Nell’ultimo decennio il processo di integrazione europea ha compiuto passi da gigante, ma i cittadini europei sembrano saperne poco o nulla.

Lo dimostra l’ultima indagine Eurobarometro della Commissione europea, compiuta nel mese di maggio, dalla quale emerge che, anche se il dato è in crescita, tuttavia solo il 12% dei cittadini europei intervistati conosce la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (CDFUE).

Sondaggio sulla conoscenza della carta dei diritti fondamentali dell'UE 2019

 

Eppure si tratta di uno strumento giuridico vincolante, entrato in vigore il 1° dicembre 2009 assieme al Trattato di Lisbona, il quale garantisce a tutti i cittadini dell’Unione europea un nucleo di diritti e di libertà fondamentali, cui ho accennato in un precedente articolo del blog: si tratta di diritti di libertà, di uguaglianza, di solidarietà, di giustizia e di cittadinanza che non solo sono una grandissima conquista di civiltà ma rappresentano il fondamento stesso della nostra identità europea.

Quest’anno, quindi, ricorre il decimo anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, anche se la sua genesi risale al 7 dicembre 2000, quando fu solennemente proclamata per la prima volta dal Consiglio europeo di Nizza, per poi essere proclamata nuovamente il 12 dicembre 2007, a Strasburgo, dal Parlamento europeo, dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione europea.

Le autorità nazionali, compresi gli organi giurisdizionali, sono tenute ad applicare la Carta dei diritti fondamentali quando attuano il diritto dell’Unione europea: la Commissione europea pubblica annualmente, dal 2010, una dettagliata relazione annuale che valuta come le istituzioni dell’Unione e i singoli Stati membri l’hanno applicata.

La Relazione 2019, appena pubblicata, illustra le principali iniziative adottate a livello europeo per la sua attuazione, in particolare:

  • le norme volte a garantire la protezione degli informatori a livello europeo, di quei soggetti, cioè, che svolgono un ruolo importante nel portare alla luce attività illecite che arrecano pregiudizio al pubblico interesse e al benessere dei cittadini e della società (si pensi agli scandali del Dieselgate, ai LuxLeaks, ai Panama Papers, fino alle più recenti rivelazioni di Cambridge Analytica);
  • la difesa dei diritti elettorali, attraverso misure volte a promuovere elezioni libere ed eque, comunicazioni sulla disinformazione e inviti rivolti alle piattaforme online e all’industria pubblicitaria ad agire per contrastare le notizie false;
  • infine, le iniziative adottate a livello europeo per contrastare l’illecito incitamento all’odio online.

Tuttavia, la relazione segnala che la Carta non è ancora sfruttata al massimo del suo potenziale ed è ancora poco conosciuta, soprattutto a livello nazionale.

In particolare, l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali evidenzia la mancanza di politiche nazionali che ne promuovano la conoscenza e l’attuazione.

Il lavoro da fare per aumentare la consapevolezza dei cittadini europei in merito all’Unione europea, ai diritti e ai vantaggi che conferisce loro è ancora enorme.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:


Approfondimenti sullo Stato di diritto nell’Unione europea:

8 dicembre 2025 – Carta dei diritti UE: perché è decisiva per l’Europa del 2025
21 febbraio 2025 – Finanziamenti UE per i diritti fondamentali 2021-2027
11 dicembre 2020 – Strategia 2020 per rafforzare l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE
7 agosto 2020 – L’applicazione del diritto dell’Unione europea in Europa e in Italia nel 2020
19 luglio 2019 – Piano d’azione 2019 dell’Unione europea per rafforzare lo Stato di diritto
31 agosto 2018 – Programmazione UE 2021-2027: prima i valori europei
27 marzo 2015 – “Ignorantia juris non excusat”: l’accesso al diritto dell’Unione europea
20 febbraio 2015 – Nessuno è costretto a rimanere nell’Unione europea
8 aprile 2014 – Basta il rispetto di parametri economici e finanziari per rimanere nell’Unione europea?