Orientamenti europei per la protezione, la sicurezza e l’empowerment dei giornalisti

8 ottobre 2021 di Mauro Varotto

L’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea (TUE), afferma che l’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani: sono inclusi in questi valori comuni europei anche il rispetto della libertà e del pluralismo dei media e del diritto alla libertà di espressione.

L’obbligo dell’Unione europea e dei suoi Stati membri di rispettare la libertà e il pluralismo dei media si basa anche sull’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il diritto alla libertà di espressione, sancito dal citato articolo, comprende la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

Mezzi di comunicazione liberi, pluralisti e indipendenti, infatti, sono una componente fondamentale dei sistemi democratici e dello Stato di diritto.

La raccomandazione del Consiglio d’Europa CM/Rec (2016) 4 del 2016 sulla tutela del giornalismo e la sicurezza di giornalisti e altri operatori dei media, che si basa sui requisiti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e sulla pertinente giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, fissa norme esaurienti in questo settore che gli attuali 47 Stati membri si sono impegnati ad applicare.

La raccomandazione comprende orientamenti di ampio respiro in materia di prevenzione, protezione, perseguimento di reati e promozione dell’informazione, dell’istruzione e delle azioni di sensibilizzazione.

Tuttavia, questa raccomandazione non è sufficiente.

Anche se l’Indice della libertà di stampa, classifica annuale di nazioni compilata e pubblicata da Reporter senza frontiere (RSF – Reporters Sans Frontières) colloca l’Europa tra i contesti più sicuri per i giornalisti e gli altri professionisti dei media, tuttavia il numero crescente di minacce e attacchi fisici, legali e online nei confronti di giornalisti e altri professionisti dei media negli ultimi anni, documentati, tra l’altro, nelle relazioni della Commissione sullo Stato di diritto 2020 e 2021, rappresenta una tendenza preoccupante, come confermato anche dalle più recenti relazioni dell’Osservatorio del pluralismo dei media elaborate, col cofinanziamento dell’Unione, dal Centre for Media Pluralism and Media Freedom (CMPF).

Negli Stati membri dell’Unione il numero di segnalazioni relative ad attacchi, aggressioni e molestie nei confronti di giornalisti e altri professionisti dei media ha continuato ad aumentare: solo per fare qualche esempio si pensi all’attacco terroristico contro il settimanale Charlie Hebdo, in cui sono state uccise 12 persone nel 2015 in Francia; all’omicidio dei giornalisti investigativi Daphne Caruana Galizia nel 2017 a Malta, Ján Kuciak e la sua fidanzata Martina Kušnírová nel 2018 in Slovacchia, ai casi più recenti, attualmente oggetto di indagine, quali gli omicidi del giornalista greco Giorgios Karaivaz e del giornalista olandese Peter R. de Vries nel 2021.

Per questo motivo, la Commissione europea ha assunto una iniziativa organizzando, nel marzo 2021, un dialogo strutturato nell’ambito del forum europeo dei mezzi di informazione (istituito dalla Commissione nell’ambito del piano d’azione per i media e gli audiovisivi del 3 dicembre 2020), che ha riunito giornalisti, associazioni di giornalisti, consigli dei media, imprese dei mezzi di informazione, autorità di contrasto, deputati al Parlamento europeo, rappresentanti degli Stati membri e delle loro autorità di regolamentazione e organizzazioni internazionali.

Sulla base di tale dialogo, il 16 settembre 2021 la Commissione europea ha adottato la Raccomandazione (UE) 2021/1534 della Commissione del 16 settembre 2021 relativa alla garanzia della protezione, della sicurezza e dell’empowerment dei giornalisti e degli altri professionisti dei media nell’Unione europea.

La raccomandazione stabilisce orientamenti rivolti agli Stati membri affinché adottino misure efficaci, adeguate e proporzionate volte a garantire la protezione, la sicurezza e l’empowerment dei giornalisti, nel pieno rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare i principi di libertà e pluralismo dei media, il diritto alla libertà di espressione e di informazione, il diritto all’integrità della persona, il diritto alla libertà e alla sicurezza e il diritto alla non discriminazione, nonché di altre disposizioni applicabili del diritto dell’Unione, delle norme internazionali e delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri.

La raccomandazione non impedisce agli Stati membri di adottare misure nazionali volte a rafforzare la sicurezza dei giornalisti, conformemente agli ordinamenti giuridici, alle norme professionali, agli orientamenti e ai protocolli nazionali, ma mira a rafforzare la libertà e il pluralismo dei media nell’Unione europea, promuovendo un impegno congiunto e coordinato da parte degli Stati membri, che coinvolge tutti i principali portatori di interessi negli Stati membri e a livello dell’Unione, nonché le pertinenti organizzazioni internazionali, al fine di garantire che i giornalisti e gli altri professionisti dei media possano esercitare la loro professione in Europa in modo sicuro ed efficace.

Per garantire e salvaguardare un contesto favorevole per i giornalisti e gli altri professionisti dei media, la raccomandazione affronta una serie di questioni relative a diversi aspetti chiave, fornendo precisi orientamenti agli Stati membri.

Si tratta, innanzitutto, di orientamenti di carattere orizzontale, riguardanti l’efficace perseguimento dei reati, la cooperazione con le autorità di contrasto, i meccanismi di risposta rapida, la formazione, l’accesso alle informazioni e alle sedi, nonché la protezione economica e sociale.

In secondo luogo, la raccomandazione comprende orientamenti specifici relative a proteste e manifestazioni, sicurezza online e responsabilizzazione digitale, nonché alla situazione delle giornaliste, dei giornalisti appartenenti a gruppi minoritari o dei giornalisti che riferiscono su questioni relative alla parità.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Raccomandazione (UE) 2021/1534 della Commissione del 16 settembre 2021 relativa alla garanzia della protezione, della sicurezza e dell’empowerment dei giornalisti e degli altri professionisti dei media nell’Unione europea, in GU UE L 331 del 20.9.2021, pagg. 8–20

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