Orizzonte Europa: il finanziamento della fase preparatoria delle missioni europee di ricerca e innovazione

6 agosto 2021 di Mauro Varotto

Ho avuto modo di soffermarmi sulle missioni di ricerca e innovazione dell’Unione europea, un nuovo strumento di attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione dell’Unione europea “Orizzonte Europa”, in un articolo di circa due anni fa, quando erano ancora una proposta della Commissione europea.

Tale proposta era nata sulla base di una delle raccomandazioni emerse dal lavoro preparatorio realizzato dal Gruppo di alto livello, istituito dalla Commissione europea e presieduto da Pascal Lamy, ex commissario al commercio della medesima Commissione: adottare per Orizzonte Europa un approccio orientato alla missione e incentrato sull’impatto per affrontare le sfide globali.

Attraverso tale raccomandazione il Gruppo di esperti proponeva all’Unione europea di non disperdere i cospicui fondi per la ricerca e l’innovazione in tanti piccoli progetti sui temi più disparati, ma di concentrarli su alcune grandi sfide sociali, economiche e ambientali, traducendole in vere e proprie “missioni di ricerca e innovazione”, in modo da massimizzare il valore aggiunto dell’intervento dell’Unione e, soprattutto, di ottenere dai progetti finanziati un maggiore potenziale di svolta o di trasformazione per la scienza, la tecnologia, l’industria o la società.

Questa raccomandazione è stata puntualmente recepita nel Regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 aprile 2021, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa, il quale riserva una parte delle risorse dei primi tre anni di attuazione del programma quadro a specifici inviti a presentare proposte per attuare le seguenti cinque missioni:

  • settore di missione 1: Adattamento ai cambiamenti climatici, inclusa la trasformazione della società;
  • settore di missione 2: Cancro;
  • settore di missione 3: Oceani, mari e acque costiere e interne in buona salute;
  • settore di missione 4: Città intelligenti e a impatto climatico zero;
  • settore di missione 5: Salute del suolo e alimentazione.

Ogni missione rappresenta un portafoglio di attività di ricerca e innovazione improntate all’eccellenza e finalizzate a conseguire un impatto in tutte le discipline e i settori, per:

  1. conseguire entro un periodo prestabilito un obiettivo misurabile che non si potrebbe ottenere mediante singole azioni;
  2. conseguire un impatto sulla società e sulla definizione delle politiche tramite la scienza e la tecnologia; e
  3. presentare un interesse per una parte significativa della popolazione europea e per ampie fasce di cittadini europei.

L’organizzazione di iniziative di grande ambizione e di ampia portata sotto forma di missioni dovrebbe consentire al programma quadro di avere un impatto trasformativo e sistemico per la società, peraltro a sostegno degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’ONU.

Le caratteristiche comuni di ciascuna delle cinque missioni europee sono delineate dal citato Regolamento:

a) ispirandosi agli SDG in fase di progettazione e attuazione, hanno un chiaro contenuto di ricerca e innovazione e un valore aggiunto dell’Unione e contribuiscono a conseguire le priorità e gli impegni dell’Unione e gli obiettivi del programma quadro;

b) coprono settori di comune interesse europeo, sono inclusive, incoraggiano un ampio coinvolgimento e la partecipazione attiva di vari tipi di portatori di interessi del settore pubblico e di quello privato, inclusi i cittadini e gli utilizzatori finali, e producono risultati di ricerca e innovazione che potrebbero andare a beneficio di tutti gli Stati membri;

c) sono audaci e stimolanti, e hanno quindi grande rilevanza e impatto a livello scientifico, tecnologico, sociale, economico, ambientale o strategico;

d) indicano una direzione e obiettivi chiari, sono mirate, misurabili e circoscritte nel tempo e hanno una chiara dotazione di bilancio;

e) sono selezionate in modo trasparente e sono incentrate su obiettivi ambiziosi, improntati all’eccellenza e finalizzati a conseguire un impatto, ma realistici, e su attività di ricerca, sviluppo e innovazione;

f) hanno la portata e l’entità richieste e mobilitano le risorse necessarie nonché gli ulteriori fondi pubblici e privati richiesti per conseguire i propri risultati;

g) stimolano le attività in tutte le discipline (incluse le scienze sociali e umane) e comprendono attività che presentano una vasta gamma di livelli di maturità tecnologica (TRL – Technology Readiness Level);

h) sono aperte ad approcci e soluzioni multipli ascendenti che tengono conto delle necessità e dei benefici umani e sociali e riconoscono l’importanza di contributi diversi per realizzarle;

i) infine, beneficiano di sinergie con altri programmi dell’Unione in modo trasparente, nonché con ecosistemi di innovazione nazionali e, se del caso, regionali.

Il primo piano strategico pluriennale 2021-2024 del programma quadro “Orizzonte Europa”, adottato dalla Commissione il 15 marzo 2021, dopo ampie e lunghe consultazioni pubbliche, ha confermato tali cinque missioni europee di ricerca e innovazione, le quali sono state, nel frattempo, impostate da altrettanti “Comitati di missione”, composti, ciascuno, da un massimo di quindici soggetti indipendenti ad alto livello con un’ampia gamma di competenze, provenienti da tutta l’Europa e da altre regioni del mondo e selezionati mediante una procedura ad evidenza pubblica nel 2019.

Il mini-programma di lavoro dedicato alla preparazione dei piani di lavoro delle missioni

Il 15 giugno scorso la Commissione europea, all’interno del primo programma di lavoro biennale di Orizzonte Europa, ha predisposto un mini-programma di lavoro di azioni finalizzate ad avviare la fase operativa per il lancio di tali missioni, una fase durante la quale verranno sviluppati i piani di attuazione, che includeranno obiettivi dettagliati, interventi specifici, strategia di investimento e indicatori di performance per ciascuna missione.

Ad ogni azione preparatoria è stato destinato un importo di circa 5 milioni di euro, stimato necessario per porre le basi per la fase di attuazione delle missioni e, quindi, a sostenere il rapido sviluppo delle azioni di ricerca e innovazione una volta avviate.

Infatti, una volta completati, entro un periodo massimo di un anno, questi piani di attuazione saranno valutati in base a criteri oggettivi. Tale valutazione costituirà la base per una decisione su quali missioni entreranno in piena attuazione.

Inoltre, nell’autunno 2021, la Commissione europea ha programmato un nuovo invito a candidarsi a far parte dei “Comitati di missione” che, pertanto, verranno rinnovati.

Qui di seguito, quindi, presenterò in maniera sintetica le azioni finanziate, aperte alla partecipazione di tutti i soggetti, privati e pubblici, interessati a fornire il proprio contributo alla specifica sfida globale affrontata da ciascuna missione.

Dalla partecipazione a questi inviti a presentare proposte e dalla qualità dei progetti presentati dipenderà la conferma o meno di ciascuna delle cinque missioni proposte.

D’altro canto, è da sottolineare, che la partecipazione di imprese, organismi di ricerca, associazioni, ecc. a questa fase preparatoria delle singole missioni, sarà determinante per la loro partecipazione ai futuri inviti a presentare proposte: infatti, è proprio attraverso queste azioni preparatorie, come si è scritto,  che saranno definiti i programmi di lavoro – e, quindi, le tematiche di ricerca e innovazione – verso i quali saranno indirizzati i futuri finanziamenti europei.

Settore di missione 1: Adattamento ai cambiamenti climatici, inclusa la trasformazione della società

La missione cerca di trasformare l’urgente sfida dell’adattamento ai cambiamenti climatici in un’opportunità, per rendere l’Europa più resiliente e preparata alla sfida climatica e, nel contempo, più competitiva e più equa.

Il successo delle misure di adattamento dipende fortemente dal contesto territoriale e, pertanto, gran parte dell’azione proposta dal mini-programma di lavoro per adattarsi ai cambiamenti climatici avrà luogo a livello regionale e locale.

La resilienza climatica comprende tre dimensioni e principi fondamentali e interconnessi, sui quali dovranno concentrarsi i progetti e le attività:

  • resilienza dei sistemi ambientali, con un impegno per la sostenibilità a lungo termine, in cui i principi di precauzione e non nuocere sono incorporati negli sforzi per rigenerare i sistemi comunitari critici più colpiti dagli impatti climatici;
  • resilienza dei sistemi sociali ed economici, con un impegno per l’equità, l’inclusione, la giustizia sociale e di genere, per coinvolgere bambini e giovani e per non lasciare indietro nessuno;
  • resilienza dei sistemi politici, con un impegno per l’inclusione, la partecipazione, i valori condivisi, la solidarietà e il rispetto della diversità.

Le proposte progettuali per il topic oggetto dell’invito a presentare proposte per il 2021 dovranno definire percorsi credibili per preparare le autorità regionali e locali, i cittadini e altre parti interessate a costruire la resilienza ai cambiamenti climatici.

La scadenza è fissata al 14 settembre 2021; il budget è di 5 milioni di euro per realizzare almeno una azione europea di coordinamento e sostegno (CSA), della durata di tre anni, che coinvolgerà le città e le regioni europee più attive nello sviluppo di attività di studio, ricerca, definizione di nuovi approcci ai cambiamenti climatici, sia dal punto di vista politico che tecnico e finanziario.

Settore di missione 2: Cancro

L’obiettivo della missione sul cancro è di salvare più di tre milioni di vite entro il 2030 e permettere ai malati di cancro di vivere più a lungo e meglio. Le aree di intervento includono: comprendere la malattia; prevenire ciò che è prevenibile; ottimizzare la diagnostica e il trattamento; sostenere la qualità della vita; garantire un accesso equo in tutte le aree summenzionate.

La missione affronterà tutti i tumori poco conosciuti negli uomini e nelle donne, i tumori nei bambini, negli adolescenti/giovani adulti e negli anziani, i tumori nelle persone vulnerabili dal punto di vista socioeconomico, che vivono in città, aree rurali o remote.

Entro il 20 ottobre 2021 la Commissione europea si aspetta proposte volte a definire un percorso credibile per una rapida attuazione della missione.

Il budget per tale azione preparatoria di coordinamento e di sostegno (CSA) è di 3 milioni di euro.

Settore di missione 3: Oceani, mari e acque costiere e interne in buona salute

Gli obiettivi previsti della missione entro il 2030 sono: pulire le acque marine e dolci, ripristinare ecosistemi e habitat degradati e decarbonizzare la Blue Economy, al fine di sfruttare in modo sostenibile i beni e i servizi essenziali che forniscono.

Per consentire il raggiungimento di questi obiettivi, la missione prevede anche una migliore strategia di comunicazione, diffusione e sensibilizzazione, garantendo un ampio coinvolgimento di enti pubblici, comunità scientifica, imprese e altri soggetti interessati e cittadini.

L’invito a presentare proposte per il 2021, finalizzato a preparare la missione, mira al raggiungimento di un programma di lavoro incentrato sui seguenti temi:

  • rigenerazione degli ecosistemi marini e acquatici;
  • inquinamento zero negli ecosistemi marini e acquatici;
  • decarbonizzazione dei settori della Blue Economy.

La scadenza per presentare le proposte di CSA è il 14 settembre 2021, il budget è di 5 milioni di euro.

Settore di missione 4: Città intelligenti e a impatto climatico zero

I principali obiettivi della missione sono: sostenere, promuovere e far conoscere  100 città europee che sono state in grado di favorire una trasformazione sistemica verso la neutralità climatica entro il 2030; trasformare queste città in centri di innovazione per tutte le città europee e assegnare ad esse il ruolo di guida del Green Deal europeo per rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050, mantenendo al centro le esigenze dei cittadini.

La missione introduce un approccio innovativo attraverso un nuovo modello di governance incentrato su una strategia climatica a lungo termine, sistemica e territoriale, attraverso un “City Climate Contract” che includerà le autorità locali, nazionali ed europee e offrirà ai cittadini un ruolo radicalmente nuovo per co-creare e co-implementare, diventando agenti di cambiamento.

Le proposte progettuali su questi temi, durante questa fase preparatoria della missione, dovrebbero definire un percorso credibile per contribuire agli ampi obiettivi dell’area della missione sulle città climaticamente neutre e intelligenti, in linea con la strategia del Green Deal europeo nonché l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, e per raggiungere i seguenti obiettivi:

  • transizione sistemica verso la neutralità climatica all’interno delle città;
  • neutralità climatica e modernizzazione dei sistemi di trasporto e mobilità;
  • ristrutturazioni edilizie efficienti dal punto di vista energetico e delle risorse;
  • ristrutturazione degli spazi urbani combinando sostenibilità, accessibilità ed estetica in un modo incentrato sull’uomo.

La scadenza per candidarsi è fissata il 14 settembre 2021 e il budget è di 4 milioni di euro, per una o più azioni di coordinamento e di sostegno (CSA) a livello europeo.

Settore di missione 5: Salute del suolo e alimentazione

Gli obiettivi della missione sono di garantire che, entro il 2030, almeno il 75% dei suoli in ciascuno Stato membro dell’Unione europea sia sano, o mostri un miglioramento significativo verso il raggiungimento delle soglie di indicatori fissati dalla strategia “Dal produttore al consumatore”,  e supporti i servizi ecosistemici.

Per raggiungere il suo scopo e obiettivi, la missione prevede azioni tra territori (zone rurali e urbane) e tra settori produttivi. Avrà quindi un impatto di vasta portata sulle pratiche in agricoltura, silvicoltura, nel settore alimentare e nelle altre industrie (ad esempio bioindustria e rifiuti), nonché sulla pianificazione dell’uso del suolo nelle aree rurali e urbane.

Per avere successo, la Missione richiede che i consumatori e la società in generale conoscano i suoli, ne apprezzino il valore e contribuiscano attivamente a pratiche rispettose del suolo, anche attraverso le scelte dei consumatori. Molte delle azioni necessarie per affrontare la salute del suolo hanno un impatto diretto sugli obiettivi di tutte le altre missioni di ricerca e innovazione dell’Unione: il sequestro del carbonio nel suolo supporta la mitigazione del clima; la gestione mirata dei nutrienti porterà a miglioramenti della qualità dell’acqua; i suoli sono il fondamento della infrastrutture urbane verdi e soluzioni basate sulla natura (ad es. protezione dalle inondazioni urbane); infine, una riduzione dell’inquinamento del suolo riduce il rischio di cancro.

La scadenza per presentare le proposte è fissata al 20 ottobre 2021 e il budget è di 5 milioni di euro per una o più azioni europei di coordinamento e sostegno (CSA) volte a promuovere la creazione di “Living labs” (LL – laboratori viventi) e “Lighthouses” (LH – fari) anche nel settore della gestione del suolo, dove sono ancora poco diffusi.

LL e LH, infatti, stanno emergendo come luoghi di coinvolgimento delle comunità per co-creare, testare e migliorare soluzioni in vari ambiti. In particolare:

  • i Living Lab sono spazi di co-innovazione attraverso la ricerca partecipata, transdisciplinare e sistemica;
  • i Lighthouses sono luoghi di dimostrazione di soluzioni, formazione e comunicazione.

Attività nazionali sulle missioni europee

Una specifica “destinazione” del mini-piano di lavoro sulle missioni europee è incentrata sul finanziamento di attività complementari alle missioni europee, svolte a livello nazionale.

L’obiettivo dei topic di questa destinazione è di sviluppare una rete di coordinamento per coinvolgere gli Stati membri, e in particolare i rispettivi programmi e azioni, a sostegno delle missioni e verso il raggiungimento degli obiettivi stessi delle missioni, poiché le azioni di ricerca e innovazione a livello unionale da sole non saranno sufficienti per ottenere l’impatto sociale che intendono produrre.

Le azioni complementari degli Stati membri e dei paesi associati a Orizzonte Europa aumenteranno significativamente le possibilità di successo delle missioni e la rete che la Commissione intende creare e finanziare faciliterà l’allineamento e, ove possibile, il coordinamento di queste azioni, a sostegno delle missioni e ne aumenterà l’impatto.

L’invito a presentare proposte relativo a questo tema, che scade il 14 settembre 2021, quindi, dovrebbe definire un percorso credibile per contribuire ai seguenti obiettivi:

  • maggiore impegno a livello istituzionale negli Stati membri dell’Unione e nei paesi associati per attuare azioni complementari a sostegno delle missioni europee;
  • facilitare gli scambi di idee e conoscenze su come raggiungere gli obiettivi della missione e come sostenerli attraverso azioni nazionali, regionali e locali;
  • maggiore preparazione per l’attuazione della missione.

Sviluppo di progetti dimostrativi sul Bauhaus europeo

Infine, il mini-programma di lavoro dedica una attenzione specifica allo sviluppo di “Lighthouses” nell’ambito dell’iniziativa europea “New European Bauhaus (NEB), la quale rappresenta l’aspetto culturale del Green Deal europeo e mira alla creazione di nuovi modi di abitare e vivere insieme.

Nel 2021, 25 milioni di euro sono stanziati per finanziare progetti presentati entro il 25 gennaio 2022, per conseguire i seguenti impatti:

  • rafforzare i collegamenti tra le missioni e la NEB sulle principali sfide ambientali e sociali;
  • maggiore preparazione per l’attuazione della missione in un approccio multilivello e multidisciplinare;
  • dimostrare il vantaggio di applicare un approccio NEB (combinando la sostenibilità con l’estetica e l’inclusione) alla trasformazione territoriale.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

European Commission, LAB – FAB – APP — Investing in the European future we want: report of the independent High Level Group on maximising the impact of EU Research & Innovation Programmes, luglio 2017

European Commission, Horizon Europe. Strategic plan 2021-2024, 15 marzo 2021

European Commission, Horizon Europe, Work Programme 2021-2022. 12. Missions, Decision C(2021)4200 of 15 June 2021

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