Orizzonte Europa: le missioni di ricerca e innovazione dell’Unione europea

11 ottobre 2019 di Mauro Varotto

Come rendere comprensibile ai cittadini il valore degli investimenti in ricerca e innovazione realizzati dall’Unione europea? E, dall’altro lato, come massimizzare l’impatto degli investimenti in ricerca e innovazione raggiungendo obiettivi ambizioni in alcune sfide globali?

Uno degli strumenti individuati da “Orizzonte Europa” – il programma quadro di ricerca e innovazione dell’Unione europea per il periodo 2021-2027 – è il cosiddetto “approccio orientato alla missione” (Mission-oriented policy), costruito sul modello della missione spaziale Apollo 11 che, nel 1969, esattamente cinquant’anni fa, portò allo sbarco dei primi uomini sulla Luna, e sulla base delle esperienze già maturate in Europa con i progetti-faro “Graphene”, “Human Brain” e “Quantum”.

 

Le missioni europee di ricerca e innovazione

Una missione europea di ricerca e innovazione, in sostanza, consisterà in un portafoglio di progetti di ricerca e innovazione improntati all’eccellenza e finalizzati a conseguire un impatto importante in una grande sfida, coinvolgendo tutte le discipline scientifiche e i settori tecnologici.

In particolare, tale portafoglio di progetti dovrà:

  • conseguire, entro un periodo di tempo prestabilito, un obiettivo misurabile, che non si potrebbe ottenere attraverso la realizzazione di singoli progetti, sulla base del principio secondo cui “ciò che può essere misurato può essere realizzato” (What gets measured gets done);
  • conseguire un impatto sulla società e sull’elaborazione delle politiche, grazie ai risultati ottenuti dalla scienza e dalla tecnologia;
  • essere rilevante per una parte significativa della popolazione europea e per un’ampia gamma di cittadini europei.

La Commissione europea, che ha ideato lo strumento sulla base di uno studio della economista Mariana Mazzucato, oggi professore all’Università di Londra, propone come esempio di missione europea la eliminazione della plastica negli oceani: in tale contesto, gli obiettivi di una missione di ricerca e innovazione potrebbero comprendere, ad esempio, la riduzione del 90% della quantità di materie plastiche che finiscono nell’ambiente marino e la raccolta di oltre la metà delle materie plastiche presenti nei nostri oceani entro il 2025.

Lo schema seguente illustra l’approccio orientato alla missione.

 

Fonte: Mariana Mazzucato, Mission-Oriented Research & Innovation in the European Union, 2018

 

L’obiettivo delle missioni, quindi, non sarà astratto, ma concreto: mobilitare investimenti in molteplici settori lungo l’intera catena di valore interessata, le politiche europee e nazionali (ad esempio, in materia di energia e clima, trasporti, tecnologie produttive avanzate, salute e nutrizione, digitale), varie discipline scientifiche, comprese le scienze sociali e umanistiche (pertanto ogni missione sarà caratterizzata da un forte approccio multidisciplinare), coinvolgendo i diversi operatori e portatori di interessi e creando sinergie con le strategie di ricerca e innovazione a livello nazionale, regionale e locale.

Tutto ciò richiederà un processo di preparazione inclusivo che, da un lato, individui i settori con maggiori potenzialità in termini di scala dell’impatto economico e, dall’altro, affronti le sfide sociali emergenti.

 

Criteri di selezione delle prime cinque missioni europee

Le missioni su cui punterà l’Unione europea nei prossimi tre anni, già concordate con gli Stati membri, sono i seguenti cinque:

  • settore di missione 1: adattamento ai cambiamenti climatici, inclusa la trasformazione della società;
  • settore di missione 2: cancro;
  • settore di missione 3: oceani, mari e acque costiere e interne in buona salute;
  • settore di missione 4: città intelligenti e a impatto climatico zero;
  • settore di missione 5: salute del suolo e alimentazione.

 

Fonte, Commissione europea, 2019

 

Le missioni sono state selezionate seguendo alcuni criteri di fondo:

  • rispondono agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite;
  • hanno un chiaro contenuto di ricerca e innovazione;
  • presentano un valore aggiunto europeo poiché contribuiscono a raggiungere le priorità e gli impegni dell’Unione e gli obiettivi del programma Orizzonte Europa;
  • coprono settori di comune interesse europeo, sono inclusive e incoraggiano un ampio coinvolgimento e la partecipazione attiva di vari tipi di parti interessate dei settori pubblico e privato, compresi i cittadini e gli utenti finali;
  • producono risultati che possano andare a beneficio di tutti gli Stati membri;
  • sono audaci e stimolanti, hanno quindi grande rilevanza e impatto a livello scientifico, tecnologico, sociale, economico, ambientale o politico;
  • indicano una direzione e obiettivi chiari e sono mirate, misurabili, circoscritte nel tempo e hanno un bilancio definito.

 

La governance delle missioni

Ogni missione sarà preparata, programmata e attuata da un Consiglio di missione (Mission board).

I Consigli di missione, ciascuno composto da un gruppo di 15 esperti provenienti dal mondo dell’innovazione, della ricerca, delle istituzioni, della società civile e delle organizzazioni di imprese e di professionisti, sono stati creati dalla Commissione europea sulla base di un invito a manifestare interesse lanciato il 13 maggio scorso.

Il 4 luglio 2019 al Consiglio informale COMPET di Helsinki, il commissario Carlos Moedas ha annunciato i presidenti dei Consigli di missione di Orizzonte Europa:

  • Connie Hedegaard, ex commissario europeo per l’azione per il clima, presiede il Consiglio di missione: “Adattamento ai cambiamenti climatici, compresa la trasformazione della società”;
  • Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Università Cattolica di Roma, già presidente dell’Istituto superiore di sanità, presiede la missione sul cancro, sostituendo il dimissionario Harald zur Hausen, Premio Nobel per la Medicina nel 2008;
  • Pascal Lamy, ex commissario europeo al commercio mondiale e direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio, presiede la missione: “Oceani sani, mari, acque costiere e acque interne”;
  • Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, presiede la missione su “Città intelligenti e a impatto climatico zero”;
  • Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, presiede il Consiglio di missione “Salute del suolo e alimentazione”.

I Consigli di missione sono già operativi e hanno individuato i settori da finanziare: per fare un esempio, quello sui tumori ha individuato i campi della prevenzione, dei determinanti del cancro, dell’ottimizzazione delle cure e della gestione dei “survivors”, cioè del sempre maggior numero di persone che, fortunatamente, sopravvivono al tumore. Quindi, la missione finanzierà sia ricerca di base che interventi sociali e clinici.

Nei prossimi mesi, infine, ciascun Consiglio di missione si occuperà della fase preparatoria dei bandi attraverso i quali saranno selezionati i progetti che andranno a costituire il portafoglio della missione.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

La pagina web della Commissione europea sulle missioni di ricerca e innovazione.

Per comprendere l’approccio europeo è utile la lettura dei due lavori elaborati dalla prof.ssa Mariana Mazzucato per la Commissione europea:

I membri dei Consigli di missione sono pubblicati a questo link.

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