro del piano di azione, per garantire una risposta comune efficace alle violazioni dello Stato di diritto, la Commissione continuerà a fare pieno uso dei suoi poteri, qualora le misure di individuazione precoce e di prevenzione non dovessero risultate efficaci.

In particolare, la Commissione adotterà un approccio strategico nei confronti dei procedimenti di infrazione, sottoponendo, ove necessario, i casi di infrazione alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Inoltre, la Commissione sosterrà inoltre in modo costruttivo gli Stati membri nei loro interventi volti ad allentare le tensioni e a risolvere i problemi relativi allo Stato di diritto, affinché il ritorno alla normalità possa essere garantito in modo sostenibile.

Infine, la Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea a riflettere su un approccio collettivo, caratterizzato da chiare norme procedurali, da applicare alla gestione dei casi di violazione di cui all’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, l’articolo che prevede, come estrema conseguenza delle violazioni dello Stato di diritto da parte di un Paese membro, la sospensione di alcuni dei diritti previsti a suo favore dai Trattati europei, compresi i diritti di voto del rappresentante del governo di tale Stato membro in seno al Consiglio.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Rafforzare lo Stato di diritto nell’Unione. Programma d’azione, doc. COM(2019) 343 del 17.7.2019

Comunicazione della Commissione europea, Rafforzare lo Stato di diritto nell’Unione Il contesto attuale e possibili nuove iniziative, doc. COM(2019)163 del 3 aprile 2019

Sulle recenti iniziative della Commissione europea per tutelare lo Stato di diritto in Polonia e in Ungheria, si veda l’apposita pagina del Server Europa.

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