Piano nazionale di ripresa e resilienza Italia Domani: il primo semestre di attuazione

3 settembre 2021 di Mauro Varotto

Il 13 agosto scorso la Commissione europea ha erogato all’Italia, a titolo di prefinanziamento  (cioè, di anticipazione), 24,9 miliardi di euro, pari al 13% dell’importo totale stanziato a favore del nostro paese, sia in termini di sovvenzioni che di prestiti, attraverso le risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, al quale ho dedicato una serie di approfondimenti.

Come è noto, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), intitolato “Italia Domani”, presentato dall’Italia, ha superato la valutazione della Commissione europea e, il 6 luglio, è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dell’Unione europea, con un contributo finanziario di 68,9 miliardi di euro e un prestito di 122,6 miliardi di euro, per un totale di 191,5 miliardi di euro, da spendere entro il 31 agosto 2026 nella realizzazione di riforme strutturali e investimenti.

Questa prima anticipazione erogata dalla Commissione europea è stata chiesta dal Governo italiano per disporre della liquidità necessaria ad avviare i primi interventi programmati nel PNRR.

Tuttavia, le successive erogazioni, al massimo due all’anno per un totale di dieci rate (indicativamente semestrali), saranno autorizzate dalla Commissione in funzione della realizzazione degli investimenti e delle riforme previsti nel PNRR: lo prevede il regolamento che istituisce il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, il quale dispone che solo dopo aver raggiunto i traguardi (milestones, cioè i risultati qualitativi) e gli obiettivi (targets, cioè i risultati quantitativi) concordati e indicati nel PNRR approvato, lo Stato membro interessato potrà presentare alla Commissione una richiesta debitamente motivata relativa al pagamento delle singole rate del contributo finanziario e del prestito.

Infatti, nell’allegato alla decisione di esecuzione con cui il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il PNRR dell’Italia, sono elencate tutte le riforme e tutti i progetti di investimento previsti, le modalità e il calendario per l’attuazione e il monitoraggio, compresi i relativi traguardi e obiettivi.

In particolare, la sezione 2 di tale allegato individua, per ciascuna delle dieci rate di sovvenzione e per ciascuna della dieci rate del prestito, le misure (riforma o investimento) che l’Italia dovrà da attuare nel semestre di riferimento – compresa l’analitica descrizione dei traguardi e degli obiettivi da raggiungere per ciascuna misura – al fine di poter presentare la richiesta di pagamento.

Quindi, alla fine dell’anno, il Governo italiano – analogamente ai Governi del primo gruppo degli altri paesi europei il cui PNRR è stato già approvato – potrà presentare la richiesta di pagamento della prima rata di contributo, pari a 11,5 miliardi di euro, e della prima rata di prestito, pari a 12,6 miliardi di euro, che saranno erogate dalla Commissione europea, previa detrazione proporzionale del prefinanziamento già versato, dopo la positiva valutazione preliminare del raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi concordati e indicati nella decisione di esecuzione di approvazione del PNRR.

Questa valutazione preliminare positiva, che la Commissione è obbligata ad effettuare entro due mesi dal ricevimento della richiesta di pagamento da parte degli Stati membri interessati, verrà comunicata al Comitato economico e finanziario, organismo di coordinamento delle politiche nazionali istituito dall’articolo 134 del TFUE, cui partecipano i rappresentanti degli Stati membri, della Commissione europea e della Banca centrale europea.

Il Comitato avrà quattro settimane dal ricevimento della valutazione preliminare da parte della Commissione per esprimere il proprio parere, mediante “consenso”.

In caso di parere positivo del Comitato, la Commissione europea potrà finalmente procedere all’erogazione della rata di contributo finanziario e di prestito.

Tuttavia, qualora, nel Comitato economico e finanziario, in via eccezionale, nonostante la valutazione preliminare positiva della Commissione, non si raggiungesse il “consenso” e uno o più Stati membri ritenessero che vi siano gravi scostamenti dal conseguimento soddisfacente dei pertinenti traguardi e obiettivi, essi potranno chiedere che il Presidente del Consiglio europeo rinvii la questione al successivo Consiglio europeo, quindi, al vertice dei capi di Stato e di Governo, massima istanza politica dell’Unione europea. In questa ipotesi, la Commissione non potrà adottare nessuna decisione che autorizzi l’erogazione del contributo finanziario e del prestito, fino a quando il successivo Consiglio europeo non avrà discusso in modo esaustivo la questione. Di norma, tale processo non dovrà richiedere più di tre mesi dal momento in cui la Commissione ha chiesto il parere del Comitato economico e finanziario.

Che cosa accade, invece, nel caso in cui sia la Commissione europea, a seguito della richiesta di pagamento presentato da uno stato membro, ad accertare che i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio non sono stati conseguiti in misura soddisfacente? Il regolamento del Dispositivo per la ripresa e la resilienza prevede che il pagamento della totalità o di parte del contributo finanziario e del prestito siano sospesi, senza neppure consultare il Comitato economico e finanziario.

Tale sospensione potrà essere revocata dalla Commissione solamente quando lo Stato membro interessato avrà adottato le misure necessarie per garantire un conseguimento soddisfacente dei traguardi e degli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio che ha approvato il PNRR.

Se lo Stato membro interessato, invece, non adotterà le misure necessarie entro un periodo di sei mesi dalla sospensione, la Commissione ridurrà proporzionalmente l’importo del contributo finanziario e del prestito inizialmente concessi.

Le misure del primo semestre di attuazione di Italia Domani

Alla luce di questa procedura di erogazione delle rate di finanziamento del PNRR è interessante chiedersi quali siano le misure, cioè le riforme e gli investimenti, che l’Italia dovrà attuare nel primo semestre di attuazione del PNRR, cioè entro la fine del 2021.

Come ho anticipato, tali misure sono dettagliatamente elencate nella sezione 2 dell’allegato alla decisione di esecuzione con cui il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il PNRR dell’Italia.

Per il primo semestre, le misure e i relativi traguardi e obiettivi sono elencate nelle seguenti due tabelle: la prima riguarda la parte del finanziamento dell’Unione europea erogata in forma si sovvenzione; la seconda, in forma di prestito.

PNRR Italia Domani – Misure, traguardi e obiettivi per la prima rata di contributo finanziario
PNRR Italia Domani – Misure, traguardi e obiettivi per la prima rata di prestito

Il portale Italia Domani

L’attuazione del PNRR italiano potrà essere seguita attraverso il nuovo portale web ufficiale dedicato a “Italia Domani”, da pochi giorni on line: italiadomani.gov.it

Nelle diverse sezioni del portale sono illustrati i contenuti del PNRR e, soprattutto, il sito consentirà di consultare lo stato di avanzamento di ognuno dei 150 progetti di investimento previsti e le spese sostenute, in modo che tutti i cittadini possano avere accesso ai dati e controllare e monitorare le informazioni relative alla realizzazione del Piano.

Infine, dal portale, è possibile scaricare il testo integrale del Piano, nella versione aggiornata, oltre a diversi altri documenti di approfondimento.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Tutti i documenti più recenti relativi alla approvazione del PNRR dell’Italia sono reperibili al seguente link.

Italia Domani, online il portale dedicato al PNRR

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