Analisi del Programma di lavoro UE 2024: nuove iniziative, semplificazione normativa e priorità per clima, digitale, competitività e democrazia.
Introduzione
Come è noto, ogni anno la Commissione europea adotta un programma di lavoro in cui sono elencate le azioni che prevede di realizzare nell’anno successivo: tale strumento, quindi, informa per tempo i cittadini, le imprese e i co-legislatori (Parlamento e Consiglio dell’Unione europea) sui futuri impegni politici in termini di presentazione di nuove iniziative, ritiro di proposte in sospeso e riesame della normativa europea vigente.
Giunta al termine dei cinque anni di mandato, con la realizzazione di oltre il 90% degli impegni assunti negli orientamenti politici 2019-2024, le nuove iniziative delineate nel programma di lavoro della Commissione europea per il 2024 – intitolato: “Trasformare il presente e prepararsi al futuro” – si limitano a quelle ancora necessarie per rispettare gli impegni rimasti o per affrontare le sfide emergenti, fino all’inizio di giugno, nel quale vi saranno le elezioni del Parlamento europeo e il rinnovo delle principali Istituzioni dell’Unione, a partire dalla Commissione stessa.
Il programma di lavoro 2024 prevede, nello specifico:
- 18 nuove iniziative politiche;
- 26 proposte di semplificazione della legislazione vigente;
- 6 proposte di ritiro di proposte legislative, perché obsolete o superate da nuove iniziative della Commissione europea.
Inoltre, il programma di lavoro contiene l’elenco delle 154 proposte legislative, già presentate dalla stessa Commissione e attualmente all’esame dei co-legislatori europei, per essere approvate possibilmente prima della scadenza del mandato quinquennale.
Le nuove iniziative per il 2024
Le 18 nuove iniziative politiche riguardano sia proposte legislative che non legislative.
In campo climatico-ambientale, ad esempio, sono previsti la fissazione di un obiettivo climatico intermedio anche per il 2040, al fine di raggiungere l’obiettivo delle neutralità climatica entro il 2050. Oggi, come è noto, l’Unione europea ha stabilito un obiettivo vincolante di riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.
Inoltre, è stata appena presentata una strategia per l’energia eolica per accelerare la diffusione delle turbine eoliche, migliorare l’accesso ai finanziamenti e sostenere la competitività internazionale dell’industria europea, ed è imminente la nuova strategia che riguarderà la gestione delle risorse idriche, al fine di garantire l’accesso all’acqua per i cittadini, la natura e l’economia, affrontando, allo stesso tempo, le inondazioni catastrofiche e le carenze idriche.
In campo industriale, sono attese a breve nuove strategie per le biotecnologie, per i materiali avanzati e per l’industria europea della difesa.
Proseguono anche i lavori per il diploma europeo congiunto, un titolo di studio universitario rilasciato a livello europeo e riconosciuto in tutti gli Stati membri (al Joint European Degree label ho dedicato un articolo al quale rinvio).
Infine, la Commissione pubblicherà la nona relazione sulla coesione, che delineerà lo stato della coesione sociale, economica e territoriale nell’Unione, facendo il punto sulle azioni intraprese negli ultimi anni e formulando le proposte per il periodo di programmazione post 2027, anche sulla base dei risultati del Gruppo di specialisti di alto livello sul futuro della politica di coesione, istituito dalla Commissione un anno fa e che dovrebbe concludere i lavori entro gennaio 2024.
Le proposte di semplificazione
Al fine di raggiungere l’obiettivo di ridurre del 25% gli oneri associati agli obblighi di comunicazione delle imprese – pur senza compromettere gli obiettivi politici in campo sociale, ambientale o economico o in materia di sicurezza e protezione dei consumatori – tra le 26 nuove proposte di semplificazione e razionalizzazione della normativa europea, la Commissione europea intende portare avanti riforma del codice doganale dell’Unione, che consentirà agli operatori commerciali di risparmiare circa 2 miliardi di € sui costi. Inoltre, la proposta di revisione delle norme sulle indagini statistiche sulle imprese mira a ridurre i costi per le PMI di 450 milioni di €. Infine, la soppressione di taluni obblighi di informativa relativi a casi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) e la sostituzione della piattaforma di risoluzione delle controversie online apporteranno alle imprese benefici complessivi pari a circa 630 milioni di € all’anno.
Tuttavia, le novità più rilevanti riguardano la finanza sostenibile, al cui pacchetto complessivo di proposte legislative ho dedicato un mio recente articolo.
La prima consiste nel rinvio del termine per l’adozione dei principi europei di rendicontazione di sostenibilità specifici per settori (direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità), al fine di dare ai portatori di interessi il tempo sufficiente per adeguarsi ai nuovi requisiti: in particolare, la proposta rinvia di due anni il termine per l’adozione dei principi europei settoriali di rendicontazione di sostenibilità (termine attuale: giugno 2024).
La seconda riguarda la proposta di direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, all’esame dei co-legislatori, per la quale la Commissione sosterrà l’applicazione proporzionata degli obblighi, in particolare in ambiti quali il ruolo dei gruppi, al fine di garantire l’efficienza ed evitare oneri inutili.
Le principali proposte legislative pendenti
Tra le 154 proposte legislative, già presentate dalla Commissione europea e attualmente al vaglio dei co-legislatori, 46 riguardano il Green Deal europeo che, come è noto, ha come obiettivi conseguire la neutralità climatica, l’economia circolare e un’economia a zero emissioni nette entro il 2050, nonché prevenire il degrado ambientale, preservare la biodiversità e creare un ambiente a inquinamento zero.
Tali proposte – molte delle quali ho presentato in questo blog – comprendono, per fare qualche esempio, quelle riguardanti gli assorbimenti di carbonio, la riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia, le emissioni industriali, la prestazione energetica nell’edilizia, i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO₂ per i veicoli pesanti di nuova produzione, l’omologazione di veicoli a motore e motori, la revisione delle norme sulla circolarità dei veicoli, la revisione del regolamento TEN-T e il pacchetto per rendere più ecologico il trasporto merci, nonché l’assetto del mercato dell’energia elettrica, il gas rinnovabile, il gas naturale e l’idrogeno.
Inoltre, per promuovere un’agricoltura sostenibile e la sicurezza alimentare dovrebbero essere approvate anche le proposte relative alle piante ottenute da alcune nuove tecniche genomiche e all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Per avvicinare l’Europa a una vera economia circolare è necessario un rapido accordo sulle specifiche di progettazione ecocompatibile dei prodotti, dei rifiuti e degli imballaggi sostenibili, delle spedizioni di rifiuti e della riparazione dei beni.
Infine, per progredire verso l’inquinamento zero e proteggere e ripristinare la natura, occorre tradurre in legge le proposte sul ripristino della natura, la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze chimiche, la qualità dell’aria, il trattamento delle acque reflue urbane e la protezione delle acque superficiali e sotterranee.
Altre 21 proposte legislative pendenti riguardano la digitalizzazione dell’economia. Sono ancora necessari sforzi per concordare le principali iniziative in sospeso volte a completare l’agenda digitale e sfruttare i vantaggi dell’intelligenza artificiale. Inoltre, la normativa sulle materie prime critiche consentirà all’Europa di rafforzare l’approvvigionamento interno, anche potenziando le capacità di raffinazione e riciclaggio, diversificando le importazioni di questi materiali fondamentali e incentivando l’industria europea a gestire meglio i rischi di approvvigionamento; la normativa sull’industria a zero emissioni nette sosterrà l’industria europea nello sviluppo e nell’adozione di tecnologie innovative e strategiche necessarie in un’economia a zero emissioni nette, come le turbine eoliche, le pompe di calore, i pannelli solari, gli elettrolizzatori, le tecnologie nucleari e lo stoccaggio di CO2; infine, il pacchetto di aiuti per le PMI, con la sua revisione della direttiva sui ritardi di pagamento e la semplificazione fiscale che istituisce un sistema fiscale della sede centrale, è concepito per sostenere ulteriormente le piccole e medie imprese europee.
Un pacchetto di 42 proposte legislative è volto al rafforzamento del modello, unico al mondo, di economia sociale di mercato dell’Unione europea. Le principali proposte legislative in sospeso riguardano l’Unione dei mercati dei capitali, compreso l’accesso delle imprese ai mercati pubblici dei capitali; il completamento dell’Unione bancaria con il riesame della gestione delle crisi e dell’assicurazione dei depositi.
In campo sociale, invece, la Commissione continuerà a sostenere i co-legislatori nella ricerca di un accordo sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale a livello europeo.
Altre 28 proposte legislative all’esame del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea interessano le politiche per assicurare lo stile di vita europeo: dalle norme in materia di sanità a quelle relative al nuovo patto per la migrazione e l’asilo, alla cibersicurezza e, non da ultimo, alle proposte volte a rafforzare la sicurezza dei cittadini europei e combattere efficacemente la criminalità nel rispetto dei nostri valori fondamentali condivisi
Infine, 17 proposte legislative da adottare in via definitiva interessano il rafforzamento e il rilancio della democrazia europea, alla luce del Piano d’azione per la democrazia europea. In questo contesto, la Commissione europea chiede di accelerare l’iter di adozione di una serie di proposte chiave sulla trasparenza e sull’equità del processo elettorale, sul rafforzamento e la tutela dei diritti dei diversi gruppi della società e per garantire la libertà e l’indipendenza dei giornalisti nell’Unione europea. Recenti iniziative legislative riguardano anche la costruzione della resilienza democratica dall’interno e per proteggere l’Europa da indebite influenze esterne. La Commissione annovera anche la necessità di un accordo tra co-legislatori sulla direttiva sulle azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) e sulla legge sulla libertà dei media. Non da ultimo, la Commissione invita i co-legislatori anche a trovare un accordo sulle proposte di direttiva sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, sulla direttiva sui diritti delle vittime, sulle proposte di norme relative agli enti nazionali per le pari opportunità e sulla direttiva che istituisce la carta europea della disabilità.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Comunicazione della Commissione europea, Programma di lavoro della Commissione 2024. Trasformare il presente e prepararsi al futuro, doc. COM(2023) 638 del 17.10.2023
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione dei più emblematici programmi di lavoro annuali della Commissione europea dal 2020 a oggi, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
9 gennaio 2026. Unione europea 2026: l’anno chiave del ciclo politico 2024-2029
18 febbraio 2025. Programma di lavoro della Commissione europea per il 2025
13 gennaio 2023. Priorità legislative dell’UE per il biennio 2023-2024
8 gennaio 2021. Un’Unione europea vitale in un mondo fragile: priorità e obiettivi della Commissione nel 2021
21 febbraio 2020. Il programma di lavoro della Commissione “geopolitica” europea per il 2020
3 gennaio 2020. Le principali attività dell’Unione europea nel 2020
